Sindrome delle apnee nel sonno

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Sindrome delle apnee nel sonno
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 780.57
ICD-10 (EN) G47.3

Con sindrome da apnea notturna si intende l’insieme degli episodi che causano una disfunzione o alterazione respiratoria durante il sonno, che può comportare una notevole o innaturale sonnolenza durante il giorno.

L’apnea è una sospensione del respiro per un periodo di diversi secondi, l’ipopnea invece è la riduzione del respiro. Per rientrare nella sindrome è stato calcolato, con uno studio sui pazienti, che si necessita di almeno 10 o 15 episodi, per notte, di tali anomalie (5 in età pediatrica); esse sono accompagnate da una diminuzione della saturazione di ossigeno.

Epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo recenti stime effettuate negli USA, risultano afflitte da tale sindrome dai due ai cinque milioni di persone, dato in costante crescita. Essa colpisce soprattutto anziani e uomini in sovrappeso.

Diagnosi[modifica | modifica wikitesto]

Nell’anamnesi possiamo ritrovare, come sintomo, il russare e fattori di rischio come l’ipertensione e l'obesità.

Le condizioni che facilitano tale sindrome, inoltre, sono la posizione supina durante il sonno, l’uso di sedativi, l’ostruzione nasale e l’ipotiroidismo.

Sintomatologia[modifica | modifica wikitesto]

Difficoltà a prendere sonno durante la notte, sonnolenza durante il giorno, affaticamento, perdita della memoria, fatica nella concentrazione e impotenza. Soggetti con testa larga e corta hanno anche vie aeree più brevi, che si ostruiscono più facilmente e sono quindi più esposti al rischio di apnee.

Eziologia[modifica | modifica wikitesto]

Le tipologie di Sindrome di apnea notturna si suddividono, a seconda delle varie cause che le determinano, in:

Dovuta ad un'occlusione delle vie aeree; qui ritroviamo la maggior parte delle persone affette dalla sindrome, le quali nella maggioranza dei casi posseggono una stenosi strutturale delle vie respiratorie, come a livello nasale o palatino, ma anche deformazioni mandibolari;

Consistente in un'assenza di attività respiratoria, dovuta ad una perdita transitoria dello stimolo nervoso diretto verso i muscoli respiratori durante il periodo di sonno. Questi casi sono poco frequenti, eccetto che nei bambini prematuri, e sono normalmente dovuti a problemi neurologici o neuromuscolari.

  • Apnea notturna di tipo misto: si ricade sotto tale definizione se i due fattori precedentemente elencati appaiono associati.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Principi di medicina interna, edizione italiana a cura di Piersandro Riboldi e Massimo Vanoli ISBN 88-386-2456-9

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