Lucania

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La regione storica della Lucania

La Lucania era una regione storica dell'Italia antica e corrispondeva al territorio nel quale le genti italiche di lingua osca si cristallizzarono nel popolo dei Lucani, a partire dal V secolo a.C. La regione comprendeva quasi tutta l'odierna Basilicata, con l'esclusione della zona settentrionale del Vulture (il territorio di Venosa) e della zona più orientale oltre il fiume Bradano dove si trova Matera, ma con l'aggiunta a ovest del Cilento e del Vallo di Diano oggi in Campania, ed sud-ovest fino al fiume Lao oggi in Calabria.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La Lucania era un antico distretto dell'Italia Meridionale; si estendeva dal mar Tirreno fino al golfo di Taranto. Comprendeva quindi: a nord-ovest, la parte centro-meridionale dell'odierna Provincia di Salerno, con gli attuali Cilento e Vallo di Diano, e la zona sannita dell'Irpinia; a sud, la parte nordorientale dell’alta Calabria, da Castrovillari a Sibari; al centro, conteneva tutta l’attuale regione Basilicata. I limiti precisi erano: la Valle del Sele a nord-ovest, che la separava dalla Campania; la Valle del Bradano a est-sud-est, che la separava dall'Apulia; i due fiumi Lao e Crati, che a sud-sud-ovest la separavano dalla Bruzia. Quasi tutto il territorio era occupato dagli Appennini e a nord era delimitato dalla catena dei monti Alburni; comprendeva il golfo di Policastro fino alle vette del Monte Sirino e del Pollino, oltrepassati i quali si arrivava alla foce del Lao. Verso est le montagne degradavano in altipiani fino a giungere alla Piana di Metaponto e al golfo di Taranto.

Spiega il geografo greco Strabone:

« La Lucania [...] [si estende] dal fiume Lao, mentre fino a Metaponto dalla parte del golfo di Sicilia [lo Ionio]. Esterna all'Italia è la zona tarantina, che è vicina a Metaponto, e gli abitanti Iapigi [...]. Poi il nome di Italia e di Enotria si estese anche fino a Metaponto e alla Siritide [...]. Dunque la Lucania sta tra la costa tirrenica e quella siciliana, dal Sele al Laus, e da Metaponto a Thurii; sul continente, va dai Sanniti all'istmo da Thurii a Cerilli, vicino al Lao: l'istmo misura trecento stadi [55,5 km] »
(Strabone, Geografia, VI, 4)
La regione storica secondo The Historical Atlas

Questa divisione venne mantenuta nel corso dell’età augustea, quando questo territorio, insieme all’attuale nord della Calabria, venne inserito nella Regio III Lucania et Bruttii, brevemente descritta da Plinio il Vecchio:

(LA)
« A Silero regio tertia et ager Lucanus Bruttiusque incipit [...]. Flumen Laus fuit et oppidum eodem nomine, ab eo Bruttium litus [...]. Est inter Sirim et Acirim Heraclea, aliquando Siris vocitata, flumina Talandrum, Casuentum, oppidum Metapontum, quo tertia Italiae regio finitur. Mediterranei Bruttiorum Aprustani tantum; Lucanorum autem [...]. Praeterea interisse Thebas Lucanas Cato auctor est, et Pandosiam Lucanorum urbem fuisse Theopompus, in qua Alexander Epirotes occubuerit. »
(IT)
« Dal Sele parte la III regione ed inizia il territorio di Lucania e Bruzio [...]. Il fiume Lao è omonimo di una città: da esso inizia la costa del Bruzio. [...] Tra il fiume Siris e l'Aciris c'è Heraclea, a volte chiamata Siris. Ai fiumi Acalandro e Casuento ed alla città di Metaponto termina la III regione d'Italia. Sono mediterranei, tra i popoli bruzi, solo gli Aprustani, tra i Lucani solo gli abitanti di Atena [...] Tra l'altro, sappiamo da Catone che è scomparsa Tebe di Lucania, da Teopompo che scomparve Pandosia, nella quale morì Alessandro d'Epiro»
(Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, III, 72; 97-98)

Questa antica regione era conosciuta dagli antichi popoli per i suoi fittissimi ed estesi boschi, i quali furono sfruttati sia dai Romani sia dagli altri popoli che conquistarono queste terre[1].

Città[modifica | modifica wikitesto]

Le città principali sul litorale orientale erano Metapontum, Heraclea e precedentemente Siris; sul litorale ad ovest Posidonia, conosciuta sotto il governo romano come Paestum; delle città dell'entroterra le più importanti erano Potentia, Bantia, Acheruntia, Grumentum, Muranum, Atina, Strapellum, Popilii, Tegianum, Sontia, Buxentum, Pandosia, Cosilinum (l'attuale Padula), Eburi e Volcei. Vi è, inoltre, in località Civita, nel territorio di Tricarico, una grande città della quale non ci è pervenuto il nome, che si è sviluppata tra il IV ed il I a.C., su un pianoro esteso circa 42 ettari, circondato da mura di fortificazione. La sua importanza è data proprio dalla estensione, ben superiore a tutti i siti conosciuti[senza fonte]. La Lucania era attraversata dalle grandi direttrici delle vie consilari via Popilia, via Herculia e via Appia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Basilicata.

I Lucani e i Greci[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lucani e Magna Grecia.

Per gli antichi Greci l'entroterra delle colonie della Magna Grecia era terra degli Enotri, mentre i litorali, da entrambi i lati, erano occupati dalle loro colonie, che senza dubbio successivamente hanno esteso la loro influenza anche all'interno.

I Lucani, popolo italico di lingua osca, si insediarono nell'area nel V secolo a.C. Sappiamo da Strabone[2] che gli antichi Lucani pre-greci ebbero una costituzione democratica, salvo in tempo di guerra, quando un dittatore veniva scelto fra dai magistrati normali. All'inizio del IV secolo a.C. si espansero verso sud-ovest, nell'attuale Calabria, dove vennero in conflitto con i Greci della Magna Grecia, in particolare con Siracusa che riuscì a dividere i Lucani e a sbarrare loro il passo. L'espansionismo del popolo italico si volse allora verso est, dove si scontrò con Taranto.

La dominazione romana[modifica | modifica wikitesto]

Le regioni augustee nell'Italia meridionale
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerre pirriche, Guerre sannitiche e Guerra sociale.

Il distretto di Lucania fu chiamato così nel III secolo a.C. dai Romani[3], che diedero un'unità regionale al popolo degli antichi Lucani. La discesa dei Romani interruppe il lungo periodo di pace vissuto dalla Lucania nell'orbita della Magna Grecia. La Lucania fu attraversata dalle Guerre sannitiche e dalle Guerre pirriche contro la potenza in ascesa di Roma, che riuscì infine a sottometterla nel 275 a.C. Alcune iscrizioni in lingua osca sopravvissero principalmente nei caratteri greci su alcune monete, a partire dal IC o III secolo a.C.

I Lucani, insieme ai Sanniti loro affini, si ribellarono nuovamente al dominio romano con la Guerra sociale (9088 a.C.), che portò i popoli della Lucania al declino completo. In questo periodo infatti Strabone parla[4] dello svuotamento delle città greche del litorale e l’affermazione della malaria nelle pianure e nelle valli. Le poche città dell'entroterra non avevano nessuna importanza. Da qui iniziò un potente disboscamento delle foreste per il legno delle navi romane e di conseguenza si crearono grandi pascoli, ma si estinsero orsi e lupi[senza fonte]. Durante l’era di Augusto la Lucania fu unita al distretto dei Bruzi per costituire la Regio III Lucania et Bruttii.

Il Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lucania (thema), Ducato di Benevento e Ducato di Calabria.

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente la Lucania entrò a far parte dei domini longobardi del ducato di Benevento. Dal 968, con il dominio bizantino, venne creato il thema di Lucania con capitale Tursikon[5]. Il thema venne inquadrato all'interno del catepanato d'Italia assieme al thema di Langobardia e al thema di Calabria[5]. Successivamente, con l'arrivo dei Normanni, il thema scomparve e venne proclamato, nel 1059, il Ducato di Puglia, Calabria e Sicilia, con capitale prima Melfi, in seguito Salerno e infine Palermo. Melfi rimase comunque un punto di riferimento della loro epoca.

Sotto il dominio normanno e con lo spostamento della capitale del ducato l'antica Lucania scomparve e il giustizierato prese il nome attuale, Basilicata, perdendo i territori della Campania meridionale ma acquisendo altri come la zona del Vulture e la restante parte dell'attuale provincia di Matera[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Istituto di studi romani, Italia romana, pag. 48
  2. ^ Luigi Pareti, Angelo Russi, Storia della regione lucano-bruzzia nell'antichità, pag 223
  3. ^ Lucilla De Lachenal, Da Leukania a Lucania, pag. 108
  4. ^ Domenico Musti, Strabone e la Magna Grecia: Città e popoli dell'Italia antica, pag. 117
  5. ^ a b Adele Cilento, Bisanzio in Sicilia e nel sud dell'Italia, pag. 65-66
  6. ^ Antonio Canino, Basilicata, Calabria, Touring Editore, 1980, pag. 120.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Azienda di Promozione Turistica Regionale, Basilicata - Atlante Turistico delle aree prodotto e sistemi turistici locali, Novara, DeAgostini, 2005.
  • T. Pedìo, Cartulario della Basilicata, Venosa, Appia 2 Editrice, 1998.
  • G. Antonini, La Lucania, Discorsi, Napoli, F. Tromberli, 1745.
  • Domenico Musti, Strabone e la Magna Grecia: Città e popoli dell'Italia antica, Esedra, 1988.
  • Lucilla De Lachenal, Da Leukania a Lucania: la Lucania centro-orientale fra Pirro e i Giulio-Claudii, Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, Libreria dello Stato, 1993.
  • Istituto di studi romani, Italia romana, Istituto di studi romani, 1948.
  • Adele Cilento, Bisanzio in Sicilia e nel sud dell'Italia, Udine, Magnus Edizioni SpA, 2005, ISBN 88-7057-196-3.
  • Olivier de Cazanove, Civita di Tricarico I Le quartier de la maison du monolithe et l'enceinte intermédiaire, Roma, Ecole française de Rome, 2008.
  • Olivier de Cazanove, Civita di Tricarico nell’età della romanizzazione, in "Modalità insediative e strutture agrarie nell'Italia meridionale in età romana" a cura di Elio Lo Cascio e Alfredina Storchi Marino, Bari, Edipuglia, 2001.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Popolazioni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]