Tredozio

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Tredozio
comune
Tredozio – Stemma Tredozio – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Forlì-Cesena-Stemma.png Forlì-Cesena
Amministrazione
Sindaco Simona Vietina (Lista civica) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 44°05′00″N 11°45′00″E / 44.083333°N 11.75°E44.083333; 11.75 (Tredozio)Coordinate: 44°05′00″N 11°45′00″E / 44.083333°N 11.75°E44.083333; 11.75 (Tredozio)
Altitudine 334 m s.l.m.
Superficie 62 km²
Abitanti 1 260 (31-12-2012)
Densità 20,32 ab./km²
Frazioni Madonna della Neve, Montebusca, San Valentino
Comuni confinanti Marradi (FI), Modigliana, Portico e San Benedetto, Rocca San Casciano
Altre informazioni
Cod. postale 47019
Prefisso 0546
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 040049
Cod. catastale L361
Targa FC
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti tredoziesi
Patrono Beata Vergine delle Grazie
Giorno festivo Sabato prima della seconda domenica di maggio
PIL (nominale) 14 165 736 €
PIL procapite (nominale) 11 243 €
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Tredozio
Posizione del comune di Tredozio nella provincia di Forlì-Cesena
Posizione del comune di Tredozio nella provincia di Forlì-Cesena
Sito istituzionale

Tredozio (Terdozî in romagnolo[1]) è un comune di 1.260 abitanti della provincia di Forlì-Cesena.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La valle del Tramazzo ha costituito sempre una zona di passaggio fra la Romagna e la Toscana; gli importanti insediamenti terramaricoli del Bronzo Medio (sec. XV a.C.), rinvenuti nei pressi di S.Maria in Castello, a circa 4 chilometri da Tredozio, dimostrano l'esistenza di una via di crinale da e per la Toscana sullo spartiacque fra Tramazzo e Montone, probabilmente da collegare alla transumanza (soprattutto se si tiene conto dell'importanza che ha la pastorizia in questo periodo storico). Alcuni studiosi affermano che anche Annibale, nel 218 a.C., iniziò l'attraversata dell' Appennino (per scendere verso Roma), proprio partendo dal valico del Monte Busca.
La valle comunque doveva essere molto selvaggia e quasi inesplorata, popolata esclusivamente da alcune tribù di Galli Boi, a fatica sopraffatte, nel corso di sanguinose battaglie, dalla potenza espansionistica di Roma. Il territorio rimase scarsamente abitato per tutto il periodo romanico; alcune tracce di insediamenti umani si possono rinvenire ancor oggi lungo il corso del torrente Tramazzo: qualche tomba, una fornace per la cottura di mattonelle ad uso edile proprio nei pressi del centro urbano.

Le prime notizie storiche riguardanti Tredozio, o perlomeno il suo territorio, risalgono al periodo Bizantino-Ravennate: da alcuni documenti ufficiali (conservati presso l'archivio dell'Arcidiocesi di Ravenna) si apprende che l'esistenza della Chiesa di San Valentino, la cui amplissima giurisdizione comprendeva anche i territori di Gamogna, è segnalata fin dall'anno 562.
Nella piccola vallata sorsero nuove chiese e nuove abitazioni rurali (Cesata nel 755, Pereta nell'893), ma probabilmente il terreno era ancora coperto da vegetazione spontanea e da folti boschi, più adatti alle attività di caccia che all'agricoltura organizzata; è probabile che la fondazione di nuove Chiese rispondesse più ad esigenze amministrative e di controllo sul territorio che a reali bisogni della popolazione indubbiamente ancora molto scarsa.

Il Castrum Treudacium viene menzionato per la prima volta nel 925 e costituisce il primo nucleo di quello che sarà poi il Comune di Tredozio.

« ...imponente nell'aspetto architettonico, costruito con solidi muri in calce e pietra, di forma ottagonale, aveva nel punto centrale la torre, alta 17 metri e, attorno, il deposito delle armi; di fianco la chiesa di S.Maria Maddalena e poi la casa del Conte. »

Dopo il 1000, il territorio tredoziese vide fiorire, con la ruralizzazione della società e con lo spirito di rinnovamento e di riforma contro i mali della Chiesa e del mondo religioso in generale, un numero notevole di chiese e di conventi: per primo, ad opera di S.Pier Damiani, sorse il Monastero di Gamogna; poi anche i monasteri di Tredozio (1060) e di Trebbana (1063) iniziarono la loro attività religiosa e sociale in un territorio che si stava popolando sempre più.
Il 29 settembre 1164 un diploma imperiale concesse 200 capi in feudo a Guido Guerra: fra questi territori figurava anche Tredozio e da questa data i Conti Guidi iniziarono ad esercitare sul territorio un pressoché continuo dominio per circa tre secoli, lasciando tracce della loro amministrazione anche sotto l'aspetto urbanistico ed economico, con la costruzione degli edifici amministrativi e della fortificazione del Mercatale.
A conclusione della guerra fra i Visconti di Milano e Firenze, durante la quale si era verificata la sconfitta dell'ultimo discendente dei Guidi (Guelfo, alleato dei milanesi), dopo un lungo assedio dei fiorentini al castello di Tredozio, ebbe termine il dominio dei Conti sul territorio tredoziese ed avvenne il passaggio , nell'ottobre 1428 sotto l' amministrazione fiorentina.

Per cinque secoli Tredozio fu terra di frontiera fra la Toscana e lo Stato Pontificio; sicuramente anche terra di contrabbando e di residenza provvisoria per famiglie e personaggi provenienti da Firenze o da Faenza; nacquero in questo periodo alcune fra le costruzioni rurali ed i palazzi più belli ancor oggi esistenti nel centro e nella campagna; si insediarono o iniziarono la costruzione del loro dominio economico alcune importanti famiglie (Fantini, Bonaccorsi, Frassineti...).
L'Umanesimo e il Rinascimento lasciano le loro tracce anche in un piccolo centro come Tredozio: Faustino Perisauli (Pietro Paolo Fantini) scrive il "De Triumpho Stultitiae" (forse ispiratore della "Laus Stultitiae" erasmiana) e frequenta i circolo culturali riminesi e romani; la famiglia Fantini fornisce segretari e dignitari a nobili ed ecclesiastici famosi come il Cardinale Ippolito D'Este; altri tredoziesi diventano importanti funzionari dell'amministrazione fiorentina; si amplia e si arricchisce di opere d'arte il Monastero dell'Annunziata, divenuto nel 1536 sede delle Monache Domenicane, provenienti dal vetusto "Luogo D'Africa".

A parte alcuni avvenimenti particolarmente drammatici, menzionati regolarmente nei documenti degli archivi storici, come le varie epidemie di peste o i numerosi terremoti (alcuni disastrosi come quello del 1661), la vita del paese si è poi svolta abbastanza tranquillamente, sempre più esclusa dalle grandi vie di comunicazione e sempre più isolata dal resto della Toscana; isolamento che ha influito notevolmente sia sulla storia che sul carattere della popolazione.
Nonostante ciò alcuni personaggi sono riusciti comunque ad emergere nella società del loro tempo, a conferma della vivacità intellettuale e culturale dell'ambiente tredoziese: si citano i due più importanti: Pietro Montagnani, filosofo e teologo e Suor Rosa Teresa Brenti fondatrice del monastero di Fognano (Ra), vissuti entrambi nell'800.

Nel 1923 Benito Mussolini, nel quadro di una ristrutturazione amministrativa della Romagna, inserisce Tredozio e quasi tutti i territori della Romagna-Toscana nella provincia di Forlì, adeguando l'assetto burocratico a quello geografico; Tredozio diventa terra romagnola a tutti gli effetti.

Attualmente, dopo il progressivo spopolamento verificatosi soprattutto nel dopoguerra, il paese vive di artigianato calzaturiero e di agricoltura; l'inserimento nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna fa sperare in una rivalorizzazione del territorio, ricco di risorse naturalistiche, a fini turistici.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Etnie e Minoranze Straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 54 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania Romania 29 2,22%

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Tredozio[modifica | modifica sorgente]

Eventi e ricorrenze[modifica | modifica sorgente]

Sagra e Palio dell'Uovo

Tredozio è nota per la Sagra e Palio dell'uovo, che si svolge, per Pasqua, ogni anno, dal 1964. I quattro rioni del paese (Borgo, Casone, Nuovo, Piazza) si sfidano per due giorni per l'attribuzione dell'uovo d'argento e dell'uovo di ceramica. Dal 1984, il Palio è affiancato dalla "Disfida dell'uovo" col comune di Arcevia (AN). La Sagra si conclude il Lunedì dell'Angelo con la tradizionale sfilata in costume rinascimentale e la disfida con Arcevia.

Beata Vergine delle Grazie

La seconda domenica di maggio di ogni anno si svolgono i festeggiamenti per la Beata Vergine delle Grazie. Il sabato precedente si svolge davanti all'oratorio della Compagnia in Via XX settembre la consueta benedizione degli autoveicoli dove tutti i veicolo tredoziesi ricevono la benedizione. La sera invece viene portata in processione la venerata immagine fino al nuovo quartiere de "Le Volte" dove vengono compiute le seconde rogazioni verso la campagna (le prime si compiono il 25 aprile a S. Valentino) e viene fatta risiedere nella Chiesa parrocchiale di S.Michele Arcangelo. Alle ore 21 viene acceso il consueto falò (un rogo di altezza variabile dai 3 ai 6 metri) e a volte vengono eseguiti concerti di musica sacra. La seconda domenica tutte le S.Messe vengono celebrate con grado di solennità. La messa delle 18.00 viene presieduta dal vescovo della diocesi di Faenza-Modigliana, che conferisce annualmente il sacramento della confermazione. L'immegine viene poi portata solennemente per le vie del paese fino all'oratorio di residenza. Verso gli ultimi giorni del mese l'immagine viene portata alla locale casa di riposo afficnhé gli anziani non deambulanti abbiano la possibilità della venerazione. Il 31 maggio l'immagine viene traslata all'edicola del molinetto(il luogo dove fu trovata miracolosamente l'immagine) dove viene celebrata la messa vespertina e la terza rogazione. L'immagine viene poi riposta sopra al tabernacolo dell'altare maggiore dell'oratorio della Compagnia.

Altri eventi
  • Fiera di Sant'Anna: il 26 luglio si svolge un mercato ambulante denominato "Fiera di S.Anna". Tale Tradizione ricorda il mercato boario che si svolgeva a Tredozio proprio per la festa della santa.
  • S. Michele: l'ultima domenica di settembre si festeggia S. Michele Arcangelo, patrono della parrocchia (non del comune). Per quella giornata il bassorilievo del santo viene portata in processione per le vie del paese.
  • Sagra del bartolaccio: la sagra del Bartolaccio si svolge la prima e la seconda domenica di novembre dove viene riproposto il piatto tipico tredoziese: il Bartolaccio (un tortello di patate e pancetta cotto sulla lastra).

Tredozio nel cinema[modifica | modifica sorgente]

Nel film Il presidente del Borgorosso Football Club si fanno più volte espliciti riferimenti a Tredozio, in particolare il luogo dei ritiri è al confine tra il comune e Modigliana il località Campatello.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Tredozio è gemellata con:

Sport[modifica | modifica sorgente]

Tredozio possiede due squadre di calcio amatoriale: Vis in fide A e Vis in Fide B (chiamate dai tredoziesi rispettivamente Vis e Bis). Inoltre possiede una squadra di pallavolo femminile, sempre amatoriale, categoria over 18 e under 13. Tredozio ha un polo sportivo chiamato "Le volte" dotato di un palazzetto dello sport inaugurato nel 2007, una piscina scoperta, un campo da tennis. il campo sportivo invece è dall'altra parte del paese.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 665.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]