Trigonella foenum-graecum

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Fieno greco
Trigonella foenum-graecum - Köhler–s Medizinal-Pflanzen-273.jpg
Trigonella foenum-graecum
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Fabales
Famiglia Fabaceae
Genere Trigonella
Specie T. foenum-graecum
Nomenclatura binomiale
Trigonella foenum-graecum
L.

Il fieno greco (Trigonella foenum-graecum L.) è una pianta della famiglia delle Fabaceae sottofamiglia delle Faboideae. Il nome del genere - Trigonella - si riferisce alla forma triangolare dei semi, l'epiteto specifico - fieno greco - si riferisce al suo uso, nell'antichità, per l'alimentazione del bestiame. Il componente caratteristico del fieno greco è la trigonellina contenuta all'interno dei semi.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

semi di fieno-greco

È una pianta annuale, alta fino a 60 centimetri. Le foglie sono composte trifogliate, simili a quelle del trifoglio. Fiorisce da maggio a giugno. I frutti sono dei legumi di circa 8 cm contenenti una ventina di semi giallo-bruno e triangolari.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Se ne trova traccia nella Persia e nell'antico Egitto. A nord delle Alpi fu ambientata nei giardini dei monasteri dai monaci benedettini. Citata nel "Capitulare de villis" (del 795 circa) di Carlo Magno.

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

La pianta proviene dal Medio Oriente e dal Nord Africa. Adatta ad un clima asciutto accetta anche un terreno ad elevata salinità. Utilizzata in una lunga fascia a clima asciutto, dal Marocco all'Egitto alla Persia all'India alla Cina.

Usi[modifica | modifica sorgente]

Alimentari[modifica | modifica sorgente]

I semi vengono comunemente e largamente utilizzati in cucina. Ha un odore caratteristico per taluni di difficile apprezzabilità.

  • È ancora utilizzata come foraggio in India.
  • Utilizzata anche come un tipo di tè.
  • Utilizzata nell'industria dei cosmetici.[senza fonte]
  • Utilizzata nei periodi di convalescenza.
  • Utilizzata come alimento sotto forma di germogli crudi e non.
  • Spesso utilizzata nel curry.

Farmaceutici[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze.
  • Studi clinici[1] dimostrano la validità dell'uso di questa pianta per la lotta al diabete: il decotto dei semi induce un abbassamento molto rapido del tasso di zuccheri nel sangue.
  • La tradizione popolare italiana la consiglia per aumentare la produzione di latte nelle puerpere e questa sua azione galattogena è riconosciuta anche in U.S.A. e nei paesi del Terzo Mondo[2] · [3].
  • È riconosciuto il ruolo dei semi come epatoprotettori in particolare nell'intossicazione da etanolo[4] e nella steatosi epatica associata all'obesità[5].
  • È considerato un ottimo ricostituente, in quanto ricco di saponine, che hanno l'effetto di stimolare l'appetito. È ricco di ferro, quindi è indicato per combattere le anemie[6], considerando che incrementa la produzione di globuli rossi svolta dal midollo osseo.[7]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Handa S.S., Chawla A.S., Maninder A., 1898 - Hypoglycaemic plants. A review. Fitoterapia. 60:195–224.
  2. ^ Gabay M.P., 2002 - Galactogogues: medications that induce lactation. J Hum Lact. 18(3):274-9
  3. ^ Tiran D., 2003 - The use of fenugreek for breast feeding women. Complement Ther Nurs Midwifery 9(3):155-6
  4. ^ Kaviarasan S. et al, 2007 - Fenugreek (Trigonella foenum graecum) seed polyphenols protect liver from alcohol toxicity: a role on hepatic detoxification system and apoptosis. Pharmazie 62(4):299-304
  5. ^ Raju J., 2006 - Alleviation of hepatic steatosis accompanied by modulation of plasma and liver TNF-alpha levels by Trigonella foenum graecum (fenugreek) seeds in Zucker obese (fa/fa) rats. Int J Obes (Lond) 30(8):1298-307
  6. ^ "Più sprint con le piante", di Maria Grazia Sacis, pubbl. su Sapere&Salute, anno 3, marzo 1999, num.19, pag.26
  7. ^ "Le piante della buona digestione", di Roberta Pasero, pubbl. su "Sapere&Salute" - Anno VI, N.34, sett. 2001, pag.17

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