Partito Laburista (Regno Unito)

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Partito Laburista
(EN) Labour Party
Labour Party logo.png
Presidente Ed Miliband
Vicepresidente Harriet Harman
Stato Regno Unito Regno Unito
Fondazione 1900
Sede 39 Victoria Street, London, SW1H 0HA
Ideologia Socialdemocrazia,[1]
Socialismo democratico,[2]
Fazioni interne:
Terza via,[1],
Liberalismo sociale,
Progressismo.
Collocazione Centro-sinistra
Partito europeo Partito del Socialismo Europeo
Gruppo parlamentare europeo Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici
Affiliazione internazionale Alleanza Progressista
Internazionale Socialista (osservatore)
Seggi Camera dei Comuni
255 / 650
Seggi Camera dei Lord
239 / 788
Seggi Europarlamento
20 / 73
Seggi Amministrazioni locali
7.857 / 21.871
Organizzazione giovanile Young Labour
Iscritti Red Arrow Down.svg187.537 (2013)
Colori Rosso
Sito web www.labour.org.uk

Il Partito Laburista (in inglese Labour Party, chiamato generalmente solo Labour) è un partito politico britannico di centrosinistra. È un partito storicamente riconducibile al Socialismo democratico e alla Socialdemocrazia, ma dalla seconda metà degli anni novanta è stato dominato da esponenti facenti capo alle correnti progressiste, socioliberali e vicine alla terza via, tra cui Tony Blair, primo ministro dal 1997 al 2007, Alastair Campbell e Gordon Brown, primo ministro dal 2007 al 2010. Dal 2010 presidente e leader del partito è Ed Miliband, figlio del teorico Marxista Ralph Miliband ed esponente della sinistra interna, critica nei confronti della deriva centrista e liberale del partito e di stampo Socialista.

È uno dei tre principali partiti del sistema politico britannico e dal 1997 al 2010 è stato il primo per numero di voti nelle elezioni generali.

A livello internazionale aderisce in qualità di membro osservatore all'Internazionale Socialista e fa parte dell'Alleanza Progressista. A livello europeo aderisce al Partito del Socialismo Europeo ed i suoi esponenti siedono nel gruppo dell'Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origini[modifica | modifica sorgente]

James Keir Hardie, uno dei fondatori del Partito Laburista.

Il Regno Unito fu il primo Paese a vivere la rivoluzione industriale, e di conseguenza il primo a vedere la nascita di un movimento operaio. Le rivendicazioni economiche trovarono il loro strumento di espressione e di lotta nelle associazioni di categoria (Trade Unions), mentre su un piano strettamente politico la classe operaia aderì al movimento Cartista, il cui obiettivo era il raggiungimento del suffragio universale, che peraltro non venne concesso.

In seguito, mentre le Trade Unions aumentavano la propria influenza, in campo politico la classe operaia dette il proprio appoggio prima ai Radicali, e in seguito al Partito Liberale, senza costituire un partito autonomo, sia per la lentezza con cui veniva allargato il diritto di voto, sia per il sistema elettorale (maggioritario a turno unico), sia per il modo in cui i collegi elettorali erano disegnati, attribuendo un peso sproporzionato alle zone di campagna a scapito delle città industriali, sia per la scarsa influenza del marxismo. La prima svolta avvenne nel 1881, quando proprio un ammiratore di Marx, Henry Mayers Hyndman, fondò la Federazione Social-Democratica, cui aderirono Eleanor Marx e l'artista William Morris (questi ultimi nel 1884 si staccarono a sinistra fondando la Lega Socialista). Tra gli altri gruppi di orientamento più o meno socialista, grande importanza assunse la Società Fabiana (1884), appoggiata dallo scrittore George Bernard Shaw e sostenitrice di una linea gradualista.

Finalmente, nel 1893, sorse il Partito Laburista Indipendente, diretto da un ex minatore, Keir Hardie. Fu quest'ultimo gruppo che, in una fase di restrizioni poste dal Governo alla libera azione delle Trade Unions, riuscì a superare le divisioni tra i vari gruppi politici e sindacali, convocando un congresso a Londra il 27 febbraio 1900, che dette vita al Comitato di Rappresentanza del Lavoro; segretario fu eletto Ramsay MacDonald, esponente delle correnti più vicine al liberalismo e al parlamentarismo. Solamente nel 1906, il Comitato ottenne un significativo risultato elettorale, raggiungendo 29 seggi (5,7% dei voti), cui possono essere aggiunti 24 sindacalisti eletti con i liberali. Il successo spinse i nuovi parlamentari a dar vita al Partito Laburista. Esso inizialmente non prevedeva un'adesione individuale, bensì attraverso i gruppi preesistenti: tra questi particolare importanza aveva il Partito Laburista Indipendente.

Negli anni seguenti, il Labour Party seguì una linea di collaborazione con i liberali, ottenendo importanti riforme come la legge sull'assistenza sanitaria e l'indennità di disoccupazione (1911), la legge che regolava e riconosceva l'attività delle Trade Unions (1913), le otto ore di lavoro, i minimi salariali, ecc. D'altro canto non mancavano, a livello sindacale, episodi di vera e propria lotta di classe, che in parte cercarono uno sbocco più tipicamente marxista nella nascita del Partito Socialista Britannico (1911), formato dalla Federazione Social-Democratica, fuoriuscita dal Partito Laburista. Dal punto di vista culturale, comunque, rimase prevalente l'influenza del riformismo della Società Fabiana.

Dalla prima alla seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Durante la prima guerra mondiale il Partito Laburista, come la maggior parte dei partiti affiliati all'Internazionale Socialista, accettò di entrare nel governo di unità nazionale, in contrasto con la linea ufficiale della stessa Internazionale, e nonostante la presenza di un'ala pacifista, capeggiata da MacDonald. Durante la crisi del dopoguerra, i laburisti ottennero 57 seggi alle elezioni del 1918, con il 21,5% dei voti (contro il 7,1% del 1910), in una fase di agitazioni nella quale la base laburista esprimeva una certa solidarietà nei confronti dell'Unione Sovietica e mentre prendeva vita, dalle ceneri del Partito Socialista Britannico, il Partito Comunista di Gran Bretagna.

Ormai inserito a pieno titolo nella politica parlamentare e forte di un ormai solido radicamento sociale, il Partito Laburista divenne il principale avversario del partito conservatore prendendo il posto del Partito Liberale nella competizione bipartica inglese. Nel dicembre 1923, i laburisti salirono al 30,7% dei voti e nel gennaio 1924 poterono formare il loro primo governo, con l'appoggio esterno dei liberali, i quali però lo assicurarono per pochi mesi. Nonostante il consenso in crescita, il Labour, fino alle elezioni del 1945, non riuscì mai ad ottenere la maggioranza assoluta dei seggi e quindi a formare un governo stabile.

Il Laburismo assunse subito tratti socialisteggianti, i quali però erano in contrasto con tutti gli altri tipi di socialismo d'Europa: in un periodo in cui infatti, all'interno del pensiero socialista erano egemoni le ideologie di Karl Marx, nel Regno Unito il movimento socialista assunse una posizione fortemente eterodossa rispetto al marxismo, soprattutto per quanto riguarda la decisa scelta parlamentare e riformista, abbracciando la socialdemocrazia.

Dagli anni Cinquanta al 1992[modifica | modifica sorgente]

Nel 1945, dopo la Seconda guerra mondiale, i laburisti vinsero le elezioni conquistando il 47,8% dei voti e 393 seggi. I laburisti ottennero un'inattesa vittoria sui conservatori, il cui leader Winston Churchill aveva guidato con successo il paese contro la Germania nazista. Alle politiche del 1950 il Labour mantenne la maggioranza in parlamento pur essendo calato al 46,1% dei voti e scendendo a 315 seggi. I conservatori con il 43,5% ottennero 299 seggi ed i Liberali 9. Due seggi andarono a candidati indipendenti. Il PL si trovò, così, con una maggioranza di appena 5 seggi. Il governo laburista cadde dopo appena un anno e nel 1951 si tornò alle urne. I laburisti ottennero il 48,8% dei voti, contro il 48% dei conservatori, i liberali crollarono al 2,5%. Il paese si divise sostanzialmente in due. Il sistema elettorale maggioritario a turno unico, però, premiò i Conservatori che, pur avendo ottenuto meno voti, conquistarono 321 seggi contro i 295 del Labour. Dal 1955 al 1964 il Labour rimase all'opposizione.

Alle politiche del 1964 il Labour con il 44,1% superò di poco i conservatori, che ottennero il 43,3%. I laburisti si ritrovarono, però, con appena 2 seggi di vantaggio sull'opposizione conservatrice e liberale. Il paese nel 1966 ritornò alle urne ed i laburisti con il 47,9% e 363 poterono contare su una più solida maggioranza. Alle politiche del 1970, però, il Labour tornò all'opposizione. Nel 1974 gli elettori furono chiamati per ben due volte alle urne. La prima volta, infatti, i laburisti ottennero 301 seggi, i Conservatori 297, i Liberali 14. Altri 23 seggi andarono a liste minori, tra cui il Partito Nazionale Scozzese (7) ed il Partito Unionista dell'Ulster (7). Data l'impossibilità di assicurare un governo stabile si ritornò alle urne. Dopo le nuove consultazioni il Labour si trovò con 319 seggi, 2 in più della metà; il Primo ministro Callaghan si trovò ben presto a capo di un governo di minoranza, che riuscì a sopravvivere solo grazie all'appoggio esterno dei liberali (il cosiddetto "Patto Lib-Lab"). La situazione fu resa ancora più difficile dalla crescente radicalizzazione delle Trade Unions, che avevano un forte potere all'interno del partito; il partito divenne sempre più litigioso tra l'ala sinistra (rappresentata appunto dai sindacati) e l'ala moderata (l'élite parlamentare). Alle politiche del 1979, i laburisti persero il governo, calando a 269 seggi.

Dopo la sconfitta alle elezioni del 1979 l'ala sinistra prese il sopravvento, eleggendo Michael Foot come segretario. Nel 1981 parte dell'ala moderata decise di rompere col Labour e di creare il Partito Social Democratico. La crisi raggiunse il suo culmine alle elezioni del 1983, in cui il Labour ottenne solo il 27,6% dei voti, il suo minimo dalle elezioni del 1918, ed in cui rischiò di essere superato in voti dai liberali alleati con i socialdemocratici, che ottennero solo due punti percentuali in meno. I laburisti avevano perso la loro immagine di partito di governo diventando un partito-fazione. Con l'elezione del più centrista Neil Kinnock a nuovo segretario, iniziò un lungo processo di revisione. Ciò avvenne da un lato emarginando l'ala sinistra del partito ed in particolare allentando i legami con i sindacati, dall'altro cercando di ristabilire l'immagine del Labour come di un partito di governo contenendo la conflittualità interna. Alle elezioni del 1987 e del 1992 il Labour si riprese ma non superò mai il 34,4% dei voti. Nel 1991 vi sarà anche la scissione della corrente Militant Tendency che fonderà il Socialist Party of England and Wales

Il New Labour[modifica | modifica sorgente]

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Nel 1994 diviene segretario Tony Blair, che continua nel processo di trasformazione del partito, approdando ad una ideologia che fa riferimento alla socialdemocrazia liberale centrista ed adottando così come linea politica la terza via. Il partito riesce a vincere le elezioni nel 1997 ottenendo ben 179 seggi in più del partito conservatore e del partito liberal-democratico messi insieme; la maggioranza più larga della storia del Regno Unito.

Tra i primi provvedimenti di Blair ci furono il National Minimum Wage Act 1998 (in cui fissava il salario minimo orario di 5,52 sterline per i lavoratori che hanno compiuto i 22 anni di età), la devolution di Galles, Scozia e Nord Irlanda e la creazione della Autorità della Grande Londra. Alle elezioni del 2001 i Laburisti, pur subendo un calo del 2,5%, vincono ancora con una larga maggioranza; Blair è confermato premier battendo il conservatore William Hague.

Punto di svolta del governo Blair fu la controversa alleanza con George Bush nella Guerra in Iraq; per questa scelta la popolarità di Blair calò di molto. Lo stesso Kofi Annan, Segretario Generale dell'ONU, affermò che la guerra era illegale. Alle elezioni del 2005 i Laburisti vincono per la terza volta consecutiva, diminuendo però la propria maggioranza, che aveva solo 66 seggi in più dei Conservatori guidati da Micheal Howard.

La leadership di Blair, in seguito, è stata messa in discussione a causa della crescente impopolarità del suo governo. Il 10 maggio 2007 Blair ha deciso di farsi da parte rendendo effettive le dimissioni dal 27 giugno dello stesso anno, quando a sostituire Blair al partito e al governo è stato chiamato l'allora Cancelliere dello Scacchiere Gordon Brown. A causa della forte impopolarità del governo presieduto da quest'ultimo, il Labour ha subito un forte ridimensionamento alle elezioni amministrative del 2008, in cui ha perso moltissimi consensi, diventando addirittura il terzo partito britannico (superato per poco dai liberaldemocratici) a fronte della crescita del partito conservatore.

Nelle elezioni del 2010, nessun partito ha ottenuto la maggioranza dei seggi. I Laburisti sono calati dal 35.2% dei voti al 29%, ottenendo 258 seggi. Il PL è passato all'opposizione, dopo che David Cameron, leader conservatore, ha dato vita ad una insolita coalizione con i liberal-democratici di Nick Clegg, che ritornano dopo 90 anni al governo. Alle elezioni amministrative del 2011 i Laburisti hanno riguadagnato terreno, soprattutto a danno dei Liberal-democratici: Inghilterra (+ 857 consiglieri; Libdem -747); Scozia (Assemblea - 7 seggi; SNP +23); Galles (Assemblea + 4 seggi; PC - 4, Libdem -1).

Ideologia[modifica | modifica sorgente]

Il partito nasce alla fine del XIX secolo sulla scia dei movimenti sindacali e partiti socialisti che vogliono rappresentare i lavoratori. Si definisce un partito socialista democratico. A partire dal New Labour buona parte del suo elettorato proviene anche dalla classe media. Dagli anni ottanta, infatti, con Neil Kinnock e poi con Tony Blair, il partito cambia a favore del libero mercato, diventando un partito socialdemocratico.

Storicamente il partito si pone a favore del socialismo e delle sue politiche: l'interventismo dello stato in economia, la redistribuzione della ricchezza, lo stato sociale, sanità e istruzione pubblica. Il partito aderisce all'Internazionale Socialista, al Partito del Socialismo Europeo e i suoi europarlamentari siedono nel Gruppo dell'Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici al Parlamento europeo.

Struttura[modifica | modifica sorgente]

Il Partito Laburista ha una struttura federale, con organizzazioni autonome per l'Inghilterra, la Scozia e il Galles, mentre non è presente in Irlanda del Nord. Il partito non prevede una forma di iscrizione personale dei suoi sostenitori, i quali possono invece aderire alle organizzazioni "affiliate": i partiti laburisti locali, uno per circoscrizione elettorale (constituency Labour parties), i sindacati affiliati al partito, il Partito Parlamentare Laburista (corrispondente ad un gruppo parlamentare, ma rilevante anche per l'organizzazione interna al partito) e le associazioni socialiste, come la Fabian Society. Questi gruppi hanno il diritto di inviare i propri rappresentanti ai congressi annuali del partito, così come le organizzazioni femminile e giovanile; i deputati partecipano al congresso di diritto. Il congresso elegge un Comitato Esecutivo di 26 membri, massimo organo di governo del partito; il sindacato ha diritto a 12 membri.

Il Partito Parlamentare gode comunque nelle sue scelte politiche di un'ampia autonomia rispetto all'organizzazione di base. Inoltre, nel 1987 sono state modificate le regole interne al partito allo scopo di ridurre il peso dei sindacati. Di conseguenza, il leader del partito viene scelto con una votazione in cui un terzo dei voti spetta alle trade unions, un terzo al Partito Parlamentare e un terzo ai constituency Labour parties; i sindacati non hanno più potere nella scelta dei candidati alle elezioni; il peso dei delegati scelti dal sindacato al congresso annuale non può superare il 50%. Inoltre, è stato istituito un Forum Politico Nazionale, i cui membri sono scelti dai ministri (o dai "ministri-ombra" quando il Labour è all'opposizione), i cui rapporti vengono approvati o rigettati dal congresso senza possibilità di presentare emendamenti.

Leader del Partito Laburista[modifica | modifica sorgente]

Base elettorale[modifica | modifica sorgente]

Il Partito Laburista è stato in passato un tipico "partito operaio", sebbene abbia sempre avuto larghi consensi da parte di esponenti del ceto medio. A partire dagli anni Sessanta ha iniziato a ottenere voti in misura maggiore da parte dei dipendenti pubblici. Negli anni Ottanta, tuttavia, la base elettorale del partito si era molto ridotta rispetto al passato, e limitata alle tradizionali zone operaie del Galles, del Nord dell'Inghilterra e della Scozia. La leadership di Tony Blair ha consentito al Labour di recuperare consensi tra i lavoratori urbani di Londra e di altre città dell'Inghilterra meridionale.

Ancora oggi, sebbene gli operai tendano a iscriversi al partito in misura sensibilmente minore rispetto al passato, il voto operaio al partito laburista è superiore a quello di altre classi sociali[3] Il numero degli iscritti individuali si è ridotto rispetto ai decenni scorsi, e buona parte dei finanziamenti del Labour proviene da quanto versato dai sindacati affiliati, mentre i contributi da parte di donatori ad alto reddito coprono una parte minore delle entrate.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Parties and elections - United Kingdom. URL consultato l'11 gennaio 2013.
  2. ^ Democratic Socialism and the British Labour Party
  3. ^ Si veda, ad esempio, il sondaggio di ICM Research, relaizzato nel giugno 2011: http://www.icmresearch.com/files/2011/06/2011_june_guardian_poll.pdf. Alla tabella 3 gli elettori sono suddivisi in quattro classi sociali. Nella classe più alta in termini di reddito (AB) il Partito Laburista ottiene il 36% dei consensi contro il 45% dei conservatori; in quella più bassa (DE) ottiene il 45% contro il 29% dei conservatori.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]