Emicrania

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Avvertenza
Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non costituiscono e non provengono né da prescrizione né da consiglio medico. Wikipedia non dà consigli medici: leggi le avvertenze.
Emicrania
Cruikshank - The Head Ache.png
Emicrania: caricatura di George Cruikshank (1819)
Classificazione e risorse esterne
ICD-9-CM (EN) 346
ICD-10 (EN) G43

Il termine emicrania (dal greco hemikranion, metà della testa) descrive un gruppo di cefalee accomunate da dolore localizzato al capo che si caratterizza per:[1]

  • Unilateralità, il dolore insorge in un solo lato del capo
  • Qualità pulsante
  • Intensità tale da ridurre o impedire la normale attività quotidiana
  • Peggioramento provocato dall'attività fisica usuale.

Indice

[modifica] Classificazione

Benché si riconoscano 7 sottotipi, le due forme più comuni sono rappresentate dall'emicrania senz'aura e dall'emicrania con aura. Altri tipi di emicrania sono:

Inoltre, l'emicrania con aura può essere ulteriormente divisa in:

[modifica] Cenni storici

[modifica] Tempi antichi

Papiro egiziano: trattamento dell'emicrania con metodi naturali.

Già nei documenti risalenti all'antico Egitto (1200 a.C.) sono presenti riferimenti all'emicrania e alla nevralgia, pensando che fossero causati da demoni ed entità maligne.[2]

Le prime descrizioni dell'emicrania si devono a Ippocrate (460 - 380 a.C.), che descrisse la forma con aura, mentre Areteo di Cappadocia la chiamò heterocrania,[3] egli stesso fu poi autore di una classificazione che fu importante per moltissimi anni.[4]

In seguito il termine divenne ufficialmente hemicrania grazie a Galeno (129 – 216) che lo introdusse; egli rintracciò negli umori (vapori) che si elevano dal fegato alla testa, le cause dell'emicrania.[5]

[modifica] Nel Medioevo

Nel Medioevo Avicenna analizzò i sintomi e le origini del male attribuendoli allo stile di vita e ad alcuni eventi tipicamente femminili, come la menopausa e l'aborto.[6]

In seguito furono investigate le cause, dalle più spiritualistiche come quella proposta da Ildegarda von Bingen (1098 -1179),[7] a quelle di Bright, pensava che fosse causata dall'umore melanconico.

[modifica] In tempi recenti

Nel XVII secolo Thomas Willis, seguito da Graham e Wolf, sostenne la teoria, ancora oggi ritenuta valida, dell'ipotesi vascolare che ha sostituito gli umori come causa possibile. Come si legge nei suoi lavori:

« Una circolazione troppo veloce del sangue nella testa che finisce con il ribollire e occludere il lume dei vasi in certi determinati punti particolarmente predisposti e vi si ristagna; se poi in quegli stessi punti il sangue arriva in quantità troppo copiosa i vasi si dilatano, le membrane si rigonfiano »
(Thomas Willis De anima brutorum, quae hominis vitalis ac sensitiva est, excertitatione duae, prior physiologica, altera pathologica., Oxford 1672)

Per gran parte del Novecento gli scienziati hanno ritenuto plausibile la spiegazione della dilatazione e della tensione dei vasi sanguigni come causa del dolore e che questo fenomeno fosse preceduto da un calo di flusso e da un breve restringimento dei vasi. Attualmente i ricercatori propendono invece per una origine neurologica, localizzabile nella parte più antica, ossia il tronco encefalico.[8]

[modifica] Epidemiologia

Si tratta della causa più comune di cefalea ricorrente; si manifesta principalmente nel sesso femminile, tanto che il rapporto con il sesso maschile arriva fino ad essere 5:1 in paesi come il Messico.[9]

Per quanto riguarda le razze etniche la caucasica è la più colpita, segue quella africana (4% delle donne e 2,2% degli uomini nel Benin[10]) e poi l'asiatica.[11] Negli USA l'emicrania colpisce il 18% della popolazione femminile e il 5% della popolazione maschile.[12]

[modifica] Europa

Uno studio pubblicato nel 2010 che raccoglie la prevalenza delle varie forme di cefalea negli stati europei riporta i seguenti dati per l'emicrania:[13]

Nazione Anno Uomini Donne Totale
Bandiera dell'Austria Austria 2003 6.1 13.8 10.2
Bandiera della Croazia Croazia 2001 13 20.2 16.7
Bandiera della Danimarca Danimarca 2006 13.9 24.3 19.1
Bandiera della Francia Francia 2005 6.3 15.7 11.2
Bandiera della Germania Germania 2009 5.3 15.6 10.6
Bandiera della Georgia Georgia 2009 // // 15.6
Bandiera della Gran Bretagna Gran Bretagna 2003 7.6 18.3 14.3
Bandiera della Norvegia Norvegia 2006 17.5 28.4 23.0
Bandiera dell'Olanda Olanda 1999 13.3 33 23.2
Bandiera del Portogallo Portogallo 1995 // // 8.8
Bandiera della Spagna Spagna 1994 8.0 17.0 12.0
Bandiera della Svezia Svezia 2006 2.4 5.5 4.0
Bandiera della Turchia Turchia 2005 9.3 29.3 19.9
Bandiera dell'Ungheria Ungheria 2000 2.7 6.9 9.6

[modifica] Età

L'età di esordio è principalmente puberale o all'inizio dell'età adulta, in ogni caso la gravità dei sintomi diminuisce passati i 55 anni.[14] In età pediatrica il malessere colpisce al contrario prevalentemente il sesso maschile, e a seconda dello studio si ritrovano casi dal 3% al 24,5%[15] In quei casi l'età è calcolata intorno ai 7 per le ragazze e quasi 11 per i maschi.[16]

[modifica] Eziologia e patogenesi

Le cause dell'emicrania non si conoscono del tutto, ma nel tempo si sono formulate diverse ipotesi.

[modifica] Teoria genetica

La causa genetica provocata dall'ereditarietà di un certo numero di geni. Nei Paesi sviluppati si è incrementato, negli ultimi quarant'anni, il numero di pazienti con emicrania. Si presume che lo stile di vita e fattori ambientali abbiano un ruolo importante fra le cause che scatenano l'emicrania.

Sono state accertate varie mutazioni genetiche che spiegano alcune forma rare di emicrania, come nel caso dell'emicrania emiplegica familiare, dove circa il 50% dei casi è causato dalla mutazione del gene CACNL1A4 sul cromosoma 19.[17]

[modifica] Teoria vascolare

In passato era l'ipotesi maggiormente esposta dagli studi clinici, si pensava che la causa fosse una vasodilatazione extracranica, dove tutte le manifestazioni venivano create dalla vasocostrizione. Per avvalorare tale tesi si sono eseguiti degli studi sulla velocità del sangue mostrando una lieve ipoperfusione che dura dalle 4 alle 6 ore, che non è però di entità tale da spiegarne i sintomi, ma solo alcune lievi manifestazioni accessorie. Tale alterazione comunque non si mostra in tutti i pazienti; in alcuni il flusso sanguigno a livello cerebrale è normale. I sintomi dunque possono essere spiegati solo in parte.[17]

[modifica] Teoria neurologica

Per quanto riguarda l'aura, gli specialisti tendono a colpevolizzare una depressione corticale propagata, costituita da un'onda indotta dalle cellule nervose che si diffonde in una vasta zona della corteccia e che viene considerata la prima fase, detta di ipereccitabilità, del processo, durante la quale la zona necessita di un grande quantitativo di sangue, a cui ne segue un'altra fase chiamata di inibizione, nella quale i neuroni mantengono uno stato di quiete e quindi nella stessa zona, in questo caso, occorre molto meno sangue rispetto a prima. I ricercatori ritengono che questo repentino cambiamento nel flusso sanguigno preceda, abitualmente, il dolore al capo e che l'aura sia relazionata proprio alla depressione corticale propagata.[8]

Alcuni ricercatori ritengono che la depressione corticale propagata possa stimolare i nervi del trigemino, perché durante la fase di ipereccitabilità rilascia neurotrasmettitori, che con il loro ruolo di messaggeri, inducono il nervo del trigemino alla trasmissione dei segnali di dolore. Altri scienziati hanno individuato l'origine del dolore non tanto nella depressione corticale, quanto nel tronco encefalico, sede della percezione alla luce, ai rumori, della sensibilità al dolore e sito di transito delle informazioni dal corpo verso il cervello e viceversa.[8]

Alcuni studiosi hanno notato un assottigliamento della materia grigia nella zona del cervello che gestisce il dolore. Quest'assottigliamento varia a seconda dell'intensità e della frequenza degli attacchi. Altri studiosi, invece, notano un ispessimento della corteccia cerebrale nella zona occipitale che gestisce la vista. Per questo, in alcuni tipi d'emicrania si ha della cecità totale o parziale per un certo periodo di tempo.

[modifica] Eventi scatenanti l'episodio emicranico

Un episodio emicranico può essere scatenato da eventi stressanti od innocui o dall'ingestione di alcuni elementi. Tra questi i più importanti sono:


-MedlinePlus medical encyclopedia[18]

Inoltre, data la rilevanza epidemiologia, è necessario prendere in considerazione i seguenti elementi:

Alimenti contenenti glutine
Alcuni soggetti affetti da emicrania riferiscono di trarre giovamento riducendo l'assunzione di cibi contenenti glutine (alimenti contenenti farine di frumento, avena, orzo, segale, farro, spelta, kamut, triticale, monococco). In base a questi dati, uno studio ha dimostrato come la popolazione affetta da emicrania abbia una possibilità 10 volte maggiore rispetto alla popolazione sana di essere affetta da morbo celiaco.[19] Un altro studio ha mostrato come 10 pazienti affetti da cefalea cronica resistente al trattamento fossero affetti da celiachia; tra questi, 9 decisero di sottoporsi ad una dieta priva di glutine e in 7 si notò la completa remissione dalla sintomatologia emicranica.[20]
Aspartame
Benché vi siano numerose segnalazioni di attacchi emicranici connessi con l'uso di aspartame,[21][22][23] non vi sono ancora sufficienti prove sperimentali o cliniche in grado di confermare la correlazione.[24]
Glutammato mosodico (MSG)
La correlazione tra ingestione di alimenti contenenti glutammato monosodico ed episodi emicranici è nota da tempo.[25] Uno studio doppio-cieco, controllato con placebo, ha dimostrato come dosi di 2,5 grammi di MSG preso a stomaco vuoto siano in grado di scatenare una sintomalogia analoga a quella emicranica.[26][27] Tuttavia, un altro studio doppio cieco ha dimostrato l'assenza dei suddetti effetti per un dosaggio di 3,5 grammi di MSG associato a cibo.[28]
Tiramina
Benché la National Headache Foundation abbia una lista specifica di tutti gli alimenti contenenti tiramina identificandoli come trigger[29] emicranici,[30] nel 2003 uno studio dimostrò l'assenza di diretta correlazione tra assunzione di tiramina e l'attacco emicranico.[31]
Altri alimenti
Molto spesso i soggetti affetti da emicrania identificano diversi cibi in grado di provocare l'episodio emicranico; tuttavia, non vi sono evidenze che dimostrino la necessità di seguire una dieta specifica.[24] L'abuso di alcol (soprattutto di vino rosso), il cioccolato, l'astinenza da caffeina, il saltare i pasti e la disidratazione possono precipitare l'emicrania.[32] Inoltre i fattori che possono far scatenare il dolore sono: stress, ansia, affaticamento, l'eccessivo sonno o l'assenza e le mestruazioni (definita per questo emicrania catameniale).[33]
Rappresentazioni artistiche molto simili alla realtà che mostrano i diversi stadi d'espansione dello spettro di fortificazione.

[modifica] Profilo clinico

I sintomi e la loro durata variano considerevolmente da paziente a paziente, da un attacco all'altro. Tuttavia, escludendo alcune forme peculiari, è possibile distinguere due tipi di emicrania: l'emicrania con aura (o emicrania complessa) e l'emicrania senz'aura.

Le due si distinguono per la comparsa dell'insieme di sintomi specifici definiti aura emicranica.

[modifica] Aura emicranica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Aura (medicina).

Inizialmente l'aura si manifesta con la comparsa di uno scotoma scintillante, una distorsione nella vista, con visione di flash luminosi, lampi o forme geometriche che si allargano diffondendosi, testimoniando un coinvolgimento della corteccia visiva, situata nel lobo occipitale. I primi momenti si caratterizzano per un disturbo soggettivo della visione; il soggetto riferisce infatti la perdita di parte del campo visivo, talora difficile da descrivere e che viene confermata cercando di leggere un libro o ponendosi di fronte ad un'immagine. Gli scotomi assumono forme peculiari, simili alle merlature delle fortificazioni medioevali e vengono per questo definiti spettri di fortificazione o teicopsie. La presenza di scotomi può perciò portare a quadri di deficit visivo[34] tale da simulare un'emianopsia laterale omonima.[1] Qui sotto sono mostrati i caratteristici aspetti dell'aura visiva; si deve però ricordare che gli scotomi non sono statici, ma sono percepiti come scintillanti e si espandono fino ad investire un intero emicampovisivo.

[modifica] Manifestazioni cliniche comuni

Nel periodo immediatamente successivo all'aura inizia a manifestarsi il tipico dolore emicranico. Benché la cefalea che segue l'aura è sovente meno intensa e di minore durata rispetto a quella dell'emicrania senz'aura,[1] entrambe condividono i seguenti segni e sintomi:

I sintomi si attenuano con il riposo o la permanenza in ambiente buio e silenzioso.

[modifica] Profilo diagnostico

Per una corretta diagnosi dell'emicrania occorre che i seguenti criteri vengano rispettati:

  • Emicrania acuta:[36]
  1. Durata degli attacchi dalle 4 alle 72 ore
  2. Deve avere almeno una delle seguenti caratteristiche: (unilateralità, deve essere pulsante, il dolore deve essere moderato o forte, l'intensità deve aumentare nel caso della normale attività fisica)
  3. Durante un attacco si devono mostrare o nausea e/o vomito o la coppia fotofobia e fonofobia
  4. Occorre che altre possibili cause vengano escluse
  5. Occorrono almeno 5 attacchi che rispecchiano i criteri citati (l'1 e il 3)
  • Emicrania cronica:[36]
  1. Rispecchiando i criteri 2 e 3 esposti per la forma cronica occorre che la durata sia circa 15 giorni per mese, per un periodo superiore ai 3 mesi
  2. Occorre che altre possibili cause vengano escluse

[modifica] Frequenza e durata

Mediamente i malati subiscono uno o due attacchi al mese della durata di ventiquattro ore, però vi sono casi (10 per cento) di attacchi settimanali, di sintomi prolungati anche per tre giorni e di recidività quasi persistente che colpisce quindici giorni al mese (8 per cento di casi).[8]

[modifica] Esami

Al fine di escludere la secondarietà dell'emicrania e per la corretta impostazione di un piano di terapia preventiva, necessaria nelle forme gravi, si possono eseguire

[modifica] Diagnosi differenziale

Fra le manifestazioni similari con cui devono essere differenziate si ritrovano:

  • Emorragia subaracnoidea, si manifesta inizialmente con un forte episodio di cefalea
  • Cefalea a grappolo, per via del dolore unilaterale e periodicale, la differenzia la durata degli stessi attacchi (molto più breve) e l'età di prima manifestazione (più adulta)
  • Arterite temporale, sospetta se l'età di manifestazione della cefalea è nei soggetti anziani, inoltre la ves risulta alterata al contrario dell'emicrania
  • Sinusite, la cefalea che si manifesta è molto simile a quella dell'emicrania, alcune manifestazioni tipiche come febbre e rinorrea la differenziano
  • Ictus

Qualora si sospettino queste patologie può essere necessario procedere ad accertamenti diagnostici come la TC o la risonanza magnetica.[37]

[modifica] Terapia

I farmaci antiinfiammatori non steroidei sono i farmaci più comunemente utilizzati nella terapia dell'attacco acuto; questi sono in grado di bloccare alcuni passaggi chimici (inibizione della ciclossigenasi) fondamentali dei precursori delle prostaglandine di cui viene bloccata la sintesi. Tra questi trovano impiego:

Si deve ricordare che l'uso di questi farmaci deve avvenire a stomaco pieno e deve essere comunque limitato nel tempo al fine di evitare le complicanze gastriche (gastrite, ulcera) e renali (nefropatia da FANS). Inoltre, il loro abuso e utilizzo prolungato, può provocare resistenza al trattamento e il viraggio verso una cefalea cronica quotidiana. Altri farmaci che trovano impiego nell'attacco acuto sono i triptani, sostanze che esplicano la loro azione attraverso la stimolazione dei recettori serotoninergici 5-HT1B e 5-HT1D. Tra questi, i più frequentemente usati sono

Benché questi farmaci siano rapidi ed efficaci presentano alcuni tipici effetti collaterali quali flushing, parestesie (soprattutto il sumatriptan) e senso di costrizione toracica. Nella fase acuta possono inoltre essere utili alcuni presidi farmacologici atti a prevenire il vomito e limitare la nausea, quali la proclorperazina[49] e la metoclopramide.[50]

Un trattamento preventivo, di durata variabile ma che si protrae per circa 6 mesi, è invece necessario nei soggetti che presentano più di 2 crisi al mese e della durata complessiva di più di 4 giorni. Tra i farmaci più utilizzati si annoverano:

[modifica] Note

  1. ^ a b c C. Loeb, E. Favale, Neurologia di Fazio Loeb, Roma, Società Editrice Universo, 2003, Pag. 1223-1272. ISBN 88-87753-73-3
  2. ^ Karenberg A., Leitz C. (novembre 2001). Headache in magical and medical papyri of ancient Egypt. Cephalalgia. 21: 911-6.
  3. ^ Autori Gennaro Bussone; Vincenzo Bonavita, Le cefalee: manuale teorico-pratico p.4, Springer, 2007. ISBN 978-88-470-0753-6
  4. ^ Koehler PJ,, van de Wiel TW. (2001). Aretaeus on migraine and headache.. J Hist Neurosci. 10: 253-61.
  5. ^ Mauro Pini, Titolo Aspetti psicopatologici delle cefalee primarie. Teorie, metodi e risultati della ricerca p. 15, FrancoAngeli, 2006. ISBN 978-88-464-7795-8
  6. ^ Abokrysha N. (2009). Ibn Sina (Avicenna) on pathogenesis of migraine compared with the recent theories.. Headache. 49: 923-7..
  7. ^ Sabina Flanagan, Hildegard of Bingen, 1098-1179: a visionary life, seconda edizione pp. 191-196, Routledge, 1998. ISBN 978-0-415-18551-6
  8. ^ a b c d "Perché colpisce l'emicrania", di David W. Dodick e J. Jay Gargus, pubbl. su "Le Scienze (American Scientific)", n. 482, ottobre 2008, pp. 76-83
  9. ^ Téllez-Zenteno J.F.,, García-Ramos G., Zermeño-Pöhls F., Velazquez A.; GGSM. (giugno 2005). Demographic, clinical and comorbidity data in a large sample of 1,147 patients with migraine in Mexico City. J Headache Pain. 6: 128-34..
  10. ^ Houinato D., Adoukonou T., Ntsiba F., Adjien C., Avode D.G., Preux P.M. (marzo 2009). Prevalence of migraine in a rural community in south Benin.. Cephalalgia.: ..
  11. ^ Stewart WF,, Lipton R.B., Liberman J. (luglio 1996). Variation in migraine prevalence by race.. Neurology 47: 52-59.
  12. ^ Lipton RB, Scher AI, Kolodner K, Liberman J, Steiner TJ, Stewart WF. (marzo 2002). Migraine in the United States: epidemiology and patterns of health care use.. Neurology. 58: 885-94..
  13. ^ Stovner LJ, Andree C. (16 maggio 2010 16). Prevalence of headache in Europe: a review for the Eurolight project.. J Headache Pain. DOI:10.1007/s10194-010-0217-0. PMID 20473702.
  14. ^ Research Laboratories Merck, The Merck Manual quinta edizione, p-1952, Milano, Springer-Verlag, 2008. ISBN 978-88-470-0707-9
  15. ^ Lipton RB,, Bigal ME. (2005). Migraine: epidemiology, impact, and risk factors for progression. Headache. 45.
  16. ^ Arun A Kalra, Debra Elliott (giugno 2007). Acute migraine: Current treatment and emerging therapies. Ther Clin Risk Manag. 3: 449–459.
  17. ^ a b Stephen L. Hauser, Harrison: Neurologia clinica p. 60, Casarile (Milano), McGraw-Hill, 2007. ISBN 978-88-386-3923-4
  18. ^ D Kantor. . 21 novembre 2006. URL consultato il 4 aprile 2008.
  19. ^ link title Migraine Linked to Celiac Disease
  20. ^ Migraine Headaches: Gluten Triggers Severe Headaches in Sensitive Individuals
  21. ^ Sun-Edelstein C, Mauskop A. (2009 Jun). Foods and supplements in the management of migraine headaches.. Clin J Pain 25 (5): 446-52.. PMID 19454881.
  22. ^ Lipton RB, Newman LC, Cohen JS, Solomon S. (1989 Feb). Aspartame as a dietary trigger of headache. Headache 29 (2): 90-2. PMID 2708042.
  23. ^ Millichap JG, Yee MM (2003 Jan). The diet factor in pediatric and adolescent migraine.. Pediatr Neurol 28 (1): 9-15. PMID 12657413.
  24. ^ a b Holzhammer J, Wöber C (aprile 2006). [Alimentary trigger factors that provoke migraine and tension-type headache]. Schmerz 20 (2): 151–9  (in German). DOI:10.1007/s00482-005-0390-2. PMID 15806385.
  25. ^ Sun-Edelstein C, Mauskop A (giugno 2009). Foods and supplements in the management of migraine headaches. The Clinical Journal of Pain 25 (5): 446–52. DOI:10.1097/AJP.0b013e31819a6f65. PMID 19454881.
  26. ^ Yang WH, Drouin MA, Herbert M, Mao Y, Karsh J (giugno 1997). The monosodium glutamate symptom complex: assessment in a double-blind, placebo-controlled, randomized study. The Journal of Allergy and Clinical Immunology 99 (6 Pt 1): 757–62. DOI:10.1016/S0091-6749(97)80008-5. PMID 9215242.
  27. ^ Millichap JG, Yee MM (gennaio 2003). The diet factor in pediatric and adolescent migraine. Pediatric Neurology 28 (1): 9–15. DOI:10.1016/S0887-8994(02)00466-6. PMID 12657413.
  28. ^ Tarasoff L, Kelly MF (dicembre 1993). Monosodium L-glutamate: a double-blind study and review. Food and Chemical Toxicology 31 (12): 1019–35. DOI:10.1016/0278-6915(93)90012-N. PMID 8282275.
  29. ^ Un evento, una condizione o un alimento in grado di scaturire l'attacco emicranico
  30. ^ Low Tyramine Headache Diet (PDF). National Headache Foundation, 2004. URL consultato il 4 aprile 2008.
  31. ^ Jansen SC, van Dusseldorp M, Bottema KC, Dubois AE (settembre 2003). Intolerance to dietary biogenic amines: a review. Annals of Allergy, Asthma & Immunology 91 (3): 233–40; quiz 241–2, 296. PMID 14533654.
  32. ^ Health Central: Dehydration as a migraine trigger. URL consultato il 24 giugno 2010.
  33. ^ Karl E.Giorgio Ivani; Head Thomas C., Terapia del dolore nel bambino p. 218, SEE Editrice Firenze, 2008. ISBN 978-88-8465-022-1
  34. ^ David A Greenberg; Aminoff Micheal J., Simon Roger P., Neurologia Clinica quinta edizione, p. 92, Milano, McGraw Hill (Lange), 2004. ISBN 88-386-2980-3
  35. ^ Arrivando anche a manifestarsi nel 87% dei casi come si evince da:N.H. Raskin, Headache, New York, Churchill-Livingstone, seconda edizione, 1988.
  36. ^ a b Arnaud Fumal, Jean Schoenen (dicembre 2008). Current migraine management – patient acceptability and future approaches. Neuropsychiatr Dis Treat 4: 1043–1057.
  37. ^ Karl E. Misulis; Head Thomas C., Neurologia di Netter p. 273, Milano, Elsevier Masson, 2008. ISBN 978-88-214-3041-1
  38. ^ Kirthi V, Derry S, Moore RA, McQuay HJ (2010). Aspirin with or without an antiemetic for acute migraine headaches in adults. Cochrane Database Syst Rev 4: CD008041. DOI:10.1002/14651858.CD008041.pub2. PMID 20393963.
  39. ^ a b Brandes JL, Kudrow D, Stark SR, et al. (aprile 2007). Sumatriptan-naproxen for acute treatment of migraine: a randomized trial. JAMA 297 (13): 1443–54. DOI:10.1001/jama.297.13.1443. PMID 17405970.
  40. ^ J. Goldstein et al (2006). Acetaminophen, aspirin, and caffeine in combination versus ibuprofen for acute migraine: results from a multicenter, double-blind, randomized, parallel-group, single-dose, placebo-controlled study.. Headache 46: 444–453. PMID 16618262.
  41. ^ Lipton RB, Baggish JS, Stewart WF, Codispoti JR, Fu M (2000). Efficacy and safety of acetaminophen in the treatment of migraine: results of a randomized, double-blind, placebo-controlled, population-based study. Archives of Internal Medicine 160 (22): 3486–92. DOI:10.1001/archinte.160.22.3486. PMID 11112243.
  42. ^ Diener HC, Pfaffenrath V, Pageler L, Peil H, Aicher B (ottobre 2005). The fixed combination of acetylsalicylic acid, paracetamol and caffeine is more effective than single substances and dual combination for the treatment of headache: a multicentre, randomized, double-blind, single-dose, placebo-controlled parallel group study. Cephalalgia 25 (10): 776–87. DOI:10.1111/j.1468-2982.2005.00948.x. PMID 16162254.
  43. ^ Diener HC, Montagna P, Gács G, Lyczak P, Schumann G, Zöller B, Mulder LJ, Siegel J, Edson K. (2006 May). Efficacy and tolerability of diclofenac potassium sachets in migraine: a randomized, double-blind, cross-over study in comparison with diclofenac potassium tablets and placebo.. Cephalalgia 26 (5): 537-47. PMID 16674762.
  44. ^ Dib M, Massiou H, Weber M, Henry P, Garcia-Acosta S, Bousser MG (11 giugno 2002). Efficacy of oral ketoprofen in acute migraine: a double-blind randomized clinical trial. Neurology 58 (11): 1660-5. PMID 12058095.
  45. ^ Pierce MW. (aprile 2010). Transdermal delivery of sumatriptan for the treatment of acute migraine.. Neurotherapeutics 7 (2): 159-63. PMID 20430314.
  46. ^ Göbel H. (2010 Apr). Efficacy and tolerability of rizatriptan 10 mg compared with sumatriptan 100 mg: an evidence-based analysis. Expert Rev Neurother 10 (4): 499-506. PMID 20367203.
  47. ^ Amoozegar F, Pringsheim T. (3 novembre 2009). Rizatriptan for the acute treatment of migraine: Consistency, preference, satisfaction, and quality of life. 3: 251-8. PMID 19936168.
  48. ^ Goadsby PJ, Massiou H, Pascual J, Diener HC, Dahlöf CG, Mateos V, Dowson AJ, Raets I, Cunha L, Färkkilä M, Manzoni GC. (gennaio 2007). Almotriptan and zolmitriptan in the acute treatment of migraine.. Acta Neurol Scand 115 (1): 34-40. PMID 17156263.
  49. ^ Sharma S, Prasad A, Nehru R, Anand KS, Rishi RK, Chaturvedi S, Bapna JS, Sharma DR. (2002 Oct). Efficacy and tolerability of prochlorperazine buccal tablets in treatment of acute migraine. Headache 42 (9): 896-902. PMID 12390617.
  50. ^ Azzopardi TD, Brooks NA. (2008 Mar). Oral metoclopramide as an adjunct to analgesics for the outpatient treatment of acute migraine.. Ann Pharmacother 42 (3): 397-402. PMID 18285561.
  51. ^ Malessa R, Gendolla A, Steinberg B, Schmitt L, Bornhoevd K, Djelani M, Schäuble B (2010 May). Prevention of episodic migraine with topiramate: a prospective 24-week, open-label, flexible-dose clinical trial with optional 24 weeks follow-up in a community setting.. Curr Med Res Opin 26 (5): 1119-29. PMID 20464578.
  52. ^ Dodick DW, Freitag F, Banks J, Saper J, Xiang J, Rupnow M, Biondi D, Greenberg SJ, Hulihan J (2009 Mar). Topiramate versus amitriptyline in migraine prevention: a 26-week, multicenter, randomized, double-blind, double-dummy, parallel-group noninferiority trial in adult migraineurs. Clin Ther 31 (3): 542-59. PMID 19393844.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Specifica

  • Pini Luigi A, Sarchielli Paola, Zanchini Giorgio, Trattato italiano delle cefalee, Torino, Centro scientifico editore, 2010. ISBN 978-88-7640-644-7
  • Gennaro Bussone, Gerardo Casucci, Fabio Frediani, Gian Camillo Manzoni, Vincenzo Bonavita, Le cefalee: manuale teorico-pratico, Cremona-Segrate, Springer, 2008. ISBN 978-88-470-0753-6
  • Giuseppe Nappi, Gian Camillo Manzoni, Manuale delle cefalee, Milano, Masson, 2005. ISBN 88-214-2738-2
  • Marcello Fanciullani, Massimo Alessandri, Cefalee primarie: moderni aspetti di diagnosi e cura, Firenze, Società editrice europea, 2003. ISBN 88-8465-035-6

[modifica] Neurologia

  • C. Loeb, E. Favale, Neurologia di Fazio Loeb, Roma, Società Editrice Universo, 2003. ISBN 88-87753-73-3
  • B. Bergamasco, R. Mutani, La neurologia di Bergamini, Torino, Cortina, 2007. ISBN 88-8239-120-5
  • Allan H. Ropper, Robert H. Brown, Adams & Victor - Principi di neurologia, McGraw-Hill Companies, 2006. ISBN 88-386-3909-4

[modifica] Farmacologia

  • Brunton, Lazo, Parker, Goodman & Gilman - Le basi farmacologiche della terapia 11/ed, McGraw Hill, 2006. ISBN 978-88-386-3911-1
  • Bertram G. Katzung, Farmacologia generale e clinica, Padova, Piccin, 2006. ISBN 88-299-1804-0
  • British National Formulary, Guida all'uso dei farmaci 4 edizione, Lavis, Agenzia Italiana del Farmaco, 2007.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

medicina Portale Medicina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di medicina

Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue