Partito Socialista Italiano (2007)

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Partito Socialista Italiano
Logo Partito Socialista Italiano 2007.jpg
Segretario Riccardo Nencini[1]
Presidente Pia Locatelli
Vicesegretario Marco Di Lello
Coordinatore Marco Di Lello
Portavoce Maria Pisani
Stato Italia Italia
Fondazione 5 ottobre 2007
Sede Piazza San Lorenzo in Lucina, 26 - Roma
Ideologia Socialdemocrazia[2]
Socialismo democratico[2]
Laicismo[2][3]
Socialismo liberale[4] Riformismo[2]
Collocazione Sinistra[senza fonte]
Coalizione Italia. Bene Comune[5]
Partito europeo PSE[6]
Gruppo parlamentare europeo Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici
Affiliazione internazionale Internazionale Socialista
Seggi Camera
4 / 630
[7]
Seggi Senato
3 / 315
[7]
Seggi Europarlamento
0 / 73
Seggi Consiglio regionale
17 / 1070
Testata Mondoperaio, Avanti! della Domenica
Organizzazione giovanile Federazione dei Giovani Socialisti
Iscritti 100000 (2013)
Colori rosso
Sito web www.partitosocialista.it

Il Partito Socialista Italiano (PSI) è un partito socialista e socialdemocratico italiano di ispirazione socialista democratica, che si colloca nel centrosinistra.

Annunciato nel corso della conferenza programmatica della Costituente Socialista il 5 ottobre 2007[8], il partito nacque per ricomporre la diaspora socialista, conseguenza dello scioglimento del PSI storico, e per dotare l'Italia di un partito della sinistra riformista che abbia nel socialismo europeo il proprio primo riferimento.

Al progetto, promosso dai Socialisti Democratici Italiani di Enrico Boselli, aderirono I Socialisti Italiani di Bobo Craxi, la componente del Nuovo PSI facente capo a Gianni De Michelis e Mauro Del Bue, l'associazione Democrazia e Socialismo di Gavino Angius e Valdo Spini, di cui facevano parte anche Franco Grillini, Fabio Baratella e Alberto Nigra, alcuni fuoriusciti da Sinistra Democratica, l'associazione Socialismo è Libertà di Rino Formica, l'Associazione Nazionale per la Rosa nel Pugno guidata da Lanfranco Turci, la Costituente Laica Liberal-Socialista, alcuni dissidenti di altri partiti, come la ex DL Cinzia Dato e l'ex DS Roberto Barbieri e vari rappresentanti del mondo sindacale.

Il congresso fondativo del partito si è svolto dal 4 al 6 luglio 2008. Il primo nome è stato Partito Socialista. Dal 7 ottobre 2009 ha assunto lo storico nome del Partito Socialista Italiano, dissoltosi nel 1994.[9]

A livello internazionale aderisce all'Internazionale Socialista ed a livello europeo al Partito del Socialismo Europeo[6].

Alle elezioni politiche del 24-25 febbraio 2013, sono stati assegnati ai socialisti 4 deputati e 2 senatori, eletti nelle liste del Partito Democratico.

Indice

Storia [modifica]

Il processo costitutivo [modifica]

Gli incontri di Pietrasanta e Bertinoro [modifica]

Un primo "input" arriva il 30 ottobre 2006 da Pietrasanta, dove si svolge un'assemblea dei movimenti di area socialista, liberale e laica promossa dal Circolo Rosselli (Presidente Alessandro Tosi) e da Domani Socialista, (Leader Daniele Delbene Presidente Costituente Nazionale PSE) con l'intento di promuovere la costruzione di un grande Partito del Socialismo Italiano.[10]

Il 3 e il 4 marzo 2007 nella rocca di Bertinoro, sollecitato da Lanfranco Turci e Rino Formica, si riunisce il mondo "laico, liberale e socialista" per uscire dalla situazione di stallo della Rosa nel Pugno e ricomporre la diaspora dei laici e dei socialisti.[11]

In quest'occasione Turci e Formica lanciano l'idea di una costituente laica, liberale e socialista. Enrico Boselli, Gianni De Michelis, Saverio Zavettieri, Bobo Craxi e Mauro Del Bue esprimono la condivisione del progetto e si impegnano ad indire i congressi dei loro rispettivi partiti per sottopporre loro l'idea della Costituente.[11]

Il quinto congresso dello SDI [modifica]

Enrico Boselli, segretario dello SDI e promotore della Costituente Socialista

Dal 13 al 15 aprile 2007 si svolge, a Fiuggi, il V Congresso dei Socialisti Democratici Italiani, convocato in forma straordinaria. Dal congresso parte un secco no all'invito di aderire al Partito Democratico che, secondo Boselli, rappresenta un «compromesso storico bonsai», un accordo tra i Democratici di Sinistra, di cultura post-comunista, e la Margherita, ritenuta «un partito cattolico diretto verso lidi confessionali».[12][13]

L'obiettivo, dunque, è quello di costruire una forza spiccatamente socialista, che si collochi in maniera inequivocabile nel Partito del Socialismo Europeo: quella «grande forza socialista che esiste nei principali paesi europei».[12][14]

Così, nonostante le pressanti richiese giunte da Romano Prodi[15] di aderire al progetto del Partito Democratico, Boselli dichiara aperta la "Costituente Socialista", fissando un appuntamento all'autunno 2007 per realizzarne la fase conclusiva.[13]

« Ai molti compagni che in questi giorni, anche prima, mi chiedevano come si chiamerà il nuovo partito che raccoglierà tutti i socialisti: quelli che vengono dalle nostre antiche esperienze, ma anche i giovani che guardano a noi come un punto di riferimento, be', io rispondo che si chiamerà come si è sempre chiamato, almeno dal 1893, con il Congresso di Reggio Emilia: Partito Socialista Italiano »
(Enrico Boselli, V Congresso dei Socialisti Democratici Italiani, 13 aprile 2007[13])

All'assise sono presenti Fabio Mussi e Gavino Angius i quali, di lì a poco, lasceranno i Democratici di Sinistra per fondare il movimento Sinistra Democratica, potenzialmente interessati al progetto.[16]

Il 23 maggio 2007[17], Ottaviano Del Turco, già ministro ed europarlamentare dello SDI, presidente in carica della Regione Abruzzo, che si era espresso favorevolmente all'adesione dello SDI al Partito Democratico, prendendo atto delle conclusioni del congresso nazionale, formalizza l'abbandono del partito per aderire al comitato promotore del nascente PD.[18][19]

Il congresso del Nuovo PSI: la scissione [modifica]

Stefano Caldoro, il leader della corrente Nuovo PSI, che si separerà dal percorso della «Costituente Socialista» e si costituirà poi come partito autonomo all'interno della Casa delle Libertà e, successivamente, nel PDL.

Il Congresso è convocato dal Consiglio Nazionale per il 23 e 24 giugno 2007 (al termine di una riunione burrascosa e piena di scontri, ma chiusasi all'unanimità).[20][21]

Il 26 maggio Gianni De Michelis riconvoca il Consiglio Nazionale. Ciò accade a seguito di un ricorso di alcuni membri della direzione nazionale del partito, presentato il 16 maggio; alla base di quest'azione ci sarebbe il termine per la presentazione delle mozioni, che sarebbe stato fissato illegittimamente.[22]

De Michelis, accogliendo il ricorso, stabilisce dunque una nuova data per il Congresso: il 7 e 8 luglio.

L'area vicina a Stefano Caldoro ritiene illegittima quest'ultima presa di posizione e decide di proseguire nello svolgimento del congresso del 23-24 giugno all'Hotel Midas di Roma, data prefissata dal Consiglio Nazionale. In quell'occasione Stefano Caldoro viene eletto segretario nazionale del Nuovo PSI, sostenendo la vicinanza del partito alla Casa delle Libertà.[23]

È sostenitore di queste posizioni anche il deputato Lucio Barani, che in seguito verrà eletto parlamentare con il PDL.[24]

Due settimane più tardi, come deciso, si svolge il congresso della componente di De Michelis che approva la sua mozione con la quale aderisce alla «Costituente Liberal Socialista» abbandonando la Casa delle Libertà.[25]

Questo congresso elegge segretario nazionale Mauro Del Bue, deputato, mentre De Michelis viene proclamato presidente.[26]

È sostenitore di queste posizioni anche l'europarlamentare Alessandro Battilocchio.[27]

La «Bertinoro 2» [modifica]

Il 7 e 8 luglio si svolge a Chianciano la cosiddetta "Bertinoro 2" che vede, come per il primo convegno, la partecipazione di tutti i rappresentati dei partiti e dei movimenti interessati al progetto, che ratifica la conclusione del primo passo verso la costruzione di una nuova forza «Laica, Liberale e Socialista», così come si era deciso a Bertinoro.[28]

Il cammino della Costituente socialista [modifica]

Il 14 luglio (anniversario della presa della Bastiglia e della fondazione della Seconda Internazionale), all'Auditorium del Massimo a Roma, si aprono i lavori della Costituente socialista con l'obiettivo di ricreare in Italia una forza unitaria "socialista" che coinvolga tutte le personalità laiche, socialiste e riformiste, oltre a ricomporre la diaspora causata dallo scioglimento del Partito Socialista Italiano.[29][30]

La manifestazione vede la partecipazione di una numerosissima platea di vecchi e nuovi "compagni" ed è introdotta dall'intervento della presidentessa dell'Internazionale Socialista Donne, Pia Locatelli.[31]

A conclusione della giornata c'è la firma simbolica da parte di tutti gli intervenuti di una "dichiarazione di intenti", illustrata dai rappresentanti delle federazioni giovanili dei partiti aderenti.[29]

« Le forze che si riconoscono nei valori del socialismo europeo potranno presto ritrovarsi in un progetto comune, magari in una assemblea fondativa, per dare vita a una nuova sinistra di governo internata da nuovi protagonisti in grado di rappresentare al meglio le sfide future che ci attendono »
(Gavino Angius, lettera in occasione della Costituente Socialista, 14 luglio 2007[29])

Il 31 agosto viene pubblicato sulle testate l'Unità e Il Riformista un appello, "Per un partito del socialismo europeo in Italia", firmato da Enrico Boselli, nonché da Gavino Angius e Valdo Spini, i quali, formalmente, abbandonano Sinistra Democratica per aderire alla Costituente.[32]

Il 5 e 6 ottobre si svolge a Roma la conferenza programmatica dal titolo (ironicamente riferito alle vicende del Partito Democratico) "Le primarie delle idee", a cui partecipano, oltre ai rappresentanti di partiti e dei movimenti che hanno aderito, anche personalità del mondo accademico tra cui Luciano Pellicani, Pietro Ichino ed altri docenti universitari. Vi sono anche rappresentanti del mondo sindacale (su tutti il segretario della UIL Luigi Angeletti), il presidente del Partito del Socialismo Europeo, Poul Rasmussen e delegazioni di altri partiti socialisti come la SPD e il PSOE.[33][34]

In questa occasione vengono indicate tre personalità del passato come riferimento per i programmi del nuovo partito: Marco Biagi, Loris Fortuna e Giuseppe Di Vittorio.[34]

Il comitato promotore [modifica]

Il 24 luglio 2007 si riunisce per la prima volta il comitato promotore il quale, integrato dalle adesioni successive, è composto da: Gavino Angius, Enrico Boselli, Roberto Barbieri, Bobo Craxi, Cinzia Dato, Mauro Del Bue, Gianni De Michelis, Rino Formica, Franco Grillini, Ugo Intini, Pia Locatelli, Alberto Nigra, Gianfranco Schietroma, Valdo Spini, Lanfranco Turci, Roberto Villetti, Saverio Zavettieri.[35]

Il comitato promotore è affiancato da un comitato organizzatore, composto da: Rapisardo Antinucci, Alberto Nigra, Franco Benaglia, Antonio Demitry, Rosario De Maio, Antonio Perini e Massimo Perna. A quest'ultimo viene affidato il compito di coordinare il lavoro operativo per condurre la costituente al congresso fondativo.

Il nuovo gruppo alla Camera [modifica]

Con l'adesione al progetto dei "fuoriusciti" da Sinistra Democratica è garantita la presenza socialista anche al Senato come componente del gruppo misto.

Alla Camera, dal 18 dicembre 2007, il gruppo della Rosa nel Pugno cambia nome in Socialisti e Radicali-RnP, per sottolineare il processo costituente e consentire l'ingresso dei deputati non eletti nella lista radicale, fatto che è avvenuto il 25 gennaio per Mauro Del Bue, ex-Nuovo PSI, e il 1º febbraio per i fuoriusciti da Sinistra Democratica.[36]

Le elezioni politiche del 2008 [modifica]

Il processo costituente subisce una brusca frenata a causa dell'anticipato appuntamento elettorale. La caduta del governo Prodi, infatti, provoca uno sconvolgimento nel sistema italiano che porta tutte le forze politiche a rivedere le proprie alleanze. In quest'ottica il Partito Socialista conduce buona parte della fase pre-elettorale cercando un dialogo con il Partito Democratico rivendicando, però, la propria autonomia rispetto allo stesso.[37]

In seguito Enrico Boselli conferma l'intenzione dei socialisti di correre con un proprio nome e con un proprio simbolo[38], da soli e al di fuori di ogni coalizione.[39]

Il programma socialista [modifica]

L'8 marzo, constatata l'impossibilità di allearsi col PD, viene resa ufficiale l'intenzione dei socialisti di correre da soli con un proprio candidato premier e con un proprio programma (dal titolo "Per un'Italia laica, civile e moderna") presentato lo stesso giorno in una manifestazione a Roma alla quale partecipa, con un video, George Papandreou, che annuncia l'appoggio al partito da parte dell'Internazionale Socialista, di cui è presidente. E proprio i riferimenti internazionali rappresentano uno dei punti maggiori della propaganda elettorale, con particolare attenzione alla situazione spagnola e alla forte affermazione di Zapatero.[39][40]

Nella proposta programmatica socialista è posto l'accento sulle tragedie delle cosiddette "morti bianche" (proponendo l'istituzione di un fondo speciale per le famiglie dei caduti sul lavoro), sulla necessità di un aumento della spesa pubblica e privata sulla ricerca, sulle liberalizzazioni da attuare (a partire dalle assicurazioni) e sulla difesa della scuola pubblica.[41]

Sulla laicità e i diritti civili, invece, è stato presentato agli elettori un "Patto laico" con cui il Partito Socialista si impegna a promuovere il divorzio breve, le unioni civili, la difesa della legge 194 sull'aborto, l'uso della "pillola del giorno dopo" e di anticoncezionali, una legge su procreazione assistita e testamento biologico.[42]

La questione ambientale, invece, è trattata dal "Manifesto eco-socialista" costituito di 10 punti su clima, energia, rifiuti e inquinamento. All'interno di tale documento è presentata la tutela dell'ambiente come "l'aspetto fondamentale per uno sviluppo sostenibile", e si propongono investimenti su fonti di energia alternative (fotovoltaico ed eolico) e su modelli di autoproduzione energetica.[43]

La campagna elettorale [modifica]

Il Partito Socialista comincia fin dai primi giorni una propaganda di forte impatto attraverso il portale internet siamoincazzati.com e con una serie di manifesti aventi ad oggetto alcuni dei temi principali del programma socialista (difesa dei lavoratori, lotta al precariato, diritti civili, condizione delle donne e dei pensionati).

Il taglio "aggressivo" e deciso viene confermato nelle fasi successive della campagna elettorale nella quale sono sottolineati gli aspetti principali del programma. Su laicità e diritti civili, ad esempio, è proposta a Roma la candidatura a sindaco di Franco Grillini, appoggiata dall'Arcigay e contapposta sul piano programmatico a quella «troppo confessionale» di Francesco Rutelli.[44]

Una delle costanti del periodo elettorale è la protesta contro i mezzi di informazione, rei di aver oscurato il Partito Socialista in favore del "duopolio" PD-PDL, culminata nel clamoroso abbandono da parte di Boselli della trasmissione Porta a porta e in una successiva protesta davanti alla sede della RAI.[45][46]

Un'altra scelta che suscita molto scalpore e reazioni contrastanti è la messa in onda di uno spot televisivo con ad oggetto la figura di Gesù, «definito il primo socialista della storia».[47]

Il 26 marzo Enrico Boselli comincia da Porta Pia il tour in giro per l'Italia con un tir su cui campeggia lo slogan «Corre il vento socialista».[48]

L'esito delle consultazioni [modifica]

Alle elezioni politiche italiane del 2008, il Partito Socialista ottiene lo 0,97%[49] alla Camera e lo 0,87%[50] al Senato. Non è eletto alcun parlamentare presentatosi nelle liste del partito. Il PS ha però appoggiato quattro candidati di centrosinistra nei collegi senatoriali del Trentino-Alto Adige, due di questi candidati sono stati eletti, uno del PD e uno della Südtiroler Volkspartei.

A seguito della débâcle Enrico Boselli presenta le sue dimissioni dalla guida del partito e viene annunciata la convocazione del congresso di fondazione per i giorni 4-5-6 luglio 2008.[51][52]

L'assenza dalle aule parlamentari dura poco più di tre anni: nel novembre del 2011 il senatore Carlo Vizzini, ex ministro e già segretario nazionale del Psdi, eletto nel Pdl, aderisce al Partito Socialista Italiano, rivendicando di essere stato uno dei tre fondatori italiani (insieme a Craxi e Occhetto) del Partito del Socialismo Europeo e riportando così i socialisti in Parlamento.[53]

Il primo congresso (2008) [modifica]

Le tre mozioni da discutere [modifica]

Riccardo Nencini, segretario nazionale eletto nel 2008

Il partito giunge al congresso con tre mozioni distinte:

  1. Progetto e Ricambio: elaborata dalla sinistra del partito e costituita principalmente dal gruppo Unità, identità ed autonomia socialista, mira a mantenere il Partito Socialista autonomo dalle altre forze politiche. Principali esponenti erano Angelo Sollazzo e Nerio Nesi.[54]
  2. Prima la politica: propone Pia Locatelli alla segreteria e mira a ricucire un dialogo con i Radicali Italiani (ripartendo dalla Rosa nel Pugno) e allargando il progetto alle altre forze di sinistra, partendo dalla piattaforma dell' assemblea dei mille tenutasi i primi di maggio a Chianciano e voluta da Marco Pannella e Mauro Del Bue, firmatario della mozione.[55] Principali esponenti erano anche Lanfranco Turci, Franco Grillini e Francesco Mosca.[56]
  3. Un nuovo inizio per il Partito socialista: appoggiata dalla gran parte degli amministratori locali, propone Riccardo Nencini alla segreteria e si prefigge l'apertura di una fase di confronto con tutte le forze riformiste a partire dal Partito Democratico, ma coinvolgendo anche l'UDC. Principali esponenti erano Gianni De Michelis, Gavino Angius e Valdo Spini.[57]

La discussione e la votazione finale: Nencini segretario [modifica]

I lavori si aprono il primo giorno con delle parentesi di storia e attualità attraverso dei video e delle relazioni sulla Primavera di Praga, sulla pena di morte e sulla situazione del Tibet, a cui segue la presentazione delle mozioni.

Il secondo giorno è quello del dibattito congressuale e degli interventi di delegati e rappresentanti degli altri partiti. Particolare attenzione è data all'intervento di Walter Veltroni, leader del PD, che, pur accolto dalla platea con fischi e contestazioni, ha invitato a ricostruire il rapporto tra PSI e PD, basandosi sulla presunta base comune del riformismo di centro sinistra.[58]

Il 5 luglio 2008, dopo che i firmatari della prima mozione assicurarono la confluenza i voti dei propri delegati in favore della terza mozione ed a seguito del ritiro della candidatura di Pia Locatelli, il partito approva un documento politico unitario e vota all'unanimità l'elezione a segretario nazione di Riccardo Nencini.[59]

Nell'ottobre 2008 riprende l'azione di protesta contro l'oscuramento del partito sulle reti RAI: il 3 ottobre il segretario Nencini inizia uno sciopero della fame ed il 9 ottobre viene ricevuto dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.[60][61][62]

Il PS di Nencini [modifica]

Sinistra e Libertà. Il simbolo elettorale dell'alleanza «Sinistra e Libertà» nel marzo del 2009

Segnali di avvicinamento al PD [modifica]

Su l'Unità del 29 settembre 2008 Gavino Angius annuncia il suo avvicinamento al Partito Democratico e la conseguente uscita dal Partito Socialista, ritenuto un «progetto fallito». Insieme a lui decide l'uscita dal PS l'intero gruppo di Democrazia e Socialismo, associazione composta prevalentemente dai sostenitori della terza mozione dell'ultimo congresso dei Democratici di Sinistra, fra cui Franco Grillini, Accursio Montalbano e Alberto Nigra.[63][64]

Il 25 ottobre 2008 il Partito Socialista scende in piazza nella manifestazione promossa dal Partito Democratico segnando una distensione nei rapporti col PD dopo la rottura delle ultime elezioni politiche.[65]

Le elezioni europee del 2009: «Sinistra e Libertà» [modifica]

Il PS torna a criticare i Democratici per l'approvazione da parte del PD, d'accordo col PdL, di una nuova legge elettorale per le europee con sbarramento al 4%. A seguito di ciò ed in vista delle elezioni europee del 2009 il Partito Socialista stringe un'alleanza con Sinistra Democratica, il Movimento per la Sinistra, i Verdi e Unire la Sinistra, per costituire una lista comune chiamata Sinistra e Libertà, «laica e di sinistra», che nelle intenzioni del PS doveva essere aperta anche ai Radicali, e che viene presentata il 16 marzo.[66]

I 15 candidati del PSI in SeL raccolgono complessivamente 127.435 preferenze e il più votato risulta essere Marco Di Lello con 42.480 preferenze.

La scissione di Craxi e la fine dell'alleanza con «Sinistra e Libertà» [modifica]

Dopo mesi di disagio, l'11 settembre 2009 Bobo Craxi e altri annunciano per il successivo 10 ottobre una «convention nazionale dei socialisti autonomisti», cioè di quei socialisti contrari alla confluenza in Sinistra e Libertà. Dalla convention sono nati i Socialisti Uniti-PSI.[67]

Il 14 novembre 2009 il segretario Nencini annuncia che la coalizione con i partiti di Sinistra e Libertà è conclusa.[68]

Ritorno al «Partito Socialista Italiano» e ricomposizione della scissione di Craxi [modifica]

Nello stesso anno il partito decise di assumere nuovamente, su proposta di Nencini, il nome di Partito Socialista Italiano.[69]

A febbraio 2010 pare ricomposta la divisione con la componente di Bobo Craxi: il partito annuncia infatti che l'ex sottosegretario agli Esteri resta nel PSI avendo rinnovato la tessera.[70]

Le elezioni regionali del 2010 e sviluppi successivi [modifica]

In occasione delle elezioni regionali del 2010 il PSI appoggia ovunque i candidati del centro-sinistra, presentandosi con il proprio simbolo in Lombardia, nel Lazio ed in Basilicata e giungendo nelle altre regioni ad accordi elettorali con altri partiti. In particolare: in Puglia, Veneto, Campania e Calabria si presenta con Sinistra Ecologia Libertà (in Puglia nella lista di SEL e nelle altre Regioni lista comune SEL-PSI); in Toscana ed in Emilia-Romagna esprime propri candidati all'interno del Partito Democratico; in Piemonte promuove una lista comune con i Socialisti Uniti; nelle Marche e in Umbria si federa con alcuni movimenti minori.

Alla fine il partito elegge 14 consiglieri regionali, raccogliendo il più elevato numero di eletti tra i partiti cosiddetti minori e classificandosi terzo nel centro-sinistra dopo il PD e l'IdV.[71]

La metà dei suoi Consiglieri Regionali, però, vengono eletti nelle liste di SEL, ed aderiscono ai suoi gruppi Consiliari.

In Puglia, alle elezioni regionali del 2010, nelle liste di SEL erano stati eletti 5 Consiglieri del PSI; gli stessi partecipano all'Assemblea Regionale di SEL del giugno successivo, nella quale Onofrio Introna, che era stato eletto Presidente del Consiglio Regionale, svolge l'intervento conclusivo.

È stato ufficialmente dichiarato in occasione del Congresso Regionale del PSI, celebrato a Bari il 28 gennaio 2011, che Onofrio Introna non intende rinnovare per il 2011 la tessera del partito.[72]

Nell'aprile 2011 il Consiglio Nazionale del PSI, riunito a Reggio Emilia, decide di inserire il tricolore nel simbolo del partito, in onore del 150º anniversario dell'Unità d'Italia.[73]

Nuove adesioni del 2011 [modifica]

Il 28 luglio 2011, dopo una lunga militanza in Forza Italia, aderisce al movimento l'ex ministro della Famiglia del Governo Berlusconi I ed ex sottosegretario alla Salute nei governi Berlusconi II e III Antonio Guidi.[74]

Nel 2011 il senatore Carlo Vizzini, già segretario del Partito Socialdemocratico Italiano e Presidente della Commissione Affari Costituizionali del Senato, lascia il PdL ed aderisce al PSI, che torna così ad avere una rappresentanza parlamentare dopo tre anni.[53]

Le elezioni regionali del Molise (2011) [modifica]

Alle elezioni regionali in Molise del 2011 il partito elegge un consigliere regionale, all'interno della coalizione di centrosinistra.

Appuntamenti elettorali del 2013 [modifica]

L'alleanza di centrosinistra con Bersani e Vendola [modifica]

Italia. Bene Comune, il logo dell'alleanza politica tra Partito Democratico, Sinistra Ecologia Libertà, Centro Democratico e Partito Socialista Italiano per le elezioni del 2013.

Il partito riacquista visibilità nell'ottobre 2012, quando il Segretario Nencini firma, insieme a Pier Luigi Bersani ed a Nichi Vendola, la Carta d'Intenti in vista delle elezioni politiche del 2013, dando vita alla coalizione di centrosinistra detta Italia. Bene Comune.

In occasione delle elezioni primarie di coalizione il PSI sostiene la candidatura di Pier Luigi Bersani, sia al primo che al secondo turno; Bersani risulta vittorioso e diventa quindi il candidato presidente del consiglio della coalizione.[75]

Le elezioni politiche del 2013 [modifica]

A sostegno di Bersani si presentano tre liste, quella del Partito Democratico, di Sinistra Ecologia Libertà e del Centro Democratico; il PSI presenta propri candidati nelle liste del PD sia alla Camera sia al Senato, tranne che in Lazio, Campania e Calabria, dove le liste sono comuni solo per la Camera.[76]

Il partito ottiene l'elezione di quattro deputati, Raffaele Di Gioia, Marco Di Lello, Pia Locatelli e Oreste Pastorelli, e due senatori, Riccardo Nencini e nella circoscrizione America meridionale Fausto Guilherme Longo, tutti eletti nelle liste del PD.

Le elezioni regionali del 2013 [modifica]

Alle elezioni regionali del Lazio del 2013 vedono vincitore Nicola Zingaretti e la coalizione di centro-sinistra ed il PSI, ottenendo l'1,98%, elegge all'interno della coalizione vincente un consigliere regionale, Oscar Tortosa, nella circoscrizione di Roma. Alle elezioni regionali in Lombardia ottiene lo 0,30% e a quelle in Molise ottiene l'1,87% senza conseguire tuttavia nessun seggio.

Scenari post-elettorali: la fiducia al governo Letta [modifica]

Alla fine di aprile il partito accorda la fiducia al Governo Letta, a seguito del fallimento di Bersani di formare un governo.[77]

In seguito il segretario Nencini precisa, in un'intervista all'Avanti!, che:

« Ora metteremo in pratica ciò che abbiamo dichiarato nel dibattito in Parlamento. Sosterremo il governo negli indirizzi generali della sua politica così come riferiti al programma. In secondo luogo esamineremo punto per punto i singoli provvedimenti. Nessuna fiducia al buio. Terzo, esigo che la convenzione costituente venga costruita tenendo conto di tutte le forze politiche presenti in Parlamento. Tutti i partiti presenti devono contribuire a scrivere le nuove regole »
(Riccardo Nencini, intervista all'Avanti, 3 maggio 2013[78])

Il 22 maggio 2013 in seguito alle dimissioni di Ignazio Marino dal Senato viene ripescato il socialista Enrico Buemi che passa a far parte del gruppo Gruppo Per le Autonomie (SVP, UV, PATT, UPT) - PSI diventando così il terzo senatore socialista.[79]

Valori [modifica]

Nel "Manifesto dei valori" del Partito Socialista è scritto:

  • Il Partito socialista, in Italia come nel resto d'Europa, intende riunire uomini e donne che, partendo da esperienze, culture e sensibilità diverse, si riconoscono in politiche riformiste, democratiche e liberali; si rivolge a tutti i cittadini senza distinzioni di genere e di orientamento sessuale, di etnia, di nazionalità e di religione e vuole dare voce a tutti coloro a cui vengono negati diritti ed interessi fondamentali.
  • Il Partito Socialista si propone di realizzare, con forme nuove e adeguate ai tempi e per via democratica nella partecipazione dei cittadini, una società che sia retta da valori di libertà, di uguaglianza, di giustizia, di responsabilità, di solidarietà e di progresso.
  • Il Partito Socialista crede nella libertà e nelle libertà, intese come possibilità di scegliere sulla base della propria responsabilità
  • Il Partito Socialista crede nel valore dell'uguaglianza che si realizza attraverso l'allargamento delle libertà; opera concretamente affinché sia garantito a tutti il massimo delle opportunità; promuove le condizioni perché ciascun individuo possa decidere il proprio destino. L'uguaglianza e la libertà delle persone sono indivisibili
  • Il Partito Socialista difende il principio di laicità, che garantisce la convivenza tra culture e idee diverse; crede nella libertà di pensiero e nel valore della diversità delle opinioni e delle fedi
  • Il Socialismo considera il lavoro come l'espressione più alta della persona e persegue politiche della piena occupazione, secondo principi di flessibilità e sicurezza, promuovendo l'istruzione e la formazione durante l'arco di tutta la vita
  • Le politiche per la giustizia sociale comprendono la lotta contro il crimine e contro le cause che lo producono, per rimuovere le condizioni che incentivano i comportamenti violenti e comunque illegali.

Il partito, come proclamato da Enrico Boselli indicandone il "pantheon", si riconosce nelle figure di Filippo Turati, Giacomo Matteotti, Carlo Rosselli, Sandro Pertini, Bruno Buozzi, Giuseppe Saragat, Salvatore Carnevale, Pietro Nenni, Riccardo Lombardi, Giacomo Brodolini, Bettino Craxi, Marco Biagi.

Il Partito Socialista aderisce all'Internazionale Socialista ed al Partito del Socialismo Europeo: quest'ultimo ha accolto un esponente del PSI nel suo ufficio di Presidenza, al termine del congresso di Praga del dicembre 2009.[80]

Struttura [modifica]

Segretario nazionale [modifica]

Presidente del Consiglio nazionale [modifica]

Correnti [modifica]

In occasione del I Congresso Nazionale del luglio 2008 nel PSI erano individuabili tre correnti rappresentative di altrettanti mozioni congressuali.

Organi d'informazione [modifica]

Organi ufficiali del partito sono la rivista mensile Mondoperaio, fondata da Pietro Nenni e consultabile sul proprio sito ed anche sui siti web del PSI, e lo storico settimanale (recentemente rifondato) Avanti! della domenica. Dal 5 gennaio 2012 è in rete Avantionline, quotidiano socialista diretto da Giampiero Marrazzo.

Risultati elettorali [modifica]

Logo Partito Socialista Italiano 2007.jpg Voti, % Seggi
Politiche 2008 Camera 387.355 1,0
Senato 311.813 0,9
Europee 2009 (lista SL) 958.507 3,12
Regionali 2010 308.779 1,375 6
Amministrative del 2011 provinciali 22.395 2,07
comunali 57.565 2,35
Amministrative del 2012 27.907 1,83
Politiche 2013 Camera nel PD 4
Senato[81] 57.688 0,2 3[7]
Elezioni regionali del 2013 Lazio 55.588 1,98 1
Lombardia 16.624 0,30
Molise 3.149 1,87

Nelle istituzioni [modifica]

Camera dei Deputati [modifica]

Gruppo Misto

XVII legislatura
4 deputati

Senato della Repubblica [modifica]

Gruppo Per le Autonomie (SVP, UV, PATT, UPT) - PSI

XVII legislatura
3 senatori

Congressi [modifica]

Note [modifica]

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  10. ^ Da Pietrasanta un'onda d'urto per aprire un dibattito vero sul futuro della sinistra Italiana. Domani Socialista, 30 ottobre 2006. URL consultato in data 3 maggio 2013.
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  75. ^ Primarie, il Psi invita gli elettori al voto: «Bersani per un’Italia migliore» in IVG.it. 28 novembre 2012. URL consultato in data 2 maggio 2013.
  76. ^ Nencini: «I socialisti forti come alle origini». Partito Socialista, 11 gennaio 2013. URL consultato in data 2 maggio 2013.
  77. ^ Letta incassa la fiducia del parlamento e parte per il tour europeo. AGI, 30 aprile 2013. URL consultato in data 4 maggio 2013.
  78. ^ Giampiero Marrazzo. Nencini: «Siamo i sostenitori di un governo di responsabilità ma sui provvedimenti valuteremo caso per caso». Avanti, 3 maggio 2013. URL consultato in data 4 maggio 2013.
  79. ^ Roma, Nencini (Psi): «Da Marino gesto di coraggio». Agenzia Parlamentare, 22 maggio 2013. URL consultato in data 22 maggio 2013(archiviato in data 22 maggio 2013)
  80. ^ Congresso PES: eletto il nuovo ufficio di presidenza. L'Italia rappresentata unicamente dal PSI. Partito Socialista, 8 dicembre 2009. URL consultato in data 2 maggio 2013.
  81. ^ Lista presente nel Lazio, in Campania e in Calabria.

Bibliografia [modifica]

Voci correlate [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]