Nobiltà spagnola

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Ritratto di un nobile spagnolo all'apice del loro impero. D.Gabriel de la Cueva

I nobili spagnoli sono le persone che posseggono lo status legale di nobiltà ereditaria secondo le leggi e le tradizioni della monarchia spagnola. Un sistema di titoli e onori della Spagna e degli ex regni che la compongono costituiscono la nobiltà spagnola. Alcuni nobili possiedono vari titoli che possono essere ereditati, ma la creazione e il riconoscimento dei titoli è legalmente una prerogativa del Re di Spagna.

Alcuni titoli nobiliari e le famiglie che hanno trasmesso tale status da tempo immemorabile esistono tuttora. Alcune famiglie aristocratiche utilizzano la particella nobiliare de prima del loro nome di famiglia. Nel corso dell'epoca della dittatura del Generale Francisco Franco, vennero concessi nuovi titoli nobiliari individuali, e i titoli garantiti dai pretendenti Carlisti vennero riconosciuti.

Nonostante l'ascesa al trono di Spagna di Juan Carlos I in 1975, la corte dei nobili che deteneva posizioni e uffici addetta alla casa reale non è stata ripristinata. I detentori del titolo nobiliare sono sottoposti a tassazione, mentre sotto Ancien Régime spagnolo, loro erano esenti. Re Juan Carlos ha concesso nuovi titoli a riconoscenza dei meriti di politici e artisti.

Classificazione dei nobili spagnoli[modifica | modifica wikitesto]

Titoli di Spagna
Titoli Regali
La corona del sovrano spagnolo.
Il diadema del Principe delle Asturie (Principe Ereditario).
Il diadema degli Infanti di Spagna (Principi).
Titoli della nobiltà
Un diadema di un Grande.
Un diadema spagnolo di un duca.
Un diadema spagnolo di un marchese.
Un diadema spagnolo di un conte.
Un diadema spagnolo di un visconte.
Un diadema spagnolo di un barone.
Un diadema spagnolo di un señor (signore).

I nobili spagnoli sono classificati come Grandi di Spagna (Grandes de España), come nobili titolati, o come nobili non titolati.

in passato, i grandi erano divisi in prima, seconda, e terza classe, ma attualmente, questa divisione ha cessato di essere rilevante nella pratica, ma rimane come una dignità titolare; legalmente, in tempi moderni, tutti i grandi godono degli stessi privilegi. Una volta però, ogni classe deteneva speciali privilegi come: (1) coloro che parlavano al re e ricevevano la sua risposta con il capo coperto. (2) coloro che si rivolgevano al re a capo scoperto, ma mettevano su il cappello per ascoltare la sua risposta. (3) coloro che attendevano il permesso del re prima di coprirsi.

Inoltre, tutti i grandi erano apostrofati dal re mi Primo (mio cugino), mentre nobili ordinari erano soltanto qualificati come mi Pariente (mio parente).

Un individuo poteva possedere un grandato, se in possesso di un titolo di nobiltà o meno. Di norma, tuttavia, ogni grandato è collegato a un titolo. A grandato è sempre attribuito alla concessione di un titolo ducale. La concessione di un grandato con qualsiasi altro rango di nobiltà è sempre stata alla volontà del sovrano. Eccetto i duchi e alcuni titoli molto antichi di marchesi e conti, molti titoli spagnoli nobiliari non sono annessi ai grandati.

Un grande di ogni rango supera in grado un non-grande, anche se il titolo di tale non grandee è di un più alto grado, con l'eccezione dei membri ufficiali della famiglia reale spagnola che può non detenere alcun titolo. Quindi, un barone-grande gode di più alta precedenza rispetto ad un marchese che non è un grande.

Dal 1987 i figli di un Infante di Spagna, tradizionalmente considerati parte della famiglia reale, ricevono il diritto al rango e alla designazione di grande, ma non sono in possesso della dignità legale di Grande di Spagna senza che una grandeza sia ufficialmente conferita dal sovrano; una volta che la dignità viene ufficialmente concessa, diventa ereditaria.

Alcuni titoli degni di nota, che sono connessi al gradato, sono: il Duca d'Alba, il Duca di Medinaceli, il Duca di Osuna, il Duca d'Infantado, il Duca di Alburquerque, il Duca di Nájera, il Duca di Frías e Duca di Medina Sidonia, il Marchese di Aguilar de Campoo, il Marchese di Astorga, il Marchese di Santillana, il Marchese di Los Vélez, il Conte di Benavente, il Conte di Lerín, il Conte di Olivares, il Conte di Oñate, e il Conte di Lemos.

Forme di indirizzo[modifica | modifica wikitesto]

I Duchi e altri individui che sono grandi hanno diritto al titolo di Eccellentissimo Signore/Signora o Sua Eccellenza. Anche, agli individui titolari di un principato (raro al di fuori della famiglia reale) ci si rivolge come Eccellentissimo Signore/Signora.

I nobili titolati (senza un grandato) che hanno il rango di marchese o conte utilizzano il titolo Illustrissimo Signore/Signora. Coloro che detengono un titolo con il rango di visconte, barone o Señor usano semplicemente Señor/Señora.

Ranghi[modifica | modifica wikitesto]

La nobiltà ordinaria spagnola è divisa in sei ranghi. Dal più alto al più basso, questi sono: Duque (Duca), Marqués (Marchese), Conde (Conte), Vizconde (Visconte), Barón (Barone), e Señor (Signore) (nonché le forme femminili di questi titoli).

La nobiltà discende dal primitivo maschio che fu elevato alla nobiltà o riconosciuto come appartenente alla nobiltà ereditaria di tutti i discendenti legittimi, maschi e femmine, in linea maschile. Così, la maggior parte delle persone che sono legalmente nobili, non detengono nessun titolo .

Un grandato nobilita il destinatario e, anche se di solito conferito con un titolo, non deve necessariamente esserlo.

Principe (principe/princesa)[modifica | modifica wikitesto]

Vi è anche il titolo, spesso trascurato, di Principe (Principe/Princesa) utilizzato da coloro a cui è stato concesso o ha ereditato quel titolo. E spesso non è incluso negli elenchi della nobiltà spagnola perché è raro: i titoli principeschi sono attualamente riservati alla famiglia reale (l'erede al trono o il consorte delle Regina regnante). TI titoli principeschi dell'erede derivano dagli antichi regni uniti a formare la Spagna.

Altri titoli di principe erano spesso concessi dai re di Spagna, ma di solito in qualità di re di Napoli o di Sicilia. Questi nobili soggiornarono spesso presso la corte spagnola dove utilizzavano i loro titoli, ma raramente i nobili spagnoli erano destinatari di un titolo di principe in combinazione con una denominazione territoriale in Spagna. L'eccezione più significativa è stata il titolo di "Principe della Pace" conferito a Manuel Godoy, un favorito del Re e, specialmente, della Regina.

C'è, tuttavia, un nobile principato che è stato creato dalla corona spagnola per i baroni di Belmonte che rimane oggi in uso; il Principe di Belmonte. Sebbene la legislazione del ventesimo secolo finì con il riconoscimento ufficiale del titolo di principe al di fuori della famiglia reale, permise al detentore di un principato di far convertire la dignità in un titolo ducale con lo stesso nome.

Sono tre i titoli detenuti dall'erede al trono spagnolo.

Duca/Duchessa (Duque/Duquesa)[modifica | modifica wikitesto]

Marchese/Marchesa (Marqués/Marquesa)[modifica | modifica wikitesto]

Conte/Contessa (Conde/Condesa)[modifica | modifica wikitesto]

Visconte/Viscontessa (Vizconde/Vizcondesa)[modifica | modifica wikitesto]

Barone/Baronessa (Barón/Baronesa)[modifica | modifica wikitesto]

Le baronie non esistevano nel Regno di Castiglia né nel Regno di Navarra, e il Re di Spagna non creò, successivamente, alcuna barona annessa alle propriete castigliane o navarresi. Tuttavia esse esistevano nel Regno d'Aragona, come ad esempio:

Signore/Signora (Señor/Señora)[modifica | modifica wikitesto]

Il titolo di Senor è fuori dai soliti ranghi della nobiltà spagnola, il che significa che non ha posto nell'ordine di precedenza e sta da solo in quanto è, insieme a quello dei conti, il più antico per anzianità dei regni. Molte delle signorie spagnole sono tra i titoli di nobiltà più antichi in Spagna, e di solito concesso il supporto militare e poteri amministrativi e legali sulla loro signoria. Anche se alcune signorie sono state create dai re di Spagna, altre esistevano prima di loro e non sono stati create da nessun re noto. Per esempio, il Signore di Biscaglia sarebbe il capo di Biscaglia, detenendo un alto grado di indipendenza dal re di Castiglia, a cui poteva dare in pegno o non giurare fedeltà feudale, ma di cui egli non era, almeno inizialmente, un vassallo: ogni nuovo signore di Biscaglia doveva rinnovare il giuramento al re. In definitiva però, i re di Castiglia ereditarono la signoria.

Note[modifica | modifica wikitesto]


Fonti[modifica | modifica wikitesto]

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