Colatura di alici di Cetara

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Colatura di alici di Cetara
Pasta di Gragnano e colatura di alici di Cetara
Pasta di Gragnano e colatura di alici di Cetara
Origini
Luogo d'origine Italia Italia
Regione Campania
Zona di produzione Cetara
Dettagli
Categoria salsa
Riconoscimento P.A.T.
Settore preparazioni di pesci, molluschi e crostacei e tecniche particolari di allevamento degli stessi
 

La colatura di alici di Cetara è un prodotto agroalimentare tradizionale campano, prodotto nel piccolo borgo marinaro di Cetara, in Costiera Amalfitana.

La colatura di alici è una salsa liquida trasparente dal colore ambrato che viene prodotta da un tradizionale procedimento di maturazione delle alici in una soluzione satura di acqua e sale. Le alici impiegate sono pescate nei pressi della costiera amalfitana nel periodo che va dal 25 marzo, che corrisponde alla festa dell'Annunciazione, fino al 22 luglio, giorno di Santa Maria Maddalena.


Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Le origini di questo prodotto gastronomico risalgono ai Romani, che producevano una salsa molto simile alla colatura odierna, chiamata garum. La ricetta venne poi in qualche modo recuperata nel Medioevo da parte dei gruppi monastici presenti in Costiera, i quali ad agosto erano soliti conservare sotto sale le alici in botti di legno con le doghe scollate e poste in mezzo a due travi, dette mbuosti; sotto l'azione del sale, le alici perdevano liquidi che fuoriuscivano tra le fessure delle botti. Il procedimento si diffuse successivamente tra la popolazione della costa, che la perfezionò con l'utilizzo di cappucci di lana per filtrare la salamoia.

Preparazione[modifica | modifica sorgente]

Alle alici, appena pescate, vengono rimosse la testa e le interiora, vengono quindi tenute per 24 ore in contenitori con abbondante sale marino. Sono quindi trasferite in piccole botti di castagno o rovere (dette terzigni), alternate a strati di sale, e ricoperte da un disco di legno sul quale sono posti dei pesi, via via minori col passare del tempo. A seguito della pressione e della maturazione del pesce, affiora del liquido in superficie che, nel caso di preparazione di alici sotto sale, viene eliminato. Proprio questo liquido, invece, fornisce la base per la preparazione della colatura di alici. Viene infatti conservato in grossi recipienti di vetro ed esposto alla luce diretta del sole che, per evaporazione dell'acqua ne aumenta la concentrazione. Dopo circa quattro o cinque mesi, tipicamente quindi tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre, tutto il liquido raccolto viene nuovamente versato nelle botti con le alici, e fatto lentamente colare attraverso un foro, tra gli strati di pesce, in modo da raccoglierne ulteriormente il sapore. Viene infine filtrato attraverso teli di lino, ed è quindi pronto per gli inizi di dicembre.

Viene usata tipicamente per condire gli spaghetti e le linguine che debbono essere cotte senza sale, essendo la colatura di alici molto salata. A Cetara questo piatto è tipico della vigilia di Natale.

Ricetta tradizionale[modifica | modifica sorgente]

Cuocere la pasta (spaghetti, linguine, tagliatelle) in acqua non salata. A parte preparare il condimento costituito da: prezzemolo, aglio e peperoncino (se piace) tutto tritato, qualche pomodorino, un cucchiaio abbondante di colatura di alici per ogni commensale, olio extravergine di oliva. Scolata la pasta al dente, si unisce il condimento preparato, amalgamando il tutto a crudo.

La colatura d'alici può essere anche utilizzata per insaporire piatti a base di pesce o verdure (fatta eccezione della scarola per la pizza ripiena).

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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