Vibonati

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Vibonati
comune
Vibonati – Stemma
Vibonati – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Sindaco Massimo Marcheggiani (lista civica) dal 15/05/2011
Territorio
Coordinate 40°06′00″N 15°35′00″E / 40.1°N 15.583333°E40.1; 15.583333 (Vibonati)Coordinate: 40°06′00″N 15°35′00″E / 40.1°N 15.583333°E40.1; 15.583333 (Vibonati)
Altitudine 110 m s.l.m.
Superficie 20,34 km²
Abitanti 3 278[1] (31-12-2010)
Densità 161,16 ab./km²
Frazioni Villammare
Comuni confinanti Casaletto Spartano, Ispani, Santa Marina, Sapri, Torraca, Tortorella
Altre informazioni
Cod. postale 84079
Prefisso 0973
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065156
Cod. catastale L835
Targa SA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 1 069 GG[2]
Nome abitanti vibonatesi
Patrono sant'Antonio abate
Giorno festivo 17 gennaio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Vibonati
Posizione del comune di Vibonati all'interno della provincia di Salerno
Posizione del comune di Vibonati all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale

Vibonati (Livunàti in dialetto cilentano[3]) è un comune italiano di 3.294 abitanti della provincia di Salerno in Campania.

Il Comune fa parte dell'Associazione "Borghi Autentici d'Italia"

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Centro agricolo del Golfo di Policastro, situato nell'entroterra a NW di Sapri, su uno sprone sottile ed allungato, la cui configurazione è ricalcata sulla struttura dell'abitato, compreso tra due valli tributarie del torrente Cacafava, presso la cui foce è Villammare. Vibonati si trova ai margini del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano a pochi chilometri dalla Basilicata e dalla Calabria.

Il centro del paese è arroccato ed è composto di un centro storico di origine medioevale molto caratteristico. La frazione Villammare si estende sul mare ed è a forte vocazione turistica. Questo borgo marinaro, nato come residenza estiva dei nobili e villaggio di pescatori, attira ogni anno migliaia di turisti, al pari delle più rinomate Sapri, Marina di Camerota e Palinuro. Infatti, nei mesi estivi si registrano circa 15.000 presenze, grazie a strutture ricettive varie e ben organizzate. Vibonati è invece sede di un crescente interesse da parte di turisti che, oltre al mare, vogliono ammirare anche le bellezze artistiche che questo angolo di paradiso offre. Da segnalare la presenza nella frazione di una Torre telegrafica risalente al periodo vicereale spagnolo conservata in ottimo stato. Il capoluogo ospita il Museo della Civiltà Contadina realizzato da un abitante del luogo, il quale ha raccolto vari strumenti utilizzati dai contadini del secolo scorso. A Vibonati si riscopre un perfetto connubio tra vecchi sapori cilentani e cultura marinara. Il prodotto tipico è la soppressata, il capicollo e i "migliatieddi".

Storia[modifica | modifica sorgente]

Chiamato in passato li Bonati, Libonati o semplicemente Bonati, secondo storici locali, Vibonati sarebbe stata fondata da coloni romani e sia la Vibo ad Siccam di cui parla Cicerone. Altri studiosi ipotizzano una sua fondazione da parte di esuli fenici provenienti da Tiro, visto che una parte del paese è denominata Tirone. Comunque la prima menzione del borgo risale al 1415, quando fu concesso a Masello Conte di Ravello[4]. Nel 1603 Carlo Caracciolo ne fece vendita a Diego Simone, da cui passò a Francesco Pertinet, e Fabio di Bologna e a Francesco Galuppo. Al termine del periodo feudale era possesso di Teresa Caracciolo, principessa di Policastro. Vibonati è stato al centro dei sanguinosi moti cilentani del 1848 e, il 3 settembre 1860, ha ospitato Giuseppe Garibaldi, come ricorda una lapide posta sulla facciata del palazzo De Nicolelis. Questo borgo ha sempre assunto un ruolo molto importante nel Golfo di Policastro in quanto fino all'immediato dopoguerra è stato sede del Real Ufficio del Registro, della Pretura e delle Carceri. Successivamente, con l'emigrazione di molti vibonatesi, questa importanza si è andata via via riducendosi.

Dal punto di vista artistico, Vibonati è denominato "il paese dei portali" per la grande quantità di portali, appunto, che si rincorrono tra le viuzze (ruve) del borgo. Di estremo valore artistico sono, inoltre, le Chiese in cui si osservano dipinti del XII e del XIII secolo. Le più importanti sono senza dubbio la Chiesa di Sant'Antonio abate, santo patrono, e la Chiesa della Santissima Annunziata, da poco restaurata. Delle mura che un tempo cingevano Vibonati non ci sono tracce se non per un torrino che si può ammirare in Piazza Nicotera, e che ora è annesso alla Chiesa della Santissima Trinità.

Durante il Regno di Napoli, dal 1806 al 1811, è stato capoluogo dell'omonimo distretto fino alla sua soppressione e, di seguito elevato a capoluogo di circondario (dipendente dal Distretto di Sala) fino al 1860[5]. Dall'unità d'Italia fino al 1924 è stato capoluogo dell'omonimo mandamento (sostituito poi da Sapri fino alla soppressione del 1927) appartenente al Circondario di Sala Consilina.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di Sant'Antonio
  • Santuario di Sant'Antonio abate (XI secolo), edificato su una collina donata alla comunità dalla Principessa Carafa di San Severo. La chiesa, originariamente in stile romanico, fu sempre di rito greco. Nel corso degli anni ha subito numerosi interventi di restauro. Il più antico di cui si ha memoria fu fatto nel 1580 sotto la guida del Mons. Ludovico Bentivoglio. La chiesa fu ancora ristrutturata nel 1653 e fu riconsacrata nel 1728 dal Vescovo Mons. De Robertis. Altri restauri seguirono poi nel XIX secolo e nella metà del secolo scorso, quando il campanile, in stile romanico, fu sostituito con quello attuale. La chiesa di Sant'Antonio abate, pur conservando la sua rara e assoluta bellezza, ha perso il suo caratteristico aspetto originario, assumendo lo stile di una chiesa barocca. La Chiesa è costituita da 3 navate: una centrale ampia e due laterali di larghezza minore. Entrando sulla destra si ammira il fonte battesimale, scavato in un antico capitello corinzio, mentre in alto si trova un soppalco di legno dov'è collocato l'organo a canne risalente al Settecento. Nella seconda cappella della navata destra è collocato uno splendido dipinto a tempera su tavola, raffigurante la Vergine del Rosario tra i Santi Domenicani e i vincitori della battaglia di Lepanto, che commemora la partecipazione della comunità a tale vittoria. L'opera è attribuita alla scuola del pittore di origine fiamminga, Teodoro d'Errico. Sotto la volta della navata centrale si trova una pittura raffigurante il Santo a cui la chiesa è dedicata, opera di un artista vibonatese, A. Giannini, che lo eseguì nel 1832. Collocata al di sopra dell'altare, la statua lignea a mezzo busto del Santo patrono, eseguita nella seconda metà del Settecento, viene portata in processione il 17 gennaio per le strade del paese.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[6]

Religione[modifica | modifica sorgente]

Chiesa Cattolica[modifica | modifica sorgente]

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana appartenenti principalmente alla Chiesa cattolica[7]; il comune appartiene alla Diocesi di Teggiano-Policastro, ed ha due parrocchie:

  • Sant'Antonio Abate - Vibonati
  • Maria Santissima di Portosalvo - Villammare

Il culto dei Santi, soprattutto quello di Sant'Antonio abate, è molto radicato tra la popolazione. I festeggiamenti del Santo patrono, che si svolgono dall'8 al 17 gennaio richiamano centinaia di emigrati vibonatesi e fedeli da tutto il Golfo di Policastro. Sono, inoltre, presenti due Confraternite: l'Arciconfraternita della Santissima Trinità, la cui fondazione risale al 1400 e la Confraternita dei Discepoli di Sant'Antonio abate, di recente istituzione. In occasione del Giubileo Antoniano, la parrocchia di Vibonati ha ospitato dal 22 al 28 gennaio 2007 le sacre reliquie di Sant'Antonio con una partecipazione di fedeli da tutto il sud Italia. In questo periodo la Penitenziaria Apostolica ha accordato ai pellegrini l' Indulgenza Plenaria. Il 16 gennaio 2010 la chiesa di sant'Antonio abate è stata elevata a Santuario diocesano alla presenza del Vescovo della Diocesi,Angelo Spinillo e del Cardinale Josè Saraiva Martins

Chiesa Evangelica[modifica | modifica sorgente]

L'altra confessione cristiana presente è quella Evangelica con una cappella interconfessionale presso il confine con Sapri in loc. depuratori.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Principali arterie stradali[modifica | modifica sorgente]

  • Strada Statale 18 Italia.svg Strada statale 18 Tirrena Inferiore.
  • Strada Provinciale 16 Italia.svg Strada Provinciale 16 Innesto Statale Bussentina-Caselle in Pittari-Casaletto Spartano-Torraca-Sapri.
  • Strada Provinciale 54 Italia.svg Strada Provinciale 54/b Rio Casaletto-Vibonati-Innesto SS 18(Villammare).

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino regionale Sinistra Sele.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 1990, p. 699.
  4. ^ Pietro Ebner, Chiesa, baroni e popolo nel Cilento, vol. 2, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1982, pag. 741. (ISBN non esistente)
  5. ^ Pietro Ebner, Chiesa, baroni e popolo nel Cilento, vol. 2, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1982, pag. 740. (ISBN non esistente)
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Sito della Diocesi

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]