Agropoli
| Agropoli comune |
|||||
|---|---|---|---|---|---|
|
|
|||||
| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Francesco Alfieri (PD) dal giugno 2007 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 40°21′30″N 14°59′0″E / 40.35833°N 14.98333°ECoordinate: 40°21′30″N 14°59′0″E / 40.35833°N 14.98333°E | ||||
| Altitudine | 24 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 32,51 km² | ||||
| Abitanti | 20 610[1] (31.12.2011) | ||||
| Densità | 633,96 ab./km² | ||||
| Frazioni | vedi elenco | ||||
| Comuni confinanti | Capaccio, Castellabate, Cicerale, Laureana Cilento, Ogliastro Cilento, Prignano Cilento, Torchiara | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 84043 | ||||
| Prefisso | 0974 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 065002 | ||||
| Cod. catastale | A091 | ||||
| Targa | SA | ||||
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa) | ||||
| Cl. climatica | zona C, 1 021 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | agropolitani[3] / agropolesi[4] | ||||
| Patrono | santi Pietro e Paolo | ||||
| Giorno festivo | 29 giugno | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Agropoli all'interno della provincia di Salerno |
|||||
| Sito istituzionale | |||||
Agropoli (Aruòpule o Arnòpëlë in dialetto cilentano[5]) è un comune italiano di 20.610 abitanti della provincia di Salerno.
Indice |
Geografia fisica [modifica]
https://www.facebook.com/AGROPOLISA
Territorio [modifica]
Importante centro costiero situato nel Cilento, alle porte occidentali del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, sul mar Tirreno all'estremità meridionale del golfo di Salerno ed a sud della piana del Sele.
- Classificazione sismica: zona 3 (sismicità bassa), Ordinanza PCM. 3274 del 20/03/2003.
Clima [modifica]
La stazione meteorologica più vicina è quella di Capaccio. In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +6,8 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +24,4 °C.[6]
| CAPACCIO | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 9,9 | 9,9 | 12,6 | 16,0 | 30,2 | 24,3 | 28,7 | 29,2 | 25,4 | 20,9 | 15,8 | 12,0 | 10,6 | 19,6 | 27,4 | 20,7 | 19,6 |
| T. min. media (°C) | 3,7 | 4,0 | 5,7 | 8,6 | 11,7 | 15,6 | 19,1 | 19,6 | 16,5 | 13,0 | 9,1 | 5,9 | 4,5 | 8,7 | 18,1 | 12,9 | 11 |
- Classificazione climatica: zona C, 1021 GG
Storia [modifica]
Il territorio di Agropoli è stato frequentato a partire dal Neolitico da popolazioni dedite alla caccia e alla pesca.
Alla foce del fiume Testene in passato c'era una baia, utilizzata dai Greci per scambi commerciali, sia prima che dopo la fondazione della vicina Poseidonia (Paestum). Sul vicino promontorio, che prese il nome di "Petra", a metà del VII secolo a.C. venne edificato un tempio dedicato ad Artemide. In epoca romana, a partire dal I secolo a.C. è attestata la presenza di un piccolo borgo marittimo, Ercula, in prossimità dell'attuale lungomare San Marco, destinato a servire da approdo anche per la vicina Paestum, il cui porto andava insabbiandosi.
In seguito alle incursioni dei Vandali nel V secolo il borgo, difficilmente difendibile, venne abbandonato dagli abitanti, che si trasferirono sul vicino promontorio. Tra il 535 e il 553, con la guerra greco-gotica i Bizantini vi collocarono una roccaforte, che prese il nome di Acropolis ("città alta"). Alla fine del VI secolo vi si rifugiò il vescovo di Paestum per sfuggire ai Longobardi. Con l'arrivo di profughi bizantini dalla Lucania Agropoli si ingrandì e divenne sede di un vescovato.
Nell'882 i Bizantini furono cacciati dai Saraceni, i quali costruirono un ribàt (nuova fortificazione): da qui partivano gli attacchi ai paesi vicini fino a Salerno. Nel 915 i Saraceni furono cacciati e Agropoli tornò in mano ai vescovi, che intanto si erano stabiliti a Capaccio. I vescovi dominarono la città per tutta l'epoca medioevale, insieme ai centri di Ogliastro ed Eredita, e ai villaggi di Lucolo, Mandrolle, Pastina, San Marco di Agropoli e San Pietro di Eredita, che componevano il feudo di Agropoli.
Nel 1412 i feudi di Agropoli e Castellabate furono ceduti da papa Gregorio XII al re Ladislao di Durazzano (1386 – 1414) come parziale pagamento di debiti accumulati nell'arco di alcune guerre. Il 20 luglio 1436Alfonso D'Aragona concesse i feudi di Agropoli e Castellabate a Giovanni Sanseverino, già conte di Marsico e barone del Cilento, che come compenso doveva versare ai vescovi di Capaccio 12 once d'oro l'anno. Solo nel 1443 il re riprese possesso del territorio.
Successivamente Agropoli passò sotto il dominio di diverse casate: tra il 1505 e il 1507 Rodrigo D'Avalos marchese di Vasto e, fino al 1552, i Sanseverino. In seguito alla perdita dei suoi possedimenti da parte del principe Ferrante, ultimo rappresentante dei Sanseverino, accusato di tradimento nel 1553, Agropoli passò ai D'Ayerbo d'Aragona, nel 1564 ai Grimaldi, nel 1597 agli Arcella Caracciolo, nel 1607 ai Mendoza, nel 1626 ai Filomarino già principi di Roccadaspide, nel 1650 ai Mastrillo, che si alternarono per un breve periodo con gli Zazzero d'Aragona. I Sanfelici, duchi di Laureana, conservarono il potere sulla cittadina fino all'abolizione del sistema feudale.
Nel Ottocento Agropoli iniziò l'espansione oltre l'antico borgo.
Dal 1811 al 1860 fece parte del circondario di Torchiara, appartenente al distretto di Vallo del Regno delle Due Sicilie.
Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia fece parte del mandamento di Torchiara, appartenente al circondario di Vallo della Lucania.
Onorificenze [modifica]
| Titolo di Città | |
| «D.P.R. del 09/01/2004» — Agropoli |
.
Monumenti e luoghi di interesse [modifica]
L'abitato è sormontato dal centro storico, che conserva il centro antico, gran parte delle mura e il portale seicentesco. Vi si accede attraverso la caratteristica salita degli "scaloni", uno dei pochi esempi di salita a gradoni e la porta monumentale, ben conservata. Il centro storico è di forte richiamo turistico. Lungo le numerose stradine e tra i monumenti, vi sono negozi, bar e locali che servono i piatti del luogo, tra cui la pizza agropolese, servita in un cesto di vimini.
- La porta ha due aperture: sulla destra della porta principale ce n'è una, secondaria, ad arco ribassato, aperta agli inizi del XX secolo; tra le aperture è visibile una feritoia che permetteva la vigilanza e la difesa.
La porta è sormontata da cinque merli, due dei quali sostengono altrettante palle di pietra. Le palle, alternate con altre di cemento e una croce di ferro indicante l'anno 1909, ricordo delle sacre missioni, decorano il parapetto sul ciglio della rupe. Al di sopra della porta principale si nota lo stemma marmoreo dei Duchi Delli Monti Sanfelice, ultimi possessori feudali della città (lo stemma originariamente decorava l'ingresso del Castello).
L'imponente stemma marmoreo è sovrastato da una corona rovinata ed è rifinito in basso da un mascherone. Il campo principale ha forma di scudo ed è suddiviso in due parti dove sei oche sono unite in due gruppi di tre (in alto allineate, in basso riunite in triangolo), originario emblema dei Sanfelice, e una croce, che era il simbolo della famiglia estinta Delli Monti.
La porta è parte integrante della cinta muraria, costruita in pietra locale e composta da due bracci, uno meridionale e uno settentrionale che si imperniano sul Castello e si concludono sullo strapiombo della "Rupe", difesa naturale dagli invasori.
- Gli scaloni: Il borgo antico è raggiungibile a piedi percorrendo la caratteristica salita degli "scaloni", per secoli unica via d'accesso al borgo e oggi uno dei pochi esempi di salita a gradoni, caratterizzati da gradinate larghe e basse, sopravvissuti alle esigenze del traffico veicolare, che altrove ne hanno determinato il livellamento. Per la poca popolazione locale residente sul promotorio storico vi è una strada secondaria retrostante, carrabile, e per un tratto, quello finale, a traffico limitato.
Il muro di protezione degli scaloni è ornato da merli con estremità sferica che richiamano i merli della porta ed una croce di ferro indicante l'anno 1909, ricordo delle sacre missioni.
- Il castello: A pianta triangolare e con tre torri circolari, si erge sul promontorio incastrandosi come un vertice nell'interno dell'area del borgo antico, mentre la base si protende fuori del nucleo abitato, come fortificazione avanzata sul versante collinare dal pendio più dolce e più esposto agli assalti.
Attorno alle mura del castello si trova un fossato largo e profondo, ora distinguibile sul lato verso il borgo, mentre è quasi scomparso il dislivello sul lato orientale a causa dei lavori agricoli e dei cedimenti del terreno avutisi nel corso dei secoli. Il castello presenta l'aspetto assunto dopo le ristrutturazioni d'età aragonese (XV secolo d.C.) che devono aver notevolmente ampliato l'originario impianto, a forma triangolare. L'interno del castello è occupato dalla piazza d'armi e da edifici addossati sui lati settentrionale e orientale. La piazza, oggi adibita a giardino e a teatro all'aperto, non è frutto di un riempimento artificiale, ma poggia sulla roccia inglobata a suo tempo nelle mura del castello, mentre sul lato settentrionale si trova la "Sala dei francesi", così chiamata a ricordo della sosta del drappello delle truppe francesi nel periodo napoleonico. Il castello di Agropoli è legato a due personaggi: Luisa Sanfelice, personaggio minore della rivoluzione napoletana del 1799, la cui vicenda umana ispirò il romanzo di Alexandre Dumas (padre), La San Felice, e la scrittrice francese Marguerite Yourcenar, che lo menzionò nel racconto "Anna, soror".
- Il Faro Punta Fortino: L'altezza della luce, a due lampi bianchi con intermittenza di 6 secondi, è posta a 10 metri su un fabbricato quadrato ad un piano.
La torre, in stile veneziano, fu costruita nel 1929, è visibile dal lungomare ed è posto sull'estremità del centro storico delimitando il limite della Rupe.
- le torri: La presenza di torri fortificate sulla costa di Agropoli, come del resto lungo l'intera costa tirrenica meridionale, è collegata alla minaccia costituita dalle scorribande dei pirati. A seguito dell'ordine generale di costruzione di una catena ininterrotta di torri costiere, emanato nel 1564 dal viceré spagnolo don Pedro de Toledo, iniziano a sorgere lungo la costa che da Agropoli giunge a Sapri torri di avvistamento nei punti strategici. A seguito di quest'ordine verrà rafforzata la Torre di San Marco, di forma circolare, all'epoca esistente, cui si affiancherà la Torre di San Francesco, costruita su un'alta sporgenza a picco sul mare, poco più a sud del promontorio sovrastato dal Castello.
Posto accanto al convento francescano qui sorto fin dal 1230, questa torre, di forma quadrangolare, risultava in posizione strategica, comunicando a Nord col Castello e con la Torre di San Marco, mentre a Sud con la torre costruita a Trentova e con quella di Punta Tresino (rientrante nel territorio del comune di Castellabate).Di oggi restano ruderi.
- La fornace: La data dell'inaugurazione risale al 1880, fu l'ingegner Vincenzo Del Mercato ad avere l'idea di una fornace per la produzione di mattoni. Dopo accurate ricerche, si optò di costruire la fornace in località Campamento, a pochi passi dal Fiume Testene, in quanto qui c'erano giacimenti di argille plastiche. La lavorazione consentiva molti tipi di mattoni, quali rex, tegole, cannocchiali, proveri, quattro fori, tre fori.
Dopo anni di attività la fornace declinò, fino a cessare la sua attività nel 1970.
- Chiesa Madre dei SS Pietro e Paolo: è di origini antiche: nel 593 una lettera di papa Gregorio Magno documenta nel borgo la presenza del presule pestano e si connette nella dedica alla tradizione dell'approdo di San Paolo in una località agropolese ed a S. Pietro, pescatore come molti degli abitanti del borgo antico.
Nell'ultimo ventennio del XVI sec. la chiesa è visitata da vescovi o da loro rappresentanti, che vi osservano l'altare maggiore (ricostruito nel 1714 e nel 1875, con tela raffigurante S. Antonio tra S. Bartolomeo e S. Gaetano di Tiene); inoltre, gli altari dedicati ai SS Pietro e Paolo (dal 1742), al Crocifisso (dal 1905), alla Santissima Concezione (dal 1698; dal 1875: fam. Troise), alla Madonna dell'Arco (1875: fam. Vecchio, tela con Madonna tra S. Francesco di Paola e S. Carlo Borromeo), al Rosario (1742, con confraternita e tela con Misteri; 1771, con porta sulla strada; 1875: tre statue entro nicchie con Madonna del Rosario tra S. Lucia e S. Rosa e, inoltre, tavola antica della Vergine della pietà), a S. Giuseppe (1742, 1771, insieme a S. Gennaro, fam. Storti; 1875: fam. Rosa, tela con la Vergine tra S. Giuseppe e S. Gennaro), a S. Antonio di Padova (dal 1583: altare, 1698: altare, 1875: già delle famiglie Magnoni e Del Baglivo), a Sant'Antonio Abate (dal 1612; 1875: sepoltura della famiglia Rotolo, tavola con S. Antonio abate e tela piccola con Santissima Trinità). L'edificio, che possiede tre campane, tre porte inclusa la principale, ha avuto bisogno di recenti e lunghi restauri. Ad unica navata, ha il coro, il pulpito e i confessionali.
- Chiesa Santa Maria di Costantinopoli: la tradizione la dice costruita dopo il rinvenimento in mare della statua della Madonna che, degli infedeli, al tempo delle scorrerie turche della metà del Cinquecento, avevano cercato inutilmente di portar via.
Anche questa chiesa è documentata soprattutto a partire dal 1583, quando si accerta nella stessa l'esistenza di una confraternita. Nella visita apostolica del 1612 la chiesa risulta edificata di recente, provvista di un confessionale e della sepoltura per i marinai. La sagrestia ed una tela sono riscontrate nel 1742 e si specifica che è stata costruita con i contributi degli uomini di mare. Oltre al campanile con due campane, all'organo, al pulpito ed all'orologio, non mancano nel 1875 l'altare ed il presbiterio in marmo, quest'ultimo munito di balaustra e cancello in ottone, ed una "statua a telaio". Troviamo, inoltre, nel 1905, una statua in legno e tre porte. Alcuni anni dopo (1913) viene interdetta insieme ad altre, perché occupata da soldati per la pioggia torrenziale.
- Monumenti ai Caduti: Il primo monumento ai caduti di Agropoli, risale all'11 maggio del 1924, costruito per volontà del popolo agropolese, che contribuì senza distinzione di ceto o di credo politico e con entusiasmo alla realizzazione del monumento.
Tuttavia durante il secondo conflitto mondiale la statua sarà tolta dal suo piedistallo per dare bronzo alla patria. L'attuale monumento risale al 20 novembre 1985. Fu inaugurato il 9 dicembre 1973, invece, il monumento dei caduti in mare di Agropoli. È composto da una grande ancora posta su un piedistallo di marmo, e alla basa i nome dei caduti i mare durante le guerre.
- La statua di San Francesco, situata sulla collina di San Marco, è stata realizzata nel 1982. La statua scolpita in marmo bianco di Carrara è alta 6 m ed è collocata su di una torre che misura 32,60 m di altezza.
- La costa: La zona costiera visitabile si estende per una lunghezza di circa 3 km, rientra tra i siti di interesse comunitario (S.I.C.) e comprende lo scoglio di "Trentova", famoso per la panoramica caratteristica che lo vede legato alla terraferma da una sottilissima lingua di terra percorribile a piedi, lo "scoglio di san Francesco" e una serie di piccole insenature che si susseguono fino alla splendida spiaggetta del Vallone (Castellabate), prima di Punta Tresino.
La baia di Trentova prende il nome dallo scoglio omonimo. Il nome deriva dal fatto che secondo la leggenda furono trovate nelle grotte sotto la roccia trenta uova di gabbiano o di tartaruga marina. Qui si trovano bar, lidi ed attrezzature turistiche.
Accanto alla baia di Trentova c'è una piccola baia detta di San Francesco, dal nome del monastero sovrastante e dallo scoglio sito in mezzo al mare, riconoscibile per la croce posta sull'estremità superiore. Verso nord si estende una lunga spiaggia attraversata da diversi torrenti che arriva alla zona archeologica di Paestum.
Per il quinto anno consecutivo la città di Agropoli è Bandiera Blu.[7].
Società [modifica]
Evoluzione demografica [modifica]
Al 31/12/2006 i residenti sono 20.307, 9.953 maschi e 10.354 femmine. I nuclei familiari sono 7.954. Gli elettori sono 17.198, 8.376 maschi e 8.822 femmine.[8]
Abitanti censiti[9] 
Etnie e minoranze straniere [modifica]
Al 31 dicembre 2007 ad Agropoli risultano residenti 809 cittadini stranieri. Le nazionalità sono:[10]
Religione [modifica]La maggioranza della popolazione è battezzata di fede cristiana, appartenenti principalmente alla Chiesa cattolica;[11] il comune appartiene alla Diocesi di Vallo della Lucania e ha sette parrocchie:
L'altra confessione cristiana presente è l'Evangelica con una comunità ADI.[12] Istituzioni, enti e associazioni [modifica]Cultura [modifica]Personalità legate ad Agropoli [modifica]
Eventi [modifica]Come tutto il Cilento, Agropoli è una città ricca di tradizione. Le più notevoli manifestazioni sono: la festa della Madonna di Costantinopoli, durante la quale, a partire dagli anni 70, per iniziativa di Filomena Vissicchio la statua della Madonna (che generalmente è nella chiesa omonima sul centro storico) è portata in processione sul mare di notte seguita da molte barche di pescatori come buon auspicio; il noto carnevale di Agropoli, arrivato alla 38ª edizione, che riempie la città di carri allegorici, musica e balli; la processione dei santi Pietro e Paolo, che si tiene in giugno. Musica [modifica]Numerose sono le manifestazioni musicali, sempre presenti nelle iniziative folkloristiche, con canti popolari cilentani. Da segnalare, oltre al gruppo agropolese "A Toys Orchestra" e il tenore Giuseppe D'Amato. Cucina [modifica]Tipico piatto di Agropoli sono le alici che vengono preparate secondo molte ricette tradizionali: "mbuttunate", "arreganate", "marinate" o "salate". Tra i salumi meritano menzione la pancetta o "Longarella" e la "soppressata"; tra le specie ittiche le alici di "menaica". Geografia antropica [modifica]Frazioni [modifica]Lo statuto di Agropoli non menziona frazioni. Secondo il 14º Censimento,Errore nell'uso delle note: Agricoltura [modifica]Il Parco Nazionale del Cilento ha il maggior numero di produzioni recentemente riconosciute dal Ministero dell'Agricoltura. Ai marchi Denominazione di Origine Controllata (DOC) e Indicazione Geografica Tipica (IGT) dei vini di produzione locale, si aggiunge la produzione di olio extravergine di oliva Denominazione di origine protetta (DOP) e di liquori vari. Quanto agli altri prodotti tipici della zona, oltre alla Mozzarella di Bufala Campana DOP, alla mozzarella vaccina "co' a mortedda" al cacioricotta di capra cilentana e al "caciocavallo" tipico, vanno ricordati il miele, il carciofo di Paestum Indicazione geografica protetta (IGP), il cece di Cicerale, il fagiolo di Controne, il fico bianco del Cilento; rinomatissima anche la produzione dolciaria di fichi secchi e al cioccolato. Infrastrutture e Trasporti [modifica]Vedi Stradario di Agropoli, e mappa della città. Strade [modifica]Il principale asse stradale di accesso al territorio comunale è la Strada Provinciale 430/a Innesto SS 18(Paestum)-Agropoli Nord-Agropoli Sud-Prignano Cilento-Perito-Omignano(loc. Ponti Rossi)-Vallo Scalo con uscite agli svincoli di Agropoli Nord e Agropoli Sud. La Strada statale 18 Tirrena Inferiore lambisce il territorio attraversando la frazione nord-orientale di Mattine. Le strade regionali e provinciali per i collegamenti con i comuni limitrofi sono:
Ferrovie [modifica]La Stazione Ferroviaria, "Agropoli – Castellabate", sulla linea ferroviaria Salerno - Reggio Calabria, è servita da numerosi treni, con fermata giornaliera che percorrono la direttrice Torino/Milano – Reggio Calabria, e tra cui alcuni Eurostar Italia. Ci sono anche diretti che fanno linea Napoli o Salerno – Sapri, che fanno fermata ad Agropoli, con frequenze raddoppiate nel periodo estivo. Porti [modifica]Il Porto Turistico di IV classe è formato da un molo di sopraflutto a gomito, da una banchina di riva e da un molo di sottoflutto. Le aree riservate al diporto sono costituite da pontili per l'ormeggio dei natanti sistemati in corrispondenza della banchina di riva e del molo di sopraflutto. Nel tratto finale del molo di sopraflutto c'è un tratto di banchina riservata alle imbarcazioni in transito fino a 50 m. I servizi e le attrezzature per il diporto consistono in un distributore di carburanti in banchina; prese acqua ed energia elettrica; illuminazione banchine; 2 scivoli; gru fissa portata 36 t; gru mobile portata 10t; travel lift; rimessaggio all'aperto/coperto; riparazione motore, riparazioni elettriche ed elettroniche; riparazione scafi in legno, vetroresina e acciaio; riparazione vele; guardiana; pilotaggio; ormeggiatori; sommozzatori; servizi antincendio; ritiro rifiuti; servizio meteo; servizi igienici; rifornimento alimentare; rivendita ghiaccio; parcheggio auto; cabina telefonica. Accesso: tenersi a dritta entrando e lasciare la rotta libera alle imbarcazioni in uscita dal porto; velocità max 3 nodi. Fari e fanali: 2660 (E 1735) - faro a lampi bianchi, grp 2, periodo 6 secondi, portata 13 m, su Punta Fortino a NW del paese; 2661 (E 1734.6) - fanale a lampi verdi, periodo 5 secondi, portata 5 m, sulla testata del molo di sopraflutto (mantenersi a nn meno di 25 m dal fanale); 2661.2 (E 1734.8) - fanale a luce fissa rossa, portata 3 m, sulla testata del molo di sottoflutto. Fondo marino: fango e roccia. Fondali in banchina: da 0.20 a 4 m. Posti barca: circa 900. Divieti: di balneazione e navigazione a vela all'interno del porto; velocità massima 3 nodi. È vietato sostare e ancorare nel canale di accesso e nello specchio acqueo prospiciente l'imboccatura del porto, per un raggio di 200 m dal fanale verde. Venti: ponente, maestrale, grecale e scirocco. Pericoli: giungendo da nord, durante le ore notturne, i fanali di entrata vengono rilevati invertiti a causa del prolungamento del molo di sopraflutto. La tramontana può creare difficoltà alle unità ormeggiate. Rade sicure più vicine: baia della Licina e baia di Trentova. Il porto vede nel 2010 una rivalutazione con la costruzione di infrastrutture turistiche, messa in sicurezza e lavori generali di risanamento grazie ad un consistente finanziamento regionale.[14] Ai collegamenti stradali e ferroviari si aggiungono quelli marittimi. Il porto, con 1.200 posti barca è a scopo turistico e ad attività minori legate alla pesca. È anche punto di attracco per una linea di navigazione, il "Metrò del Mare", che in estate serve la costa salernitana, la costiera amalfitana e sorrentina e raggiunge Capri, Ischia, Napoli e tutto il Cilento. Aeroporti [modifica]
Mobilità urbana [modifica]Amministrazione [modifica]Gemellaggi [modifica]
Altre informazioni amministrative [modifica]Il comune fa parte dell'Unione dei Comuni Alto Cilento. Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino regionale Sinistra Sele. La gestione del ciclo dell'acqua è affidato all'ATO 2 Sele. Per la gestione dell'irrigazione e del miglioramento fondiario l'ente competente è il Consorzio di bonifica Paestum. Sport [modifica]Atletica [modifica]Ad Agropoli si tiene l'Half Marathon, gara podistica di 21 km, si svolge tra Agropoli e Capaccio, partenza ed arrivo: Agropoli. La manifestazione, giunta alla dodicesima edizione, è punto di riferimento per i tantissimi atleti, soprattutto professionisti, che vi prendono parte: oltre 2.500 le iscrizioni nell'ultima edizione. Lo scenario in cui si svolge è suggestivo: l'Acropolis, i templi di Paestum, l'antica Poseidonia, il sole, il mare e la campagna. Una tra le società di Atletica Leggera del Comune è l'ASD Agropoli Running, nata il 26 ottobre 2011. Essa è supportata dallo sponsor "C.I.N. - Centro Immobiliare Nunziata". Ci si dividono compiti ed incarichi, si lavora insieme per il raggiungimento di obiettivi; la condivisione è la regola principale per centrare gli stessi. Avvicinare bambini, ragazzi e giovani allo sport, tenerli lontano dalle insidie della strada è un obiettivo primario dell' associazione, mossi dalla consapevolezza che lo sport costituisce un momento importantissimo di socializzazione e crescita. Infine creare un ruolo di immagine qualificata nel settore del tempo libero nell’ambito del territorio di riferimento. Calcio [modifica]La squadra calcistica di Agropoli è l'Unione Sportiva Agropoli, nella stagione 2011/2012 ha vinto il campionato di Eccellenza Campania raggiungendo dopo 15 anni di attesa la Serie D. L'attuale presidenza è di Mimmo Cerruti, in rosa sono presenti anche due giocatori di Agropoli, Margiotta e Landolfi. L'U.S. Agropoli disputa le partite di casa all'impianto sportivo Stadio Raffaele Guariglia, con 5.000 posti a sedere. Pallacanestro [modifica]Popolare è la pallacanestro: la Polisportiva Agropoli milita in B nazionale e le partite di casa sono al Pala Di Concilio. Nella stagione 2010 - 2011 ha vinto la finale play-off promozione contro la formazione siciliana di Racalmuto, raggiungendo per la prima volta nella sua storia la B nazionale. Al primo anno in assoluto nella B nazionale la Polisportiva Basket Agropoli chiude la stagione regolare all'ottavo posto raggiungendo lo storico traguardo dei play-off promozione. Ciclismo [modifica]Per il ciclismo, nel 1984 Agropoli è stata sede di arrivo di una tappa del Giro d'Italia, vinta da Urs Freuler, e nel 2013 è stata sede di passaggio della terza tappa, vinta da Luca Paolini.
Note [modifica]
Altri progetti [modifica]Collegamenti esterni [modifica]
|