Ottati

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ottati
comune
Ottati – Stemma
Ottati – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Amministrazione
Sindaco Rosario Tancredi (lista civica) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 40°28′00″N 15°19′00″E / 40.466667°N 15.316667°E40.466667; 15.316667 (Ottati)Coordinate: 40°28′00″N 15°19′00″E / 40.466667°N 15.316667°E40.466667; 15.316667 (Ottati)
Altitudine 530 m s.l.m.
Superficie 53 km²
Abitanti 651 (31-07-2013)
Densità 12,28 ab./km²
Frazioni Bivio San Vito, Chiaie
Comuni confinanti Aquara, Bellosguardo, Castelcivita, Petina, Sant'Angelo a Fasanella, Sicignano degli Alburni
Altre informazioni
Cod. postale 84020
Prefisso 0828
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065086
Cod. catastale G192
Targa SA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti ottatesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ottati
Posizione del comune di Ottati all'interno della provincia di Salerno
Posizione del comune di Ottati all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale

Ottati (Uttàtë in dialetto cilentano[1]) è un comune italiano di 651 abitanti della provincia di Salerno in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Ottati si trova nella parte nord-orientale del Cilento, inserita nel contesto naturalistico del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, alle pendici meridionali dei Monti Alburni.

Sorge sulla strada provinciale n. 12 che collega Castelcivita a Corleto Monforte. I comuni più vicini sono nell'ordine Sant'Angelo a Fasanella, Aquara e Castelcivita.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Ottati si trova nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e monti Alburni alle pendici del Massiccio degli Alburni, a metri 530 sul livello del mare.

È dominato sul versante Nord da una rupe che lo protegge dai rigori del clima invernale e sulla quale si notano le grotte abitate dai monaci basiliani poi adibite a ricoveri per greggi e pastori, la più conosciuta e la grotta di S. Croce, oggi del tutto abbandonate.

Il paese fu fondato nell'anno 1100, presumibilmente da coloni greci che avevano abbandonato l'antico paese di Civita, i cui resti, risalenti al VI sec., sono ancora oggi visibili.

Simbolo del comune è il fagiano.

Secondo quanto riportato dal notaio Vincenzo Fasano, in una sua memoria inedita ma molto diffusa nel diciottesimo secolo nei paesi limitrofi, Ottati esisteva già nel 1195. A tal proposito sono in molti i teorici che ipotizzano che le prime abitazioni del centro sorsero intorno all’ anno 1000.

Molto probabilmente un gran numero di pastori e mandriani del territorio di Fasanella, essendo questa zona assai ricca di pascoli, vi costruirono nel tempo alcune abitazioni che, aumentando di numero, diedero origine al primo centro abitato. Da questo presupposto deriva anche il nome di Ottati, che dal latino, "optatus", sta ad indicare che i pastori optarono per tale luogo ben adatto alla pastorizia.

Indipendentemente da tale presupposto storico, con maggiore certezza si fanno risalire le origini medioevali del paese intorno al XIII secolo. Ottati fu dapprima feudo di Capece Celsota, in seguito proprietà di numerose famiglie nobili. Risorse dalle macerie a cui lo ridusse Federico II di Svevia e nel 1700 il borgo appartenne alla potente famiglia dei Caraguso-Maricenda.

Dal 1811 al 1860 ha fatto parte del circondario di Sant'Angelo a Fasanella, appartenente al Distretto di Campagna del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia ha fatto parte del mandamento di Sant'Angelo a Fasanella, appartenente al Circondario di Campagna.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiostro di San Domenico (1480)

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2007 i residenti sono 735, dei quali 368 maschi e 367 femmine.

A partire dagli anni sessanta Ottati ha subito una continua emigrazione verso Salerno ed i grandi poli industriali del nord Italia. Tale calo della popolazione è ancora in corso a causa della scarsità di giovani coppie che stabiliscono la loro dimora nel paese.

Abitanti censiti[2]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2007 ad Auletta risultano residenti 29 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono:[3]

Paese di nascita Popolazione (2007)
Romania Romania 17
Ucraina Ucraina 7
Bulgaria Bulgaria 2

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana di rito cattolico[4]; il comune appartiene alla Diocesi di Teggiano-Policastro con una parrocchia:

  • S.Biagio

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

In base al 14º Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni[5], l'unica località abitata è:

  • Chiaie: 33 abitanti, 550 m s.l.m..

Altra località comunale, ma non censita dall'Istat, è Bivio San Vito, costituita da un gruppo di case sparse e cascinali, presso Aquara.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Principali arterie stradali[modifica | modifica wikitesto]

  • Strada Provinciale 12 Italia.svg Strada provinciale 12/b Bivio S.Vito-Ottati-S.Angelo a Fasanella-Corleto Monforte-Cimitero di Corleto.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte della Comunità montana Alburni.

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino interregionale del fiume Sele.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 463.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Dati Istat
  4. ^ Diocesi di Teggiano - Policastro
  5. ^ Dati Istat - Popolazione residente all'1/4/2009

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • C. Corvino, Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità della Campania, 2002 ISBN 88-8289-640-4

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]