Spaghetti
| Spaghetti | |
|---|---|
| Origini | |
| Luogo d'origine | |
| Regione | Campania |
| Diffusione | Penisola italiana Asia |
| Dettagli | |
| Categoria | primo piatto |
| Ingredienti principali | farina di grano duro |
| Varianti | Bucatini Vermicelli Noodles Spaghetti cinesi |
Gli spaghetti sono una pasta[1] prodotta esclusivamente con farine di grano duro ed acqua, dalla forma lunga e sottile e di sezione tonda. Si tratta del più diffuso formato di pasta della cucina napoletana[2][3][4]. Gli spaghetti rientrano nella vasta famiglia delle paste alimentari ed in conseguenza del notevole successo incontrato, si tende impropriamente ad indicare con tale nome ogni formato di pasta simile.
Indice |
Origini[modifica]
Nell'opera del poeta e commediografo napoletano Antonio Viviani “Li maccheroni di Napoli”, pubblicata nel 1824, compare per la prima volta il termine spaghetti e vi sono illustrate le varie fasi della lavorazione. Nella descrizione della Sicilia tramandataci da Idrisi al tempo di Ruggero II nel Libro di Ruggero si recita:
| « La Trabia ha una pianura e dei vasti poderi nei quali si fabbrica molta quantità di paste(Yttriyya) da esportarne in tutte le parti, specialmente nella Calabria e in altri paesi di musulmani e di cristiani. (...) » |
Il termine arabo "Yttriyya" [5], la cui origine etimologica risalirebbe al greco itrion poi lat. itria, indicherebbe una pasta tirata a fili sottili, e poiché Idrisi scrive nel 1154, questa testimonianza, se ve ne fosse bisogno, sfata la leggenda che attribuisce a Marco Polo l'introduzione della pasta in Italia.[5]. Lo stesso etimo individua la presenza di paste alimentari nel sud italia, in epoca antecedente la presenza araba, riconducendola all'epoca Greco-Romana.
Evoluzione[modifica]
Per quel che riguarda il tipo di consumo, in origine gli spaghetti, come tutte le paste asciutte, erano perlopiù conditi di solo formaggio e pepe. Solo tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX si afferma l'uso di condire la pasta con il pomodoro. La prima testimonianza in tal senso è iconografica e si ritrova in un presepe napoletano databile agli inizi del settecento, conservato nella Reggia di Caserta, nel quale due contadini arrotolano attorno alla forchetta i primi spaghetti colorati di rosso.[6] Bisognerà però attendere i primi decenni del XIX secolo per vedere pubblicata la prima ricetta in cui la pasta sia abbinata al pomodoro. Infatti nel 1839 Ippolito Cavalcanti pubblica la seconda edizione del suo celebre trattato "Cucina teorico pratica" che, riprendendo quella che doveva essere una abitudine diffusa tra il popolo, ci riporta due distinte ricette in tal senso: i Vermicelli con lo pommodoro ed il Ragù napoletano.
Caratteristiche[modifica]
Lo spessore li distingue in spaghettini (n. 3), spaghetti (n. 5) e spaghettoni (n. 7). Lo spessore indicato dal numero può variare leggermente da un produttore ad un altro; può variare anche l'aspetto a seconda del tipo di trafilatura usato, cioè la superficie può presentarsi liscia o rugosa, quest'ultima è ottenuta con trafile in bronzo.
La scelta di una trafilatura rispetto ad un'altra dipende dal tipo di condimento da abbinare.
Le ricette[modifica]
In Italia vengono preparati secondo diverse ricette tradizionali, spesso con salsa di pomodoro e spolverati con un formaggio (di solito duro e stagionato) grattugiato, il tutto accompagnato con foglie di basilico.
All'estero gli spaghetti sono serviti con numerose varianti, spesso dettate da semplice ricerca di originalità o da trasposizione di ricette per altri tipi di pasta; si possono così trovare, ad esempio, spaghetti al prosciutto, guarniti con ampie fettine di prosciutto e senz'altro condimento, oppure gli spaghetti bolognese (venduti anche in lattina nel Nord-Europa), contenenti una sorta di ragù alla bolognese e gli spaghetti già (s)cotti.
Spaghetti nella società[modifica]
Curiosità[modifica]
Esiste una vasta documentazione fotografica e letteraria che illustra come nei vicoli di Napoli ancora sino alla fine del XIX secolo, gli spaghetti venissero mangiati con le mani, ciò era in parte dovuto al fatto che non vi erano posate adatte allo scopo. Le comuni forchette allora in uso, avevano solo tre rebbi ed inoltre erano piuttosto appuntite, il che le rendeva poco pratiche allo scopo. Tutto ciò aveva anche un risvolto politico, rendendo di fatto improponibile la presentazione nei pranzi ufficiali, di quella che già all'epoca era considerata una specialità napoletana, la pasta. Fu quindi per volontà di Ferdinando II di Borbone e grazie all'ingegno del ciambellano di corte, Gennaro Spadaccini [7], che si risolse il problema. Lo Spadaccini introdusse un quarto rebbio e ridusse le dimensioni dei forchettoni allora in uso, risolvendo in tal modo il problema dei maccheroni a corte. Ciononostante l'abitudine di mangiare la pasta con le mani perdurò ancora per parecchi decenni.
Teatro e cinema[modifica]
Gli spaghetti sono i memorabili comprimari di una gag della commedia Miseria e nobiltà (di Edoardo Scarpetta), interpretata anche per il cinema da Totò, nella quale a un certo punto finiscono nelle tasche del misero protagonista che, dovendoli nascondere, li mette al sicuro nella giacca.
Ugualmente, un piatto di spaghetti è protagonista in una celeberrima e comica sequenza del film Un americano a Roma, con un giovane Alberto Sordi in versione yankee alle prese però con un italianissimo piatto extra-large di spaghetti (molto) conditi al pomodoro:
| « Maccarone, m'hai provocato e io ti distruggo adesso, maccarone! Io me te magno, ahmm! » |
| (Nando Mericoni rivolto ad un piatto di pasta) |
Proprio per essere tipici dell'Italia, gli spaghetti hanno legato il loro nome ad un genere cinematografico, lo spaghetti-western, ovvero film western prodotti e diretti da registi italiani - citiamo, tra i molti che si sono cimentati in questo genere con alterne fortune, Sergio Leone.
Record[modifica]
Lo spaghetto più lungo del Mondo ha una lunghezza di 455 Metri ed è stato realizzato da Ranieri Borgnolo, il 10 settembre 2005 a Ober-Ramstadt (Germania). Il record è stato riconosciuto dal Guinness World Records ed è apparso nell'edizione 2008.
Televisione[modifica]
In una puntata del Muppet Show (trasmesso dal 1976 al 1981), l'improbabile cuoco svedese - titolare di un'improbabile rubrica gastronomica all'interno dello show - presenta una ricetta a base di spaghetti. Purtroppo per lui, l'ammasso di pasta, che assomiglia grossomodo ad uno strano cagnolino feroce, si ribella allo chef e lo assale.
Informatica[modifica]
Spaghetti code è un termine dispregiativo per quei programmi per computer che abbiano una struttura di controllo del flusso complessa e/o incomprensibile con uso esagerato ed errato di GOTO, thread e altri construtti di ramificazione non strutturati.
Il suo nome deriva dal fatto che i diagrammi di flusso di questi tipi di codice tendono a assomigliare a dei piatti di spaghetti, ovvero a una catasta di fili intrecciati e annodati.
Religione[modifica]
Il Flying Spaghetti Monsterism è una parodia di religione creata in Kansas per protestare contro l'insegnamento nelle scuole della teoria creazionista, secondo questa "religione" l'Universo sarebbe stato creato da un mostro formato da un ammasso di spaghetti.
Note[modifica]
- ^ Normativa sulla produzione di paste. URL consultato in data 7 ottobre 2012.
- ^ Storia degli spaghetti - Sito ufficiale della Barilla. URL consultato in data 7 ottobre 2012.
- ^ Storia dei maccheroni da maccheroni.it. URL consultato in data 7 ottobre 2012.
- ^ Storia degli spaghetti da pastaround.com. URL consultato in data 7 ottobre 2012.
- ^ a b Idrisi, il Libro di Ruggero, Flaccovio, Palermo.
- ^ I Borbone - Campi di avanguardia, Passepartout 2007
- ^ http://cucina.corriere.it/dizionario/campania/brucchira-vrcca.htm
Altri progetti[modifica]
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Collegamenti esterni[modifica]
- Spaghetti in Tesauro del Nuovo Soggettario. BNCF, marzo 2013