The Guardian

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The Guardian
Logo di The Guardian
Stato Regno Unito Regno Unito
Lingua inglese
Periodicità quotidiano
Genere stampa nazionale
Formato Berlinese
Fondazione 1821
Sede 90 York Way, London N1P 2AP - Londra
Editore Guardian Media Group
Diffusione cartacea 358.844 (gennaio 2009)
Direttore Alan Rusbridger
Sito web http://www.theguardian.com
 

The Guardian, conosciuto precedentemente come The Manchester Guardian, è un quotidiano britannico nato a Manchester nel 1821 con sede a Londra. Viene stampato sia a Manchester che nella capitale. Esce in edicola sei giorni alla settimana, dal lunedì al sabato. La domenica i lettori del Guardian comprano The Observer, quotidiano domenicale di proprietà dello stesso editore. Nel gennaio 2009 la tiratura è stata di 358.844 copie. Si autodefinisce «l'unico quotidiano britannico a diffusione nazionale privo di un proprietario e indipendente rispetto ai partiti politici»[1] e «principale voce liberale del mondo».

Proprietà[modifica | modifica wikitesto]

Il Guardian fa parte del Guardian Media Group, che possiede quotidiani, emittenti radiofoniche e il giornale internazionale The Guardian Weekly, il giornale domenicale The Observer, il Manchester Evening News e theguardian.com (precedentemente conosciuto come guardian.co.uk), uno dei più popolari giornali on line in inglese.

Tutto il gruppo Guardian fa parte dello Scott Trust, una fondazione senza scopo di lucro, che garantisce in perpetuo l'indipendenza editoriale del gruppo e ne sostiene la salute finanziaria, in modo da prevenirne eventuali scalate da parte di altri gruppi che possano comprometterne l'indipendenza.

Il Guardian intervenne nel 1995 nel salvataggio del quotidiano sudafricano Mail & Guardian. Sette anni dopo, nel 2002, il Guardian Media Group ne ha ceduto le azioni in suo possesso.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La sede del Guardian a Londra

Il Manchester Guardian fu fondato come settimanale nel 1821, a Manchester, da un gruppo di imprenditori protestanti guidati da John Edward Taylor. Divenne un quotidiano nel 1855.

Fu C. P. Scott, direttore del giornale per un tempo record di 57 anni (1872-1929), a fare del Guardian un quotidiano di livello nazionale; Scott ne fu anche proprietario dal 1907, quando lo acquistò dagli eredi di J. E. Taylor. Sotto la guida di Scott anche la linea moderata del giornale si fece più radicale, come dimostrò il sostegno al primo ministro Gladstone e l'opposizione alla guerra anglo-boera.

Nel 1936 la proprietà del quotidiano passò alla fondazione The Scott Trust che ne ha garantito l'indipendenza fino ad oggi.

Tradizionalmente schierato con il Partito Liberale e con una diffusione principalmente nel nord dell'Inghilterra, il quotidiano si guadagnò una reputazione nazionale e l'attenzione della parte laburista del Paese per la posizione assunta durante la guerra civile spagnola (1933-39).

Tra il 1959 e il 1964 il quotidiano subì due cambiamenti decisivi: venne tolto il nome "Manchester" dalla testata per rimanere semplicemente The Guardian e la sede fu trasferita da Manchester a Londra. Con lo spostamento nella capitale il Guardian perse definitivamente il suo carattere regionale, anche se continuò ad essere finanziato dal Manchester Evening News, più redditizio.

La sua posizione finanziaria rimase debole durante gli anni settanta ma il quotidiano mantenne la linea editoriale vicina al Partito laburista. Dal 1975 al 1995 il direttore del quotidiano fu Peter Preston. Sotto la sua guida il giornale cambiò grafica, contenuti, approccio alle notizie conservando una posizione di riferimento per la sinistra britannica. Preston dovette affrontare la concorrenza dell'Independent, nato nel 1986, che si posizionava nello stesso segmento di mercato. Passato il pericolo, nel 1992 il Guardian lanciò il supplemento quotidiano G2 in formato tabloid, uno dei prodotti editoriali di approfondimento di maggior successo, che fu ampiamente imitato dalla concorrenza. L'anno dopo, il 1993, il Guardian acquisì il giornale The Observer, entrando con forza nel competitivo mercato dei giornali domenicali.

Nel 1995 Preston passò la mano ad Alan Rusbridger. Il nuovo direttore dovette fronteggiare la crisi che colpì tutta la stampa britannica negli anni successivi al Duemila: calo delle vendite, concorrenza dei quotidiani a diffusione gratuita e dei siti on line. Due importanti quotidiani quality avevano preso delle contromisure: l'Independent e il Times. La soluzione adottata era il passaggio al formato tabloid, con il dimezzamento delle dimensioni. La strategia era stata premiante per entrambi. Il Guardian non volle rimanere indietro e studiò una soluzione alternativa.
Nel 2004 si decise l'acquisto di rotative tedesche, per un giornale con tutte le pagine a colori e un formato un po' più grande del tabloid, il 47x31,5 cm (detto Berlinese) uguale a quello utilizzato dal francese Le Monde e da la Repubblica. L'impaginazione del giornale venne completamente rivista. Il colore permetteva di utilizzare una grafica leggera, che si accompagnava ai testi creando un effetto di armonia ed eleganza. Il Guardian mise al lavoro uno staff di 40 persone che lavorò per un anno intero al progetto. Il nuovo giornale fu pronto alla fine dell'estate 2005. Il primo numero nel nuovo formato uscì il 12 settembre.

L'operazione fu ben condotta, i lettori capirono che la qualità del giornale non era cambiata, gli inserzionisti pubblicitari gradirono subito le pagine a colori. In pochi mesi le vendite salirono fino al record di 400.000 copie, per poi stabilizzarsi ad una quota di poco inferiore.

Durante i conflitti in Afghanistan ed in Iraq il Guardian ha attratto, con la sua posizione critica verso la politica interventista del governo britannico e degli Stati Uniti, una significativa parte di lettori contrari alla guerra. Per gli stessi motivi ha guadagnato lettori anche negli Stati Uniti.

Considerato il quotidiano di riferimento degli elettori del partito laburista[2], nell'imminenza delle elezioni politiche britanniche del 2010, il Guardian, per la prima volta, ha voluto consultare i propri lettori per decidere quale partito sostenere[3]. Poco dopo, ha deciso di sostenere il leader dei Liberal Democratici Nick Clegg.[4]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2014 il quotidiano è stato al centro di una polemica con la dirigenza della SSC Napoli. Il club campano avrebbe avanzato una proposta per Welbeck del Manchester United, e il The Guardian ha pubblicato l'evento come un possibile trasferimento del giocatore in una roccaforte della mafia aggiungendo anche una frase di un celebre film sulla mafia (il quotidiano scrive: "The club from one of Italy's mafia strongholds will need to make Manchester United and Welbeck himself an offer they can't refuse").[senza fonte]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Il quotidiano è promotore di due importanti premi letterari: il Guardian First Book Award (Premio per l'opera prima) ed il Guardian Children's Fiction Prize (Premio di narrativa per ragazzi). Inoltre da alcuni anni è lo sponsor del festival letterario di Hay-on-Wye.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Avvenire, 24 aprile 2010.
  2. ^ Corriere della Sera, 25 maggio 2008.
  3. ^ Avvenire, 24 aprile 2010.
  4. ^ Il partito forma attualmente il governo di coalizione con i conservatori di David Cameron.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]