Monti Lattari

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Monti Lattari
Monti Lattari
Monti Lattari visti dal golfo di Salerno
Continente Europa
Stati Italia Italia
Catena principale Antiappennino campano
Cima più elevata Monte Sant'Angelo a Tre Pizzi (1444 m s.l.m)
Lunghezza 34 km
Larghezza media 6 km
Età della catena Oligocene
Tipi di rocce Rocce sedimentarie

I monti Lattari sono una catena montuosa italiana che costituisce l'ossatura della penisola sorrentina. Fanno parte dell'Antiappennino campano.

Indice

Geografia [modifica]

I Monti Lattari sono il prolungamento occidentale dei monti Picentini dell'Appennino campano, costeggiando l'Agro Nocerino Sarnese, si protendono nel mar Tirreno formando la penisola sorrentina. Devono il loro nome alle capre che vi pascolano, fornitrici di ottimo latte (da cui il nome latino lactariis)

La catena montuosa è delimitata a nord-ovest dal golfo di Napoli, a nord dalla valle dell'Agro Nocerino Sarnese e dalla piana del fiume Sarno, ad est dalla vallata metelliana ed a sud dal golfo di Salerno. I monti sono di formazione calcarea e raggiungono la massima elevazione nei 1444 metri del monte San Michele del complesso di monte Sant'Angelo a Tre Pizzi, che comprende le cime di San Michele, monte di Mezzo e monte Catiello. Al limite occidentale della catena montuosa è posto il monte San Costanzo di 497 metri. A nord è posto il monte Faito (1131 metri), raggiungibile con una funivia da Castellammare di Stabia nel versante di Vico sono ancora visibili i pilastri in pietra che costituivano la vecchia teleferica per il trasporto della neve fino a Massaquano, da qui sui carri veniva portata alla marina per essere caricata sulle navi dirette a Napoli. Ad ovest è situato il monte Cerreto di 1316 metri oltre il quale i monti digradano verso est nel valico di Chiunzi. Proseguendo verso est i monti raggiungono 1075 metri del monte Albino, che domina Nocera Inferiore. Proseguendo si raggiungono i 1130 del monte Sant'Angelo di Cava che insieme al monte Finestra (1138 metri) ed al monte dell'Avvocata (1014 metri), costituisce il margine orientale della catena montuosa prima che questa digradi nella valle di Cava dei Tirreni e in quella del torrente Bonea che sfocia nel golfo di Salerno a Vietri sul Mare.

Il versante meridionale dei monti è molto scosceso e dà vita alle falesie della costiera Amalfitana verso la quale scendono numerosi torrenti. Il versante settentrionale digrada verso la costa formando un altopiano costiero.

Sentieri [modifica]

Salerno ed i monti Lattari innevati

I monti Lattari sono attraversati da molteplici sentieri. Un sentiero di 90 km va dal margine orientale del Corpo di Cava al margine occidentale, rappresentato da punta Campanella. Varie bretelle e varianti collegano questo sentiero ai centri abitati della costa.

Storia [modifica]

Fecero parte, in epoca romana, della Regio I Latio et Campania.

L'ultimo re goto, Teia, venne ucciso presso i Lattari nella cosiddetta battaglia dei Monti Lattari (un'altra versione vuole che sia invece morto presso Nocera Inferiore o Sant'Antonio Abate).

Vide nel medioevo la nascita e la morte della potente Repubblica amalfitana, avente origine da Amalfi; in seguito, caduta la repubblica, la stretta Costiera stretta tra i monti e il mare divenne la banca del Re, fino all'arrivo degli Asburgo che, a forza di tasse, rovinarono Amalfi come tutto il Regno di Napoli.

Bibliografia [modifica]

  • Club Alpino Italiano (Delegazione regionale Campania), Monti Lattari (Guida e carta dei sentieri), scala 1:30.000.
  • Margrit e Jurgen Wiegand, Golfo di Napoli - Guida escursionistica, Rother Editori, Monaco 1997.

Voci correlate [modifica]