Organo (anatomia)

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L'organo è un'unità definibile morfologicamente, costituita dall'associazione di tessuti diversi che svolgono funzioni tra loro integrate. Rappresentano parti spazialmente definite nel corpo, formano delle unità di lavoro specializzate e presentano rapporti, struttura e funzioni caratteristiche[1].

L'organo fa parte, ed opera, in un sistema o apparato, che riunisce organi differenti e che permette lo svolgersi in maniera coordinata del complesso di funzioni di più organi a seconda che abbiano o meno la stessa derivazione embriologica[2].

Ad una relativa semplicità organizzativa presentata dagli organi presenti nelle Piante, fa riscontro una maggiore complessità con differenziazione di numerosi tipi di organi nel regno animale, l'organizzazione di tessuti in organi si realizza negli organismi pluricellulari a partire dal phylum dei Platelminti e raggiunge i maggiori livelli di complessità nei vertebrati superiori.

L'organizzazione di tessuti in organi inizia nel periodo di sviluppo embrionale al termine della gastrulazione, e continua attraverso il processo di organogenesi che consiste nell'organizzazione spaziale, nella moltiplicazione e nella differenziazione di cellule derivanti dai tre diversi foglietti embrionali. Il processo di organogenesi assume caratteri specifici per ciascun organo ed è caratterizzato dall'integrazione fra differenziamento cellulare ed interazioni fra popolazioni cellulari. Anomalie di tale processo si possono tradurre in malformazioni con diversa rilevanza funzionale a seconda dell'organo coinvolto, sia che tali anomalie interessino le popolazioni di cellule indifferenziate che in via di differenziazione.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista strutturale, gli organi si distinguono in organi cavi e organi pieni. I primi sono costituiti da pareti che racchiudono un lume, idoneo ad accogliere un contenuto, mentre i secondi mancano di una cavità principale, con i tessuti organizzati in strutture compatte e ben resistenti.

Organi cavi[modifica | modifica wikitesto]

Gli organi cavi viscerali presentano un volume e una parete. Quest'ultima ha una struttura stratificata formata dalla giustapposizione di diverse tonache che, dall'interno all'esterno, sono: tonaca mucosa, sottomucosa, muscolare, avventizia e sierosa.

Tonaca mucosa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mucosa, Lamina propria e Muscularis mucosae.

La tonaca mucosa rappresenta lo strato più interno a contatto con il lume dell'organo ed è formata da 3 componenti:

  • epitelio di rivestimento: svolge ruolo di protezione, ma anche di mediatore di scambi fra lume, sangue e linfa presenti nei vasi parietali. Può assorbire sostanze dal lume o secernerne, diventando parte importante nella funzione dell'organo stesso.
  • lamina propria: formata prevalentemente da connettivo, ha funzioni trofiche e di sostegno. Determina la forma che avrà la mucosa all'interno del lume. All'interno della lamina possono essere presenti delle ghiandole che possono affiancare quelle dell'epitelio nel ruolo funzionale.
  • muscularis mucosae: è uno strato muscolare che conferisce una certa indipendenza di mobilità che può favorire, ad esempio, la fuoriuscita del secreto dalle ghiandole.

Tonaca sottomucosa[modifica | modifica wikitesto]

La tonaca sottomucosa è formata prevalentemente da tessuto connettivo lasso che permette una separazione fra la mucosa e il resto della parete dell'organo, donando alla mucosa stessa una mobilità indipendente (resa possibile anche dal muscularis mucosae). Lo strato può contenere ghiandole ed è sede di vasi e nervi di grande importanza per l'irrorazione e l'innervazione della mucosa.

Tonaca muscolare[modifica | modifica wikitesto]

La tonaca muscolare è formata da fasci di cellule muscolari orientati in diverse direzioni che permettono due tipi di movimenti all'organo:

  • movimenti di tipo peristolico: permettono all'organo di adattarsi al contenuto variando il proprio volume in base a ciò che è presente nel lume;
  • movimenti di tipo peristaltico: permettono la progressione del contenuto lungo il lume grazie ad un'onda di contrazione propagata nella stessa direzione.

Tutti movimenti della tonaca sono assicurati dal sistema nervoso vegetativo. È lo strato che varia di più per spessore in base alla forza di contrazione che deve esercitare.

Tonaca avventizia o sierosa[modifica | modifica wikitesto]

La tonaca avventizia è formata da tessuto connettivo denso e forma l'avvolgimento esterno dell'organo su cui i mezzi di fissità prendono direttamente attacco. Essendo all'esterno stabilisce i rapporti tra organo e ambiente periviscerale e perivascolare.

In alcuni organi, come il cuore e i visceri situati in addome e pelvi, è presente sulla superficie la tonaca sierosa, uno strato avvolgente che sostituisce l'avventizia[3] che prende il nome di epicardio per il cuore e di peritoneo viscerale negli organi viscerali. Come l'avventizia, permette di circoscrivere l'organo e di fissarlo. La siera è a sua volta costituita da due o tre strati:

  • mesotelio;
  • strato sottomesoteliale, formato da connettivo denso;
  • strato sottosieroso, non sempre presente, è costituito da tessuto adiposo fra la tonaca muscolare e la sierosa.

Organi cavi dell'apparato circolatorio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Vasi sanguigni#Struttura.

Per quanto riguarda gli organi cavi è bene fare un distinguo fra organi viscerali e organi cavi dell'apparato circolatorio[1]. Entrambe le formazioni sono fondamentalmente simili ma presentano diversità strutturali dovute alle diverse funzioni svolte. Cuore e vasi sanguigni presentano solo tre tonache:

  • intima, che corrisponde alla mucosa, è chiamata endocardio nel cuore;
  • media, che corrisponde alla muscolare, è chiamata miocardio nel cuore;
  • avventizia o sierosa, in comune con quella degli organi viscerali, prende il nome di epicardio nel cuore.

Organi pieni[modifica | modifica wikitesto]

Gli organi pieni presentano una struttura più complessa più difficile da descrivere. Le componenti di un organo solido sono in genere tre: dispositivo capsulare formato dalla capsula, un connettivo di rivestimento e, laddove l'organo sia rivestito dal peritoneo, da una lamina sierosa; stroma e parenchima.

Stroma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stroma si forma da setti che vengono inviati dalla capsula all'interno dell'organo, di connettivo denso e fibroso, che si dividono in rami e lamine via via più sottili che si anastomizzano fra loro creando un reticolo tridimensionale formante l'impalcatura dell'organo. Questo reticolo forma delle regioni denominate lobi e lobuli. Attraverso le strutture che costituiscono lo stroma passano anche vasi sanguini, linfatici e nervi facendo dello stroma stesso non solo un supporto, ma anche una guida per vascolarizzazione, drenaggio e innervazione di lobi e lobuli che diventano dei territori quasi indipendenti. Il connettivo stromale è costituito da numerose fibre, tra cui anche elastiche e muscolari lisce (specialmente nella prostata). Nelle regioni più sottili arriva anche ad essere formato da soli fasci di fibre di collagene che si organizzano nello stroma reticolare. Non sempre lo storma nasce dalla totalità della superficie capsulare. In tal caso i setti nascono da una regione limitata denominata ilo dalla quale si dipartono a raggiera in corrispondenza di vasi e nervi.

Dal punto di vista funzionale, lo stroma partecipa grazie al rapporto fra parenchima, vasi e innervazione che permette, senza il quale l'organo non avrebbe ragione d'essere[4].

Parenchima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Parenchima.

Il parenchima è tutta quella parte di organo che occupa gli spazi creati dallo stroma. La maggior parte delle volte è tessuto epiteliale che può disporsi sotto la forma di tubuli, acini, alveoli, follicoli in base alla funzione che deve svolgere. In genere si usa dare al parenchima il ruolo funzionale dell'organo, sebbene lo stroma partecipi grazie alla presenza di vasi in esso[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Da Anastasi, Capitani et all., Trattato di Anatomia Umana, Edi-Ermes, 2012; pagina 3
  2. ^ La distinzione tra sistemi e apparati è spesso oggetto di disquisizioni. Sembra comunque, secondo quanto scritto a pagina 3 del Trattato di Anatomia Umana di Anastasi et all., che la definizione di apparato più corretta sia un insieme di organi che cooperano alle stesse funzioni pur potendo differire per l'origine embriologica e per la struttura, mentre un sistema rappresenti un insieme di organi con struttura e origine embriologica simile. Viene da sé che, mentre l'apparato digerente presenta strutture anche fondamentalmente diverse (a causa di funzioni via via diverse nel suo corso), il sistema nervoso rappresenta invece un insieme omogeneo per struttura, funzione e origine embriologica.
  3. ^ Da Anastasi, Capitani et all., Trattato di Anatomia Umana, Edi-Ermes, 2012; pagina 5
  4. ^ a b Da Anastasi, Capitani et all., Trattato di Anatomia Umana, Edi-Ermes, 2012; pagina 6

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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