Agnolo Bronzino

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Ritratto di Laura Battiferri, 1455-1560 ca, Palazzo Vecchio, Firenze
Sacra Famiglia, 1540 ca, Galleria degli Uffizi, Firenze
San Matteo, 1525 ca, Chiesa di Santa Felicita, Cappella Capponi, Firenze

Agnolo di Cosimo di Mariano, conosciuto come il Bronzino (Monticelli di Firenze, 17 novembre 1503Firenze, 23 novembre 1572), è stato un pittore italiano.

Tra i più raffinati e mirabili pittori del Manierismo fiorentino, è noto per essere stato uno dei più abili ed incisivi ritrattisti della corte medicea nella Firenze tardo rinascimentale. [1]

Indice

[modifica] Biografia

Proveniva da una famiglia povera, figlio di un macellaio. Il soprannome "Bronzino" ("del colore del bronzo"), dovuto forse al colore dei capelli, è attestato per la prima volta nel 1529.

Dopo un apprendistato presso Raffaellino del Garbo, verso il 1515 iniziò a lavorare nella bottega di Pontormo (1494-1556), che influenzò la carriera pittorica del Bronzino.
Il Bronzino si collocò nella corrente pittorica manieristica.[2]

Tra il 1523 ed il 1525 collaborò con il maestro alle decorazioni del chiostro della certosa del Galluzzo e poi a quelle della cappella Capponi nella chiesa di Santa Felicita.

Al 1529 risale la Pietà con la Maddalena, mentre nel 1531 si trasferì a Pesaro dove lavorò per la famiglia Della Rovere. Una nuova fase artistica il Bronzino la evidenziò con la serie di ritratti eseguiti dal 1530 al 1545, come l'Ugolino Martelli, e il Bartolomeo e Lucrezia Panciatichi, nei quali la verosimiglianza delle figure, rafforzata dai chiaroscuri, convive con un valore della forma metafisico.

Nel 1539 fu chiamato alla corte di Cosimo I de' Medici, per il quale lavorò alla decorazione della cappella di Eleonora di Toledo nel Palazzo Vecchio, oltre ad una serie di ritratti commissionati anche dagli alleati come i Doria. In questo periodo eseguì dipinti a sfondo sacro e profano e un notevole numero di cartoni per l'Arazzeria medicea.

Nel 1541 il Bronzino entrò nell'Accademia Fiorentina e realizzò il Passaggio del Mar Rosso raggiungendo l'apice della sua qualità artistica aggiungendo al manierismo una idealizzazione plastica ispirata dagli esempi scultorei michelangioleschi.

Nel 1548 si recò a Roma e alla morte di Pontorno, avvenuta nel 1557, si occupò di finire gli affreschi del coro della chiesa di San Lorenzo a Firenze.

Venne nominato riformatore dell’Accademia delle Arti del Disegno nel 1563 ed in seguito venne reintegrato dopo l'espulsione nell'Accademia Fiorentina.

Morì il 23 novembre del 1572 nella casa dell'allievo Alessandro Allori e venne sepolto nella Chiesa di San Cristoforo degli Adimari.

[modifica] Opere

[modifica] Musei

Cappella di Eleonora da Toledo, Palazzo Vecchio, Firenze

Elenco dei musei che espongono opere dell'artista:

[modifica] Note

  1. ^ "Chi è Angelo Bronzino? Il suo vero nome è Angelo di Cosimo di Mariano, nasce in un sobborgo di Firenze nel 1503 e muore nel 1572. Già a quindici anni è nell'atelier di Jacopo Carucci detto il Pontormo ma aveva avuto in precedenza un praticantato con Raffaellino del Garbo. [...] In seguito il Bronzino è diventato uno dei pittori più aulici e più ricercati dell'ambiente fiorentino. [...] I ritratti fatti dal Bronzino sono degli autentici capolavori e il piglio aristocratico degli effigiati è sottolineato da una tecnica impeccabile (le carnagioni dei personaggi sono come d'avorio) e da un idealismo plastico freddo, gelido, senza ombra di commozione o di intenerimento. Nessuno meglio del Bronzino ha rappresentato quella classe aristocratica [...] Bronzino è stato anche un pittore sacro, [...] ed è stato anche un eccellente pittore ad affresco, il cui capolavoro, in Palazzo Vecchio, è la Cappella detta "di Eleonora da Toledo". Anche questi affreschi sono di un'impeccabile elaborazione compositiva e formale ed eseguiti in modo incredibilmente perfetto. Il Bronzino ha anche eseguito molti quadri di privata devozione, soprattutto Sacre famiglie, Madonne col Bambino [...]", da, Federico Zeri, Un velo di silenzio, Milano, Rizzoli, 1999. ISBN 8817863521
  2. ^ "Le Muse", De Agostini, Novara, Vol. II, pag.435

[modifica] Bibliografia

  • Albertina Furno, La vita e le rime di Angiolo Bronzino, Pistoia, Flori, 1902.
  • Mario Tinti, Bronzino, Firenze, Istituto di edizioni artistiche, 1920.
  • Bronzino, Firenze, Fratelli Alinari, 1927.
  • Bronzino, Firenze, Electa, 1949.
  • Andrea Emiliani, Il Bronzino, Busto Arsizio, Bramante, 1960.
  • Edi Baccheschi (coordinata da), L'opera completa del Bronzino, Milano, Rizzoli, 1973.
  • Maura Boffito et al., Bronzino, Milano, Fabbri, 1989.
  • Federico Zeri e Marco Dolcetta (testi basati sui colloqui fra), Bronzino. Allegoria del trionfo di Venere, Milano, Rizzoli-Rcs Libri, 1998.
  • John T. Spike, La favola di Apollo e Marsia di Agnolo Bronzino, Firenze, Polistampa, 2000.
  • Bronzino, Novara, De Agostini, 2001.
  • Antonio Paolucci, Bronzino, Firenze, Giunti, 2002. ISBN 88-09-02642-X
  • Maurizia Tazartes, Bronzino, Milano-Ginevra, Rizzoli-Skira, 2003. ISBN 88-7423-131-8
  • Giuliano Tanturli, Formazione d'un codice e d'un canzoniere. Delle rime del Bronzino pittore libro primo, Firenze, Le lettere, 2004.
  • Louis Godart (a cura di), Giuseppe negli arazzi di Pontormo e Bronzino. Viaggio tra i tesori del Quirinale, s.l, s.n., 2010.

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