Alcmena

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Il parto di Alcmena. Incisione di Virgis Solis per Le metamorfosi di Ovidio (Libro IX, 285-323)

Alcmena è una figura mitologica greca, figlia di Elettrione e di Euridice.

Alcmena fu la sposa di Anfitrione, che partì per vendicare l'assassinio del fratello di Alcmena, per mano dei Tafi.

Zeus approfittò dell'assenza del marito per presentarsi ad Alcmena sotto le spoglie di Anfitrione, e insieme a lei trascorse una notte lunga tre giorni. Alcmena, allora, generò due gemelli: Eracle (figlio di Zeus) e Ificlo (figlio di Anfitrione).

Tiresia, frattanto, raccontò il tradimento di Alcmena ad Anfitrione, il quale decise di uccidere la moglie dandole fuoco. Tuttavia l'intervento provvidenziale di Zeus provocò un acquazzone che spense il rogo, e convinse Anfitrione a perdonare Alcmena.

Quando la donna morì, Zeus ordinò che venisse sepolta nelle Isole dei beati.

Secondo Esiodo, Zeus si invaghì di Alcmena, non solo per la sua virtù, ma anche per la sua fedeltà al marito: infatti per sedurla, Zeus non ebbe altra scelta che trasformarsi nell'uomo che ella amava, il marito Anfitrione.

[modifica] Fonti

[modifica] Bibliografia

  • Eric M. Moormann, Wilfried Uitterhoeve, Miti e personaggi del mondo classico, Pearson Italia, 2004 ISBN 8842499722

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