Disordini del movimento

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Per disordini del movimento si intendono, in campo medico, tutti quelle malfunzioni della muscolatura volontaria dell’individuo. Le cause sono per la maggior parte neurologiche, quali danni al cervello, al cervelletto e ai gangli della base.[1]

Sono di solito suddivisi in due forme completamente opposte:

Ciò che è invece comune in tutti e due i casi sopra specificati è il mantenimento della forza muscolare.

Movimenti involontari[modifica | modifica sorgente]

Il grande capitolo dei movimenti involontari comprende le malattie del sistema extrapiramidale, un vasto spettro clinico in cui si distinguono due principali famiglie:

Nel loro insieme queste malattie hanno come substrato alterazioni di varia natura dei cosiddetti "gangli della base", cioè quel complesso insieme di nuclei encefalici che sono fondamentali per il controllo dei movimenti.

Eziologia[modifica | modifica sorgente]

La quasi totalità dei casi studiati dalla medicina, riguardo ai disturbi motori, viene originato da una funzione errata del circuito dei gangli basali e, di fatto, essi possono venire riscontrati attraverso ogni meccanismo patogenetico.

Cause frequenti dei disordini del movimento riguardano:

Suddivisione[modifica | modifica sorgente]

Fanno parte dei disordini del movimento:

  • Bradicinesia: incapacità di compiere nuove azioni motorie;
  • Tremore: oscillazione ritmica di una determinata parte del corpo;
  • Asterissi e Mioclonia: entrambe brevi interruzioni della contrazione muscolare;
  • Distonia: atteggiamenti involontari mantenuti nel tempo;
  • Coreoatetosi: movimenti involontari lenti e veloci;
  • Tic: movimenti stereotipati e continui, si veda anche la sindrome di Gilles de la Tourette.
  • Sincinesia, dove al movimento di una parte del corpo corrisponde il movimento di un'altra non desiderata.
  • Abasia, dove l'individuo non è più capace di camminare perché manca di coordinazione motoria.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Mark H. Beers, Andrew J. Fletcher, Thomas V. Jones, Robert Porter, The Merck Manual of medical information - Home edition, 2ª ed., Merck Research Laboratories, 2003, ISBN 0-7434-7734-0.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Harrison, Principi di Medicina Interna (il manuale - 16ª edizione), New York - Milano, McGraw-Hill, 2006, ISBN 88-386-2459-3.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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