Ipocondria

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L'ipocondria (dal greco hypochondrios, che si trova sotto lo sterno) è una distorsione delle normali sensazioni che provengono dall'interno del corpo, erroneamente interpretate come sintomi di malattia. L'ipocondria varia dalla più semplice paura di ammalarsi fino a terrore di aver contratto o sviluppato malattie gravissime, invalidanti o mortali. Secondo la psicoanalisi e la psicoterapia dialettica l'ipocondria poggia su un conflitto psicodinamico inconscio, simile a quello ossessivo e a quello melanconico (depressivo), nel quale impulsi rabbiosi diretti verso persone o valori da cui si dipende o che fanno parte della propria identità vengono ritorti contro il soggetto stesso per via dei sensi di colpa. Importante in questa interpretazione il ruolo giocato dal super-io.

Ogni persona in reale stato di malattia manifesta naturalmente un certo grado di ipocondria che non necessita di trattamento medico. È di competenza medica, invece, l'ipocondria che accompagna malattie quali depressione, attacchi di panico, e la cosiddetta ipocondria delirante.

L'ipocondria colpisce prevalentemente i maschi di età compresa tra i 40 e 50 anni.

[modifica] Ipocondria delirante

In questo caso la malattia insanabile, spesso percepita a carico dell'apparato cardiovascolare o gastrointestinale, diventa tema fisso e dominante che spinge l'ipocondriaco ad abusare di continue visite ed indagini specialistiche che, nonostante gli esiti negativi, non riescono a tranquillizzarlo.

Il circolo vizioso in cui il soggetto cade determina una crescente incapacità di prendere atto, in modo consapevole, della propria condizione e di accettare offerte di aiuto. In questo caso solo l'intervento medico può apportare qualche beneficio.

[modifica] Bibliografia

  • Nicola Ghezzani, "Uscire dal panico", Franco Angeli, Milano 2000

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