Pertosa

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Pertosa
comune
Pertosa – Stemma
Pertosa – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Amministrazione
Sindaco Michele Caggiano (centrosinistra) dal 05/04/2005
Territorio
Coordinate 40°33′00″N 15°27′00″E / 40.55°N 15.45°E40.55; 15.45 (Pertosa)Coordinate: 40°33′00″N 15°27′00″E / 40.55°N 15.45°E40.55; 15.45 (Pertosa)
Altitudine 310 m s.l.m.
Superficie 6 km²
Abitanti 714[1] (31-12-2010)
Densità 119 ab./km²
Frazioni Muraglione,Scelzoni
Comuni confinanti Auletta, Caggiano, Polla
Altre informazioni
Cod. postale 84030
Prefisso 0975
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065093
Cod. catastale G476
Targa SA
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti pertosani
Patrono San Benedetto da Norcia,

San Vittorio di Cesarea

Giorno festivo 21 marzo,14 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pertosa
Posizione del comune di Pertosa all'interno della provincia di Salerno
Posizione del comune di Pertosa all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale
rafting sul fiume tanagro
il fiume tanagro visto dal fiume stesso
il fiume tanagro nelle gole di campostrino, in Campania
le gole di campostrino, sotto il velo della sposa

Pertosa è un comune italiano di 714 abitanti della provincia di Salerno in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Pertosa si trova in una valle a ridosso fra i monti Alburni ed il Valdiano, nei pressi del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Dista da Polla circa 6 km, 4 da Auletta, 6 da Caggiano e 73 da Salerno.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il nome di Pertosa deriva dalla sua Grotta, e precisamente dal latino pertusus, bucato. I primi abitanti di Pertosa vivevano nella grotta e con il passare dei secoli iniziarono a trasferirsi al di fuori. A causa delle invasioni saracene verso la fine del IX secolo alcuni abitanti della vecchia Pertosa si rifugiarono sulla cima della collina di fronte alla grotta in località "Calitria". Il luogo era perfetto perché era ben riparato e permetteva di controllare le vie d'accesso. Verso la metà dell'XI secolo qualche monaco benedettino si stabilì a Pertosa: i benedettini bonificarono la zona e diffusero su vasta scala la coltivazione degli olivi che ancora oggi sono presenti. In questo periodo i benedettini si arricchirono notevolmente tramite molte donazioni: nel 1092 gli venne donato il Casale di Pertosa, nel 1137 un mulino, nel 1180 e nel 1183 la grotta.

Intorno al 1500 la popolazione aumentò e grazie alle sue ottime condizione climatiche alcuni contadini di Caggiano tornarono a dimorare a Pertosa aggiungendosi a quei pochi abitanti e nel 1570 tornarono anche i benedettini che ricostruirono il monastero. Pertosa ritornò a splendere, era un casale di Caggiano. Anche a Pertosa s'innalzò l'Albero della libertà nel 1799 e vennero eletti il Municipe e il consiglio dei 6, ma questa esperienza fallirà: in seguito gli irregolari di Gerardo Curcio di Polla con gli abitanti di Pertosa pestarono il Municipe. Nel 1829 Pertosa rivendica l'emancipazione da Caggiano che gli viene accordata con un decreto Reale il 20 marzo 1829.

A partire dal 1º gennaio 1830 Pertosa iniziò ad operare con un'amministrazione autonoma. Il primo sindaco di Pertosa fu Biase Jasimone. Nel 1838 Pertosa richiese di avere un mercato per il giovedì. Sul finir del 1900 il Dott. P. Carucci iniziò ad esplorare la grotta rinvenendo molti reperti classificati nel suo libro "La Grotta preistorica di Pertosa". Grazie alle sue grotte, Pertosa oggi è un centro turistico molto importante e molte attività lavorative e ricettive si stanno sviluppando nei suoi pressi.

Dal 1811 al 1860 ha fatto parte del circondario di Caggiano, appartenente al Distretto di Sala del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia ha fatto parte del mandamento di Caggiano, appartenente al Circondario di Sala Consilina.

Nella seconda guerra mondiale la popolazione di Pertosa trovò rifugiò nelle grotte di Pertosa e si salvò dai numerosi bombardamenti.

Bibliografia essenziale[modifica | modifica sorgente]

  • Paolo Carucci, La Grotta preistorica di Pertosa, Napoli, 1907;
  • Giovanni Salimbene, Le famiglie di Caggiano e Pertosa negli anni 1740 e 1754, Salerno, Lavegliacarlone Editore, 2008.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino interregionale del fiume Sele.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Feste e manifestazioni[modifica | modifica sorgente]

Negro Festival[modifica | modifica sorgente]

Dal 1996 ogni agosto si svolge nel piazzale delle Grotte di Pertosa la rassegna di musica etnica "Negro Festival", una manifestazione che richiama migliaia di giovani da tutta l'Europa.

Sagra del carciofo bianco di Pertosa[modifica | modifica sorgente]

Degustazione del carciofo esclusivamente pertosano e di molti prodotti tipici pertosani con vino nostrano, accompagnato dalla musica di vari artisti salernitani e da varie mostre.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Grotte dell'Angelo di Pertosa[modifica | modifica sorgente]

Ingresso delle grotte
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Grotte di Pertosa.

Le Grotte di Pertosa o Grotte dell'Angelo si trovano nella località Muraglione (a circa 500 m in linea d'aria dal paese), nei pressi della SS 19 e sono uno dei posti da visitare più belli di tutto il Vallo di Diano. Nei pressi di esse scorre il fiume Tanagro dove è possibile praticare il rafting. inoltre un sentiero in zona (che porta alla stazione) è inserito fra i "sentieri CAI". Si trovano nella catena degli Alburni a 500 metri dal paese di Pertosa e si snodano per circa 3000 metri. Sono le più estese della regione Campania, seguite da quelle di Castelcivita; studiosi ne fanno risalire le origini a circa 35 milioni di anni or sono.
Le Grotte di Pertosa si caratterizzano per la particolarità delle stalattiti e delle stalagmiti che creano rappresentazioni fantastiche. Un'altra particolarità di queste grotte, molto visitate anche da turisti stranieri, è che per accedervi occorre attraversare, su tipiche imbarcazioni, un laghetto originato dal fiume Negro: sono le uniche in Italia ad avere questa caratteristica. Qui è possibile praticare un'attività unica in Europa: lo speleoraft, visita alle grotte con gommoni da raft nel primo tratto e a piedi nel tratto speleologico. Durante la seconda guerra mondiale le grotte diedero rifugio alla popolazione di Pertosa che vi si nascose per difendersi dai bombardamenti.
Alcune scene del film "Il fantasma dell'Opera", di Dario Argento, sono state girate all'interno delle grotte. Nel 2008 è stato inaugurato il nuovo impianto di illuminazione a led, ideato e progettato dall'Ing. Antonio Mastrangelo.

Al momento attuale sono attivi cinque percorsi di visita.

Museo MIDA01[modifica | modifica sorgente]

Museo geologico che trae spunto dalle Grotte di Pertosa. Offre la possibilità di comprendere meglio il fenomeno del carsismo e l'ecosistema delle Grotte. Inaugurato dal presidente Bassolino, ospita ogni anno convegni, mostre, spettacoli teatrali e varie iniziative.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie[modifica | modifica sorgente]

Ricca di testimonianze artistiche che ne segnano la storia, la chiesa è cresciuta nell'arco dei secoli. Conserva due pregevoli dipinti: l'affresco della Madonna delle Grazie, di autore ignoto del 1400, con la sovrapposizione di un polittico datato 1635 rappresentante vari santi. Nell'abside troneggia il grande quadro dell'Immacolata del 1598, di cui è autore Bernardo Lama.

Chiesa di San Benedetto[modifica | modifica sorgente]

Testimonianza dell'epoca benedettina, si trova al centro del paese. Troviamo una iscrizione murale ed una tela raffigurante il transito di San Giuseppe.

Forra di Campostrino[modifica | modifica sorgente]

La forra è un sistema morfologico e vegetazionale di notevole valore paesaggistico e naturale. È storicamente un luogo impervio e di difficile attraversamento. Qui il tratto di fiume è visibile solo dal fiume stesso, praticando il torrentismo. È in questo tratto di fiume che si riversa la spettacolare cascata conosciuta con il nome di "Velo della Sposa"; un salto d'acqua tra i più alti in Italia.

Cascata di Maremanico[modifica | modifica sorgente]

L'apertura del canale Maltempo operata dai Borboni nello scorso secolo ha permesso al Tanagro di scorrere nella forra di Campostrino. Un salto di 10 metri caratterizza la suggestiva cascata.

Piazza De Marco[modifica | modifica sorgente]

La piazza di recentissimo impianto è stata costruita tra la scuola elementare ed il palazzo De Marco. È il centro di Pertosa ed è ritrovo della popolazione. Nel centro è situata una fontana che ricorda le Grotte di Pertosa

Ruderi dell'antico Mulino[modifica | modifica sorgente]

Vicino alla Cascata di Maremanico, il mulino è stato l'unico della zona fino all'inizio del Novecento. Rimangono ben visibili le due torri a cono inverso. Oggi è attraversato da un piccolo torrente che crea una magica atmosfera soprattutto di sera e in occasione del Negro Festival in agosto.

Percorso Fluviale e degl'Orti[modifica | modifica sorgente]

Di recentissima apertura sono 2 sentieri che permettono a turisti e non solo di poter ammirare la flora e la fauna del Fiume Tanagro. Per accedervi bisogna seguire le indicazioni da Via Nazionale.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Stazione ferroviaria

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Pertosa.

Nei pressi delle grotte, in collina, sorge la stazione ferroviaria di Pertosa, sulla linea (chiusa) Sicignano-Lagonegro. Lo scalo (aperto nel 1885) è uno dei pochissimi in Italia a non avere una vera strada per raggiungerlo, ma un sentiero di montagna. Ciò fu dovuto all'aspetto "strategico" della stazione: in caso di rivolte di briganti l'esercito sabaudo sarebbe potuto intervenire immediatamente.

Strade[modifica | modifica sorgente]

Il Comune di Pertosa è attraversato dall'Autostrada A3 (Salerno - Reggio Calabria). Gli svincoli più vicini sono quelli di Petina (da Nord) e quella di Polla (da Sud) dalle quali basta seguire l'apposita segnaletica. La principale arteria stradale che attraversa il comune è la SS 19 Battipaglia-Catanzaro.

Altro asse viario importante è la Strada Provinciale 163 Innesto SS 19-Pertosa.

Il comune è collegato con Salerno mediante alcune corse giornaliere di autobus.

Gastronomia[modifica | modifica sorgente]

Fra i prodotti tipici del territorio degno di nota è il Carciofo bianco di Pertosa, prodotti da forno quali il pane casareccio fatto con lievito madre e le "gallette". Questi sono biscotti con una lunghezza di quasi 10 cm alte ben 1 cm, usati per la colazione. La loro collocazione temporale risale al periodo della seconda guerra mondiale, le massaie locali facevano questo tipo di biscotto in modo che a colazione se ne mangiasse solo uno e si arrivasse comunque sazi fino al pranzo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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