Allium sativum

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Aglio)
bussola Disambiguazione – "Aglio" rimanda qui. Se stai cercando altri significati, vedi Aglio (disambigua).
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Aglio
Allium sativum garden.jpg

Allium sativum 002.JPG
Piante e infiorescenza di Allium sativum

Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Ordine Liliales
Famiglia Amaryllidaceae
Sottofamiglia Allioideae
Genere Allium
Specie A. sativum
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Monocotiledoni
Ordine Asparagales
Famiglia Amaryllidaceae
Sottofamiglia Allioideae
Nomenclatura binomiale
Allium sativum
L.
Bulbo, spicchi e aglio tritato

L'aglio (Allium sativum L.) è una pianta coltivata bulbosa, assegnata tradizionalmente alla famiglia delle Liliaceae, ma che la recente classificazione APG III attribuisce alle Amaryllidaceae (sottofamiglia Allioideae).[1]

Il suo utilizzo primo è quello di condimento, ma è ugualmente usato a scopo terapeutico per le proprietà congiuntamente attribuitegli dalla scienza e dalle tradizioni popolari.

A causa della sua coltivazione molto diffusa l'aglio viene considerato quasi ubiquitario, ma le sue origini sono asiatiche[2] (sono state rintracciate sia nella Siberia sud-occidentale), velocemente diffusosi nel bacino mediterraneo e già conosciuto nell'antico Egitto.

L'odore caratteristico dell'aglio è dovuto a numerosi composti organici di zolfo tra cui l'alliina ed i suoi derivati, come l'allicina ed il disolfuro di diallile.[3]

Le varietà[modifica | modifica sorgente]

Alcune delle cultivar di aglio più rinomate:

  • Aglio di Caraglio - (aj 'd Caraj), L'aglio di Caraglio, un paese della provincia di Cuneo, è un aglio dal caratteristico aroma delicato. La caratteristica è data dal clima e dai terreni calcarei, dolomitici e cristallini delle montagne della Valle Grana. È stato creato, nel 2009, un Consorzio di tutela e valorizzazione.
  • Piacentino bianco
  • Aglio rosso di Sulmona - una delle poche varietà italiane se non l'unica che va in fiore.
  • Aglio di Vessalico (bianco), è presidio Slowfood.
  • Serena
  • Aglio rosso di Nubia - L'aglio rosso di Nubia, una frazione di Paceco (Trapani), è presidio Slowfood. Il bulbo è costituito tipicamente da dodici bulbilli o spicchi, con le tuniche esterne bianche e le tuniche interne di colore rosso vivo. Molto intenso e profumato.
  • Aglio di Voghiera (Fe), di sapore delicato[4]
  • Aglio di Resia - L'aglio della Valle di Resia presenta un bulbo di piccole dimensioni, rossastro. I bulbilli sono dotati di odore e sapore più accentuato degli agli normalmente in commercio[5].

Parassiti[modifica | modifica sorgente]

I parassiti dell'aglio sono principalmente le larve delle mosche Chortophila brassicae o Hylenia antiqua che ne attaccano i bulbi facendoli marcire.[6] Intrecciarne le cime dovrebbe servire a evitare che gli insetti nocivi entrino nei bulbi.

Coltivazione[modifica | modifica sorgente]

Per coltivare l'aglio, bisogna prima dividerlo in spicchi uguali e poi piantarli uno a uno con la punta dello spicchio rivolta verso l'alto. Si pianta nello strato attivo.

Propagazione[modifica | modifica sorgente]

I fiori sono sterili, e così anche i semi. L'unica via di propagazione si ha attraverso divisione e piantumaggio dei singoli bulbetti, previa una attenta selezione dei singoli spicchi. Questo aumenta la probabilità che le future piante siano maggiormente resistenti alle malattie, più forti, etc.

Raccolta[modifica | modifica sorgente]

La pianta non ama il freddo autunno-invernale. Allora comincia ad afflosciarsi, fino a seccarsi del tutto. È a questo punto che il tubero sotterraneo andrebbe raccolto. I bulbi che invece si lasciano in loco, rivegeteranno l'anno seguente, coi primi caldi. Formeranno anche bulbilli (piccoli bulbi cresciuti lateralmente al bulbo-madre). La raccolta dei bulbi dunque non è solo una necessità alimentare, ma anche una intelligente pratica colturale che impedisce un eccessivo affollamento dell'area.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

I 10 più grandi produttori di aglio nel 2010
Nazione Produzione (tonnellate) Note
Cina Cina 13.664.069 Im
India India 833.970
Corea del Sud Corea del Sud 271.560
Egitto Egitto 244.626
Russia Russia 213.480
Birmania Birmania 185.900 Im
Etiopia Etiopia 180.300 Im
Stati Uniti Stati Uniti 169.510
Bangladesh Bangladesh 164.392
Ucraina Ucraina 157.400
Mondiale 17.674.893 A
* = Unofficial figure | [ ] = Dati ufficiali | A = Potrebbe includere dati ufficiali, semi-ufficiali o stimati
F = FAO estimate | Im = Dati FAO basati sulla metodologia di imputazione | M = Dati non disponibili

Fonte: UN Food & Agriculture Organisation (FAO)[7]

Utilizzi[modifica | modifica sorgente]

Nella storia[modifica | modifica sorgente]

Dipinto nelle piramidi egizie, faceva parte dei cibo fornito dalle autorità per mantenere gli schiavi in salute.

In cucina[modifica | modifica sorgente]

Aglio
Valori nutrizionali per 100 g
Energia 149 kcal (620 kJ)
Proteine 6,06 g
Carboidrati
Totali 33,07 g
Fibre 2,1 g
Grassi
Totali 0,25 g
Saturi 89 mg
Monoinsaturi 11 mg
Polinsaturi 249 mg
Colesterolo 0 mg
Acqua 58,58 g
Vitamine
Tiamina (Vit. B1) 200 µg
Riboflavina (Vit. B2) 110 µg
Niacina (Vit. B3) 700 µg
Acido pantotenico (Vit. B5) 596 µg
Vitamina B6 1235 µg
Acido folico (Vit. B9) 3 µg
Vitamina C 31,2 mg
Vitamina E 0,01 mg
Minerali
Calcio 181 mg
Ferro 1,7 mg
Fosforo 153 mg
Magnesio 25 mg
Manganese 1672 µg
Potassio 401 mg
Rame 299 µg
Selenio 14,2 µg
Sodio 17 mg
Zinco 1,16 mg

L'aglio in cucina è molto utilizzato come condimento, ad esempio come ingrediente per salse come pesto, aioli, tzatziki. La parte commestibile sono i bulbilli (spicchi). Si consuma crudo o cotto, fresco o secco, intero, a fettine, tritato, in polvere. Talvolta gli spicchi vengono utilizzati per insaporire la pietanza ma non vengono direttamente consumati.

In medicina[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

L'olio essenziale contiene: bisolfuro di allile e allipropile allicina (sostanza ad azione antibiotica), garlicina (ad azione antibiotica), allina (glucoside), vitamine A, B, C, zuccheri, fitosteroli, lipidi, mucillagini. L'olio essenziale viene principalmente eliminato attraverso l'apparato respiratorio, svolgendo attività antisettica e balsamica[8].

Uno studio condotto dall'Università di Liverpool ha rivelato che un supplemento quotidiano di estratto d'aglio può ridurre il rischio di attacchi cardiaci[9].

Allicina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi allicina.

Uno dei derivati dell'aglio, l'allicina, ha dimostrato di possedere efficacia antibiotica[10].

Allergia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi allergia alimentare.

L'aglio, data la presenza di tre specifiche proteine (QR-1, QR-2, e QR-3), può essere causa di allergia alimentare[11].

In fitoterapia[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni riportate hanno solo fine illustrativo. Wikipedia non dà garanzia di validità dei contenuti: leggi le avvertenze.

L'aglio ha diverse proprietà curative[12]:

L'uso dell'aglio crudo tritato finemente sui cibi come sughi, carne ed insalate è un ottimo coadiuvante per la cura dell'ipercolesterolemia, di bronchiti catarrali, e dell'elmintiasi (nei bambini in special modo poiché portano sporcizia alla bocca).

Il consumo di aglio dà un generale senso di benessere all'organismo per la sua azione anti batterica quindi antinfettiva.

Essendo anche un ottimo stimolante digestivo e diuretico viene anche utilizzato in forma di infuso (dai 5 ai 10 g in un litro di acqua) mentre per un'azione antisettica dai 10-15 g in decotto.

Per ovviare almeno in parte al disagio del conseguente "alito pesante" si deve privare l'aglio del piccolo germoglio verde interno facilmente estraibile.

Nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Raccolta dell'aglio, Tacuinum Sanitatis Casanatense (XIV secolo)

Nel folclore europeo, si riteneva che l'aglio tenesse lontani i vampiri e si indossava in un sacchetto intorno al collo. Questa tradizione si può collegare al fatto che i vampiri erano considerati dei "parassiti" e conseguentemente l'aglio, avendo proprietà antibatteriche, li teneva lontani.

Il suo potere antisettico era noto fin dall'antichità: nel Medioevo i medici usavano delle mascherine imbevute di succo d'aglio per proteggersi dalle infezioni e tutt'oggi è ampiamente usato nella medicina popolare.

Una famosissima cantilena napoletana recita:

Agli e fravagli fattura che non quagli. Corna e bicorne capa 'alice e capa d'aglio....''

Si consigliava infatti di tenerlo addosso la notte che precede il 24 giugno (San Giovanni Battista) insieme ad altre erbe per proteggersi dalle streghe che in quella data, secondo la tradizione, celebrerebbero il grande sabba annuale che coincide con il solstizio d'estate.

Che l'aroma dell'aglio non sia mai stato gradito è cosa nota tanto che lo stesso Shakespeare in "Sogno di una notte di mezza estate" fa dire ai propri attori nella seconda scena di non mangiare aglio in quanto "(...) e soprattutto, attori, anime mie, badate a non mangiar aglio o cipolla, ché dobbiamo esalare tutti un alito che deve riuscir dolce e gradevole (...)".

Anche nella cultura islamica l'aglio, pur essendo diffusamente e volentieri usato in gastronomia, viene di fatto interdetto a quanti devono poi recarsi in moschea il venerdì per la preghiera comunitaria di mezzogiorno (ṣalāt al-ẓuhr), sulla scorta della tradizione che ricorda come il profeta Maometto non gradisse il suo odore (e quello della cipolla, che dunque risente di questo stesso "divieto"[15]).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the orders and families of flowering plants: APG III in Botanical Journal of the Linnean Society 2009; 161(2): 105–121.
  2. ^ Ensminger, Audrey H. (1994). Foods & nutrition encyclopedia, Volume 1. CRC Press, 1994. ISBN 0-8493-8980-1. p. 750
  3. ^ Eric Block: Garlic and Other Alliums: The Lore and the Science Royal Society of Chemistry, Cambridge 2010. ISBN 978-0-85404-190-9
  4. ^ Il disciplinare dell'aglio.
  5. ^ Agenzia Reghionale per lo Sviluppo Rurale Friuli Venezia Giulia, Agli di Resia.
  6. ^ aglio
  7. ^ Major Food And Agricultural Commodities And Producers - Countries By Commodity, Fao.org. URL consultato il 17 maggio 2012.
  8. ^ Roberto Suozzi, Dizionario delle Erbe Medicinali, Edizioni Newton, 1995.
  9. ^ L'estratto d'aglio riduce gli attacchi cardiaci in City (quotidiano), 7 novembre 2005, p. 5.
  10. ^ S Ankri, Mirelman D, Antimicrobial properties of allicin from garlic in Microbes Infect, vol. 2, nº 2, 1999, pp. 125–9, DOI:10.1016/S1286-4579(99)80003-3, PMID 10594976.
  11. ^ Clement F, Pramod SN, Venkatesh YP. Identity of the immunomodulatory proteins from garlic (Allium sativum) with the major garlic lectins or agglutinins. Int Immunopharmacol. 2010 Mar;10(3):316-24. Epub 2010 Jan 6. PubMed PMID 20004743.
  12. ^ Koch, Lawson, Garlic: the Science and Therapeutic Application of Allium sativum L. and Related Species, Baltimora, Williams & Wilkins, 1996. pp 135-212
  13. ^ Ahmed, N. et al. 2001 Anticancer Research 5: 3519-23.
  14. ^ Fundam Clin Pharmacol. 2007 Jun;21(3):281-9
  15. ^ In realtà non si tratta di una proibizione legale ma di semplice, anche se seguita, "raccomandazione" (sunna).

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Disciplinare Regione Umbria