Eleonora di Toledo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Eleonora di Toledo
Eleonora di Toledo ritratta dal Bronzino
Eleonora di Toledo ritratta dal Bronzino
Duchessa di Firenze
In carica 29 marzo 1539 - 17 dicembre 1562
Predecessore Margherita d'Austria
Successore Giovanna d'Austria
Nome completo Leonor Álvarez de Toledo y Osorio
Altri titoli Duchessa di Siena
Nascita Alba de Tormes, 1522
Morte Pisa, 17 dicembre 1562
Luogo di sepoltura Basilica di San Lorenzo, Firenze
Dinastia Álvarez de Toledo
Padre Pedro Alvarez di Toledo
Madre María Osorio y Pimentel
Consorte Cosimo I de' Medici
Motto Cum pudore laeta foecunditas

Eleonora Álvarez de Toledo y Osorio (in spagnolo: Leonor Álvarez de Toledo y Osorio; Alba de Tormes, 1522Pisa, 17 dicembre 1562) era figlia di Don Pedro Álvarez de Toledo y Zuñiga, viceré di Napoli, e di Donna María Osorio y Pimentel, marchesa di Villafranca del Bierzo. Fu la prima moglie di Cosimo I de' Medici e seconda duchessa di Firenze, dopo Margherita d'Austria. Anche se spesso è chiamata "granduchessa Eleonora", non fu mai granduchessa di Toscana, poiché premorì alla creazione del granducato di Toscana. Famosa per la sua bellezza, è il soggetto principale del più noto ritratto del Bronzino, in cui è raffigurata insieme a suo figlio Giovanni.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Eleonora andò in sposa a Cosimo I de' Medici nella primavera del 1539, all'età di diciassette anni. Cosimo era alla ricerca di una sposa che potesse aiutarlo a rafforzare la sua posizione politica. Inizialmente aveva chiesto la mano della vedova del duca Alessandro de' Medici, assassinato dal cugino Lorenzaccio. Ma Margherita d'Austria, figlia naturale di Carlo V, aveva mostrato delle enormi reticenze, che convenivano perfettamente a suo padre (il quale aveva altri progetti matrimoniali per lei). L'Imperatore, tuttavia, non volle comunque inimicarsi Cosimo (che rischiava di lasciarsi circonvenire dalla Francia) e al posto dell'arciduchessa vedova gli propose una delle figlie del ricchissimo viceré di Napoli, uno degli uomini più influenti della penisola e che godeva della sua piena fiducia.

Eleonora veniva ricordata per la sua folgorante bellezza: castana e con gli occhi nocciola, aveva il viso di un ovale perfetto, i lineamenti dolci e pieni di un'innata maestà, come d'altronde traspare anche dai suoi ritratti. Senza rischiare un azzardo si può dire che Eleonora fosse la sposa più affascinante che entrava in casa Medici almeno dai tempi di Lucrezia Tornabuoni.

Eleonora - già sposatasi per procura il 29 marzo 1539 - salpò da Napoli l'11 giugno, accompagnata dal fratello García con sette galere al seguito, e arrivò a Livorno la mattina del 22 giugno. Lo stesso giorno partì per Pisa e a metà strada incontrò per la prima volta il marito Cosimo. Dopo un breve soggiorno a Pisa, la coppia ducale partì per Firenze, fermandosi alcuni giorni alla Villa di Poggio a Caiano. Domenica 29 giugno ci fu l'ingresso solenne della duchessa Eleonora a Firenze dalla Porta al Prato e lo sposalizio ufficiale nella chiesa di San Lorenzo, con una celebrazione in gran pompa seguita da sfarzosi festeggiamenti.

Cosimo, che si era da poco impadronito del potere e non aveva né agganci politici né fondi economici beneficiò molto della posizione raggiunta col suo matrimonio: di colpo si trovava in possesso di un immenso patrimonio e della parentela del governatore dell'Italia meridionale (don Pedro fu talmente fidato come viceré che ottenne il rinnovo della carica fino alla propria morte, avvenuta nel 1553).

La coppia prese residenza nel palazzo Medici di via Larga (oggi Palazzo Medici Riccardi), ma ben presto si trasferì in Palazzo Vecchio, che per l'occasione fu ristrutturato ed ingrandito.

La coppia fu veramente molto innamorata e ce lo testimoniano oltre ai cronisti le numerose lettere tra i due. Finché Eleonora visse non si ebbe alcuna notizia di “scappatelle” di Cosimo, che difficilmente sarebbero passate inosservate in una città dove egli era sempre al centro dell'attenzione. Eleonora a sua volta era così attaccata al marito da sfiorare in alcuni casi la morbosità: alla notizia di un viaggio del duca, dove ella non poteva accompagnarlo, alcuni cortigiani la videro piangere e strapparsi i capelli. E quando lui era assente viveva in attesa delle sue lettere: ne avrebbe volute almeno due al giorno.

Eleonora possedeva inoltre il carattere giusto per stare al fianco di un uomo burrascoso ed introverso come Cosimo de' Medici. Era l'unica persona che aveva un qualche ascendente sul marito, dalla quale accettasse consigli e sapeva come mitigare i suoi continui sbalzi di umore.

Dieci anni dopo il loro matrimonio, quando ormai Eleonora aveva già partorito sette dei suoi undici figli, fu terminata la costruzione di Palazzo Pitti, nuova residenza dei signori di Firenze e, con i soldi di Eleonora, furono comprati i terreni adiacenti che avrebbero formato il giardino di Boboli. Eleonora aveva infatti visto morire troppi figli piccoli per voler restare nell'„insalubre“ Firenze, per cui sperava che nella zona meno affollata di Oltrarno, con un grande giardino arioso, pur sempre dentro la città, si sarebbero risolti i problemi di salute che affliggevano la sua famiglia.

Il motto che Cosimo aveva scelto per Eleonora era cum pudore laeta foecunditas, accompagnato ad una pavoncella che ripara i suoi piccoli sotto le ali, che ben si addiceva alla sua figura, materna sì, ma anche fiera.

I fiorentini non l'amarono particolarmente, per il suo carattere visto come altezzoso, non abituati all'alterigia della corte spagnola. Non girava quasi mai a piedi in città, ma sempre a cavallo o su una lettiga che lei stessa aveva fatto decorare: di raso verde all'interno, di velluto dello stesso colore fuori. Lì se ne stava come “in un tabernacolo”, senza mai scostare le tendine per farsi guardare, sempre remota, inaccessibile quindi.

Giorgio Vasari, Eleonora di Toledo, 1560 ca.

Comunque era con le sue azioni che manifestava la benevolenza verso il popolo: faceva abbondanti elemosine, aiutava le fanciulle bisognose a costruirsi una dote, sosteneva il piccolo clero, attingendo dalle sue rendite private. Amava molto gli animali domestici e ci è arrivata la notizia di un suo cagnolino, di un gatto, di un pappagallo.

La sua religiosità sfociava a volte nella bacchettoneria, ma indulgeva volentieri in alcune attività amene come il gioco, le scommesse, la passione per le corse dei cavalli.

Aveva una passione sconfinata per i gioielli, che amava indossare in copiosa quantità, ed i suoi abiti sfarzosi seguivano le mode dell'epoca, ma si distinguevano per la squisita raffinatezza.

Nell'ottobre 1562 Eleonora seguì Cosimo in un viaggio verso la Maremma, per vedere come procedevano i lavori di bonifica da lui iniziati; da lì si sarebbero in parte imbarcati per la Spagna per andare a trovare il primogenito Francesco Maria che vi si trovava già da circa un anno. Eleonora soffriva da tempo di emorragie polmonari e i dottori le avevano raccomandato di passare l'inverno nel mite clima della costa. Con lei erano partiti tre dei suoi figli: Giovanni, Garzia e Ferdinando nonostante la regione fosse infestata dalla malaria. Durante una sosta nel castello di Rosignano, però, Giovanni e Garzia morirono a distanza di poco tempo colpiti da forti febbri, ed anche Eleonora si ammalò e morì nello spazio di un mese, a Pisa: aveva quarantatré anni. Per non farla soffrire, dopo la struggente disperazione provata per la morte di Giovanni, sul letto di morte le fu taciuta la morte di Garzia, avvenuta sei giorni prima che anch'essa morisse. Ferdinando, che sarebbe diventato prima cardinale e poi granduca, fu il solo che si salvò.

Nel corso degli anni prese campo una storia infondata su questo avvenimento, probabilmente inventata dagli esuli fiorentini nemici di Cosimo. Secondo questo racconto Garzia avrebbe pugnalato Giovanni durante una battuta di caccia e Cosimo, venuto a conoscenza dell'accaduto avrebbe ucciso Garzia. Eleonora, al sapere del duplice omicidio, sarebbe morta di crepacuore, addolorata anche dalla recente morte della figlia Lucrezia. Molti documenti, tra cui alcune lettere private di Cosimo al figlio Francesco, provano invece l'avvenuta morte di Eleonora e dei suoi figli a causa della malaria.

Per molto tempo si è creduto che Eleonora fosse stata sepolta con lo stesso vestito presente nel celebre ritratto del Bronzino che la raffigura insieme al figlio Giovanni, ma all'effettiva apertura della tomba si scoprì che indossava un abito molto più semplice. Dopo un restauro lungo e complesso, l'abito originale è stato ricomposto ed esposto nella Galleria del Costume di Firenze, senza tuttavia permetterne un'esposizione tridimensionale a causa delle fragilissime condizioni in cui versa[1][2].

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

La discendenza di Cosimo e Eleonora, sebbene numerosa, non fu certo toccata dalla fortuna, a causa della tubercolosi endemica a Firenze, che richiedeva spesso soggiorni nelle zone costiere, dove invece era presente la malaria. Morirono così i figli Maria, Giovanni e Garzia, oltre alla stessa Eleonora; altri tre morirono ancora in fasce; Lucrezia, duchessa di Ferrara, morì giovanissima di tisi (anche se i nemici di suo marito, Alfonso II d'Este, insinuarono che fosse stata avvelenata dal marito, che voleva essere libero per poter sposare l'arciduchessa Barbara d'Austria, matrimonio politicamente più prestigioso); Francesco morì di malaria insieme alla seconda moglie Bianca Cappello (per molti secoli si è ipotizzato che fossero stati avvelenati da Ferdinando I, ma le ultime analisi scientifiche smentifiscono questa storia); Isabella venne strangolata dal marito con l'accusa di adulterio; Pietro invece, con la tacita complicità del fratello Francesco, uccise la moglie Leonora Álvarez di Toledo - sua cugina materna - accusata, a suo dire, d'adulterio; Ferdinando raggiunse la vecchiaia e fu per molti anni granduca di Toscana.

Ritratto Nome Nascita Morte Età alla morte Note
Agnolo Bronzino - Maria (di Cosimo I) de' Medici.jpg
Maria
3 aprile 1540 19 novembre 1557 17 Morì di malaria.
FrancescodeMedici.jpg
Francesco I
25 marzo 1541 19 ottobre 1587 46 Sposò Giovanna d'Austria e, in seconde nozze, Bianca Cappello; morì probabilmente di malaria, anche se suo fratello Ferdinando I fu accusato di averlo avvelenato. Dei cinque figli avuti dalle prime nozze, raggiunsero l'età adulta solo due femmine, Eleonora, duchessa di Mantova, e Maria, regina di Francia.
Isabella de' Medici.jpg
Isabella
31 agosto 1542 15 luglio 1576 34 Morì strangolata dal marito, Paolo Giordano I Orsini.
Angelo Bronzino 041.jpg
Giovanni
29 settembre 1543 20 novembre 1562 19 Cardinale, morì di malaria.
Agnolo Bronzino, ritratto di Lucrezia de' Medici.JPG
Lucrezia
14 febbraio 1545 21 aprile 1561 16 Sposò Alfonso II d'Este, duca di Ferrara. Morì di tisi.
Solid white.png
Piero (Pedricco)
10 agosto 1546 9 giugno 1547 10 mesi
Garzia de' Medici (Bronzino).jpg
Garzia
5 luglio 1547 12 dicembre 1562 15 Morì di malaria.
Solid white.png
Antonio
1º luglio 1548 1548 0
Ferdinando I de' medici as a child, Agnolo Bronzino.jpg
Ferdinando I
30 luglio 1549 17 febbraio 1609 60 Già cardinale, smise la porpora per diventare granduca di Toscana alla morte del fratello. Sposò Cristina di Lorena da cui ebbe molti figli.
Solid white.png
Anna
10 marzo 1553 6 agosto 1553 quasi 5 mesi
Pietro de' Medici.jpg
Pietro
3 giugno 1554 25 aprile 1604 50 Sposò la cugina materna Leonora Álvarez de Toledo, che uccise per adulterio col tacito consenso del fratello Francesco I; si risposò nel 1593 con Beatriz de Menezes.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Le fasi di restauro dell'abito di Eleonora di Toledo
  2. ^ L'abito restaurato

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Duchessa di Firenze Successore Coat of arms of the Grand Duchy of Tuscany (1562-1737).svg
Margherita d'Austria 29 marzo 1539 – 17 dicembre 1562 Giovanna d'Austria
come granduchessa di Toscana
Predecessore Duchessa di Siena Successore Coat of arms of the Grand Duchy of Tuscany (1562-1737).svg
titolo inesistente 1557 – 17 dicembre 1562 Giovanna d'Austria
come granduchessa di Toscana