Derealizzazione
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La derealizzazione, che può accompagnarsi o meno alla depersonalizzazione, è un sintomo dissociativo consistente nella sensazione di percepire in maniera distorta il mondo esterno al soggetto e, a volte, di percepire gli individui conosciuti come estranei.
Chi soffre di questi disturbi non riesce a descrivere compiutamente il sentimento di derealizzazione e utilizza il "come se" per descrivere cosa gli stia accadendo. Il mondo appare al soggetto come privo di coloritura affettiva: anche gli ambienti familiari sono avvertiti come estranei e spesso il soggetto riferisce disturbi visivi di appannamento e offuscamento della vista (derealizzazione visiva).
Il fenomeno risulta più chiaro se si valuta che la percezione cognitiva dle mondo è sempre accompagnata, nella ormalità dei casi, da una introcezione emotiva [1]. Bauer nel 1984[2] e successivamente Sierra e Berrios [3] hanno ipotizzato che la derealizzazione sia, come la correlata depersonalizzazione, un fenomeno determinato da uno scollegamento temporo-limbico. Attualmente quest'ipotesi è accettata come vera.[senza fonte]
Indice |
[modifica] Manifestazione
Secondo la teoria ericksoniana, la derealizzazione è un processo dissociativo che presente analogie con la trance ipnotica,
Secondo questo modello, la crisi di panico in effetti ricalca proprio da vicino tutte le caratteristiche della trance ipnotica, solo che anziché essere positiva e salutare come sono le trance auto-indotte naturali o supervisionate dall'ipnoterapeuta, in questa pseudo-trance patologica i meccanismi di dissociazione, acriticità, allucinazione - per fare qualche esempio - si manifestano dando luogo a quel circolo vizioso che conosce bene chi soffre di questa sensazione e che per chi soffre di disturbo di panico, poi sfocia con la crisi di panico.
È esattamente per via di questa similitudine che la psicoterapia ipnotica (non semplicemente ipnosi) si presta molto bene ad essere usata con successo nella cura del disturbo di panico in particolare, come degli altri disturbi d'ansia.[senza fonte]
La derealizzazione ha molto a che fare con l'"Ipoemozionabilità visiva", un disturbo neurologico caratterizzato da uno scollegamento temporo-limbico con conseguente incapacità a riconoscere come familiari gli stimoli visivi che corrono lungo lo stream visivo dall'area visiva primaria alle aree visive associative, che a causa dello scollegamento suddetto non vengono "colorati" dalle informazioni affettive provenienti dalle aree limbiche.
[modifica] Note
- ^ Vedi Damasio, Panksepp, Trevarthen
- ^ (BAUER RM. Autonomic recognition of names and faces in prosopagnosics: A neuropsychological application of the Guilty Knowledge Test. Neuropsychologia, 22: 457-469, 1984)
- ^ Sierra M, Berrios GE (1998). Depersonalization: neurobiological perspectives. Biol Psychiatry 44:898-908
[modifica] Bibliografia
- Sierra M, Lopera F, Lambert ML, et al. (2002). Separating depersonalisation and derealisation: the relevance of the lesion method, J Neurol Neurosurg Psychiatry, 2002; 72:530–532

