Cupido

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Cupido (disambigua).

Cupido è una figura della mitologia romana, dio dell'erotismo e della bellezza; da alcuni autori è considerato distinto da Amore mentre altri non fanno distinzione. Cupido corrisponde al dio Eros della mitologia greca.[1]

Genesi e rappresentazione[modifica | modifica wikitesto]

Viene descritto come un fanciullo alato, furbo ma maldestro, che con i suoi dardi fa innamorare gli esseri mortali e immortali. È spesso un'icona del giorno di San Valentino. A volte viene raffigurato mentre gioca con le armi di Marte, volendo con ciò raffigurare che l'amore vince anche sulla forza.[senza fonte]

Ci sono diversi miti riguardo alla sua discendenza: Cicerone, ad esempio, ipotizzò che Amore fosse figlio di Giove e Venere e Cupido fosse figlio della Notte e dell'Erebo; Seneca non fa distinzioni e scrisse che era figlio di Venere e Vulcano.[1]

La Teogonia di Esiodo, il più antico poema mitologico greco, narra che Cupido fu creato contemporaneamente al sesso[senza fonte] e lo dice figlio del Caos e di Gea (la Terra dei romani); secondo Simonide era figlio di Ares (Marte) e Afrodite (Venere); secondo Saffo era figlio di Urano (Cielo) e Afrodite (Venere).[1]

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Pittura[modifica | modifica wikitesto]

Scultura[modifica | modifica wikitesto]

Araldica[modifica | modifica wikitesto]

In araldica Cupido, detto anche amorino, è rappresentato come un bambino, con due ali sulla schiena, munito di un arco e di una faretra piena di frecce.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Chaudon, op. cit.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]