Capua

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Capua (disambigua).
Capua
comune
Capua – Stemma Capua – Bandiera
Uno scorcio di Capua
Uno scorcio di Capua
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
Sindaco Carmine Antropoli (centro-destra) dal 30/05/2006
Territorio
Coordinate 41°10′00″N 14°17′00″E / 41.166667°N 14.283333°E41.166667; 14.283333 (Capua)Coordinate: 41°10′00″N 14°17′00″E / 41.166667°N 14.283333°E41.166667; 14.283333 (Capua)
Altitudine 25 m s.l.m.
Superficie 48,6 km²
Abitanti 18 839[1] (31-12-2010)
Densità 387,63 ab./km²
Frazioni Sant'Angelo in Formis
Comuni confinanti Bellona, Caserta, Castel di Sasso, Castel Morrone, Grazzanise, Pontelatone, San Prisco, San Tammaro, Santa Maria Capua Vetere, Santa Maria la Fossa, Vitulazio
Altre informazioni
Cod. postale 81043
Prefisso 0823
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 061015
Cod. catastale B715
Targa CE
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti capuani
Patrono sant'Agata e santo Stefano
Giorno festivo 5 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Capua
Posizione del comune di Capua nella provincia di Caserta
Posizione del comune di Capua nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Capua è un comune italiano di 18.853 abitanti[2] della provincia di Caserta in Campania.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Situata in Terra di Lavoro, di cui un tempo fu capitale (Principato di Capua) e capoluogo (epoca napoleonica), l'abitato si adagia su di un'ansa del fiume Volturno, posizione storicamente strategica, ai piedi del Monte Tifata, dove sorge la frazione di Sant'Angelo in Formis, ed è attraversato dalla via Appia (SS 7), nonché dalla ferrovia Napoli-Caserta-Cassino; Capua è stata terminale della via Casilina (SS 6, antica via Latina), nei pressi corre l'Autostrada A1 Roma-Napoli (ex A2), accessibile tramite il casello di Capua, situato nel comune di Pastorano, che dista 8.5 km da Capua in direzione nord e tramite il casello di Santa Maria Capua Vetere, situato nell'omonimo comune, in direzione sud. È servita da un piccolo aeroporto turistico e militare dedicato a Oreste Salomone, sul quale in tempi recenti si è ventilata una proposta di ampliamento, per convertirlo anche al trasporto civile a servizio del polo aeronautico del CIRA, OMA SUD e della Tecnam.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il Ponte romano, ricostruito, sul fiume Volturno.

Le principali frazioni e rioni del comune di Capua sono il centro storico fortificato e le sue frazioni sviluppatesi nei pressi di tre luoghi di culto extra moenia:

Sono presenti altri rioni minori:

  • Porta Napoli - Rione a sud della cinta Bastionata.
  • Rione Stazione - Rione sorto nei pressi della stazione ferroviaria.
  • Macello - Rione sorto recentemente caratterizzato dall'edificazione di moderne unità abitative.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini dell'odierna Capua[modifica | modifica wikitesto]

Nell'anno 841, nel corso di una lotta per la successione al ducato di Benevento, il principe Radelchi I assoldò una banda di Saraceni, comandata dal berbero Halfun, contro Landolfo, Conte di Caserta: i mercenari al soldo di Radelchi saccheggiarono e distrussero l'antica Capua (l'odierna Santa Maria Capua Vetere), così da costringere la popolazione alla fuga. Dopo la distruzione, la popolazione fuoriusciva dalla città in rovina e si rifugiava dapprima a Sicopoli (villaggio ai piedi del Monte Triflisco) per poi collocarsi, dopo pochi anni (nell'856), su un'ansa del fiume Volturno, sul luogo dove aveva sede il porto fluviale romano di Casilinum. Veniva così costituita la "Nuova Capua" corrispondente oggi al comune della provincia di Caserta denominato appunto Capua.

Durante il X secolo, la nuova Capua, divenne la capitale del Principato di Capua, uno stato autonomo esteso su tutta la Terra di Lavoro fino al fiume Garigliano. Capua estese il suo controllo sulle cittadine e sui borghi limitrofi di Caserta, Teano, Sessa, Venafro e Carinola; potenziandosi ulteriormente, arrivò a controllare i territori del Ducato di Napoli, di Montecassino, sede della celebre Abbazia, e di Gaeta[senza fonte], che all'epoca era forse il porto più importante sul versante tirrenico del centro Italia.

Verso la fine del medesimo secolo, Capua raggiunse il suo apogeo: il Principe Pandolfo I Testadiferro (961 - 981) riunificò i domini dell'Italia longobarda meridionale[senza fonte], inoltre venendo in aiuto di Papa Giovanni XIII, esule da Roma tra il 965 ed il 966, ottenne l'elevazione di Metropolita per la Chiesa Capuana.

Nell'anno 1059 il conte normanno di Aversa Riccardo I Quarrel conquistò il potente Principato longobardo di Capua. Durante la dominazione Normanna la città vide accrescere ulteriormente la sua importanza strategica, sia dal punto di vista militare che commerciale; essa divenne in poco tempo un florido porto fluviale, racchiuso all'interno di una forte cinta muraria. Dopo appena cinquant'anni dall'occupazione di Riccardo I, la città pagò lo scotto di essere un centro strategicamente importante: fu occupata da Enrico VI di Svevia che ne ordinò la demolizione delle mura, in seguito ricostruite. Federico II di Svevia decise di edificare le due torri a difesa dell'adiacente ponte romano, tra le quali venne realizzato un arco di trionfo di mirabile fattura, demolito all'epoca di Carlo V per motivi militari.

Durante il conflitto tra Svevi e Angioini la città subì continui attacchi che portarono alla demolizione e ricostruzione delle mura e di alcuni edifici cittadini.

Con l'ascesa degli Angioini, la città divenne sede Della "Magna Curia" incrementando ulteriormente la sua importanza nell'amministrazione regia. In epoca aragonese, Capua visse un periodo molto tranquillo, visitata spesso dal Re, divenendo così anche un importante centro culturale.

Durante il regno di Federico I d'Aragona (incoronato nel duomo cittadino) la città fu scossa da un evento drammatico: il Sacco di Capua del 1501 ad opera di Cesare Borgia. I capuani, stremati da un lungo assedio, aprirono le porte della città alle truppe di Cesare Borgia, perché quest'ultimo aveva promesso di risparmiare gli assediati se questi si fossero arresi. Invece, appena l'esercito fu all'interno della città Borgia diede ordine ai suoi uomini di cominciare il saccheggio. Durante questo tragico evento morirono alcune migliaia di capuani.

Con l'avvento degli spagnoli l'importanza politica di Capua venne ridimensionata drasticamente, anche se rimase un insediamento prospero dotato di piazzaforte.

Cronologia di alcuni eventi storici importanti[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Capua-Stemma.png

Lo stemma della città di Capua è il simbolo della storia trimillenaria di tale città: è composto dall'acronimo romano SPQC, che la città di Capua ha utilizzato sin dall'epoca romana come segno distintivo, e da due scudi aggiunti in epoca medievale. L'acronimo S.P.Q.C. della frase latina Senatus PopulusQue Campanus, ovvero Il Senato e il Popolo Capuano, è presente inoltre sulla facciata principale del municipio della città di Capua.

Lo scudo sulla sinistra con la sua croce rappresenta la Capua Longobarda di religione cristiana. Lo scudo sulla destra con le sue sette vipere rappresenta la Capua preromana, fondata dagli Osci, un popolo che per insegna portava il serpente. La sigla SPQC è il segno distintivo usato dalla città di Capua sin dall'epoca romana e ne rappresenta l'ininterrotta continuità storica e geografica con la Capua antica.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«Centro strategicamente importante per il comando tedesco impegnato a bloccare l'avanzata alleata verso Cassino e Roma, fu oggetto, all'indomani dell'armistizio, di un violentissimo bombardamento che causò la morte di millesessantadue persone, tra militari e civili, e la quasi totale distruzione dell'abitato. Contribuì generosamente alla guerra di liberazione con la costituzione dei primi nuclei partigiani, subendo feroci rappresaglie che provocarono la morte di numerosi ed eroici cittadini.»
— Capua (CE), settembre/ottobre 1943

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Centro storico[modifica | modifica wikitesto]

Il centro storico di Capua, che sorge sull'ansa del fiume Volturno, un tempo occupata dall'antica Casilinum e successivamente alle invasioni barbariche, occupata dalla Civitas capuana è ricco di monumenti ed edifici storici principalmente di epoca medievale, nonché di resti del periodo pre-romano, come le Matres Matutae del Museo campano e del periodo romano come le effigi del palazzo del municipio e le pietre del Castello Normanno entrambi originarie dall'Anfiteatro campano di Capua antica. Altri resti di epoca romana sono presenti anche nella frazione di Sant'Angelo in Formis come ad esempio i resti del Tempio di Diana).

Scritta su marmo posta a terra in Piazza Medaglie d'oro recante scritto il primo documento attestato in volgare italiano, il Placito di Capua.

Basilica Benedettina[modifica | modifica wikitesto]

Nella frazione Sant'Angelo in Formis vi è la Basilica Benedettina omonima (fine XI secolo), in stile "bizantino-campano", ritenuto uno tra i monumenti medioevali più importanti del Sud Italia.

Museo Campano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo Campano.

È sede del Museo Campano.

Monumenti del Centro Storico[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Medaglie d'oro a Capua.
  • Ponte Romano e Torri di Federico II: i resti del ponte della via Appia sul Volturno, costituiscono il principale reperto romano di Capua, a testimonianza dell'antica Casilinum, e vi si corrispondeva la porta di uscita verso Roma. Nel 1234 l'Imperatore Federico II, ordinò la ricostruzione di quella che fu, fin dall'antichità la principale porta d'ingresso della cittadina, ovvero Porta Roma: egli si volle ispirare alla monumentalità tipica degli Archi di Trionfo Imperiali Romani, come segno di sfida verso lo Stato Pontificio. Terminato verso il 1240, il complesso monumentale della Porta di Capua fu fonte d'ispirazione degli ideatori dell'Arco trionfale aragonese, voluto al Castel Nuovo di Napoli da Alfonso V d'Aragona . Il complesso subì però due demolizioni: la prima parziale nel 1557, per adeguarlo ai principi della fortificazione alla moderna; l'ultima durante i bombardamenti nel 1943, che distrussero il Ponte Romano. Oggigiorno si possono ammirare soltanto le testate del Ponte e le basi delle due Torri, mentre al Museo Campano sono conservate alcune delle statue ornamentali.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Porta di Capua.
Fondato fuori dalle mura,il "Castrum Lapidum" (Castello delle Pietre) fu inglobato nel circuito difensivo in età normanna. Più volte rimaneggiato, restano oggi i segmenti della cinta muraria, parte della fabbrica principale una torre quadrata a blocchi calcarei squadrati, provenienti dall'anfiteatro campano.
  • Castello delle Pietre o dei Principi Normanni: fondato dai normanni nel 1062, dopo la conquista della città, per tenere in soggezione i longobardi, divenne sede del Principato Normanno; il nome "delle Pietre" è dovuto al fatto che per la sua costruzione vennero usate pietre provenienti dall'anfiteatro di Capua. In epoca aragonese vennero aperte alcune finestre, mentre la torre in tufo è del XIX secolo.
  • Palazzo del Municipio. Sulla facciata sono inseriti alcuni busti dell'anfiteatro Campano insieme alla sigla S.P.Q.C..
  • Castello di Carlo V: voluto dall'Imperatore Carlo V come parte integrante del rafforzamento difensivo della città, fu costruito tra il 1542 ed il 1552, al posto di un'antica fortezza longobarda, su progetto di Gian Giacomo dell'Acaja. Attualmente è sede dello Stabilimento Militare "Pirotecnico" del Ministero della Difesa.
  • Teatro Ricciardi: già esistente intorno alla metà del XVIII secolo, l'edificio attuale è risalente però al 1781, quando l'Ingegner Francesco Gasperi lo ricostruì, invece l'aspetto neoclassico della facciata è del 1929.
  • Porta Napoli: dedicata a Filippo II, fu costruita tra il 1577 ed il 1582 su progetto dell'Architetto capuano Ambrogio Attendolo, il quale si ispirò a Porta Capuana di Napoli.
  • Bastioni e mura difensive: le antiche mura vennero nei secoli più volte ricostruite o rafforzate, ma l'aspetto odierno caratterizzato da bastioni poligonali e cortine inclinate, costituisce uno dei più importanti (e meglio conservati nonostante l'incuria) esempi italiani di fortificazione alla moderna del XVI secolo,

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Le chiese capuane hanno prevalentemente avuto origine in un'epoca compresa tra il IX e il XV secolo. Nel corso dei secoli hanno, però, subito una serie interminabile di rimaneggiamenti e restauri, che ne hanno cambiato fortemente l'aspetto originario, rimanendo visibile, in parte, solo la struttura portante. Capua essendo una città fortezza fu limitata fortemente nello sviluppo “orizzontale”, bloccando di fatto la costruzione di nuovi edifici extra moenia. Per questo motivo nella città è possibile ammirare un'estrema stratificazione urbana che ha coinvolto sia edifici privati che ecclesiastici. I casi più eclatanti sono i numerosi complessi conventuali cittadini, di grande valore artistico che, nel corso dei secoli, per far fronte alle nuove esigenze logistiche militari di acquartieramento, sono stati trasformati in caserme o in edifici di funzione analoga. Il periodo storico in cui sono state apportate le modifiche più significative è un intervallo di tempo compreso tra gli inizi del Seicento e la fine del Settecento, un secolo durante il quale si diffuse in tutto il meridione lo stile Barocco. Capua risentì delle influenze architettoniche e stilistiche della capitale, Napoli e per questo motivo è spesso possibile trovare delle similitudini tra gli edifici delle due città. I motivi decorativi del barocco furono applicati anche nei palazzi signorili ma in maniera meno evidente, mantenendo nella maggior parte dei casi le strutture pressoché inalterate. Spesso oggi non è più possibile ammirare l'originaria bellezza di questi edifici a causa dei bombardamenti del 1943 che distrussero e danneggiarono buona parte del centro storico.

Duomo[modifica | modifica wikitesto]

Busto argenteo di Santo Stefano, Cattedrale di Capua

Il Duomo è la Cattedrale dei Santi Stefano e Agata, fondata nell'856, ma ricostruita prima nel X secolo e poi, ad opera dell'arcivescovo Erveo (1072 - 1086), verso la fine dell'XI secolo, il quale vi aggiunse il porticato d'ingresso, ampliato nel Quattrocento, e ristrutturò notevolmente l'annesso palazzo vescovile. Nel corso del XVIII secolo l'intero complesso venne ristrutturato radicalmente; ancora tra il 1854 ed il 1857, sotto monsignor Gennaro Cosenza, l'architetto Federico Travaglini rinnovò la Cattedrale, tale aspetto però non giunse ai giorni nostri, poiché sotto i bombardamenti del 1943 venne quasi distrutta. Nel 1992, all'interno della Cappella del Corpo di Cristo, venne inaugurato il museo diocesano, ove sono conservate opere pittoriche e scultoree provenienti da varie chiese cittadine.

Chiesa ed ex Convento dell'Annunziata[modifica | modifica wikitesto]

Gli edifici risalgono alla fine del XIII secolo e, dato che tra chiesa e convento correva il tratto cittadino della via Appia (oggi Corso Appio), vennero collegati tramite un "corridoio-ponte" coperto, sovrastante la strada e tuttora esistente. Il complesso venne ricostruito nel 1538 utilizzando pietre dell'Anfiteatro e rispettando i canoni rinascimentali; la chiesa venne poi arricchita dalla cupola di Filippo Vitale. Oggi l'ex convento è sede del presidio ospedaliero dedicato a Ferdinando Palasciano.

Chiesa di Santa Caterina[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Santa Caterina ed il suo convento furono costruiti nel 1383 in stile gotico, di cui conserva abside e crociera, ristrutturata nel 1510, con l'aggiunta delle navate laterali e di una statua interna della Santa, la facciata ed il campanile risalgono invece al XVIII secolo. Nel cinquecento le famiglie nobili capuane finanziarono la costruzione del chiostro, per ringraziarle vennero scolpiti i loro stemmi alla base delle colonne, mentre dentro la chiesa vennero dedicate a loro le cappelle laterali.

Chiesa di Montevergine ed ex Monastero[modifica | modifica wikitesto]

Fondati nel finire del duecento da Bartolomeo di Capua ed affidati ai monaci benedettini di Montevergine. Dal 1795 il monastero è adibito a seminario e conserva tuttora un pozzo nel chiostro risalente al 1769 con lo stemma verginiano scolpito. Sotto il portico dell'ex monastero nel 1611 venne sepolto Cesare Falco.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie o della Santella[modifica | modifica wikitesto]

Venne costruita nel 1761, in ricordo del probabile miracolo della Madonna che avrebbe fermato la strage di abitanti del 1501 ordinata da Cesare Borgia. In precedenza sul luogo sorgeva una cappella dedicata alla Vergine, di cui si occupava una donna devota, tale Camilla Santella, dalla quale prese il nome.

Chiese minori[modifica | modifica wikitesto]

  • Le tre chiese longobarde: sorgono in un'area dove era localizzato il Palazzo dei Principi Longobardi e sono: San Salvatore a Corte (960), ristrutturata in epoca normanna; San Giovanni a Corte (X secolo), rifatta nel Settecento; San Michele a Corte (IX - X secolo), dedicata all'Arcangelo patrono dei longobardi.
  • Chiesa di Sant'Angelo in Audoaldis, di origine altomedioevale, vi sorgeva nei pressi il Palazzo degli Audoalt, nobile famiglia longobarda.
  • Resti della Chiesa di Ognissanti, in via Seminario, di origine bizantina.
  • Chiesa di Santa Placida ed ex Convento di San Gabriello, (1734 - 1756) tardo barocco con campanile di scuola vanvitelliana (1761).
  • Chiesa di San Leonardo ed ex Convento di San Vincenzo, esistente già nel X secolo, rifatta nell'ottocento; il convento fu anche caserma.
  • Chiesa di San Raffaele, settecentesca ed ex Convento (XVII secolo).
  • Chiesa di San Benedetto con ex Convento, fondata dai Benedettini nel 1108, ristrutturata dai Gesuiti nel 1611.
  • Chiesa e Convento di Santa Maria delle Dame Monache, struttura barocca del 1726 su edificio del 952; parte del convento divenne la Caserma Fieramosca nel 1812.
  • Chiesa di Sant'Eligio e San Gaetano ed ex Convento Teatino (1284 - 1296), con campanile rinascimentale (1514 - 1524) e facciata barocca (1747), oggi il convento è sede della caserma dei Carabinieri.
  • Chiesa della Maddalena ed ex Convento Agostiniano, costruita verso il 1300 da Bartolomeo de Capua, con annesso Ospedale (poi Convento), restaurati nel 1747. Vi si trovano le cappelle gentilizie di jus patronato -restaurate tra il 1753 e il 1756- delle nobili famiglie capuane Lanza, dedicata a San Giuseppe; Gianfrotta, dedicata a San Tommaso da Villanova (ma per il Granata la pala si riferiva a San Nicola da Tolentino); d'Errico, dedicata a San Nicola di Bari; Boccardo, dedicata alla SS. Vergine Addolorata.
  • Chiesa ed ex Monastero della Concezione del Settecento, ma ha origini antichissime, il Monastero divenne nel 1940 parte del Museo Campano.
  • Chiesa di San Domenico, di fine duecento, ma ristrutturato completamente in epoca barocca.
  • Chiesa dei Santi Rufo e Carponio (prima metà XI secolo), in epoca normanna i Benedettini costruirono il campanile e le due absidi.
  • Chiesa di San Marcello, di origini anteriori al X secolo, ma rifatta nell'Ottocento.
  • Chiesa della Carità (1697), esempio meglio riuscito di barocco capuano. Essa è ancora oggi di proprietà della Reale Illustre Arciconfraternita dei Bianchi della S.S.Carità, aristocratico sodalizio che anticamente aveva tra i suoi scopi quello di assicurare la cura spirituale dei condannati alla pena capitale nonché la dote per il maritaggio di fanciulle orfane.
  • Chiesa di San Salvatore Piccolo, risalente all'XI secolo.
  • ex Chiesa di San Martino alla Giudea, gotico di tardo trecento, sorge nell'area dell'antico quartiere ebraico (fino al 1540).

Palazzi[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Antignano: rifacimento quattrocentesco di un palazzo già esistente; dal 1874 vi ha sede il Museo Campano.
  • Palazzo Fieramosca: la costruzione originaria è un gotico di fine duecento, della quale esiste ancora il portale archiacuto d'ingresso, venne ristrutturato nella seconda metà del XV secolo dalla famiglia Fieramosca. Oggi vi ha sede la A.S.L. di Capua. Nel 1476 vi nacque Ettore Fieramosca, l'eroe della disfida di Barletta.
  • Palazzo di Giustizia o del Governatore: ha sede in Piazza dei Giudici, costruito nel 1585 su disegno di Ambrogio Attendolo, con l'arengario situato in posizione centrale rispetto alla piazza.
  • Edificio della Gran Guardia o Bivach (1608 - 1611), posto di fronte al precedente, ospitava il Corpo di Gran Guardia del Governatore.
  • Palazzo Friozzi-Azzia (seconda metà del Settecento), di scuola vanvitelliana.
  • Palazzo Lanza, acquisito dalla famiglia Lanza nel 1453, ristrutturato nel XVII e nel XIX secolo; nel Settecento vi soggiornò Sant'Alfonso Maria de' Liguori.
  • Palazzo Rinaldi-Campanino (secondo Quattrocento) di stile misto tardo-gotico catalano e pre-rinascimentale, fra gli archi del portico cortilizio interno vi è un interessante reperto scultoreo romano, una testa di giovane.
  • Palazzo Rinaldi-Milano della metà del XV secolo, con una facciata manieristica napoletana.
  • Palazzo cosiddetto delle "Centopersone", probabilmente era una caserma d'appoggio delle truppe all'epoca di Fieramosca. Dopo un lungo periodo in cui versava in uno stato di rovina nel 2010 sono cominciati lavori di restauro.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

In città è presente la Facoltà di Economia della Seconda Università degli Studi di Napoli

Carnevale[modifica | modifica wikitesto]

Il carnevale di Capua è uno tra i più antichi di Italia. Le prime edizioni organizzate in forma pubblica risalgono alla seconda metà del 1800. Le edizioni moderne sono caratterizzate dalla sfilata di carri e gruppi allegorici.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Vi si trova la sede del Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA).

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT[4] al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 874 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Albania Albania 203 1,08%

Ucraina Ucraina 192 1,02%

Persone legate a Capua[modifica | modifica wikitesto]

Cittadinanza Onoraria[modifica | modifica wikitesto]

  • Riccardo Muti (Napoli, 28 luglio 1941), è un direttore d'orchestra italiano

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Dato Istat al 30/6/2010.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Statistiche demografiche ISTAT

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]