Bertinoro

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Bertinoro
comune
Bertinoro – Stemma Bertinoro – Bandiera
Bertinoro – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Forlì-Cesena-Stemma.png Forlì-Cesena
Amministrazione
Sindaco Nevio Zaccarelli (PD) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 44°09′00″N 12°08′00″E / 44.15°N 12.133333°E44.15; 12.133333 (Bertinoro)Coordinate: 44°09′00″N 12°08′00″E / 44.15°N 12.133333°E44.15; 12.133333 (Bertinoro)
Altitudine 254 m s.l.m.
Superficie 56,89 km²
Abitanti 10 843 (31-12-2012)
Densità 190,6 ab./km²
Frazioni Bracciano, Capocolle, Collinello, Fratta Terme, Ospedaletto, Panighina, Polenta, San Pietro in Guardiano, Santa Croce, Santa Maria Nuova Spallicci
Comuni confinanti Cesena, Forlì, Forlimpopoli, Meldola, Ravenna
Altre informazioni
Cod. postale 47032
Prefisso 0543
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 040003
Cod. catastale A809
Targa FC, FO (fino al 1999)
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti bertinoresi
Patrono santa Caterina
Giorno festivo 25 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bertinoro
Posizione del comune di Bertinoro nella provincia di Forlì-Cesena
Posizione del comune di Bertinoro nella provincia di Forlì-Cesena
Sito istituzionale

Bertinoro (Bartnòra in romagnolo[1]) è un comune italiano di 10.843 abitanti della provincia di Forlì-Cesena. Il centro abitato è posto a circa 15 km dal capoluogo, Forlì.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Sito sulle colline romagnole, a pochi chilometri a monte della Via Emilia, fra Forlì e Cesena, a sud della città di Forlimpopoli, Bertinoro si staglia, come ogni borgo medievale, sulla cima di un monte (il monte Cesubeo).

L'abitato comprende anche l'attiguo Monte Maggio che coi suoi 328 metri rappresenta il punto più alto. Dai pressi di Bertinoro nasce il torrente Bevàno, che, sfociando, forma l'unica foce ancora intatta del Mare Adriatico settentrionale. Nei pressi di Lido di Classe, dove sfocia, prende il nome di Bevanella. Nel Bevàno si possono pescare i gamberi americani (Orconectes Limosus), i lucci (Esox Lucius) e le anguille, soprattutto nei pressi della foce, che fa parte di un'area protetta, inserita nel Parco del Delta del Po.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini del nome

Il nome «Bertinoro» ha suscitato molte contese ed ha visto nascere molte leggende sulla sua origine. L'etimologia più verosimile è quella che vuole Bertinoro derivare da Britannia, o meglio derivare il suo nome dalla usanza dei pellegrini, che da Roma erano diretti verso le terre britanne o viceversa, di fare tappa sul monte Cesubeo per ristorarsi. Castrum Brittinori significherebbe quindi Castrum dei Britanni. Un'altra ipotesi sull'origine del nome, molto probabilmente prodotta dalla fantasia ed a sfondo leggendario, è quella che la tradizione popolare si tramanda ovvero fu Galla Placidia in persona che, assaggiando il nettare di Albana prodotto dalle vigne locali, pronunziò le testuali parole: "Non di così rozzo calice sei degno, o vino, ma di berti in oro!".

In località Panighina a circa 2,5 chilometri dal centro di Bertinoro, nel 1870 si scoprirono i resti di un pozzo le cui acque hanno portato le popolazioni di età preistorica (dal Neolitico all'età del Bronzo) a lasciare vari materiali rinvenuti poi durante gli scavi archeologici dello scorso secolo: resti di ciotole e altri oggetti che testimoniano culti legati alle acque curative.[2] Testimonianze umane nella zona si rilevano a partire dall'età preistorica ed indicano una frequentazione della collina di Casticciano (la cui frazione attualmente conta pochi abitanti), a pochi chilometri dal centro abitato di Bertinoro, già in età eneolitica[3]. Un primo sviluppo della futura Bertinoro avvenne con la costruzione di importanti arterie di comunicazione che collegavano questa parte di Romagna con le grandi città romane di Forlì e Rimini. Si pensa che Bertinoro in origine fosse un semplice avamposto di avvistamento o di rifugio e che solo con l'avvento delle invasioni barbariche e la consequenziale distruzione di questo primo nucleo abitativo venne trasferito sulla cima del monte Cesubeo, al riparo di altre eventuali scorrerie barbariche.

Con l'avvento del Medioevo, Castrum Cesubeum si dotò di un'imponente rocca a merlatura ghibellina che nel 1177 ospitò l'imperatore Federico I di Svevia e la sua corte, e di una cinta muraria in grado di ripararla anche dagli attacchi più cruenti, considerando anche che i torrioni e le mura furono perfettamente integrati sugli speroni di roccia naturali che da soli rappresentavano già un baluardo di difesa per la città.

Il Castrum Cesubeum mutò il suo nome durante il breve regno di Ottone III (alla guida del Sacro Romano Impero dal 996 al 1002) in Castrum Brittinori ed ebbe in dote dal sovrano il titolo di Contea. È da questo momento che possiamo parlare di Bertinoro, nome che il centro abitato porta ancora oggi. Alla Rocca viene affiancato, nel 1306 per volere di Pino degli Ordelaffi, il Palazzo Comunale che ancora domina la splendida piazza centrale di Bertinoro, che divenne sede del neonato comune bertinorese. Sempre in questi anni la città venne abbellita con la Colonna dell'Ospitalità, presente tuttora in Piazza della Libertà accanto al Palazzo Comunale e con una serie di opere architettoniche, non ultima per importanza la costruzione nel 1500 della Concattedrale, che ne hanno fatto il tipico e splendido borgo che conosciamo.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiesa del Seminario vescovile
Colonna dell'Ospitalità
Chiesa di Polenta cantata dal Carducci
  • La Rocca fu costruita probabilmente intorno all'anno mille. Interessante notare come la sua posizione rialzata permise a Bertinoro di difendersi egregiamente nel corso dei secoli tanto da renderla quasi imprendibile. Caratteristica importante inoltre, la Rocca venne costruita in modo tale da fonderla perfettamente con gli speroni di roccia sui quali poggia e questa la dota di un ulteriore strumento di difesa naturale. Naturalmente questa costruzione rappresenta il nucleo di un sistema difensivo che comprendeva una forte cerchia di mura rinforzate da 4 torrioni, un ponte levatoio ed una serie di porte fortificate che garantivano la sicurezza del borgo. La Rocca fu per molto tempo il cuore pulsante del paese ed oltre che residenza signorile, fungeva anche da deposito di provviste ed acqua, prigione ed era il centro della vita militare (all'interno di essa infatti vivevano e si addestravano i soldati). Dopo aver ospitato Federico Barbarossa nel 1177, le sue mura ospitarono personaggi legati alle famiglie Sforza e Borgia, fino a divenire sede vescovile. È sede del Museo di Arte Sacra[4] e del Centro Universitario di Bertinoro.
  • Palazzo Comunale, edificato nel 1306 da Pino I Ordelaffi, signore di Bertinoro è forse il più bel palazzo di Bertinoro e si affaccia direttamente sulla Piazza della Libertà detta anche il Balcone di Romagna dato il panorama che si gode dalle sue balaustre. Il palazzo, alto 40 metri, è dotato di diverse sale visitabili. Di particolare interesse: la prima, detta "del Popolo", in quanto qui soleva riunirsi la cittadinanza per prendere le decisioni sulla cosa pubblica; la Sala Magna, decorata da preziosi quadri e la Sala del fuoco, chiamata in questo modo dato il focolare originale che ancora domina la sala.
    Posto più in basso rispetto alla Rocca, strappò ad essa il rango di centro del paese, tanto che la vita comunale si sviluppò più intorno al palazzo.
  • Colonna degli Anelli (o "delle Anella") è il monumento principale di Bertinoro. È una colonna di sasso bianco e testimonia l'indole ospitale dei cittadini bertinoresi. Si narra infatti che la Colonna fu fatta costruire da Guido del Duca e Arrigo Mainardi nel 1497 e dalle famiglie nobili del paese per porre fine alle dispute su chi dovesse ospitare un forestiero ogni qualvolta uno di essi posasse piede in città. La colonna fu dotata di 12 anelli che servivano per legare le briglie dei cavalli. Ad ogni anello corrispondeva il nome di una famiglia. A seconda di quella che veniva scelta per legare il cavallo dall'ignaro viandante, la famiglia corrispondente aveva l'onore di ospitare il forestiero.
  • La Concattedrale venne costruita nel 1500 sui resti del piccolo oratorio di Santa Caterina. In stile bramantesco conserva un notevole quadro di Santa Caterina d'Alessandria ed un crocifisso ligneo del 500 al quale si lega un racconto. Si narra infatti che fu scolpito da un pellegrino che avendo trovato rifugio nella zona alla sua partenza ricavò il manufatto da un imponente fico.
  • La pieve di San Donato nella frazione di Polenta è la chiesa più caratteristica e più citata di Bertinoro. Dal giorno in cui Giosuè Carducci la fece oggetto del suo canto "La Chiesa di Polenta", la chiesa assurse a fama nazionale. Quando poi l'interrogativo posto dal Poeta "forse qui Dante inginocchiossi?" per alcuni divenne quasi certezza ed il piccolo paese fu battezzato col nome di "Polenta di Dante".
    La chiesa custodisce ancora molte parti della costruzione originale (colonne, capitelli, cripta) della fine del secolo IX.
    La chiesa fu sede di un forte restauro alla fine del Settecento che modificò l'aspetto originario mentre un secondo restauro fu effettuato alla fine dell'Ottocento che culminò nel 1898 con la costruzione del campanile.
  • Villa Norina, nella quale soggiornò Antonio Canova, proprietà delle famiglia Fabri Guarini, Toricelli Ciamponi. Canestri Trotti.

Stabilimenti termali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fratta Terme.
  • Recentemente riaperto (maggio 2008), dopo 5 anni di lavori di ristrutturazione, lo stabilimento termale di Fratta Terme è l'unico in Italia a offrire una varietà di acque termali tanto vasta. Dalle 11 sorgenti distribuite lungo il corso del Rio Salso, sgorgano infatti 7 acque con caratteristiche uniche, ricche di sali minerali, ipotermali. Acque salse, salsobromoiodiche, sulfuree, salsosulfuree, ferruginose, magnesiache, arsenicali.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

Etnie e Minoranze Straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 815 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Marocco Marocco 146 1,34%

Romania Romania 140 1,28%

Religione[modifica | modifica sorgente]

Bertinoro è stata sede vescovile della Chiesa cattolica dal XIV secolo al 1986, quando è stata unita alla Diocesi di Forlì. Il Duomo di Bertinoro conserva tuttora questo nome, ed è intitolato a Santa Caterina d'Alessandria.

Nel comune sono presenti nove parrocchie: Santa Maria degli Angeli (Concattedrale), Santa Croce, San Donato in Polenta, San Lorenzo in Collinello, Santa Maria in Casticciano, Santa Maria del Lago, Santa Maria in Selva, Santa Maria di Urano e San Sebastiano in Montecchio.

Il principale luogo di devozione mariana è il Santuario della Beata Vergine del Lago, eretto nell'VIII secolo.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

A Bertinoro è presente il Centro Residenziale Universitario, gestito dall'Università di Bologna, all'interno del quale si tengono, durante l'anno, numerose scuole universitarie di specializzazione.

Persone legate a Bertinoro[modifica | modifica sorgente]

In ordine cronologico:

  • Aldruda Frangipane (1121 - sconosciuta), nobildonna, contessa di Bertinoro, figura decisiva nella conclusione dell'assedio di Ancona del 1173 a favore dei difensori.
  • Jacopo da Bertinoro, medico e filosofo in quel di Bologna fu insignito per primo del titolo di Maestro. Trovò la morte nel 1213.
  • Guido Novello da Polenta (1275 ca. – 1333), fu il podestà che diede ospitalità e rifugio a Dante durante il suo esilio romagnolo.
  • Ovadia di Bertinoro (1455 ca. - 1516 ca.), rabbino italiano, commentatore della Mishna e rabbino di Gerusalemme.
  • Ermete Novelli (1851 - 1919), attore teatrale.
  • Paolo Amaducci (1856-1946) letterato e storico, scopritore dei resti della antica Colonna delle Anelle dell'Ospitalità oggi simbolo di Bertinoro nel mondo.
  • Ettore Pasini (1874-1909), campione di ciclismo.
  • Aldo Spallicci (1886 - 1973), politico e poeta dialettale.
  • Alessandro Cervellati (1892 - 1974), pittore, grafico, illustratore e scrittore.
  • Luigi Maria Ugolini (1895 - 1936), archeologo.
  • Francesco Babini (1914 - 1944), presbitero, partigiano, medaglia d'oro al valor civile.
  • Dante Arfelli (1921 - 1995), scrittore.
  • Arnaldo Pambianco (1935 - vivente), ciclista, vincitore del Giro d'Italia 1961.
  • Gaetano Curreri (1952 - vivente), cantante, fondatore del gruppo degli Stadio.
  • Simona Galassi (1972 - vivente), pugilatrice, campionessa del mondo e campionessa europea.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Sicuramente favorito dalla conformazione geografica e dalla qualità del terreno, Bertinoro è da considerarsi un importante centro di produzione vinicola. Le aziende agricole riescono produrre un vino di qualità, grazie anche alla cura con la quale vengono selezionati i migliori vitigni di albana e sangiovese. La produzione vinicola si avvale inoltre di prodotti tipici e di nicchia come la produzione della cagnina o del pagadebit. Bertinoro inoltre è inserito nella cultura enogastronomica romagnola, che grazie alla vicinanza al mare unisce i sapori tipici collinari con quelli marittimi. Per quello che concerne l'artigianato e l'industria Bertinoro può godere dell'indotto economico prodotto nella frazione Panighina, che vede la presenza di un'estesa zona industriale con aziende leader nel settore degli imballi e plastici - elettrici.

Da non trascurare il turismo, che può contare su Terme poste in località Fratta all'interno delle quali è possibile passeggiare immersi nel verde in un secolare parco. La struttura, dopo un lungo periodo di inattività, è stata ristrutturata e riaperta al pubblico con l'inaugurazione avvenuta il 6 ottobre 2007.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Bertinoro è famosa per la "Festa dell'Ospitalità" che si tiene fin dagli anni cinquanta ogni primo weekend di settembre. La festa trae origine dall'antichissima tradizione di ospitalità (1200) consolidatasi attorno alla colonna delle anelle (vedi sezione luoghi d'interesse/monumenti) e si è nel tempo arricchita di eventi e manifestazioni collaterali. Oggi prevede una notte bianca (Frico Royal), tra il venerdì e il sabato, spettacoli di rievocazione storica e una cerimonia molto particolare, che si svolge la domenica in tarda mattinata, in cui chiunque lo voglia può essere ospite di una famiglia bertinorese scegliendo una delle buste chiuse appese alla colonna delle anelle. In queste buste sono scritti i nomi di tutte le famiglie del paese che hanno dato la disponibilità al Comune per ospitare (naturalmente in via gratuita) uno o più ospiti italiani o stranieri.
  • Dal 2001 sono organizzate da AICCON (Associazione Italiana per la promozione della Cultura della Cooperazione e del Nonprofit), l'appuntamento di studio e di confronto che riunisce presso la Rocca di Bertinoro i maggiori rappresentanti del mondo del Terzo Settore, dell'Università, delle Istituzioni e delle Imprese, per discutere sui temi dell'Economia Civile.
  • Ogni estate vi si tiene il Festival Musicale Estivo - JCE, organizzato dalla Scuola Musicale Dante Alighieri con partecipazione di noti artisti e gruppi che si esibiscono in concerti di musica jazz, classica ed etnica.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1995 2001 Giancarlo Zeccherini Partito Democratico della Sinistra Sindaco
2001 2006 Arianna Bocchini Democratici di Sinistra Sindaco
2006 in carica Nevio Zaccarelli Democratici di Sinistra/Partito Democratico Sindaco

Storia Amministrativa[modifica | modifica sorgente]

Storica roccaforte del Partito Comunista Italiano nel circondario forlivese, il comune di Bertinoro è sempre stato amministrato dal dopoguerra da alleanze di sinistra. In un primo periodo, dal 1946 a metà degli anni sessanta, nonostante la forza del PRI (che a sua volta trovava in questa città uno dei suoi punti di forza) si sono succedute in maniera ininterrotta una serie di coalizioni socialcomuniste. Entrata in crisi l'alleanza di sinistra a seguito della nascita del PSIUP nel 1964, la città venne sottoposta ad alcuni anni di commissariamento, come peraltro accadde in molti comuni della zona negli stessi anni.

Con la ricomposizione del 1970 il PCI e il PSI ritrovarono l'accordo e ripresero l'amministrazione del comune in alleanza. Questa formula politica continuò sostanzialmente fino al 1995, a parte alcune esperienze di monocolori comunisti, resi possibili dai risultati del PCI che in tutte le elezioni dal 1975 al 1985 ottenne percentuali superiori al 50% dei suffragi espressi.

Con il 1995 e l'introduzione dell'elezione diretta del sindaco l'orientamento politico di fondo del paese non ha avuto variazioni significative e sia nel 1995 che nel 2001, 2006 e 2011 liste civiche di centrosinistra si sono imposte largamente alle elezioni comunali. Attualmente Bertinoro rimane una delle roccheforti del Partito Democratico ed è amministrata da una coalizione di centrosinistra eletta col 62% dei voti nel 2011.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Bertinoro è gemellato con:

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Panorama della Romagna visto dalla piazza principale di Bertinoro
Panorama di Bertinoro, il "Balcone di Romagna"

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 75.
  2. ^ Montanari Bergmond Giovanna (e altri, a cura di). 1996. Quando Forlì non c'era. Edizioni A. B. A. C. O. Forlì. pag.153-162.
  3. ^ Da Francesco Bandini. Considerazioni sul territorio di Fratta Terme alla luce di nuovi ritrovamenti e studi. pag 84 e seg. in http://axhousing.axot.it/forlimpopoli/pdf/1703.pdf
  4. ^ www.museointerreligioso.it
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Stefania Mazzotti (a cura di). 1998. Storia di Bertinoro. Società editrice Il ponte vecchio. Cesena.
  • Giovanni Alessandrini. Nel cuore della Romagna: Bertinoro e il Santuario della Madonna del Lago, a cura della Cassa Rurale e Artigiana di Forlimpopoli, s.d.
  • Paolo Amaducci. 1986. Le origini di Bertinoro e altri scritti, Amministrazione Comunale di Bertinoro.
  • Alberto Aramini. 1989. Scritti, a cura dell'Amministrazione Comunale di Forlimpopoli.
  • Luigi Gatti. 1942. La Madonna del Lago patrona della città e diocesi di Bertinoro, Forlì.
  • Luigi Gatti. 1952. Bertinoro nel Risorgimento. Un secolo di storia. Forlì.
  • Luigi Gatti. 1971. Bertinoro. Notizie storiche, a cura della Pro loco di Bertinoro.
  • Roberto Marchini. 1986. Profilo storico-urbanistico di Bertinoro attraverso i secoli, in «Quaderni Bertinoresi».
  • Vittorio Bassetti, Ambrogio Traversari e l'abbazia bertinorese di S.ta Maria in Urano, <<I quaderni dell'Acquacheta>>, 2 (1988), pp. 47-61.
  • Vittorio Bassetti, Scienza e religiosità in Bologna a cavallo dei secoli XII-XIII. L'esempio del medico e canonico Jacopo da Bertinoro, <<Ravennatensia>>, XIX (2002), pp. 235-241.
  • Vittorio Bassetti, Documenti sui primi secoli di vita della rocca di Bertinoro, <<Forlimpopoli. Documenti e Studi>>, XV (2004), pp. 79-111.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]