San Pietro al Tanagro

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San Pietro al Tanagro
comune
San Pietro al Tanagro – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Amministrazione
Sindaco Domenico Quaranta (PD) dal 07/06/2009
Data di istituzione 08/06/2009
Territorio
Coordinate 40°27′23″N 15°28′59″E / 40.456389°N 15.483056°E40.456389; 15.483056 (San Pietro al Tanagro)Coordinate: 40°27′23″N 15°28′59″E / 40.456389°N 15.483056°E40.456389; 15.483056 (San Pietro al Tanagro)
Altitudine 455 m s.l.m.
Superficie 15,51 km²
Abitanti 1 737[1] (31-12-2010)
Densità 111,99 ab./km²
Frazioni Torre, Scorzo, San Marzano
Comuni confinanti Atena Lucana, Corleto Monforte, San Rufo, Sant'Arsenio, Teggiano
Altre informazioni
Cod. postale 84030
Prefisso 0975
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065125
Cod. catastale I089
Targa SA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti sanpetresi
Patrono San Pietro
Giorno festivo 29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Pietro al Tanagro
Posizione del comune di San Pietro al Tanagro all'interno della provincia di Salerno
Posizione del comune di San Pietro al Tanagro all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale

San Pietro al Tanagro è un comune italiano di 1.737 abitanti della provincia di Salerno in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Situato sul lato Nord-Occidentale del Vallo di Diano, ad un’altezza di 455 metri in prossimità della casa comunale, ha un territorio comunale di 1530 ettari ricadenti in buona parte in pianura. Confina con i paesi di Sant'Arsenio, San Rufo, Corleto Monforte, Atena Lucana, Teggiano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Pannello ceramico raffigurante vari scorci del paese

Il paese fu fondato come centro rurale al bordo della pianura, diviso in due gruppi di case: San Pietro e la Torre. Paolo Eterni (Storico Valdianese del XVII secolo), fa risalire la fondazione della “Torre” e di San Pietro ai Conti di Cajano, della famiglia normanna degli Altavilla, nel XII secolo. Dal XIII secolo l’insediamento risulterà già fra i Casali dello Stato di Diano anche se solo dal XV secolo esso figurerà nei Registri Angioini ai fini dell’esazione fiscale.

Nel 1541 il Casale di San Pietro ottenne l’emancipazione dal Casale di Diano dal quale dipendeva. In quel periodo, precisamente nel 1661, attiguo alla chiesa di Santa Maria del Piano (esistente fin dal 1530), venne completato il convento dei Frati Minori Francescani, il quale, fu soppresso dalle leggi emanate in epoca napoleonica, con il Regio Decreto del 7 agosto 1809, emesso dal re di Napoli, Gioacchino Murat. Le vicende del Casale seguirono, pertanto, quelle dello Stato di Diano con i suoi Feudatari, passando dal dominio dei Sanseverino a quello dei Villano ed in ultimo ai Capecelatro, subentrati nel 1689, ad acquistarne la giurisdizione. Il secolo XVIII, secolo in cui vi fu l’incremento demografico ed il miglioramento della condizione generale della popolazione, si chiuse con il pesante sussulto rivoluzionario del 1799, che percorse tutto il Vallo di Diano, suscitando entusiasmi e rancori intorno all’albero della libertà e seminando lutti un po' in tutti i paesi.

Il secolo XIX si aprì con la venuta delle truppe napoleoniche in queste contrade (dopo la parentesi della Repubblica Napoletana del 1799, dal gennaio al giugno di quell'anno). Queste truppe, comandate dal generale Massena, attraversarono le zone del Vallo di Diano nel settembre del 1806, e giunti a San Pietro, lo misero a ferro e fuoco, radendolo al suolo, dopo che un gruppo di sanpetresi armati spararono contro di essi, colpendo a morte un capitano comandante di compagnia. Dopo la brutta avventura verificatasi con i francesi invasori, la popolazione di San Pietro, non si perdette d’animo, ricominciando a sanare i danni subiti. Qualche anno dopo si pensò di ricostruire “Ex novo”, anche la chiesa Parrocchiale, dedicata a San Pietro Apostolo, poiché piccola e inadatta a contenere tutta la popolazione sanpetrese. I lavori di ricostruzione iniziarono nel 1815 per concludersi nel 1824.

Dal 1811 al 1860 ha fatto parte del circondario di Polla, appartenente al Distretto di Sala del Regno delle Due Sicilie.

Il 1857 fu l’anno più triste per il Vallo di Diano in questo secolo. Nella notte tra il 16 e 17 dicembre di quell’anno un violento terremoto seminò morte e distruzione: nella vicina Polla vi furono 867 morti, 250 feriti, 1300 case crollate, 355 danneggiate, 18 chiese e cappelle crollate ed una pericolante. A San Pietro vi furono molti danni all’abitato con 8 vittime, molte delle quali giovanissime e una nona vittima perì sotto le rovine del carcere di Polla, nel quale si trovava.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia ha fatto parte del mandamento di Polla, appartenente al Circondario di Sala Consilina. Nel 1863, dopo l’unificazione nazionale, il Comune di San Pietro fu denominato “al Tanagro”, dal nome del fiume Tanagro che attraversa il Vallo di Diano. Mentre alla fine dello stesso secolo XIX, precisamente nel 1899, si costruì la cappella, dedicata al Crocifisso, sulla cima del monte Ausiliatrice (che da essa prese il nuovo nome di Monte Crocifisso), istituendovi anche la festività annessa.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Nell'agosto del 2011 Nicola Spinelli ha scritto un libro sulla storia di San Pietro Al Tanagro, con il titolo San Pietro al Tanagro "Dal feudalesimo all'emancipazione", libro che contiene aneddoti, storie, foto e fatti realmente accaduti nel paese. La premessa del libro è stata curata dal sindaco Domenico Quaranta e dall'assessore alla cultura Antonio Pagliarulo.

Festività[modifica | modifica wikitesto]

Sagre[modifica | modifica wikitesto]

  • 14-15 agosto Festa della Cipolla: Ogni anno il centro storico di San Pietro si ravviva grazie alla sagra della cipolla, prodotto tipico di San Pietro al Tanagro, coltivato sin dalla metà dell'Ottocento nei campi sanpetresi, per poi essere venduta alla Fiera di Santa Maria il 15 agosto.[2]
  • 17-18 agosto "I Mulini in Festa": Ogni anno nel fantastico scenario del Parco dei Mulini arriva una delle manifestazioni più importante del Panorama Valdianse.[3]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda i movimenti demografici, sappiamo che nel 1595 il Casale di San Pietro contava solo 132 fuochi (i fuochi erano i nuclei familiari, in media composti da cinque membri), che nel 1648 salivano a 140, ma a causa della peste del 1656 che causò morte in tutto il Regno di Napoli, scendevano a 95 nel 1669. Nel 1704 l’insediamento scendeva ancora, facendo censire in quella data, soltanto 71 famiglie. Nel 1708 il Casale contava solo 932 abitanti, mentre alla fine dello stesso secolo, precisamente nel 1790, la popolazione era risalita a 2.720 abitanti, facendo registrare un record demografico. La popolazione rimase stabile fino al 1871, poiché in quel censimento si contarono 2.611 abitanti, ma il pesante fenomeno di emigrazione, specialmente verso le Americhe, avutosi tra la fine del XIX secolo e l’inizio del successivo, portò il Comune a livelli di spopolamento: 1.838 abitanti nel 1911 e 1.543 nel 1921. Nella metà del XX secolo, nel censimento del 1951 la popolazione era riuscita a risalire a 1.737 unità, ma una nuova ondata di emigrazione la faceva ridurre nel 1961 a 1.597 unità. Al censimento del 1971 il numero degli abitanti era di 1.562 e nel 1976 a 1.559. Nell’ultimo scorcio del XX secolo a 1.705 abitanti e all’inizio del 2004 i residenti censiti erano 1.710 unità.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4] Nicola Viscardi

Persone legate a San Pietro al Tanagro[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Nuova casa comunale di San Pietro al Tanagro inaugurata il 10 dicembre 2011.

Il 10 dicembre 2011 è stata inaugurata la nuova sede del comune di San Pietro al Tanagro sito al centro della piazza del paese.

Strade[modifica | modifica wikitesto]

  • Strada Regionale 426 Italia.svg Strada Regionale 426 Polla-S.Arsenio-S.Pietro-Innesto SS 166(per S.Rufo).
  • Strada Provinciale 39 Italia.svg Strada Provinciale 39/a Innesto SS 166(S.Marzano)-Prato Perillo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il sindaco è Domenico Quaranta, 43 anni, già consigliere comunale ed assessore dal 1994.

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte della Comunità montana Vallo di Diano e dell'Unione dei Comuni Sant'Arsenio, San Rufo e San Pietro al Tanagro.

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino interregionale del fiume Sele.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Sagra della Cipolla 14 e 15 agosto - Pro Loco San Pietro al Tanagro (SA)
  3. ^ Notizie si possono trovare: Su Facebook e sul sito web dell'associazione omonima: http://www.imuliniinfesta.it/
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Comunità montana Vallo di Diano

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]