Liber Liber

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Liber Liber
Liberliber.png
Liberliber screenshot.png
URL www.liberliber.it
Commerciale no
Tipo di sito biblioteca e MP3 gratis di musica classica con diritti d'autore scaduti
Lingua (ITEN)
Registrazione no
Proprietario Liber Liber ONLUS
Creato da Liber Liber ONLUS
Lancio 1995
Fatturato sponsorizzazioni, donazioni, vendite, cinque per mille
Stato attuale attivo
Slogan Il sapere condiviso è una utopia possibile

Liber Liber è un'organizzazione non lucrativa di utilità sociale che ha per scopo la promozione dell'accesso libero alla cultura. Operativa dal 1993, è stata fondata ufficialmente il 28 novembre 1994 da Marco Calvo (presidente), Gino Roncaglia, Paolo Barberi, Fabio Ciotti e Marco Zela; l'attività di Liber Liber si articola nei diversi progetti varati in tempi diversi, tutti orientati alla condivisione e alla diffusione del sapere on-line.

Progetti[modifica | modifica wikitesto]

Progetto Manuzio[modifica | modifica wikitesto]

È una biblioteca digitale ad accesso gratuito che prende nome dal tipografo ed editore rinascimentale Aldo Manuzio. Contiene diverse migliaia di testi, prevalentemente classici della letteratura italiana ma anche - con l'autorizzazione dei detentori dei diritti - alcune opere contemporanee. Una delle prime biblioteche digitali italiane, attiva dal 1993, nel 1998 vantava 293 testi in rete, 800 accessi giornalieri e 7 siti mirror;[1] dieci anni dopo, nel 2009, i testi disponibili sono saliti a 2000 e i lettori a mezzo milione al mese, mentre un "piccolo esercito" di amanuensi volontari impagina "con cura certosina e rispetto filologico il testo originale".[2]

LiberGNU[modifica | modifica wikitesto]

L'iniziativa LiberGNU, nata dalla collaborazione con il Progetto GNUtemberg, è rivolta a stimolare la creazione di software liberi e di pubblico dominio per l'editing e la lettura degli e-book.

LiberMusica[modifica | modifica wikitesto]

È un'audioteca, con migliaia di file musicali gratuitamente prelevabili, contenente per lo più i grandi classici (Chopin, Puccini, Verdi ecc.).

Open Alexandria[modifica | modifica wikitesto]

L'iniziativa consiste nella progettazione di una piattaforma open source che consenta la creazione, catalogazione e distribuzione di contenuti multimediali liberi (musica, libri ecc.). Wikimedia Italia (il capitolo italiano di Wikimedia Foundation) collabora alla sua realizzazione insieme ad alcune università italiane.

Libro parlato[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto ha lo scopo di creare audiolibri letti da attori e volontari e disponibili per il download gratuito in formato MP3.

LibriLiberi[modifica | modifica wikitesto]

Iniziativa di condivisione e liberazione sul territorio di libri, detta anche giralibri, liberalibri e bookcrossing.

La copertina azzurra e i formati[modifica | modifica wikitesto]

Storicamente, i libri disponibili su Liber Liber compaiono in tre formati: .txt, .rtf, pdf. I libri nel formato rtf hanno una tipica copertina azzurra con la colomba. Una volta decompresso il file, la copertina ha la dimensione di una dozzina di Mb: ad esempio, nel caso della Divina Commedia, essa è una decina di volte più pesante del testo che racchiude. La sproporzione si riduce di molto (2/3) se si considera l'archivio compresso.

Nell'aprile 2009 è stato annunciato che il formato .rtf verrà abbandonato e sostituito con il formato .odt (l'OpenDocument utilizzato da OpenOffice.org). La rinuncia al formato .rtf, ritenuto un formato "datato e inefficiente"[3], a favore del formato aperto .odt non crea inconvenienti a chi può scaricare Open Office, che è liberamente scaricabile. Nei punti internet pubblici (biblioteche, scuole, università, internet cafè) in cui OpenOffice non fosse disponibile e in cui l'utente non fosse autorizzato a installare nuovi software, l'utente potrà utilizzare solo il formato testo o il .pdf.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Marta Mandò, "Liber liber libera la letteratura italiana", in la Repubblica del 17 gennaio 1998.
  2. ^ Alessandro Longo, "Le notti degli amanuensi web. «Copiamo i libri per l'eternità»", in la Repubblica del 20 novembre 2009.
  3. ^ Sito ufficiale.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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