Cetara

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Cetara
comune
Cetara – Stemma Cetara – Bandiera
Cetara – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Sindaco Secondo Squizzato (Lista civica di Centro-sinistra) dal 30/05/2006
Territorio
Coordinate 40°39′00″N 14°42′00″E / 40.65°N 14.7°E40.65; 14.7 (Cetara)Coordinate: 40°39′00″N 14°42′00″E / 40.65°N 14.7°E40.65; 14.7 (Cetara)
Altitudine 15 m s.l.m.
Superficie 4,91 km²
Abitanti 2 317[1] (31-12-2010)
Densità 471,89 ab./km²
Frazioni Fuenti
Comuni confinanti Maiori, Vietri sul Mare
Altre informazioni
Cod. postale 84010
Prefisso 089
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065041
Cod. catastale C584
Targa SA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti cetaresi
Patrono san Pietro
Giorno festivo 29 giugno
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Cetara
Posizione del comune di Cetara all'interno della provincia di Salerno
Posizione del comune di Cetara all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale

Cetara è un comune italiano di 2.345 abitanti della provincia di Salerno in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Pittoresco borgo marinaro della Costiera Amalfitana, Cetara sorge ai piedi del monte Falerio e, distendendosi in una profonda vallata fiancheggiata da vigneti ed agrumeti, si apre quasi a ventaglio sulla stretta fascia pianeggiante a livello del mare.

Clima[modifica | modifica sorgente]

La stazione meteorologica più vicina è quella di Ravello. In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +7,3 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +23,4 °C[2].

Storia[modifica | modifica sorgente]

La strada che da Vietri continua tortuosa fino alla punta di Fuenti, attraversa il vallone dell'Albore ed è dominata per breve tratto dai paesi di Raito e Albori, continua poi fino a raggiungere l'antica conca di Cetara avvolta dal monte Falerzio, in parte verdeggiante e rigoglioso di agrumi ed in parte rado e selvaggio. Ultimo possedimento e confine dell'antico Ducato e diocesi amalfitana della banda orientale della costiera fu roccaforte dei Saraceni nell' 842 e nell' 879 al tempo dell'assedio di Salerno. Cetara è sempre stata un paese di pescatori, ed infatti il suo nome deriva da Cetaria. o tonnara o da "cetari", venditori di pesci grossi, i tonni appunto.

Fin dal 1030 Cetara fu debitrice al vescovo di Amalfi, dal quale dipendeva, dello "ius piscariae," la decima della pesca. Nel 1120 il borgo passò sotto la dominazione politica di Amalfi e fu poi soggetta, con i normanni, all'abbazia benedettina di S. Maria di Erchie ed infine passò alle dipendenze dell'abbazia di Cava. L'abbazia aveva collegamenti marittimi con i monasteri benedettini e traffici di pellegrini e merci in Africa. Pietro Pappacarbone, terzo abate di Cava e nipote di S. Alferio, fondatore della badia cavense, ebbe in donazione da Ruggero il porto dil Vietri nel 1086 da Guglielmo quelli di Fonti nel 1117 e di Cetara nel 1120. Più tardi, nel 1124, I'abate Simeone comprò il porto detto del Traverso presso Punta Licosa per 15 soldi di tari salernitani, e il cenobio acquistò altri cinque porti o cale sulle spiagge cilentane i porti davano un reddito di diritti marittimi al monastero, in virtù della tassa di ancoraggio, che era variabile a seconda dell'appartenenza della nave a gaetani, sorrentini, calabresi e siciliani, oppure genovesi, pisani o romani. Nel 1534 i turchi, forti di 22 galee e capeggiati dal tremendo rinnegato Sinan pascià, fecero schiava gran parte della popolazione "menò seco 300 abitanti in ischiavitù e tutti coloro che si mostrarono renitenti all'imbarco furono senza pietà sgozzati per mano di quei barbari" , mentre gran parte dei superstiti trovò scampo a Napoli.

Ed è appunto per difendersi da simili attacchi che venne costruita la Torre vicireale.

Tradizione antica, che si è prolungata nel tempo, è quella della partenza dei pescatori per l'Algeria e il Marocco nei mesi di marzo ed aprile, per dedicarsi alla pesca delle acciughe, e conservare come acciughe sotto sale, per ritornare in autunno dopo aver rifornito i mercati di Messina, Genova e Livorno.

La terra di Cetara, vedesi situata in un`angusta, ma lunga vallata, anticamente murata dalla parte del mare, e cinta dalle imminenti balze dell'elevato monte Falerzio, tutto vestito di boschi e di vigne. Ella giace esposta ad oriente, con piccola marina e ruscello (Cetara, dal popolo chiamato Cannillo piccolo corso d'acqua)...Negli antichi tempi molto esteso n'era il territorio cetarese; confinante all'acqua delle Fischetole; e verso Erchie comprendeva gli eccelsi monti di Carbonara, Falerzio, Sett'albori, Ferolito, Capo-d'acqua, Valle maggiore ecc. Altra porzione del suo tenimento possedevasi dalla Cava, ma nello spirituale sottostava alla, giurisdizione del metropolitano di Amalfi.

Villaggio dipendente di Vietri, fu distaccato ed elevato a Comune con real decreto del 15 novembre 1833.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Cetara è sempre stato un paese di pescatori, non a caso il suo nome deriva dal latino Cetaria, tonnara, o da cetari, venditori di pesci grossi. Lo stesso vocabolo latino deriva probabilmente dal greco Ketèia, che vuol dire sempre tonnara. Recentemente, nel libro Cetara: una sponda del Mediterraneo, l'avvocato cetarese Costantino Montesanto avanza l'ipotesi, già citata nel libro di G.D.Serra Lineamenti di una storia linguistica dell'Italia Meridionale, che il toponimo in realtà derivi dal termine caeditaria, cioè "pertinenza della caedita", ossia luogo disboscato. Ancora, si potrebbe far risalire l'origine al termine citrus, ossia limone, da secoli coltura importantissima non solo nel paese ma in tutta la Costiera Amalfitana. Già insediamento nell'880 di un gruppo di armati musulmani, con la benedizione del vescovo di Napoli Atanasio, che così poteva colpire i suoi nemici locali di Capua, Salerno, Spoleto o Benevento, nel 1551 Cetara fu assalita dalle armate turche che fecero strage di chi non voleva imbarcarsi al loro servizio. Dopo il tragico episodio, a seguito dell'ordine del 1567 del viceré spagnolo di costruire lungo la costiera amalfitana 19 torri di avvistamento per scongiurare il pericolo arabo, anche a Cetara fu innalzata una possente torre, (restaurata e adibita a museo del mare) simbolo caratteristico della ridente cittadina.

Dal 1685 la vita cetarese ebbe nei Francescani un essenziale punto di riferimento pedagogico, culturale e morale. La loro presenza è testimoniata dall'imponente complesso monumentale conventuale. Le bellezze naturali ed artistiche, complice la splendida posizione geografica, hanno reso Cetara patrimonio dell'Unesco, con la Costiera Amalfitana.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Vista di Cetara
  • Torre di Cetara (XVI secolo);
  • Chiesa e convento di San Francesco del XVII secolo, la cui cupola dell'unica navata esistente fu affrescata dal pittore Marco Benincasa;
  • Chiesa di San Pietro Apostolo, ristrutturata nel XVIII secolo, ha l'interno barocco, con la cupola maiolicata e il campanile duecentesco a bifore, e la cella campanaria a forma ottagonale.
  • Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli (XIX secolo).

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Religione[modifica | modifica sorgente]

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana di rito cattolico appartenenti all'Arcidiocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Gastronomia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Colatura di alici di Cetara.

La gastronomia tipica di Cetara è essenzialmente a base di pesce (tonno ed alici in particolar modo). Tipici del paese sono gli spaghetti con la colatura d'alici, che è il ricavato della fermentazione delle alici messe a marinare negli orci: l'antico "garum" dei romani. Altro piatto caratteristico è il cosiddetto "cuòppo", cioè il cartoccio contenente pesce preparato e fritto in vari modi, soprattutto alici e pesce di paranza.

Feste[modifica | modifica sorgente]

Durante l'estate, è particolarmente suggestiva la Festa Patronale di S.Pietro (29 giugno) corredata da bellissimi fuochi pirotecnici sul mare. Altro evento importante è la Sagra del tonno, con degustazione di prodotti tipici locali a base di pesce.

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Cetara è stata utilizzata come set cinematografico per i film L'uomo, la bestia e la virtù, Le castagne sono buone, Sgarro alla camorra, Menzogna, oltre che per la fiction Capri 2.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Principali arterie stradali[modifica | modifica sorgente]

Porto[modifica | modifica sorgente]

  • NavePorto turistico di Cetara

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Cetara[modifica | modifica sorgente]

  • Orsola Benincasa: religiosa e mistica italiana, fondatrice delle Romite e delle Oblate dell'Immacolata Concezione.
  • Vincenzo Torrente: calciatore, allenatore di calcio.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino regionale Destra Sele.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ erg7118.casaccia.enea.it/profili/tabelle/523%20%5BRavello%5D%20capoluogo.Txt Tabella climatica
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Mappa turistica e delle passeggiate di Cetara.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]