Seconda Internazionale

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Seconda Internazionale
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Stato Newworldmap.svg Internazionale
Fondazione 1889
Dissoluzione 1916
Ideologia Socialismo
Collocazione Sinistra
Colori rosso

La Seconda Internazionale era un'organizzazione fondata nel 1889 a Parigi dai partiti socialisti e laburisti europei e scioltasi nel 1916, ma di fatto il 4 agosto 1914.

L'Internazionale Socialista si prefiggeva di essere la centrale di coordinamento fra i partiti nazionali collegati al movimento operaio; proponeva riforme nel campo economico e della legislazione sociale, oltre a propugnare una politica antimilitarista. Erede della Prima Internazionale, al contrario dell'organismo che la precedette, fu dominata dal Partito Social Democratico tedesco, di indirizzo riformista.

I primi rimanevano fedeli alle teorie marxiste (Karl Kautsky), arrivando però ad operare una distinzione tra il fine ultimo del movimento (la società senza classi) e gli obiettivi immediati della lotta (il cosiddetto programma minimo: suffragio universale, giornata lavorativa di 8 ore), tipici del riformismo; gli altri predicavano una revisione delle stesse teorie (Eduard Bernstein) sulla base degli avvenuti mutamenti nel sistema non presi in considerazione da Marx. Bernstein infatti faceva notare che il capitalismo non si era avviato alla crisi, ma era riuscito a superarla e ad evitare il crollo, molti videro in questo un errore nella teoria marxiana, dato che Marx diceva che ci sarebbe stata una crisi nel sistema capitalistico.

Per Bernstein, in Marx c'erano ancora residui hegeliani, nella dialettica, che si pone a generalizzazioni eccessive, che non tengono conto della realtà e creano illusioni quali il crollo del sistema capitalista. Oltre che da questa discussione, l'internazionale va ricordata per essere fondamentalmente una federazione di partiti, cassa di risonanza delle diverse problematiche nazionali. Il Partito Socialdemocratico Tedesco fu senza dubbio il più influente ed il modello per molti altri partiti socialisti europei. Questa sua struttura federalistica sarà però anche la causa della sua dissoluzione.

Negli anni immediatamente precedenti alla Prima guerra mondiale infatti, l'Internazionale iniziò a dividersi fra leader e correnti che perseguivano la politica di opposizione alla guerra, come Rosa Luxemburg, e chi invece solidarizzava, per vari motivi, con le ragioni che i propri paesi portavano avanti sul tavolo diplomatico e che furono poi all'origine dell'esplosione del conflitto nel 1914. Il dissidio principale era fra chi si opponeva alla guerra ritenendo che avrebbe portato solo lutti e sofferenze ai lavoratori, destinati a costituire il grosso degli eserciti, e chi riteneva che invece avrebbe accelerato la crisi del sistema capitalistico, avvalorando la teoria di Marx e spianando la strada alla rivoluzione.

La confederazione entrò in crisi e si sciolse con il voto favorevole alla Grande Guerra dato dal partito socialdemocratico tedesco, che violava il comune rifiuto alla guerra imperialista e borghese accordato precedentemente. In seguito vi fu inoltre il tentativo di Max Adler, Karl Kautsky ed Eduard Bernstein, non pronunziatisi né a favore né contro la guerra, di mantenere in vita l'organizzazione sotto il nome di Unione dei Partiti Socialisti per l'Azione Internazionale o Unione internazionale socialista o Internazionale di Vienna (detta spregiativamente dai marxisti "Internazionale due e mezzo").

Tra le azioni più famose della Seconda Internazionale c'è la proclamazione (nel 1889) del 1º maggio come giornata internazionale dei lavoratori. Inoltre, venne deciso che i sindacati fossero indipendenti dai partiti, e che si dedicassero esclusivamente alla conquista di vantaggi economici immediati per i lavoratori (senza partecipare attivamente al processo di trasformazione sociale, come sarà nella teoria di Lenin). Nel 1951 venne formata a Francoforte un'organizzazione che si reputava erede della Seconda Internazionale, l'Internazionale Socialista, chiaramente ispirata alla cultura del riformismo socialdemocratico.

Congressi della Seconda Internazionale[modifica | modifica wikitesto]

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