Depersonalizzazione
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici - Leggi le avvertenze |
| Questa voce di medicina è solo un abbozzo. Contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia.
|
La Depersonalizzazione fu descritta per la prima volta da Dugas Ludovic, uno psichiatra francese.
Essa è molto simile alla derealizzazione; la differenza tra i due stati dipende soltanto dal punto focale dell'attenzione: mentre la derealizzazione è un senso di "appannamento" per quanto riguarda il senso della realtà, la depersonalizzazione implica un appannamento del senso di sè. Il DSM-IV (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) considera la depersonalizzazione una forma di disturbo dissociativo.
Il fenomeno può essere estemporaneo, può verificarsi in contemporanea a fasi di stress acuto o traumi di vario genere, ma può anche accompagnare altri disturbi psicopatologici.
Tipico di chi soffre di questo disturbo è il percepire la realtà come finta, inconsistente; spesso la persona sofferente non riesce a riconoscersi allo specchio, a voler evidenziare la sua completa dissociazione dalla sfera del reale.
Sebbene il disturbo sia, spesso, molto "sentito" dal paziente, i colloqui psichiatrici e gli esami elettroencefalografici e psicologici (TAT, MMPI) forniscono risultati quasi sempre normali. Il fenomeno, dunque, non è da intendersi come neuropatologico o di rilevanza psichiatrica.
Esso sembra comunque essere legato in qualche modo a sbalzi di neurotrasmettitori, in particolare della serotonina.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
Articolo sulla depersonalizzazione dal sito Psicoterapia Dialettica di Nicola Ghezzani

