Gaetano Quagliariello

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Gaetano Quagliariello
Gaetano Quagliariello 2010.jpg

Coordinatore del Nuovo Centrodestra
In carica
Inizio mandato 2014
Predecessore Giuseppe Scopelliti

Ministro per le Riforme Costituzionali
Durata mandato 28 aprile 2013 –
22 febbraio 2014
Presidente Enrico Letta
Predecessore Umberto Bossi
Successore Maria Elena Boschi

Dati generali
Partito politico PR (1975-1982)
FI (1994-2009)
PdL (2009-2013)
NCD (dal 2013)
sen. Gaetano Quagliariello
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Napoli
Data nascita 23 aprile 1960 (54 anni)
Titolo di studio laurea in scienze politiche
Professione professore universitario, pubblicista
Partito Forza Italia (2006-2009),
PdL (2009-2013),
NCD (dal 2013)
Legislatura XV, XVI, XVII
Gruppo Forza Italia (2006-2008), Il Popolo della Libertà (2008-2013), Nuovo Centrodestra (dal 2013)
Coalizione Casa delle Libertà (2006-2008)
Popolo della Libertà (2008-2013)
Grande coalizione (dal 2013)
Circoscrizione Toscana
Incarichi parlamentari
  • Vicepresidente Vicario del gruppo Popolo della Libertà
  • Membro della Giunta per il Regolamento
  • Membro della 2ª Commissione permanente (Giustizia)
  • Membro del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica
  • Coordinatore nazionale del Nuovo Centrodestra
Pagina istituzionale

Gaetano Quagliariello (Napoli, 23 aprile 1960) è un politico e accademico italiano, è stato Ministro per le Riforme costituzionali nel Governo Letta.

Studi e carriera accademica[modifica | modifica wikitesto]

Figlio e nipote di docenti universitari (il padre, Ernesto, fu rettore dell'università di Bari dal 1970 al '77 e presidente del CNR dal 1976 al '84, mentre il nonno Gaetano fu uno dei fondatori della biochimica italiana), si avvicina alla politica tra i giovani repubblicani ai tempi del liceo, a Bari[1].

Dopo la laurea in scienze politiche intraprese la carriera universitaria. È oggi ordinario di Storia dei partiti politici presso la LUISS di Roma.

Attività politica nel Partito Radicale[modifica | modifica wikitesto]

Iscritto in giovane età al Partito Radicale, negli anni ottanta ne fu segretario cittadino a Bari e poi vice-segretario nazionale.[2]

Ebbe un ruolo attivo nelle attività promosse dal partito, quali le campagne referendarie sull'aborto, il nucleare e la caccia, oltre che la biocard, un testamento biologico in cui il sottoscrittore poteva rifiutare anche l’idratazione forzata. Nel corso di una marcia antinuclearista contro la base militare americana de La Maddalena, assieme a Francesco Rutelli viene arrestato per essere entrato in una zona off limits[1].

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1994 si iscrive a Forza Italia. Sul suo passaggio di partito dichiara: "Gladstone nasce conservatore e diventa laburista, Churchill, il tory, ha un passato laburista. Il mio è un percorso tutto interno al liberalismo"[1]. Tra il 2001 e il 2006 è stato consigliere per gli Affari Culturali del presidente del Senato, Marcello Pera. Sull'esperienza ha dichiarato:"Andare a lavorare con Pera è stata la svolta della mia vita. Prima ero un tranquillo professore"[1].

Nel 2006 è stato eletto senatore in Toscana, divenendo membro della commissione Affari Costituzionali; l'anno seguente vota contro la modifica della Costituzione tesa a eliminare definitivamente la possibilità di far ricorso alla pena di morte “nei casi previsti dalle leggi militari di guerra”. Spiegherà le ragioni del suo voto con l'eccezionalità delle situazioni di guerra, ribadendo di essere contrario alla pena di morte[3]. Confermato al Senato nel 2008, è membro della commissione Giustizia e presidente vicario dei senatori del Popolo della Libertà.

Nella XVI Legislatura si è espresso strenuamente in difesa del disegno di legge Calabrò sul fine vita[e che cosa diceva questo disegno di legge?], in polemica con Gianfranco Fini[4][5][6]. Al dibattito parlamentare sul caso di Eluana Englaro, ha difeso la sua opinione gridando «Eluana non è morta, è stata ammazzata»[7].

Ha presentato come primo firmatario i disegni di legge:

  • S. 1168 - Istituzione della "Giornata della memoria" dedicata ai martiri per la patria e la libertà caduti sul fronte della lotta al terrorismo internazionale.
  • S. 1252 - Ordinamento del sistema universitario nazionale. Delega al Governo per l'abolizione del valore legale del diploma di laurea.

È inoltre secondo firmatario del ddl S.1880 sul processo breve. Nel gennaio 2011 ha firmato, insieme a Roberto Formigoni ed altri, una lettera aperta per chiedere ai cattolici italiani di sospendere ogni giudizio morale nei confronti di Silvio Berlusconi, indagato dalla procura di Milano per concussione e prostituzione minorile.[8]

Confermato al Senato per il PDL alle politiche del febbraio 2013. Il 30 marzo 2013 viene nominato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, membro della commissione per le riforme istituzionali.[9] Dal 28 aprile è Ministro per le riforme costituzionali nel governo Letta. Il 30 settembre 2013 assieme agli altri ministri del Pdl presenta dimissioni "irrevocabili",[10] che successivamente vengono respinte dal presidente del consiglio Letta.[11]

Il 16 novembre 2013, contestualmente alla sospensione delle attività del Popolo della Libertà e al rilancio di Forza Italia[12], aderisce al Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano[13][14].

Il 26 febbraio 2014 l''assemblea congiunta dei gruppi parlamentari del Nuovo Centrodestra lo designa all'unanimità quale Coordinatore nazionale del partito [15]

Attività culturale ed editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2003 presidente della Fondazione Magna Carta, fondata da Marcello Pera: "un luogo di formazione e ricerca di ispirazione liberale schierato senza soggezioni culturali e prudenze con il centro-destra"[16].

A lungo collaboratore di diversi quotidiani - tra i quali il Giornale, Libero, Il Foglio ed Il Riformista - tiene oggi una rubrica sul periodico on-line ''l'Occidentale'', di cui è tra i fondatori.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Gaetano Quagliariello, De Gaulle, Soveria Mannelli: Rubbettino, 2012.
  • Gaetano Quagliariello, La persona il popolo e la libertà. Per una nuova generazione di politici cristiani, Siena: Cantagalli, 2010.
  • Gaetano Quagliariello, Gaullisme, une classification impossible. Essai d'analyse comparée des droites française et italienne, Paris: L'Harmattan, 2009.
  • Gaetano Quagliariello, La religion gaulliste, Paris, Perrin, 2007.
  • Gaetano Quagliariello, Gaetano Salvemini, Bologna: il Mulino, 2007.
  • Gaetano Quagliariello, Alla ricerca di una sana laicità. Libertà e centralità dell'uomo, Siena: Cantagalli, 2007.
  • Gaetano Quagliariello, La Francia da Chirac a Sarkozy cronache (2002-2007), Soveria Mannelli: Rubbettino, 2007.
  • Gaetano Quagliariello, Cattolici, pacifisti, teocon. Chiesa e politica in Italia dopo la caduta del Muro, Milano: Mondadori, 2006.
  • Gaetano Quagliariello, De Gaulle e il Gollismo, Bologna: il Mulino, 2003.
  • Gaetano Quagliariello, La legge elettorale del 1953, Bologna: il Mulino, 2003.
  • Gaetano Quagliariello, La politica senza partiti: Ostrogorski e l'organizzazione della politica tra Ottocento e Novecento, Bari: Laterza, 1993.
  • Gaetano Quagliariello, Storia della goliardia politica nel dopo-guerra: 1943-1968, Manduria: Lacaita, 1987.
  • Gaetano Quagliariello, Studenti e politica: dalla crisi della goliardia prefascista al primo congresso nazionale universitario (1925-1946), Manduria: Lacaita, 1987.
  • Gaetano Quagliariello e Giovanni Orsina, La crisi del sistema politico italiano e il Sessantotto, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2005.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Corriere della Sera Magazine, 27 maggio 2009
  2. ^ Scheda biografica sul sito personale
  3. ^ Lettera inviata al quotidiano Libero.
  4. ^ Testamento biologico, ddl Calabrò rispecchia Costituzione
  5. ^ Ecco perché il ddl Calabrò può unire laici e cattolici
  6. ^ Gasparri e Quagliarello contro Fini "Non accettiamo lezioni di laicità", La Repubblica, 27 agosto 2009
  7. ^ «È stata uccisa». Al Senato è rissa E il Pdl attacca Napolitano, Corriere della Sera, 9 febbraio 2009
  8. ^ Testo della lettera aperta, Tempi.it, 24 gennaio 2011
  9. ^ Definiti i componenti dei gruppi di lavoro
  10. ^ Irrevocabili dimissioni ministri Pdl, ANSA, 30 settembre 2013. URL consultato il 2 ottobre 2013.
  11. ^ Respinte dimissioni ministri, Governo italiano, 1º ottobre 2013. URL consultato il 9 febbraio 2014.
  12. ^ L’addio al Pdl (in frantumi), rinasce Forza Italia
  13. ^ Senato della Repubblica: Composizione del gruppo NUOVO CENTRODESTRA
  14. ^ Berlusconi lancia Forza Italia E Alfano il Nuovo Centrodestra
  15. ^ NCD:Quagliariello eletto coordinatore del partito, "AdnKronos", 26 febbraio 2014
  16. ^ Chi sono | Gaetano Quagliariello

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro per le Riforme Istituzionali Successore Emblem of Italy.svg
Umberto Bossi
(Governo Berlusconi IV)
28 aprile 2013 - 22 febbraio 2014 Maria Elena Boschi