Embrione

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L'embrione è il primo stadio dello sviluppo di un organismo eucariote diploide. La definizione di embrione varia a seconda degli organismi considerati, comunque appartenenti solamente a due regni dei viventi: animali e piante.

Definizione[modifica | modifica wikitesto]

In botanica[modifica | modifica wikitesto]

Gli embrioni di organismi vegetali sono alcune prime strutture già contenute all’interno del seme, una forma potenzialmente vitale ma non ancora attiva, cioè non ancora un organismo indipendente. Le piantine embrionali presentano tessuti precursori delle diverse parti della pianta adulta e cioè le foglie, il fusto, le radici, e uno o più cotiledoni. Quando la piantina embrionale comincia a trarre nutrimento dal terreno e a crescere, il fenomeno si dice germinazione. Vi sono piante che non producono il seme ma solamente un embrione (briofite) cioè una piantina collegata alla pianta madre, che non compie la germinazione.

In zoologia[modifica | modifica wikitesto]

Negli animali il termine embrione può avere significati leggermente diversi, riferiti allo sviluppo dell’organismo, a seconda dei diversi gruppi tassonomici. In termini generali per tutti gli eumetazoi si parla di embrione per tutti gli stadi iniziali della divisione dello zigote. Spesso questi stadi si riferiscono ad un organismo non a vita libera, e generalmente confinato nell'uovo o in strutture ad esso assimilabili. Successivamente, l'organismo può assumere nomi specifici diversi, spesso generalizzati in larva per tutti i non cordati.

L’embrione dei mammiferi placentati è definito come quell’organismo che si sviluppa partendo col nome di zigote, e mantiene il nome di embrione fino a quando lo sviluppo degli organi diviene completo al punto da includere tutti i diversi tipi di organi e tessuti presenti nell’organismo già nato: allora viene sostituito dal termine feto. In effetti, in tutti i mammiferi placentati solo una parte dell’embrione originario - così definito - darà vita al feto. Una parte delle cellule embrionali, benché identiche a quelle precursori del feto, si svilupperanno in una struttura diversa formando la placenta.

Embrione umano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Embriologia umana.
L'embrione umano approssimativamente alla 8ª settimana di gravidanza.

Negli esseri umani l’uso del termine embrione viene talvolta posticipato dopo un certo numero di divisioni cellulari successive a quella dello zigote, fino alla formazione del bottone embrionale all’interno della blastocisti, cioè la differenziazione morfologica che permette di distinguere l'embrione dalla placenta. Una convenzione in uso è anche quella di definire come embrione l’organismo dopo che è avvenuto l’impianto nella mucosa uterina, evento che nella donna fa parte della gravidanza dopo la fecondazione-concepimento. Le prime fasi di sviluppo dell'organismo umano (zigote, morula, blastula, gastrula) o alcune di esse a volte sono incluse nella definizione, altre volte no.

Una volta formatosi, lo zigote, che possiede un genoma completo, inizia ad assumere le caratteristiche dell'organismo umano. Sviluppa un metabolismo basale, si rapporta con l'ambiente esterno, modificando le proprie risposte metaboliche in relazione a esso, si accresce e si rigenera, seppur dipendendo completamente dalla madre per quanto riguarda l'assunzione di nutrienti, gli scambi gassosi e la rimozione delle sostanze di scarto.

A partire dall'ottava settimana di gestazione il prodotto del concepimento prende il nome di feto.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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