Il malato immaginario

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Il malato immaginario
Comédie-ballet in tre atti con intermezzi di musica e danze e due prologhi
Incisione di Jean-Michel Moreau (1741 - 1814)
Incisione di Jean-Michel Moreau (1741 - 1814)
Autore Molière
Titolo originale Le Malade imaginaire
Lingua originale Francese
Genere comédie-ballet
Ambientazione Si svolge a Parigi
Composto nel 1673
Prima assoluta 10 febbraio 1673
Théâtre de la Salle du Palais-Royal di Parigi
Personaggi
  • Personaggi dei prologhi
    • Primo prologo
      • Flora
      • Pan
      • Climene
      • Dafne
      • Tirsi
      • Dorilla
      • Due zeffiri, sei fauni, pastori e pastorelle
    • Secondo prologo
      • Una pastorella
      • Fauni
      • Egipani
  • Personaggi della commedia
    • Argante, malato immaginario
    • Belinda, seconda moglie di Argante
    • Angelica, figlia maggiore di Argante
    • Luigina, figlia minore di Argante
    • Beraldo, fratello di Argante
    • Cleante, amante di Angelica
    • Signor Diafoirus, medico
    • Tommaso Diafoirus, suo figlio e amante di Angelica
    • Dottor Purgone, medico di Argante
    • Signor Fiorante, speziale
    • Signor Buonafede, notaio
    • Tonietta, serva
  • Personaggi degli intermezzi
    • Primo intermezzo
      • Pulcinella
      • Una vecchia
      • Gli arcieri
      • La ronda notturna, con musica e violini
    • Secondo intermezzo
      • Quattro donne
      • Zingare e zingari vestiti alla moresca
      • Scimmie
    • Terzo intermezzo
      • Praeses
      • Primus doctor
      • Bachelerius
      • Secundus doctor
      • Tertius doctor
      • Quartus doctor
      • Quintus doctor
      • Chirurgus
      • Chorus
      • Tappezzieri, otto porta-siringhe, sei speziali, otto chirurghi che ballano, ventidue dottori
 

Il malato immaginario è una comédie-ballet (comédie mêlée de musique et de danse) in tre atti con due prologhi e tre intermezzi composta nel 1673 dal commediografo francese Molière, con musiche di Marc-Antoine Charpentier e coreografie di Pierre Beauchamp.

Intesa dal suo autore come una farsa, è inframmezzata da intermezzi musicali e balletti giustapposti alla commedia, inseriti all'unico scopo di compiacere i gusti di Luigi XIV, lasciando però intatta la struttura dell'opera.

Scritta nell'ultimo anno di vita di Molière, la commedia è intrisa di realismo. Lo stesso protagonista, che si presenta come un classico personaggio farsesco, pronuncia a tratti affermazioni lucide e ragionevoli, mostrando un cinismo e una disillusione che tradiscono le amare riflessioni dello stesso autore, il quale approfitta delle occasioni comiche offerte dalla trama per introdurre in modo inaspettato un'aspra denuncia della società a lui contemporanea.

Il 17 febbraio del 1673 Molière, che interpretava Argante, portò a termine la rappresentazione di questa commedia nonostante il suo grave stato di salute, morendo infine poche ore dopo.

[modifica] Trama

Il Malato Immaginario narra di alcune vicende legate ad Argante, uomo afflitto da numerose malattie, spesso immaginarie. L’uomo ha due figlie, la piccola Luigina e la bella Angelica, ed una seconda moglie che si preoccupa soltanto di ereditare tutto alla morte dell’ipocondriaco.

Per assicurarsi cure migliori, Argante, promette la figlia maggiore al dottor Tommaso Diarroicus, figlio del suo medico; ma la ragazza è innamorata di Cleante che, mentre lo spasimante si presenta alla figlia di Argante, irrompe in casa spacciandosi per il sostituto dell’insegnate di canto, per poi essere bruscamente cacciato fuori dal padrone di casa.

Quando Angelica rifiuta di sposare Diarroicus Argante minaccia di chiuderla in convento se non obbedirà. Beraldo, fratello di Argante, verrà in soccorso della nipote e riuscirà a convincere il malato immaginario a saltare una delle sue numerose (e dispendiose) cure; allora i dottori, infuriati per l’affronto subito, se ne vanno, rifiutandosi di curare oltre Argante. L’uomo è disperato per la perdita dei suoi medici, ma con un astuto piano della cameriera, Antonia, la fisima dell’essere malato perde terreno nella mente del protagonista: infatti Antonia, travestita da anziano medico luminare, spiega ad Argante che l’unico metodo per risolvere tutti i suoi problemi di salute sia amputare qualche arto; Argante, terrorizzato dalla prospettiva, cessa di compiangersi e si sente subito meglio.

Grazie alla mente astuta della serva ed al buon cuore di Beraldo, i problemi famigliari si risolvono, ed il malato si accorge che solo sua figlia gli vuole veramente bene, mentre la moglie non è che una donna venale.

Dopo aver acconsentito alle nozze della figlia con Cleante il protagonista, spinto dal fratello, decide di farsi medico, avendo già una cultura enciclopedica su malattie e rimedi.

[modifica] Bibliografia

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