Francisco Franco

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Francisco Franco
Franco0001.PNG

Capo di Stato militare della Repubblica spagnola
Durata mandato 1º aprile 1939 (dal 29 settembre 1936 della Spagna nazionalista) –
31 marzo 1947
Predecessore Manuel Azaña (Presidente)
Successore se stesso come reggente del regno

Reggente del Regno di Spagna
Durata mandato 31 marzo 1947 –
20 novembre 1975
Predecessore se stesso come capo militare
Successore Juan Carlos I di Spagna (Re)

Presidente del Governo spagnolo
Durata mandato 5 febbraio 1939 (dal 30 gennaio 1938 della Spagna nazionalista) –
8 giugno 1973
Predecessore Juan Negrín
Successore Luis Carrero Blanco

Segretario Nazionale del Movimiento Nacional
Durata mandato 19 aprile 1937 –
20 novembre 1975
Predecessore carica istituita
Successore Ignacio Garcìa Lòpez

Dati generali
Prefisso onorifico Coat of Arms of Francisco Franco as Head of the Spanish State.svg
Partito politico Movimiento Nacional
Firma Firma di Francisco Franco

Francisco Franco y Bahamonde[1], solitamente abbreviato in Francisco Franco e conosciuto anche come il Generalísimo Franco o il Caudillo de España (Ferrol, 4 dicembre 1892Madrid, 20 novembre 1975), è stato un generale, politico e dittatore spagnolo. Fu l'instauratore, in Spagna, di un regime dittatoriale noto come franchismo, parzialmente ispirato al fascismo. Rimase al potere dalla vittoria nella guerra civile spagnola del 1939 fino alla sua morte nel 1975.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La giovinezza e i rapporti familiari[modifica | modifica wikitesto]

Stemma della famiglia Franco Bahamonde

Francisco Paulino Hermenegildo Teódulo Franco y Bahamonde, Salgado-Araujo y Pardo de Andrade[2] fu il secondo di cinque figli (oltre a lui, in ordine di anzianità Nicolás, Pilaz, Paz, che morì nel 1903 a cinque anni, e Ramón) nati dal matrimonio infelice tra Nicolás Franco y Salgado-Araujo, ufficiale dell'amministrazione navale per tradizione familiare, di tendenze libertine, e Maria del Pilar Bahamonde y Pardo de Andrade, figlia molto religiosa e conservatrice di un commissario per le forniture navali.[3]

El Ferrol, porto strategico nell'estremo nord-ovest della Spagna, ubicato in un caratteristico Rìa galiziano, era al tempo una cittadina di circa ventimila abitanti la cui vita economica ruotava intorno alla base navale, creata nel 1726.[4] La famiglia di Franco faceva parte della piccola borghesia dei funzionari amministrativi, che nella rigida gerarchia sociale delle cittadine di provincia era seconda alle famiglie degli ufficiali di marina imbarcati.

Mentre i due estroversi fratelli Nicolás (il primogenito e preferito) e Ramón finirono per assomigliare per carattere al padre, malgrado provassero rancore nei suoi confronti, Francisco sin da bambino esibì un carattere introverso e riservato. Incapace di guadagnarsi l'affetto del padre, uomo molto severo con i figli e spesso assente, legò moltissimo con la madre, dalla quale assunse un grande amore per la Chiesa Cattolica.

La madre peraltro fu una figura centrale per tutti i figli e instillò in loro la volontà di farsi strada nella vita e di elevarsi al di sopra delle origini piccolo borghesi, testimoniata dal successo personale che raggiunsero in modo indipendente sia Nicolás, come ingegnere navale e poi collaboratore di Francisco, che Ramón come aviatore e avventuriero.[3] Che Francisco non fosse certo il preferito del padre lo testimonia il fatto che in epoca successiva, sia nel 1926, quando Franco era ormai un personaggio pubblico e il generale più giovane di Spagna, che quando più tardi divenne capo di stato, ogni volta che al padre di Francisco facevano domande sul "figlio", questi intendeva in prima battuta Nicolás, o al massimo Ramón.[3]

L'accademia e le prime esperienze militari[modifica | modifica wikitesto]

A causa del numero chiuso introdotto nell'accademia navale, il giovane Franco diresse i suoi sforzi a superare gli esami di ammissione all'Accademia militare di Toledo nel luglio 1907. Poco dopo il padre assunse un incarico a Madrid e abbandonò definitivamente la famiglia. Senza divorziare mai dalla moglie, con una cerimonia laica si unì anni dopo ad Agustina Aldana, con la quale convisse fino alla morte nel 1942.[3]

Il 29 agosto 1907 Franco entrò in accademia, dove avrebbe conosciuto molti futuri commilitoni. Non fu per lui un periodo facile: separato dalla figura materna di riferimento e dall'ambiente in cui era cresciuto, dovette subire le occasionali angherie e il nonnismo dei compagni, a causa dell'aspetto mingherlino e dell'atteggiamento riservato. Franco reagì impegnandosi assiduamente nello studio di materie quali topografia e storia militare e manifestando un'aderenza totale ai princìpi che l'accademia si proponeva d'istillare nei cadetti: obbedienza, eroismo, coraggio e senso del dovere. Molti decenni più tardi definì egli stesso quegli anni un "duro calvario".[3]

Tre anni dopo gli fu assegnato il grado di Secondo Tenente di Fanteria. Nel 1912 si diplomò ufficiale e partì subito alla volta del Marocco, dove infuriava la guerra. In diversi scontri si comportò con valore e le descrizioni delle sue imprese sui giornali spagnoli iniziarono a dargli una certa fama in patria. Nel 1914 a soli 21 anni fu promosso a capitano per merito. Divenne noto non solo per la risolutezza sul campo di battaglia ma anche per le capacità organizzative.[3]

Il 29 giugno 1916 subì l'unica ferita grave da lui riportata (all'addome), in un combattimento a El Biutz.[3] Secondo un articolo, comparso su El Mundo, a firma dello scrittore José María Zavala, tale ferita gli causò la perdita di un testicolo e conseguente infertilità. La fonte della notizia citata da Zavala sarebbe l'urologa Ana Puigvert, nipote dell'urologo personale di Franco, Antonio Puigvert, la quale ha riportato una confidenza del nonno.[5][6][7][8]

L'anno successivo fu promosso maggiore con effetto retroattivo al giorno del ferimento. Non essendoci posti vacanti per tale grado, venne inviato a Oviedo. Qui incontrò a una sagra paesana la quindicenne Maria del Carmen Polo y Martinez Valdés. Franco rimase molto colpito dalla ragazza e iniziò un assiduo, seppur timido, corteggiamento a distanza, pur incontrando una certa opposizione dalla famiglia di Carmen, facente parte dell'aristocrazia provinciale.[3] Nel 1920 entrò nei ranghi della neoformata Legione straniera spagnola, di cui fu uno degli ufficiali fondatori, e si distinse per durezza e ferrea disciplina.

Tornato in Spagna per un breve soggiorno, sposò Carmen Polo. Ripartì quindi alla volta del Nordafrica, dove proseguì la sua carriera militare sino a divenire colonnello nel 1925 e generale di brigata l'anno seguente (a 33 anni fu il più giovane generale d'Europa). Nel 1926, la moglie partorì l'unica figlia, Carmen Franco. Tornato nuovamente in Spagna durante la dittatura del generale Miguel Primo de Rivera, con cui ebbe dei contrasti sulle questioni africane, fu nominato direttore generale dell'Accademia Generale Militare di Saragozza. Il 14 aprile 1931, con la caduta della monarchia e la proclamazione della seconda repubblica, fu però inviato come comandante militare alle Baleari, fu nominato Capo di Stato Maggiore, e fu richiamato in Spagna solo in seguito alla vittoria elettorale della destra, del 1934. Nello stesso anno collaborò inoltre alla repressione della Rivoluzione delle Asturie.

La presa del potere[modifica | modifica wikitesto]

100 Pesetas con l'efige di Francisco Franco

Franco era nazionalista e anticomunista, con una concezione rigida e conservatrice della religione e una visione chiara della storia della Spagna. Secondo la sua interpretazione i secoli passati erano stati dominati dalla lotta perenne tra forze tradizionali, religiose e patriottiche, e gruppi antinazionali legati alla Massoneria. In seguito al successo elettorale del Fronte popolare, il 19 febbraio 1936, Franco venne allontanato dal paese e inviato nelle isole Canarie. Il 23 giugno dalle Canarie il generale Franco inviò al presidente del consiglio Santiago Casares Quiroga una lettera protestando per il trattamento tenuto nei confronti degli ufficiali dell'esercito considerati di destra che erano stati sostituiti[9] con altri di tendenza repubblicana[10]. La lettera non ottenne risposta da Quiroga che semplicemente la ignorò[11]. Secondo quanto poi detto dallo stesso Franco la lettera aveva come obiettivo di portare ad un accomodamento in modo da scongiurare il "pronunciamento"[12]. Franco, che fino a quel momento aveva tentennato, si schierò decisamente con i futuri insorti[13][14].

Franco con Heinrich Himmler

Quando il 13 luglio José Calvo Sotelo fu assassinato da un commando degli "Asaltos", Franco si unì quindi a un gruppo di generali, guidati da José Sanjurjo e Emilio Mola, con cui preparò l'Alzamiento del 18 luglio 1936. Franco era alla guida dell'esercito di ribelli che entrò in Spagna sbarcando dal Marocco. Il 24 luglio fu nominato membro della Giunta di difesa nazionale e divenne comandante delle forze nazionaliste del Sud. Il 29 settembre, fu ufficialmente dichiarato Generalísimo de los ejércitos de Tierra, Mar y Aire e capo dello Stato e dal 30 gennaio 1938 fu anche capo del governo ( Junta tecnica del Estado ).

Una sanguinosa guerra civile, nella quale fu sostenuto dalla Germania nazista e dall'Italia fascista proseguì per tre anni, vinta la quale, nell'aprile 1939, il Generalísimo assunse la guida definitiva della Spagna, instaurando un apparato dittatoriale che represse violentemente ogni opposizione al regime. Franco, che era di origini ebraiche, non si allineò agli altri fascismi nelle leggi antisemite e fece accogliere un gran numero di ebrei in fuga dall'Europa invasa dai tedeschi.[15]

Nel 1940 Franco si incontrò con Hitler a Hendaye e l'anno seguente con Mussolini a Bordighera, ma nonostante le pressioni di tedeschi e italiani, scelse di mantenere la Spagna neutrale e decise solo di inviare volontari contro l'Unione Sovietica (la cosiddetta División Azul). Secondo lo storico Pere Ferrer, la neutralità spagnola fu in realtà ottenuta dalla diplomazia inglese a suon di milioni di dollari. Il banchiere spagnolo Juan March amministrò un conto bancario, autorizzato dallo stesso Winston Churchill, con cui corrompere la dirigenza franchista.[16] Nel 1942, su richiesta del dittatore tedesco, Franco decise di cambiare il fuso orario della Spagna, adeguandolo a quello dell'Europa centrale: da allora, gli iberici vanno un’ora avanti del tempo solare in inverno e due d’estate per l’ora legale[17].

Egli era solito vestire l'uniforme di Capitano Generale dell'esercito (tradizionalmente riservata al re), abitava al Palazzo Pardo, si appropriò del privilegio reale di camminare sotto un baldacchino, e il suo ritratto apparve su molte delle monete spagnole. Anche se i suoi titoli formali erano Jefe del Estado (Capo di Stato) e Generalísimo de los Ejércitos Españoles (Generalissimo degli eserciti spagnoli), ci si riferiva a lui come Caudillo de España por la gracia de Dios (Guida di Spagna per grazia di Dio) o più semplicemente Caudillo (Guida). Per grazia di Dio è una frase tecnica, legale, che indica la dignità di sovrano nelle monarchie e viene usata solo dai monarchi.[senza fonte]

Dopo il 1945[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del conflitto si avvicinò ai paesi occidentali e, approfittando della Guerra Fredda, si impose come sostenitore dell'anticomunismo e oppositore dello "spettro" anarchico. Nel settembre 1953 concluse un accordo economico con gli Stati Uniti d'America e, nel 1957, ristrutturò il governo per risollevare il paese dalla complessa situazione economica, nominando alcuni ministri "tecnocrati", ossia qualificati e professionalmente preparati. L'anno prima aveva fondato la RTVE, lanciando così nel paese iberico la televisione, che dopo pochi anni sarà finanziata direttamente dallo stato.

Francisco Franco e Dwight Eisenhower (1959)

Affidò parte dell'amministrazione del paese all'ammiraglio Luis Carrero Blanco che nominò vice primo ministro e tra i ministri alcuni provenienti dalla ACNP (Asociación Católica Nacional de Propagandistas) e due dell'Opus Dei: al ministero della finanze chiamò Mariano Navarro Rubio e a quello del Commercio Alberto Ullastres. Successivamente ne scelse altri due: Gregorio Lopez Bravo, ministro dell'Industria, e Laureano Lopez Rodó, commissario generale del piano di sviluppo economico. Nel 1947 aveva restaurato la monarchia (di cui si autoproclamò reggente) e nel 1969 nominò suo successore il principe Juan Carlos di Borbone, che alla sua morte fu incoronato re di Spagna.

Dopo aver guidato 12 governi, l'8 giugno 1973 lasciò la carica di Primo Ministro a Luis Carrero Blanco, che però fu ucciso in un attentato il successivo 20 dicembre e al suo posto nominò Carlos Arias Navarro. Due mesi prima di morire, Franco cestinò una lettera di Papa Paolo VI che gli chiedeva clemenza verso otto condannati alla pena capitale per reati politici.[18]

La morte[modifica | modifica wikitesto]

Franco soffriva di malattia di Parkinson da anni e questa malattia lo tormentò fino alla morte avvenuta il 20 novembre 1975, esattamente 39 anni dopo il decesso di José Antonio Primo de Rivera. Lo storico Ricardo de la Cierva sostenne però di essere stato informato della sua morte già la sera del 19 novembre. È sepolto nella Valle de los Caídos, non lontano dal Monastero dell'Escorial, di Madrid. Franco è venerato come santo dalla scismatica Chiesa Palmariana.

Albero genealogico[modifica | modifica wikitesto]

Francisco Franco y Bahamonde Padre:
Nicolás Franco y Salgado-Araújo
Nonno paterno:
Francisco Franco y Vietti
Bisnonno paterno:
Nicolás Franco y Sánchez
Trisavolo paterno:
Juan e Lamadrid y Freyre de Andrade
Trisavola paterna:
Josefa de Andrade Canales de León y Piñeiro
Bisnonna paterna:
Josefa Vietti Berbabé Roberta y del Busto
Trisavolo paterno:
Antonio de Vietti y Roberta, Conte di Calabiana
Trisavola paterna:
Francisca Bernabé y del Busto
Nonna paterna:
Hermenegilda Salgado-Araújo y Pérez
Bisnonno paterno:
Isidoro Salgado-Araújo y Belorado
Trisavolo paterno:
Antonio Salgado Araujo y Belorado
Trisavola paterna:
Luisa Zarate
Bisnonna paterna:
Manuela Pérez y Alins
Trisavolo paterno:
Luis Perez
Trisavola paterna:
Amalia Alins
Madre:
María del Pilar Bahamonde y Pardo de Andrade
Nonno materno:
Ladislás Bahamonde y Ortega
Bisnonno materno:
Ramón Bahamonde de Castro
Trisavolo materno:
Antonio Bahamonde
Trisavola materna:
Augusta de Castro
Bisnonna materna:
Josefa Ortega y Medina
Trisavolo materno:
Felipe Ortega
Trisavola materna:
Anna Medina
Nonna materna:
María del Carmen Pardo de Andrade y Pardo de Andrade
Bisnonno materno:
Francisco Javier Pardo de Andrade y Coquelin
Trisavolo materno:
Ramón Pardo de Andrade y Bermúdez de Castro
Trisavola materna:
Margarita Coquelin y Robin
Bisnonna materna:
Luisa Pardo de Andrade y Soto
Trisavolo materno:
Antonio Pardo de Andrade y del Río
Trisavola materna:
Antonia Soto y Taboada

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze spagnole[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce Laureata dell'Ordine di San Ferdinando - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce Laureata dell'Ordine di San Ferdinando

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Aquila Tedesca (Germania nazista) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Aquila Tedesca (Germania nazista)
Gran Collare dell'Ordine della Torre e della Spada (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Collare dell'Ordine della Torre e della Spada (Portogallo)
— 30 giugno 1939
Fascia dei Tre Ordini (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Fascia dei Tre Ordini (Portogallo)
— 14 febbraio 1962
Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno d'Italia)
— 1940
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Regno d'Italia)
— 1940
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia (Regno d'Italia)
— 1940
Cavaliere dell'Ordine Supremo del Cristo (Santa Sede) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Supremo del Cristo (Santa Sede)
Cavaliere del Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere del Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ nome completo Francisco Paulino Hermenegildo Teódulo Franco y Bahamonde, Salgado-Araujo y Pardo de Andrade
  2. ^ Preston, 1997, pag. 11, nota
  3. ^ a b c d e f g h Preston, 1997, op. cit., cap.I, pp.11-43
  4. ^ Arraras, 2006, op. cit., pp.6-9
  5. ^ Il segreto di Franco: un solo testicolo
  6. ^ Spagna, svelato il segreto di Franco: il 'Caudillo' aveva un solo testicolo
  7. ^ Spanish dictator Franco 'only had one testicle'
  8. ^ Dictator was missing a testicle
  9. ^ Hugh Thomas, Storia della guerra civile spagnola, Giulio Einaudi Editore, 1963, pag 119
  10. ^ A cura di Bernard Michal, La guerra di Spagna I, Edizioni di Cremille, Ginevra, 1971, pag 97
  11. ^ Paul Preston, La guerra civile spagnola, Oscar, Cles (TN), 2011, pag 104
  12. ^ Hugh Thomas, Storia della guerra civile spagnola, Giulio Einaudi Editore, 1963, pag 119
  13. ^ Hugh Thomas, Storia della guerra civile spagnola, Giulio Einaudi Editore, 1963, pag 119
  14. ^ A cura di Bernard Michal, La guerra di Spagna I, Edizioni di Cremille, Ginevra, 1971, pag 97
  15. ^ Vittorio Messori, Ipotesi su Maria, Edizioni Ares, Milano 2005, p. 297
  16. ^ rif. Juan March: el hombre mas misterioso del mundo, Tapa dura, Barcellona, 2008.
  17. ^ La Spagna torna all’ora di Londra, Gian Antonio Orighi, La Stampa, 27 settembre 2013
  18. ^ Focus Storia, n. 48 (ottobre 2010), p. 71.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Capo di Stato spagnolo Successore Flag of Spain (1945 - 1977).svg
Presidente
Manuel Azaña
29 settembre 1936 – 19 novembre 1975 Re
Juan Carlos
Predecessore Presidente del Governo spagnolo Successore Flag of Spain (1945 - 1977).svg
Fidel Dávila Arrondo 30 gennaio 1938 - 9 giugno 1973 Luis Carrero Blanco

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