Obesità

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Obesità
Italienischer Maler des 17. Jahrhunderts 001.jpg
Un uomo obeso. Ritratto di Alessandro dal Borro ad opera di Andrea Sacchi.
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 278
ICD-10 (EN) E66

L'obesità è una condizione medica in cui si è accumulato del grasso corporeo in eccesso che può portare effetti negativi sulla salute, con una conseguente riduzione dell'aspettativa di vita e un aumento dei problemi di salute.[1][2]

Il termine obesità deriva dal latino obesitas, che significa "grasso, grosso o paffuto". Esum è il participio passato di ĕdere (mangiare) con ob (per, a causa di) aggiunto.[3] L'Oxford English Dictionary documenta il suo primo utilizzo a partire dal 1611 da Randle Cotgrave.[4]

L'indice di massa corporea (IMC), o BMI (Body Mass Index) è un valore che mette a confronto peso e altezza, definendo le persone in sovrappeso (se il loro IMC è compreso tra 25 e 30 kg/m2) e obese quando è maggiore di 30 kg/m2.[5]

L'obesità è una patologia tipica, anche se non esclusiva, delle società dette "del benessere". Essa è quasi sempre correlata ad altre malattie, tra queste le disfunzioni cardiocircolatorie, il diabete mellito di tipo 2, patologie a carico del sistema osteo-articolare, ictus, sindrome da apnea notturna e alcuni tipi di tumore.[2] L'obesità è più comunemente causata da una combinazione di eccessivo apporto calorico, mancanza di attività fisica e predisposizione genetica, anche se talvolta le cause sono principalmente genetiche, endocrine, da assunzione di farmaci o derivanti da malattie psichiatriche e disturbi psicologici causati dal tipo di ambiente familiare e/o sociale in cui l'individuo vive, infatti l'approccio psicologico al trattamento della malattia risulta oggi riconosciuto come fondamentale per la piena guarigione del paziente obeso. L'obesità oggi è comunque stata riconosciuta come una patologia multifattoriale. Prove a sostegno della tesi che alcune persone, nonostante mangino poco, risultino obese a causa di un metabolismo lento, sono limitate. Le persone obese hanno in genere una spesa energetica maggiore rispetto ai magri, a causa dell'energia necessaria per mantenere una massa maggiore del corpo.[6][7]

Dieta, esercizio fisico e approccio psicologico sono le basi per la terapia preventiva e curativa contro l'obesità. Inoltre, è importante una corretta alimentazione, riducendo gli alimenti ricchi di calorie, come quelli ad alto contenuto di grassi e zuccheri, e aumentando l'apporto di fibre alimentari. Per favorire la terapia, possono essere prescritti farmaci anti-obesità che funzionano riducendo l'appetito o inibendo l'assorbimento del grasso. Nei casi più gravi, come stabilito delle linee guida internazionali per la terapia chirurgica dell'obesità nella "Consensus Development Conference del National Institutes of Health" (1991), ove l'IMC superi il valore di 40 o quando sia compreso tra 35 e 40 ma ci sia contemporanea presenza di fattori di rischio, si ricorre alla chirurgia bariatrica, ad esempio inserendo un palloncino intragastrico in grado di ridurre il volume dello stomaco o mediante interventi chirurgici di tipo gastrorestittivo o malassorbitivo, dando un senso di sazietà precoce e una ridotta capacità di assorbire i nutrienti dal cibo ingerito.[8][9]

L'obesità è la principale causa di morte prevenibile in tutto il mondo, con l'aumento della prevalenza in adulti e bambini e le autorità la considerano uno dei più gravi problemi di salute pubblica del XXI secolo.[10] L'obesità viene stigmatizzata in gran parte del mondo moderno (in particolare nel mondo occidentale), anche se in alcuni momenti storici era percepita come un simbolo di ricchezza e fertilità, come è ancora in alcune parti del mondo.[2][11]

Storia e cultura[modifica | modifica sorgente]

I Greci furono i primi a riconoscere l'obesità come un disturbo medico.[12] Ippocrate scrisse che la "corpulenza non è solo una malattia in sé, ma il presagio di altre".[2] Il chirurgo indiano Susruta, collegò l'obesità alle malattie cardiache e al diabete.[13] Egli raccomandava il lavoro fisico per curare i suoi effetti collaterali.[13] La maggior parte degli uomini ha lottato contro la scarsità di cibo, durante la storia umana.[14] L'obesità quindi è stata storicamente considerata come un segno di ricchezza e di prosperità. Era comune tra gli alti funzionari europei nel Medioevo e nel Rinascimento, così come nelle antiche civiltà dell'Asia orientale.[15]

Con l'inizio della rivoluzione industriale ci si è resi conto che la potenza militare ed economica delle nazioni dipendevano sia dalla dimensione del corpo che dalla forza dei soldati e operai.[16] L'aumento della media dell'indice di massa corporea da quella che oggi è considerata come sottopeso ha svolto un ruolo significativo nello sviluppo delle società industrializzate.[16] Altezza e peso sono quindi aumentate nel XIX secolo nel mondo sviluppato. Nel corso del XX secolo, le popolazioni hanno raggiunto il limite massimo del loro potenziale genetico di altezza, mentre il peso ha iniziato a crescere molto di più rispetto all'altezza, con il conseguente fenomeno dell'obesità.[16] Nel 1950 l'aumento della ricchezza nei paesi industrializzati ha portato ad una diminuzione della mortalità infantile, ma con l'aumento del peso corporeo sono diventate più frequenti le patologie a carico del rene e del cuore.[16][17]

Molte culture nella storia hanno visto l'obesità come il risultato di un difetto della persona. Il personaggio obesus o grasso nella commedia greca era una figura di scherno. Durante il periodo Cristiano, il cibo a volte è stato visto come una via per i peccati di pigrizia e lussuria.[11] Nella moderna cultura occidentale, l'eccesso di peso è spesso considerato poco attraente e l'obesità è comunemente associata a stereotipi negativi. L'obesità può essere motivo di discriminazione.[18]

La percezione della società occidentale riguardo al peso corporeo è mutata profondamente dall'inizio del XX secolo. Ciò è dimostrato dal fatto che l'altezza media delle vincitrici di Miss America è aumentata del 2% dal 1922 al 1999, mentre il loro peso medio è diminuito del 12%.[19] D'altra parte, le opinioni in merito a quanto dovesse essere giusto il peso corporeo in termini salutistici è cambiato nella direzione opposta. In Gran Bretagna il valore di peso per cui le persone vengono ritenute essere in sovrappeso è significativamente più alto nel 2007 rispetto al 1999.[20]

L'obesità è ancora vista come un segno di ricchezza e benessere in molte parti dell'Africa. Questo è diventato particolarmente comune da quando è iniziata l'epidemia di HIV.[2]

Arte[modifica | modifica sorgente]

Venere di Willendorf creata intorno al 24.000-22.000 aC.

Le prime rappresentazioni scultoree del corpo umano sono databili a 20.000-35.000 anni fa e raffigurano donne obese. Alcuni attribuiscono le Veneri paleolitiche all'enfatizzazione della fertilità, mentre altri ritengono che esse rappresentano la "grassezza" della gente del tempo.[11] La corpulenza, tuttavia, è assente sia nell'arte greca e romana, probabilmente in sintonia con i loro ideali.

Durante il Rinascimento, alcune delle classi superiori hanno iniziato a ostentare le loro imponenti dimensioni, come si può vedere nei ritratti di Enrico VIII e Alessandro dal Borro.[11] Il pittore Rubens (1577-1640) ha regolarmente raffigurato donne corpose nei suoi quadri, da cui deriva il termine "rubensiana". Queste donne, tuttavia, mantengono ancora la forma "a clessidra", con la sua correlazione con la fertilità.[21] Nel corso del XIX secolo, le opinioni sull'obesità sono mutate nel mondo occidentale. Dopo secoli in cui l'obesità è stata sintomo di ricchezza e status sociale, la magrezza ha cominciato ad essere visto come lo standard desiderabile.[11]

Accettazione dell'obesità[modifica | modifica sorgente]

Il Presidente degli Stati Uniti William Howard Taft è stato spesso deriso per il suo sovrappeso

L'obiettivo principale del movimento per l'accettazione delle persone obese è quello di diminuire la discriminazione.[22][23] Tuttavia, nel movimento alcuni tendono a minimizzare il rapporto instaurato tra l'obesità e gli esiti negativi sulla salute.[24]

Esistono un certo numero di organizzazioni che promuovono l'accettazione dell'obesità e hanno sperimentato una notevole crescita nel corso della seconda metà del XX secolo.[25] La statunitense National Association to Advance Fat Acceptance (NAAFA) è stata fondata nel 1969 e si descrive come un'organizzazione per i diritti civili dedicata a porre fine alle discriminazioni sulle dimensioni corporee.[26] Tuttavia, l'attivismo di queste associazioni rimane un movimento marginale.

L'International Size Acceptance Association (ISAA) è una organizzazione non governativa (ONG) fondata nel 1997 e descrive la sua missione come la promozione dell'accettazione delle dimensioni e tenta di porre fine alla discriminazione basata sul peso.[24]

Epidemiologia[modifica | modifica sorgente]

Prevalenza dell'obesità maschile (sinistra) e femminile (destra) nel mondo, nel 2008 (Fonte: International Obesity Taskforce[27]).  ██ < 5%  ██ 5–10% ██ 10–15% ██ 15–20% ██ 20–25% ██ 25–30% ██ 30–35% ██ 35–40% ██ 40–45% ██ 45–50% ██ 50–55% ██ > 55%  Prevalenza dell'obesità maschile (sinistra) e femminile (destra) nel mondo, nel 2008 (Fonte: International Obesity Taskforce[27]).  ██ < 5%  ██ 5–10% ██ 10–15% ██ 15–20% ██ 20–25% ██ 25–30% ██ 30–35% ██ 35–40% ██ 40–45% ██ 45–50% ██ 50–55% ██ > 55%
Prevalenza dell'obesità maschile (sinistra) e femminile (destra) nel mondo, nel 2008 (Fonte: International Obesity Taskforce[27]).

██ < 5%

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Prima del XX secolo, l'obesità era una condizione rara. Tuttavia, nel 1997, l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) l'ha riconosciuta ufficialmente come un'epidemia globale.[16] Nel 2005 l'OMS stima che almeno 400 milioni di adulti (9,8%) siano obesi, con tassi più alti tra le donne rispetto agli uomini.[28] Il tasso dell'obesità aumenta con l'età, almeno fino ai 50 o 60 anni[29] e i casi registrati sono rapidamente aumentati soprattutto negli Stati Uniti, in Australia e in Canada.[30][31][32]

Se fino alla fine del XX secolo l'obesità era considerato un problema solo dei paesi ad alto reddito, a partire dal XXI secolo la condizione è in aumento in tutto il mondo, sia nei paesi sviluppati che quelli in via di sviluppo.[33] Questi aumenti si sono registrati maggiormente nei contesti urbani.[28] L'unica regione del mondo dove l'obesità non è frequente è la zona dell'Africa subsahariana.[2]

Il problema di salute pubblica[modifica | modifica sorgente]

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) prevede che il sovrappeso e l'obesità potrebbero presto sostituire i più tradizionali problemi di salute pubblica come la denutrizione e le malattie infettive.[34] Gli sforzi degli organismi della sanità pubblica, tendono a contrapporsi al problema cercando di comprendere e correggere i fattori ambientali responsabile della crescita del fenomeno. Ad esempio, in molti paesi, si è cercato di incentivare l'uso delle mense scolastiche, dove vengono proposti cibi selezionati, e facilitare l'utilizzo di parchi e a sviluppare percorsi pedonali e ciclabili.[35][36][37]

Nel 1998 gli Stati Uniti hanno pubblicato delle linee guida federali per combattere l'obesità. Nel 2006 il Canada ha fatto la stessa cosa per affrontare la gestione e la prevenzione di sovrappeso e obesità negli adulti e nei bambini.[38]

Nel 2004 il Royal College of Physicians, la Faculty of Public Health e il Royal College of Paediatrics and Child Health del Regno Unito hanno presentato una relazione che ha evidenziato il crescente problema dell'obesità nel paese.[39] Nello stesso anno, una commissione della Camera dei Comuni ha pubblicato un'indagine più completa sull'impatto dell'obesità sulla società e sul suo trattamento.[40]

Approcci globali sono oggetto di valutazioni per affrontare i crescenti tassi di obesità. Da tutti gli studi effettuati si è arrivati a definire tre contesti su cui si può intervenire: a "monte" del problema con l'osservazione dei cambiamenti della società, nel "mezzo" con tentativi mirati a modificare il comportamento degli individui e il loro stile di vita, a"valle" con il trattamento delle persone colpite dall'obesità.[41]

Impatto economico[modifica | modifica sorgente]

I servizi devono ospitare persone obese con attrezzature speciali, come sedie molto più ampie.[42]

Oltre ai suoi effetti sulla salute, l'obesità porta a molte problematiche in materia di occupazione e di costi aumentati per le imprese.[43][44] Questi effetti vengono sentiti da tutti i livelli della società, sia dai singoli individui, dalle aziende e dai governi.

La stima della spesa per i prodotti dietetici va dai 40 miliardi ai 100 miliardi di dollari solo negli Stati Uniti.[45] Nel 1998, i costi sanitari attribuibili all'obesità negli USA sono stati di 78,5 miliardi dollari, pari al 9,1% di tutte le spese mediche,[46][47] mentre il costo dell'obesità in Canada è stato stimato in 2 miliardi di dollari canadesi nel 1997 (2,4% dei costi sanitari totali).[48]

È stato dimostrato che i programmi di prevenzione dell'obesità hanno ridotto il costo del trattamento delle malattie correlate ad essa. Tuttavia, le persone vivono di più e di conseguenza aumentano i costi delle spese mediche da essi sostenute. I ricercatori concludono pertanto che le problematiche relative all'obesità possono migliorare, ma è improbabile che si possa ridurre le spese sanitarie globali.[49]

L'obesità può portare alla stigmatizzazione sociale e a svantaggi in materia di occupazione.[43] Quando confrontati con le loro controparti di peso normale, i lavoratori obesi hanno in media più alti tassi di assenteismo dal lavoro e aumentano così i costi per i datori di lavoro diminuendo la produttività.[50] Uno studio che ha esaminato alcuni lavoratori, ha evidenziato che tra di loro le persone con un IMC superiore a 40, richiede il doppio di domande di indennità rispetto a quelli con un IMC tra il 18,5-24,9. Essi arrivano anche a più di 12 volte di giornate di lavoro perse. Le lesioni più comuni a questo gruppo di lavoratori, sono state dovute a cadute e al sollevamento di pesi, andando ad incidere sulle mani o sulla schiena.

Alcune ricerche dimostrano che le persone obese hanno meno probabilità di essere assunte per un lavoro e hanno meno probabilità di essere promosse.[18] Le persone obese vengono anche mediamente pagate meno dei loro omologhi non-obesi. Le donne obese, in media, rendono il 6% in meno e gli uomini obesi circa il 3% in meno.[51]

Settori specifici, quali le compagnie aeree, hanno preoccupazioni particolari. A causa di tassi crescenti di obesità, le compagnie aeree devono affrontare costi maggiori del carburante e pressioni per aumentare la larghezza di posti a sedere.[52] Nel 2000, il maggior peso dei passeggeri obesi, è costato alle compagnie circa 275 milioni di dollari.[53]

Effetti sulla salute[modifica | modifica sorgente]

Il peso eccessivo corporeo è associato a diverse malattie, in particolare a problematiche cardiovascolari, al diabete mellito di tipo 2, alla sindrome delle apnee ostruttive nel sonno, ad alcuni tipi di cancro e alla osteoartrosi.[2] Come risultato, l'obesità è causa di una riduzione dell'aspettativa di vita.[2]

Mortalità[modifica | modifica sorgente]

Rischio relativo di morte a 10 anni per uomini bianchi (a sinistra) e donne (a destra) statunitensi che non hanno mai fumato per indice di massa corporea.[54] Rischio relativo di morte a 10 anni per uomini bianchi (a sinistra) e donne (a destra) statunitensi che non hanno mai fumato per indice di massa corporea.[54]
Rischio relativo di morte a 10 anni per uomini bianchi (a sinistra) e donne (a destra) statunitensi che non hanno mai fumato per indice di massa corporea.[54]

L'obesità è una delle principali cause di morte prevenibile a livello mondiale.[10][55][56] Studi statunitensi e europei, effettuati su un campione a larga scala, hanno dimostrato che il rischio di mortalità è più basso negli individui con IMC tra i 20 e i 25 kg/m2[54][57] e non fumatori e nei 24–27 kg/m2 fumatori attuali, con un aumento del rischio con eventuali cambiamenti in entrambe le direzioni.[58][59] Ad un IMC superiore a 32 è stato associato un tasso di mortalità tra le donne raddoppiato nel corso di un periodo di 16 anni.[60] Negli Stati Uniti l'obesità è stimata come causa di un eccesso di decessi tra gli 111.909 a 365.000 all'anno,[2][56] mentre 1 milione (7,7%) dei decessi nell'Unione europea vengono attribuite al peso in eccesso.[33][61] In media, l'obesità riduce l'aspettativa di vita da sei a sette anni:[2][62] un IMC di 30-35 riduce l'aspettativa di vita da due a quattro anni,[57] mentre l'obesità grave (IMC> 40) riduce l'aspettativa di vita di 10 anni.[57]

Morbosità[modifica | modifica sorgente]

L'obesità aumenta il rischio di molte patologie fisiche e mentali. Queste sono più comunemente indicate come sindromi metaboliche[2], combinazioni di disturbi medici che comprendono: diabete mellito di tipo 2, ipertensione, ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia.[63]

Le complicanze sono direttamente causate dalla obesità o indirettamente connesse ad essa, attraverso meccanismi di condivisione di una causa comune, come una cattiva alimentazione o uno stile di vita sedentario. La forza del legame tra obesità e condizioni specifiche varia. Una delle più forti è il legame con il diabete di tipo 2. L'eccesso di grasso corporeo è alla base del 64% dei casi di diabete negli uomini e il 77% dei casi nelle donne.[64]

Le conseguenze sanitarie rientrano in due grandi categorie: quelle attribuibili agli effetti di un aumento della massa grassa (come l'osteoartrosi, l'apnea ostruttiva del sonno, la stigmatizzazione sociale) e quelli dovuti all'aumento del numero delle cellule adipose (diabete, cancro, malattie cardiovascolari, steatosi epatica non alcolica).[2][65] L'aumento del grasso corporeo altera la risposta del corpo all'insulina, portando una resistenza ad essa. L'aumento del grasso crea anche uno stato proinfiammatorio,[66][67] e protrombotico.[65][68]

Campo medico Condizione
Cardiologia Ischemia miocardica:[69] angina e infarto miocardico acuto

Insufficienza cardiaca[2]
Ipertensione[2]
Elevati livelli di colesterolo[2]
Trombosi venosa profonda e embolia polmonare[70]

Dermatologia Smagliature[71]

Acantosi nigricans[71]
Linfedema[71]
Irsutismo[71]
Intertrigine[72]

Endocrinologia e medicina riproduttiva Diabete mellito[2]

Sindrome dell'ovaio policistico[2]
Disordini mestruali[2]
Infertilità[2][73]
Difetti nella nascita[2]
Morte del feto[73]

Gastroenterologia Malattia da reflusso gastroesofageo[2][74]

Steatosi epatica non alcolica[2]
Colelitiasi[2]

Neurologia Ictus[2]

Meralgia parestesica[75]
Emicrania[76]
Sindrome del tunnel carpale[77]
Demenza[78]
Ipertensione endocranica[79]
Sclerosi multipla[80]

Oncologia[81] Tumore al seno, ovaio

Esofago, colon-retto
Fegato, pancreas
Tumore dell'utero
Cistifellea, stomaco
Prostata, Rene
Linfoma non-Hodgkin, Mieloma multiplo

Psichiatria Depressione nelle donne[2]

Stigmatizzazione sociale[2]

Pneumologia Sindrome delle apnee nel sonno[2][82]

Sindrome obesità-ipoventilazione[2][82]
Asma[2][82]
Incremento di complicanze durante l'anestesia generale[2][7]

Reumatologia e Ortopedia Gotta[83]

Scarsa mobilità[84]
Artrite[2]
Lombalgia[85]

Urologia e Nefrologia Disfunzione erettile[86]

Incontinenza urinaria[87]
Insufficienza renale cronica[88]
Ipogonadismo[89]

Paradosso della sopravvivenza[modifica | modifica sorgente]

Anche se le conseguenze negative dell'obesità sulla salute nella popolazione sono ben documentate grazie alle prove disponibili, in alcuni sottogruppi le condizioni di salute sembrano essere migliori con un aumento dell'IMC, un fenomeno noto come paradosso della sopravvivenza negli obesi.[90] Il paradosso è stato descritto per la prima volta nel 1999 su persone in sovrappeso e obesi sottoposti ad emodialisi,[90] ed è stato successivamente individuata anche in pazienti con insufficienza cardiaca e con arteriopatia obliterante periferica.[91]

In soggetti con scompenso cardiaco, aventi cioè un IMC compreso tra 30,0 e 34,9, hanno goduto di una più bassa mortalità rispetto a quelli con un peso normale. Ciò stato attribuito al fatto che spesso i pazienti perdono peso man mano che diventano progressivamente sempre più malati.[92] Risultati simili sono stati trovati in altri tipi di malattie cardiache. Le persone con obesità di classe I e con problemi al cuore non hanno maggiori tassi di andare incontro a nuove patologie cardiache rispetto a chi ha un peso normale e con problemi cardiaci già presenti. Nelle persone con maggiori gradi di obesità, tuttavia, il rischio di ulteriori peggioramenti è aumentato.[93][94] Anche dopo l'intervento di bypass cardiaco, nessun aumento della mortalità si è visto in pazienti sovrappeso o obesi.[95] Uno studio ha evidenziato che il miglioramento della sopravvivenza potrebbe essere spiegato dal fatto che le persone con una grave obesità ricevono un trattamento medico più aggressivo in seguito ad un problema cardiaco.[96] Nei pazienti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva e da malattia arteriosa periferica, i benefici portati dall'obesità non si verificano.[91]

Eziologia[modifica | modifica sorgente]

A livello individuale, una combinazione di eccessivo apporto calorico e la mancanza di attività fisica è generalmente considerata come la causa della maggior parte dei casi di obesità.[48] Un numero limitato di casi sono invece dovuti principalmente alla genetica, a motivi di salute o a malattie psichiatriche.[97] Al contrario, l'aumento dei tassi di obesità nella società, è ritenuto essere dovuto a una dieta facilmente accessibile e appetibile,[98] alla maggior dipendenza dalle automobili e alla produzione meccanizzata.[99][100]

Uno studio del 2006, ha individuato dieci fattori possibile che hanno portato al recente aumento di obesità:

  1. mancanza di sonno
  2. interferenti endocrini (inquinanti ambientali che interferiscono sul metabolismo dei lipidi)
  3. diminuzione della variabilità della temperatura ambientale
  4. riduzione del fumo, poiché il fumo sopprime l'appetito
  5. maggior uso di farmaci che possono causare aumento di peso (per esempio, antipsicotici atipici)
  6. un incremento proporzionale dei gruppi etnici che tendono ad essere più pesanti
  7. gravidanza in una fase più tarda dell'età
  8. fattori di rischio epigenetici delle passate generazioni
  9. selezione naturale per il più alto indice di massa corporea
  10. accoppiamento selettivo che porta a un maggiore concentrazione di fattori di rischio dell'obesità (il che non necessariamente aumenta il numero di persone obese, ma aumenterebbe il peso medio della popolazione).[101]

Anche se vi sono prove concrete a sostegno dell'influenza di questi fattori sulla crescente diffusione dell'obesità, le prove sono ancora inconcludenti e gli autori affermano che probabilmente questi hanno un peso inferiore rispetto a quelli relativi alla dieta e all'attività fisica.

Dieta[modifica | modifica sorgente]

Mappa della disponibilità di energia alimentare per persona al giorno nel 1961 (sinistra) e tra il 2001–2003 (destra) in kcal/persona/giorno.[102]   ██ no data ██ <1600 ██ 1600–1800 ██ 1800–2000 ██ 2000–2200 ██ 2200–2400 ██ 2400–2600 ██ 2600–2800 ██ 2800–3000 ██ 3000–3200 ██ 3200–3400 ██ 3400–3600 ██ >3600 Mappa della disponibilità di energia alimentare per persona al giorno nel 1961 (sinistra) e tra il 2001–2003 (destra) in kcal/persona/giorno.[102]   ██ no data ██ <1600 ██ 1600–1800 ██ 1800–2000 ██ 2000–2200 ██ 2200–2400 ██ 2400–2600 ██ 2600–2800 ██ 2800–3000 ██ 3000–3200 ██ 3200–3400 ██ 3400–3600 ██ >3600
Mappa della disponibilità di energia alimentare per persona al giorno nel 1961 (sinistra) e tra il 2001–2003 (destra) in kcal/persona/giorno.[102]

██ no data

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██ 2200–2400

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██ 3000–3200

██ 3200–3400

██ 3400–3600

██ >3600

La disponibilità di energia alimentare pro capite varia sensibilmente tra le diverse regioni e paesi ed è anche cambiata significativamente nel corso del tempo.[102] Dall'inizio del 1970 fino alla fine degli anni 1990, le calorie mediamente disponibili per persona al giorno (la quantità di alimenti acquistati) è aumentata in tutte le parti del mondo, tranne che nell'Europa dell'Est. Gli Stati Uniti possedevano la massima disponibilità con 3.654 calorie per persona nel 1996.[102] Ciò è ulteriormente aumentato nel 2003 a 3.754.[102] Durante il tardo 1990, gli europei avevano 3.394 calorie per persona, nelle aree in via di sviluppo dell'Asia c'erano 2.648 calorie per persona mentre nell'Africa sub-sahariana gli abitanti potevano disporre di 2.176 calorie ciascuno.[102][103] Il consumo calorico totale è stato correlato all'obesità.[104]

La diffusa disponibilità di linee guida nutrizionali[105] ha fatto poco per affrontare i problemi di eccesso di cibo e di povera scelta dietetica.[106] Dal 1971 al 2000, i tassi di obesità negli Stati Uniti sono aumentati dal 14,5% al 30,9%.[107] Nel corso dello stesso periodo si è verificato un aumento nella quantità media di energia alimentare consumata. Per le donne, l'aumento medio è stato di 335 calorie al giorno (1.542 calorie nel 1971 e 1.877 calorie nel 2004), mentre per gli uomini l'aumento medio si è attestato a 168 calorie al giorno (2.450 calorie nel 1971 e 2.618 calorie nel 2004). La maggior parte di questa energia alimentare in eccesso si è dovuta all'aumento del consumo di carboidrati piuttosto che per il consumo di grassi.[108] Le fonti primarie di questo apporto extra di carboidrati sono le bevande edulcorate che ormai coprono quasi il 25 per cento dell'energia alimentare quotidiana nei giovani statunitensi.[16] Il consumo di bevande zuccherate è ritenuto uno dei fattori che contribuiscono maggiormente al crescente tasso di obesità.[109][110]

Consumo medio pro capite di energia alimentare per persona al giorno tra il 1961 e il 2002.[102]

Anche i pasti fast food hanno contribuito in maniera preoccupante all'aumento dell'obesità.[111] Negli Stati Uniti il consumo di pasti fast food è triplicato e l'energia assunta dagli alimenti di questi pasti è quadruplicata tra il 1977 e il 1995.[112]

La politica agricola e le tecniche disponibili nel mondo occidentale, hanno portato ad una diminuzione dei prezzi degli alimenti. Negli Stati Uniti, la sovvenzione di mais, soia, grano e riso, ha le principali fonti di alimenti trasformati a buon mercato rispetto a frutta e verdura.[113]

Stile di vita sedentario[modifica | modifica sorgente]

Uno stile di vita sedentario gioca un ruolo significativo nell'obesità.[114] Nel mondo vi è stata una grande diminuzione del lavoro fisicamente impegnativo,[115][116][117] e attualmente almeno il 60% della popolazione mondiale compie attività motorie insufficienti.[116] Ciò è dovuto principalmente al crescente uso di mezzi di trasporto meccanizzati e una maggior disponibilità di elettrodomestici.[115][116][117] Nei bambini, sembra che vi siano cali nei livelli di attività fisica.[118] L'Organizzazione Mondiale della Sanità indica che le persone che si dedicano ad attività fisiche nel tempo libero sono in diminuzione, mentre uno studio finlandese[119] ha evidenziato che essa non è cambiata in modo significativo.[120]

Sia nei bambini che negli adulti vi è una correlazione tra il tempo dedicato all'uso della televisione e il rischio di obesità.[121][122][123]

Genetica[modifica | modifica sorgente]

Un dipinto del 1680 di Juan Carreño de Miranda di una ragazza che si presume abbia la sindrome di Prader-Willi.[124]

Come per molte altre condizioni mediche, l'obesità è il risultato di un'interazione tra fattori genetici e ambientali. Polimorfismi nei geni diversi che controllano l'appetito e il metabolismo, predispongono all'obesità, quando però è sufficiente l'apporto alimentare. A partire dal 2006 oltre 41 di questi geni sono stati collegati allo sviluppo di obesità se contestualizzati in un ambiente favorevole.[125] Le persone con due copie del gene FTO (gene associato alla massa grassa e all'obesità) sono state trovate, in media, pesanti 3–4 kg di più e con un rischio 1,67 volte maggiore di obesità rispetto a quelli senza l'allele di rischio.[126] La percentuale di obesità che può essere attribuita a fattori genetici varia, a seconda della popolazione esaminata, dal 6% al 85%.[127]

L'obesità è una caratteristica importante in diverse sindromi, come nella sindrome di Prader-Willi, la sindrome di Bardet-Biedl, la sindrome di Cohen e la sindrome di MOMO (Il termine "obesità non sindromica" è talvolta usato per escludere queste condizioni).[128] Nelle persone con obesità grave ad esordio precoce (definita da un esordio prima dei 10 anni di età e con un indice di massa corporea oltre tre deviazioni standard al di sopra del normale) il 7% presenta una mutazione del DNA.[129]

Gli studi che si sono concentrati su modelli di eredità, piuttosto che su geni specifici, hanno dimostrato che l'80% dei figli di due genitori obesi erano obesi, in contrasto con meno del 10% dei figli di due genitori che erano di peso normale.[130]

L'ipotesi del gene risparmiatore postula che alcuni gruppi etnici possono essere più inclini all'obesità in un ambiente equivalente. La loro capacità di approfittare dei rari periodi di abbondanza di cibo da immagazzinare sotto forma di grasso, sarebbe vantaggiosa durante i periodi di carestia e le persone con riserve adipose maggiori avrebbero maggiori probabilità di sopravvivenza. Questa tendenza a conservare il grasso, però, sarebbe negativa in una società con una vita stabile.[131] Questo è il motivo che fa presupporre che gli indiani Pima, che si sono evoluti in un ecosistema desertico, hanno sviluppato alcuni dei più alti tassi di obesità, quando esposti ad uno stile di vita occidentale.[132]

Farmaci e malattie psichiatriche[modifica | modifica sorgente]

Alcuni farmaci per la cura di malattie fisiche e mentali possono aumentare il rischio di obesità. Le patologie mediche che aumentano il rischio di obesità includono diverse sindromi genetiche rare (elencate sopra) così come alcune patologie congenite o acquisite: ipotiroidismo, sindrome di Cushing, deficit dell'ormone della crescita,[133] e per i disturbi del comportamento alimentare: la sindrome del disturbo da alimentazione incontrollata e la sindrome da alimentazione notturna.[2] Tuttavia, l'obesità non è considerata un disturbo psichiatrico e quindi non è elencata nel DSM come una malattia psichiatrica.[134] Il rischio di sovrappeso e obesità è maggiore nei pazienti con disturbi psichiatrici che in persone che non presentano sintomi.[135]

Alcuni farmaci possono causare aumento di peso o cambiamenti nella struttura corporea. Questi comprendono l'insulina, le sulfaniluree, tiazolidinedioni, antipsicotici atipici, antidepressivi, steroidi, alcuni anticonvulsivanti (fenitoina e valproato), pizotifene e alcuni contraccettivi ormonali.[2]

Determinanti sociali[modifica | modifica sorgente]

Mentre le influenze genetiche sono importanti per la comprensione dell'obesità, esse non possono spiegare l'attuale drammatico aumento sperimentato in specifici paesi o a livello globale.[136] Per la spiegazione di queste cause, ci sono diverse teorie in proposito.

La correlazione tra classe sociale e indice di massa corporea varia a livello globale. Uno studio del 1989 ha rilevato che nei paesi sviluppati le donne di una classe sociale elevata avevano meno probabilità di risultare obese. Nessuna differenza significativa è stata osservata tra gli uomini appartenenti a diverse classi sociali. Nel mondo in via di sviluppo, donne, uomini e bambini di alte classi sociali presentavano un maggior tasso di obesità.[137] Un aggiornamento di questo studio, effettuato nel 2007, ha trovato le stesse relazioni ma esse erano più deboli. La diminuzione della forza di correlazione è stata ritenuta causata dagli effetti della globalizzazione.[138] Tra i paesi sviluppati, i livelli di obesità in età adulta e la percentuale di figli adolescenti che sono sovrappeso, sono correlati con le disparità di reddito.[139]

Molte spiegazioni sono state elaborate per la correlazione tra IMC e classe sociale. Si pensa che nei paesi sviluppati, i ricchi possano permettersi cibi più sani e sono sottoposti ad una maggiore pressione sociale a rimanere snelli. Inoltre, si ritiene, che abbiano più opportunità di mantenere la forma fisica. Lo stress e la percezione del basso status sociale sembrano aumentare il rischio di obesità.[136][139][140]

Il fumo ha un effetto significativo sul peso di un individuo. Quelli che smettono di fumare guadagnano una media di 4,4 kg per gli uomini e 5,0 kg per le donne in oltre dieci anni.[141] Tuttavia, questa tipologia di causa ha avuto poco effetto sui tassi globali di obesità.[142]

Il numero di bambini che una persona ha, può essere anch'esso un fattore di rischio di obesità. Il rischio per una donna con figli aumenta di circa il 7%, mentre per gli uomini del 4%.[143] Ciò potrebbe essere in parte spiegato dal fatto che avere figli a carico comporta una riduzione dell'attività fisica per dei genitori occidentali.[144]

Nel mondo in via di sviluppo l'urbanizzazione sta svolgendo un ruolo determinante nella crescita del tasso di obesità. In Cina i tassi complessivi di obesità sono al di sotto del 5%, ma in alcune città essi arrivano a superare il 20%.[145]

La malnutrizione nella prima infanzia è ritenuta una causa dei tassi di obesità nel mondo in via di sviluppo.[146] Cambiamenti endocrini che si verificano durante i periodi di malnutrizione possono favorire i depositi di grasso.[146]

Gli agenti infettivi[modifica | modifica sorgente]

Lo studio degli effetti degli agenti infettivi sul metabolismo è ancora nelle sue fasi iniziali. È stato dimostrato che la flora intestinale differisce tra soggetti magri e obesi. Non vi è un'indicazione precisa che la tipologia di flora intestinale possa influenzare il potenziale metabolico. Questa alterazione può però essere determinante per la capacità di assorbimento dei nutrienti del cibo. Se tali differenze sono la causa diretta o il risultato dell'obesità, deve ancora essere determinata in modo inequivocabile.[147]

Un'associazione tra virus e obesità è stata studiata negli esseri umani e in numerose specie animali diverse. Anche questa correlazione è ancora da determinare con precisione.[148]

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

Una vista frontale e laterale di un grande obeso. Le smagliature della pelle sono visibili con ginecomastia. Esso ha un IMC di 47 kg/m²: un peso di 146 kg per un'altezza di 177 cm.

L'obesità è una condizione medica in cui si è accumulato del tessuto adiposo in eccesso nella misura in cui può portare ad un effetto negativo sulla salute dell'individuo.[1] Essa è definita tramite l'indice di massa corporea (IMC), per mezzo di ulteriori valutazioni che descrivono la distribuzione del grasso e dalla somma dei fattori di rischio cardiovascolare.[149][150] L'IMC è strettamente correlato sia alla percentuale di grasso corporeo che al suo totale.[151]

Nei bambini, il peso forma varia con l'età e il sesso. L'obesità nei bambini e negli adolescenti non è definita come un valore assoluto ma in relazione ad un gruppo storico normale, in questo modo l'obesità è considerata quando vi è un IMC superiore al 95º percentile.[152] I dati di riferimento su cui si basano questi percentili, sono risalenti al periodo che va dal 1963 al 1994 e quindi non hanno risentito dei recenti aumenti di peso registrati nella popolazione occidentale.[153]

Il BMI[modifica | modifica sorgente]

IMC/BMI Classificazione
< 18.5 sottopeso
18.5–24.9 peso normale
25.0–29.9 sovrappeso
30.0–34.9 obesità di classe I
35.0–39.9 obesità di classe II
≥ 40.0 obesità di classe III

L'IMC o BMI (dall'inglese body mass index) viene calcolato dividendo il peso del soggetto per il quadrato della sua altezza espressa in metri: IMC=kg/metri^2

Le definizioni più comunemente utilizzate, elaborate dall'Organizzazione mondiale della sanità nel 1997 e pubblicate nel 2000, forniscono i valori elencati nella tabella a destra.[5]

Alcune organizzazioni hanno apportato modifiche alle definizione dell'OMS. La letteratura chirurgica divide la "classe III" di obesità in ulteriori categorie i cui esatti valori sono ancora in discussione.[30]

Siccome le popolazioni asiatiche sviluppano conseguenze negative per la salute con un IMC inferiore rispetto ai caucasici, alcune nazioni hanno ridefinito l'obesità. I giapponesi definiscono l'obesità come un valore di IMC superiore a 25[154], mentre la Cina stabilisce un IMC maggiore di 28 per la diagnosi.[155]

Obesità nei bambini[modifica | modifica sorgente]

I valori di un sano IMC variano con l'età e il sesso del bambino. L'obesità nei bambini e negli adolescenti è definita come un IMC maggiore rispetto al 95º percentile.[152] I dati di riferimento che si basano su questi percentili sono stati elaborati tra il 1963 e il 1994 e non sono stati influenzati dai recenti aumenti dei tassi di tassi di obesità.[153] Nel XXI secolo, l'obesità infantile ha raggiunto proporzioni epidemiche con tassi di crescita sia nel mondo sviluppato che in quello in via di sviluppo. Tassi di obesità nei ragazzi canadesi sono aumentati dall'11% nel 1980 a oltre il 30% nel 1990, mentre nei bambini brasiliani l'aumento è stato dal 4 al 14%.[156] Per quanto riguarda l'Italia i bambini dai 6 ai 12 anni tra il 1976 e il 1980 presentavano un tasso di obesità del 7% mentre, nella stessa fascia d'età, dal 1988 al 1994 questo era del 12% per poi passare alla punta del 15% nel 2000. Le regioni più interessate da questo problema sono prevalentemente quelle dell'Italia Meridionale, tant'è che a Napoli si registra un tasso del 16.6%. Campania, Puglia, Sicilia il tasso di popolazione in sovrappeso arriva al 23.6% e quella obesa al 13.5%.

Come per l'obesità nell'età adulta, molti fattori contribuiscono al tasso crescente di obesità infantile. La cattiva alimentazione e la scarsa attività fisica, si ritiene siano i due più importanti fattori che hanno determinato il recente aumento del fenomeno.[157] Dato che l'obesità infantile spesso persiste in età adulta ed è associata a numerose malattie croniche, i bambini obesi sono spesso controllati per l'ipertensione, per il diabete, per l'iperlipidemia e per la steatosi epatica.[48] I trattamenti utilizzati nei bambini sono mirati a modificare lo stile di vita. Negli Stati Uniti, i farmaci non sono approvati dalla FDA per l'utilizzo in questa fascia di età.[156]

Trattamento[modifica | modifica sorgente]

Orlistat (Xenical), il farmaco più comunemente usato per trattare l'obesità e Sibutramina (Meridia), un farmaco recentemente ritirato a causa di effetti cardiovascolari indesiderati.

Il principale trattamento per l'obesità è la dieta e l'esercizio fisico.[48] Programmi accurati di dieta possono produrre perdita di peso nel breve periodo,[158] ma il mantenimento di esso è spesso difficile e richiede esercizio fisico e una corretta alimentazione.[159][160] Le percentuali di successo del mantenimento del peso a lungo termine con il cambiamento dello stile di vita hanno valori che vanno dal 2 al 20%.[161]

Un farmaco, Orlistat (Xenical), è attualmente disponibile e approvato per l'utilizzo a lungo termine. La perdita di peso è tuttavia modesta, con una media di 2,9 kg da 1 a 4 anni e ci sono poche informazioni su come questi farmaci influenzano le complicanze a lungo termine dell'obesità.[162] Il suo utilizzo, è inoltre associato, a disturbi gastrointestinali e sono state espresse delle preoccupazioni circa alcuni effetti negativi sui reni.[163]

Il trattamento più efficace per l'obesità è la chirurgia bariatrica. La chirurgia per l'obesità grave porta a perdita di peso a lungo termine e una diminuzione della mortalità complessiva. Uno studio ha rilevato che una perdita di peso compresa tra il 14% e 25% (a seconda del tipo di procedura eseguita) a 10 anni, comporta una riduzione del 29% di tutte le cause di mortalità rispetto alle misure standard di perdita di peso.[164] Tuttavia, a causa del suo costo e il rischio di complicanze, i ricercatori sono alla ricerca di altri trattamenti efficaci ma meno invasivi.

Negli animali[modifica | modifica sorgente]

L'obesità negli animali domestici è comune in molti paesi. I tassi di sovrappeso e obesità nei cani negli Stati Uniti variano dal 23% al 41% con circa il 5,1% che risulta obeso.[165] Il tasso di obesità nei gatti è leggermente superiore al 6,4%.[165] In Australia il tasso di obesità tra i cani è stato trovato essere del 7,6%.[166] Il rischio di obesità nei cani è favorito se anche i loro proprietari sono obesi, tuttavia, non esiste una correlazione simile tra i gatti ed i loro padroni.[167]

Note[modifica | modifica sorgente]

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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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