Il malato immaginario
| Il malato immaginario | |
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| Comédie-ballet in tre atti con intermezzi di musica e danze e due prologhi | |
| Incisione di Jean-Michel Moreau (1741 - 1814) | |
| Autore | Molière |
| Titolo originale | Le Malade imaginaire |
| Lingua originale | Francese |
| Genere | comédie-ballet |
| Ambientazione | Si svolge a Parigi |
| Composto nel | 1673 |
| Prima assoluta | 10 febbraio 1673 Théâtre de la Salle du Palais-Royal di Parigi |
| Personaggi | |
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Il malato immaginario è una comédie-ballet (comédie mêlée de musique et de danse) in tre atti con due prologhi e tre intermezzi composta nel 1673 dal commediografo francese Molière, con musiche di Marc-Antoine Charpentier e coreografie di Pierre Beauchamp.
Intesa dal suo autore come una farsa, è inframmezzata da intermezzi musicali e balletti giustapposti alla commedia, inseriti all'unico scopo di compiacere i gusti di Luigi XIV, lasciando però intatta la struttura dell'opera.
Scritta nell'ultimo anno di vita di Molière, la commedia è intrisa di realismo. Lo stesso protagonista, che si presenta come un classico personaggio farsesco, pronuncia a tratti affermazioni lucide e ragionevoli, mostrando un cinismo e una disillusione che tradiscono le amare riflessioni dello stesso autore, il quale approfitta delle occasioni comiche offerte dalla trama per introdurre in modo inaspettato un'aspra denuncia della società a lui contemporanea.
Il 17 febbraio del 1673 Molière, che interpretava Argante, portò a termine la rappresentazione di questa commedia nonostante il suo grave stato di salute, morendo infine poche ore dopo.
[modifica] Trama
Il Malato Immaginario narra di alcune vicende legate ad Argante, uomo afflitto da numerose malattie, spesso immaginarie. L’uomo ha due figlie, la piccola Luigina e la bella Angelica, ed una seconda moglie che si preoccupa soltanto di ereditare tutto alla morte dell’ipocondriaco.
Per assicurarsi cure migliori, Argante, promette la figlia maggiore al dottor Tommaso Diarroicus, figlio del suo medico; ma la ragazza è innamorata di Cleante che, mentre lo spasimante si presenta alla figlia di Argante, irrompe in casa spacciandosi per il sostituto dell’insegnate di canto, per poi essere bruscamente cacciato fuori dal padrone di casa.
Quando Angelica rifiuta di sposare Diarroicus Argante minaccia di chiuderla in convento se non obbedirà. Beraldo, fratello di Argante, verrà in soccorso della nipote e riuscirà a convincere il malato immaginario a saltare una delle sue numerose (e dispendiose) cure; allora i dottori, infuriati per l’affronto subito, se ne vanno, rifiutandosi di curare oltre Argante. L’uomo è disperato per la perdita dei suoi medici, ma con un astuto piano della cameriera, Antonia, la fisima dell’essere malato perde terreno nella mente del protagonista: infatti Antonia, travestita da anziano medico luminare, spiega ad Argante che l’unico metodo per risolvere tutti i suoi problemi di salute sia amputare qualche arto; Argante, terrorizzato dalla prospettiva, cessa di compiangersi e si sente subito meglio.
Grazie alla mente astuta della serva ed al buon cuore di Beraldo, i problemi famigliari si risolvono, ed il malato si accorge che solo sua figlia gli vuole veramente bene, mentre la moglie non è che una donna venale.
Dopo aver acconsentito alle nozze della figlia con Cleante il protagonista, spinto dal fratello, decide di farsi medico, avendo già una cultura enciclopedica su malattie e rimedi.
[modifica] Bibliografia
- Molière, Luigi Lunari (a cura di), Commedie, BUR - Biblioteca Universale Rizzoli, 2006. ISBN 9788817010986.
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