Forlì
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| Forlì | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
|
|
|||||||||
| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 34 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 228,19 km² | ||||||||
| Abitanti: |
|
||||||||
| Densità: | 512 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | vedi elenco frazioni | ||||||||
| Comuni contigui: | Bertinoro, Brisighella (RA), Castrocaro Terme e Terra del Sole, Faenza (RA), Forlimpopoli, Meldola, Predappio, Ravenna (RA), Russi (RA) | ||||||||
| CAP: | 47121-47122 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0543 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 040012 | ||||||||
| Codice catasto: | D704 | ||||||||
| Class. sismica: | zona 2 (sismicità media) | ||||||||
| Nome abitanti: | forlivesi, liviensi | ||||||||
| Santo patrono: | Madonna del Fuoco | ||||||||
| Giorno festivo: | 4 febbraio | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
| « Chi conosce Forlì sa bene che questa città sta a sé e non assomiglia affatto a tutte le altre città del mondo. Ha un suo cuore, una sua particolare intelligenza, un suo modo inconfondibile di vedere le cose... » | |
Forlì (Furlè in dialetto forlivese, Forum Livii in latino) è una città di 116.854 abitanti (al 30 aprile 2009), capoluogo della provincia di Forlì-Cesena[1], dopo essere stata, per quasi tutto il XX secolo, capoluogo della provincia di Forlì, nome sotto il quale era compreso anche il territorio ora facente parte della provincia di Rimini. Forlì è nota anche col soprannome dialettale di "Zitadon", il "Cittadone". Nella storia, è stata anche chiamata col nome di Livia.
Forlì è una città dell'Emilia-Romagna ed in particolare si trova in Romagna, di cui è, come dice Dante nel De Vulgari eloquentia, "meditullium", cioè l'area centrale. Questo primato è anche linguistico, nel senso che il forlivese costituisce il dialetto romagnolo tipico, visto che, come è naturale, il Romagnolo tende a perdere questa o quella peculiarità a mano a mano che si avanza verso la periferia della Romagna e che la lingua subisce, per ciò, gli influssi delle zone circostanti.
[modifica] Geografia fisica
[modifica] Territorio
Forlì sorge nella pianura romagnola, a pochi chilometri di distanza dalle prime colline del Preappennino Tosco-Romagnolo e a circa 30 chilometri dalla riviera. La periferia è bagnata dal fiume Montone (che presso il quartire Vecchiazzano riceve le acque del fiume Rabbi, per poi lambire le mura urbane presso Porta Schiavonia) e dal fiume Ronco che attraversa l'omonimo quartiere periferico della città.
Attraversata dalla Via Emilia, dista 15 km da Faenza e circa 20 da Cesena, mentre tramite la Via Ravegnana è unita a Ravenna che dista circa 20 km; Firenze, attraverso la Statale Tosco-Romagnola, è distante un centinaio di chilometri.
[modifica] Clima
| Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Forlì. |
| FORLÌ | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 5,4 | 8,2 | 13,0 | 17,2 | 22,3 | 26,6 | 29,2 | 28,4 | 24,6 | 18,4 | 11,4 | 6,5 | 6,7 | 17,5 | 28,1 | 18,1 | 17,6 |
| T. min. media (°C) | 0,8 | 2,7 | 6,2 | 9,5 | 13,9 | 17,7 | 20,2 | 19,9 | 16,7 | 11,9 | 6,5 | 2,0 | 1,8 | 9,9 | 19,3 | 11,7 | 10,7 |
Il clima dell'area in cui Forlì sorge è sostanzialmente di tipo continentale temperato, moderatamente mitigato dalla relativa vicinanza della città al mare che permette di rendere i mesi autunnali ed invernali più miti rispetto ad altre città della pianura.
Forlì è caratterizzata da estati calde, poco piovose e piuttosto afose mentre gli inverni sono freddi, umidi con nebbie diffuse e piuttosto frequenti che possono presentarsi anche in forme decisamente intense. Le estati possono presentarsi anche in forma decisamente torrida tali da causare il prosciugamento quasi completo dei corsi d'acqua che attraversano la città.
La stagione nella quale si verificano maggiori precipitazioni è l'autunno, mentre in inverno le pioggie diminuiscono in maniera anche considerevole. Nelle zone montuose del forlivese, a cavallo tra autunno ed inverno, si possono evidenziare precipitazioni a carattere nevoso anche in quantità rilevante, mentre le nevi sulla città si presentano in misura molto minore. Le nevicate, un tempo numerose ed abbondanti anche in città ed in tutta la pianura che la circonda, negli ultimi anni si sono presentate in misura sempre meno significativa. Di solito le nevicate in città sono circoscritte ad un numero ristretto di giornate e la presenza della neve varia da pochi giorni (2-3 in città) a massimo un mese (alcuni residui nevosi possono permanere a lungo nelle zone collinari meno soleggiate vicino alla città). Forlì, ed il suo territorio, viene considerata la zona più nevosa di tutta la Romagna in particolare per quanto riguarda la frequenza e la qualità delle precipitazioni nevose (quantificabili, mediamente, in un totale di circa 3 o 4 nevicate all’anno). Questa caratteristica è spiegabile in parte alla lontananza non eccessiva dal mare ed in parte alla relativa vicinanza della città agli Appennini. Solitamente infatti le nevicate si verificano a causa di quello che è definito effetto stau a causa del quale si registra l'irruzione di masse di aria fredda e secca proveniente da nord-est che, passando sul mare, si carica di umidità e si dirige verso gli Appennini. Lo scontro dell'aria carica di umidità con le vette montuose causa un ulteriore e repentino raffreddamento dell'aria, generando le nevicate che possono ricoprire la città. Gli Appennini, oltre che a raffreddare ulteriormente le nubi, fungono da diga per il fluire dell'aria, facendo perdurare il maltempo sulla zona e generando condizioni di freddo piuttosto rilevante al suolo. Rare, ma non eccezionali, sono giornate di clima primaverile in pieno inverno durante il quale si riscontra, per 24-36 ore, l'irruzione di vento caldo, definito pseudo-foehn, proveniente da nord-ovest. Il persistere troppo a lungo di tali condizioni può risultare dannoso per le coltivazioni che tendono a germogliare precocemente per poi essere danneggiate dal ritorno del maltempo.
Sebbene ancora in inverno, già a fine febbraio è talvolta possibile imbattersi in giornate nelle quali, anche se ancora fredde, il cielo può mantenersi sgombro dalle nubi per alcuni giorni. Inoltrandosi nel mese di marzo le temperature tendono al rialzo sebbene non risultano rari improvvisi ritorni del gelo anche a marzo inoltrato. La primavera, dal punto di vista delle precipitazioni piovose, è simile all'autunno sebbene, spesso, possono registrarsi intensi abbassamenti di temperatura che possono essere causa di improvvise nevicate e gelate. Le pioggie tendono a diminuire addentrandosi nel mese di maggio tanto che, a fine del mese, non di rado è possibile rilevare anticipi d'estate ai quali seguono le prime due settimane di giugno con piogge diffuse ed abbassamento considerevole delle temperature.
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi la voce Storia di Forlì. |
[modifica] Origini
La località dove Forlì sorge fu abitata sin dal Paleolitico, come dimostrano i copiosi ritrovamenti di Monte Poggiolo, con migliaia di reperti datati a circa 800.000 anni fa.
La città è poi sorta su un antico insediamento commerciale, chiamato dagli Etruschi "Ficline" (Figline, cioè terra di vasai, per le ceramiche che vi venivano prodotte e che saranno famose anche nei secoli XIV-XVI), sito sulla linea di confine che separava il territorio controllato dai Lingoni da quello dei Senoni.
Il nome è di origine romana (Forum Livii): il castrum fu probabilmente fondato nel 188 a.C., secondo la tradizione, da Caio Livio Salinatore, figlio del console Marco Livio Salinatore che, nel 207 a.C., sconfisse l'esercito cartaginese guidato da Asdrubale nella battaglia del Metauro. Della città romana rimangono pochi resti, specialmente sotterranei (ponti, strade lastricate, fondazioni). Il forum doveva essere all'altezza dell'attuale piazza Melozzo, mentre è probabile l'esistenza di un castrum nella zona dei Romiti, sulla via per Faenza. Il castrum chiamato Livia e il forum detto Livii rifondarono l'etrusca Ficline dando luogo a Forlì.
Un importante pagus risalente agli anni in cui era Imperatore Costanzo II è stato rinvenuto nei pressi della località Pieveacquedotto, dove transitava l'acquedotto di Traiano.
[modifica] Antichità e Medioevo
Caduto l'Impero Romano d'Occidente, dopo il breve dominio di Odoacre, fece parte del regno degli Ostrogoti, poi dell'impero di Bisanzio. Rimase bizantina ai tempi dell'invasione longobarda, nel VI secolo, poi fece parte delle donazioni di Pipino il Breve alla Chiesa.
Nata, ovviamente per motivi di difesa, su un'isola alla confluenza di due fiumi, Forlì fu però lungamente travagliata dalle inondazioni, così, intorno al 1050, venne risistemato l'impianto dei corsi d'acqua con vari lavori di ingegneria che allontanarono dal centro abitato il rischio di nuovi allagamenti.
La città fu protagonista delle vicende del territorio romagnolo durante il Medioevo: il complesso stemma allude a diversi momenti della sua storia: la città ebbe dai Romani lo scudo vermiglio, su cui poi fu posta, in ricordo della partecipazione dei Forlivesi alla Prima Crociata, una croce bianca; un secondo scudo, bianco, attraversato dalla scritta LIBERTAS, testimonia dei periodi in cui la città si erse a repubblica (la prima volta nell'889, l'ultima nel 1405): i colori della città, pertanto, sono il bianco ed il rosso; l'aquila sveva in campo d'oro fu invece concessa da Federico II, per l'aiuto datogli nella presa di Faenza (1241), essendosi Forlì schierata dalla parte dei ghibellini.
L'Imperatore elargì alla città, nell'occasione, anche un'ampia autonomia comunale, compreso il diritto di battere moneta.
Il passaggio dal libero comune alla signoria fu piuttosto tormentato: emersero, fra gli altri, i tentativi di Simone Mastaguerra, Maghinardo Pagani e Uguccione della Faggiola, ma il successo nel dominio cittadino arrise alla dinastia della famiglia Ordelaffi, che resse, sia pure con qualche interruzione, la città dalla fine del XIII fino all'inizio del XVI.
Dal punto di vista tecnico, si può segnalare il fatto che Forlì, nel XIV secolo, fu una delle prime città a dotarsi di orologio meccanico, posto nella torre civica.
La Forlì medioevale vide anche la presenza di una fiorente comunità di Ebrei: si ha notizia dell'esistenza d'una scuola ebraica in città fin dal XIII secolo, mentre il più antico esempio italiano di immagine araldica ebraica (1383) proviene da Forlì; inoltre, uno statuto civico forlivese del 1359 ci testimonia la stabilità della presenza degli Ebrei e dei loro banchi. Anzi, nel Medio Evo, gli Ebrei a Forlì potevano possedere terreni e fabbricati. Col Cinquecento, però, la possibilità si restrinse ai soli fabbricati, anche a causa del passaggio della città al dominio diretto dello Stato della Chiesa.[2]
Insomma, Forlì fu un importante centro di affari e di vita culturale ebraica.
Da segnalare, a tal proposito, è l'importante congresso dei delegati delle comunità ebraiche di Padova, di Ferrara, di Bologna, delle città della Romagna e della Toscana, nonché di Roma, che fu convocato a Forlì il 18 maggio 1418: vi si presero decisioni sul comportamento (etico e sociale) che gli Ebrei avrebbero dovuto tenere e si inviò una delegazione al Papa Martino V per la conferma degli antichi privilegi e la concessione di nuovi.
Nasce, e poi fiorisce con Melozzo e Marco Palmezzano, la scuola forlivese nel campo della pittura.
[modifica] Età moderna
Durante il Rinascimento, la città vantò molteplici intrecci con la storia nazionale italiana: sua signora fu Caterina Sforza, che, vedova di Girolamo Riario (nipote di Papa Sisto IV), sposò, nel 1497, Giovanni de' Medici (detto "il Popolano"), matrimonio dal quale nacque, l'anno successivo, Ludovico (poi Giovanni) detto Giovanni dalle Bande Nere, il famoso capitano di ventura, padre di quel Cosimo I de' Medici che sarà il primo Granduca di Toscana. Caterina, nonostante un'eroica resistenza nella rocca di Ravaldino, in Forlì, fu sconfitta da Cesare Borgia nel piano di espansione dei possedimenti papali in Romagna.
Dopo un effimero tentativo di ritorno degli Ordelaffi, il Papa Giulio II, di passaggio a Forlì nel 1506, riuscì ad imporre, almeno provvisoriamente, la pace tra i guelfi e i ghibellini.
Tornata sotto il dominio papale, Forlì costituì il centro della Romagna pontificia, tanto che ancora oggi sono in molti ad usare "romagnolo" e "forlivese" come sinonimi, anche se ciò non è corretto.
Pur tra varie vicissitudini, come il saccheggio operato dagli Austriaci nel 1708, la situazione rimase sostanzialmente immutata in pratica fino all'Unità d'Italia, eccetto che per un breve periodo di indipendenza politica dalla Chiesa attorno al 1797, quando divenne capoluogo del dipartimento del Rubicone nella nuova divisione amministrativa dettata dalle truppe di Napoleone al seguace Regno d'Italia. Tra le leggi imposte dal nuovo codice civile napoleonico c'era la possibilità di divorzio e un cittadino di Forlì ne fece richiesta (prima causa di divorzio a oltre 150 anni dalla legge attuale). Inoltre, i funzionari napoleonici si occuparono di indagare gli usi e costumi delle popolazioni sottomesse, producendo una notevole mole di dati sulle tradizioni popolari di questa parte di Romagna. Un forlivese riuscì a recuperare parte di quelle indagini (per la verità in gran parte provenienti da Sarsina, ma in uso anche a Forlì) e ne pubblicò un testo che è uno dei primi lavori sulle tradizioni romagnole, poi seguito dall'opera del Pergoli verso la fine dell'Ottocento, che si occupò della raccolta di canti anche a Forlì e a San Martino in strada (frazione di Forlì).
Dal punto di vista culturale, prosegue nel XVI secolo la scuola forlivese di pittura, con autori come Francesco Menzocchi e Livio Agresti, ma anche con i loro epigoni dei secoli successivi.
[modifica] Età contemporanea
Nella seconda metà del XIX secolo Forlì diventa il "zitadòn" (cittadone) della Romagna: un centro grande rispetto alle altre realtà urbane limitrofe, la cui prosperità deriva dall'agricoltura - molto diffuso il tipico contratto di mezzadria - e dal commercio del sale tramite la via diretta verso Cervia e le sue saline, nonché dal suo posizionamento sulla strategica via Emilia, a metà strada fra Bologna e Rimini. Non mancarono personalità di spicco durante il Risorgimento: Aurelio Saffi, repubblicano mazziniano e Piero Maroncelli, amico di Silvio Pellico e imprigionato come lui per il suo ideale di un'Italia unita e libera da dominazioni straniere o religiose.
La città piange i suoi martiri della Grande Guerra, ma è con l'ascesa del Fascismo e la Seconda guerra mondiale che Forlì torna a far parlare di sé. A 15 km dalla città, a Predappio, nasce Benito Mussolini: quando egli diviene prima presidente del consiglio, poi duce, inevitabilmente Forlì gode di una certa fama di ritorno, cominciando a essere presentata nella propaganda ufficiale come "la città del Duce". Questo ha comportato conseguenze negative negli anni del dopoguerra, quando si poté assistere, a mo' di contrappasso, a quella che uno storico ha definita un'implicita conventio ad tacendum: tutte le volte che non fosse proprio inevitabile citarla, Forlì non doveva essere nemmeno menzionata[3]. Solamente con gli inizi del nuovo secolo, il XXI, il presupposto per cui parlare di Forlì sarebbe sintomo di nostalgie fasciste sta cominciando a cadere.
Durante il regime, comunque, Forlì si sviluppò oltre il suo ambito territoriale ed economico tradizionale: le porte e le mura antiche vennero abbattute per lasciar spazio ai nuovi viali delle circonvallazioni e permettere la costruzione di nuovi quartieri all'esterno del pur ampio centro storico; gli architetti del regime si sbizzarrirono nel progettare nuovi edifici corrispondenti al gusto del momento, come ad esempio la nuova stazione ferroviaria, il nuovo Palazzo delle Poste e quello degli Uffici Statali nella centrale piazza Saffi, viale Benito Mussolini (ora viale della Libertà). Crebbero poi le industrie locali (Forlanini, Mangelli); nel 1936 viene inaugurato l'aeroporto "L.Ridolfi", che, nel dopoguerra fu a lungo polo di traffici commerciali con i Paesi dell'Europa comunista.
La città pagò il suo conto di vite umane alla guerra, sopportando inoltre la perdita di inestimabili tesori artistici, come la chiesa di San Biagio o il teatro comunale; anche la Torre civica fu bombardata, per poi venire ricostruita in seguito. Il campanile della Basilica di San Mercuriale venne invece risparmiato dai tedeschi in ritirata, le voci del popolo indicano per intercessione e supplica del parroco don Giuseppe Prati detto, amabilmente, don Pippo. Certa è l'opera del vescovo di allora della città, monsignor Rolla, che sicuramente pagò un prezzo molto consistente in termini di vettovaglie e bestiame per l'esercito tedesco in ritirata. Recentemente alcuni voci "nostalgiche" vorrebbero indicare nell'intervento diretto di Benito Mussolini la causa del salvataggio del campanile. Questa possibilità è in realtà remota. All'inizio del '900 lo stesso Mussolini, fervente anticlericale, diede alle fiamme il portone della medesima chiesa subendo anche una condanna riportata dalle cronache di allora.
Tra i momenti tragici della guerra, va anche ricordato l'eccidio di Forlì, nel quale, presso l'aeroporto cittadino, furono uccise 42 persone, nel settembre del 1944.
Forlì venne liberata relativamente presto, rispetto alle altre zone del Nord Italia: il 9 novembre 1944, dopo una accanita battaglia per il valore simbolico che Forlì aveva in quanto "città del Duce", tanto che Hitler aveva ordinato di non cederla facilmente, le truppe alleate britanniche ed indiane entravano in città, provenienti da Cesena, con l'appoggio delle brigate partigiane. Proprio in quanto città-simbolo, i britannici vollero riservare a sé l'onore di entrare a Forlì, precedendo sia gli stessi partigiani sia i Polacchi di Władysław Anders, che già avevano preso Predappio. Ancora oggi è presente e visitabile, quasi di fronte al Cimitero Monumentale, il ben curato Cimitero degli Indiani, a ricordo di quanti di loro persero la vita in questa occasione.
Primo sindaco della Forlì liberata fu Franco Agosto, cui oggi è dedicato il Parco Urbano, polmone verde urbano sull'ansa che il fiume Montone forma nei pressi di Porta Ravaldino.
Forlì è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stato insignito della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici e il coraggio delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondialela cui motivazione è visionabile all'url: http://www.istitutonastroazzurro.it/comunediforli.html
Nel dopoguerra la città si è stabilizzata nelle sue attività tradizionali legate al settore agricolo e artigianale, sviluppando una dinamica realtà di piccole imprese artigianali o cooperative.
Forlì fu anche teatro di un omicidio targato Brigate Rosse. Il 16 aprile 1988 (a dieci anni dall'assassinio di Aldo Moro, e proprio pochi giorni dopo la nascita del nuovo governo presieduto da De Mita, che Ruffilli aveva contribuito a creare), assassinarono il senatore Roberto Ruffilli nella sua casa di Corso Diaz, nel rione Ravaldino.
Il 5 aprile 2009, intorno alle ore 22,20, fu avvertita una scossa tellurica di magnitudo 4,7 tra le città di Forlì e Faenza, che anticipò il terribile terremoto del 6 aprile 2009 de L'Aquila.
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Architetture religiose
- San Domenico: soppressa per volere di Napoleone nel 1797, la grande chiesa di San Giacomo Apostolo era il fulcro dei domenicani della città, che, già a partire dal Trecento, eressero un convento che, dopo secoli di abbandono, di recente è stato restaurato ed ora accoglie mostre ed esposizioni di livello internazionale. È anche sede della Pinacoteca e dei Musei civici.
- San Tommaso di Canterbury: chiesa scomparsa in tempi antichi, già nei pressi dell'attuale corso Garibaldi. La parrocchia del Duomo prende il nome di San Tommaso Cantauriense benché la cattedrale sia dedicata a Santa Croce.
- Basilica di San Pellegrino Laziosi, o Chiesa dell'Ordine dei Servi di Maria: santuario celebre perché ospita le spoglie mortali di San Pellegrino Laziosi, santo patrono dei malati di tumori, di AIDS e di malattie incurabili in genere. È stata nominata basilica da Paolo VI.
- Chiesa del Carmine: a metà strada di corso Mazzini, fulcro del Rione San Pietro, è nota per il bel portale in marmo (secolo XV), opera di Marino Cedrini.Di origine trecentesca, è stata completamente ristrutturata tra il 1735 e il 1746 su progetto di Giuseppe Merenda.
- Chiesa e Monastero del Corpus Domini
- Chiesa di San Biagio
- Chiesa di S. Antonio Abate in Ravaldino
- Chiesa di Sant'Antonio Vecchio
- Chiesa di San Filippo Neri
- Chiesa di Regina Pacis
- Chiesa del Miracolo o della Madonna del Fuoco
- Chiesa di San Salvatore in Vico
- Chiesina di San Giuseppe dei Falegnami
- Chiesa di San Sebastiano
- Chiesa di San Francesco Regis
- Chiesa dell'Addolorata
- Chiesa di San Giorgio in Trentola
- Chiesa francescana di Santa Maria del Fiore
- Chiesa di Santa Maria della Pianta
- Chiesa di San Giuseppe Artigiano
- pieve di Santa Maria in Acquedotto
[modifica] Architetture civili
|
Questa sezione sugli argomenti architettura e Emilia-Romagna è solo un abbozzo. Contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia.
|
- Palazzo dell'ex collegio aeronautico
- Palazzo delle Poste
- Palazzo Hercolani
- Palazzo Sangiorgi
- Palazzo Morattini
[modifica] Le mura
Come in numerose altre città italiane, a Forlì le mura cittadine furono quasi totalmente rase al suolo all'inizio del '900 per poter liberare nuovi spazi da dedicare all'edilizia e permettere lo sviluppo della città al di fuori dell'antico nucleo cittadino. La demolizione delle mura fu quasi totale, e solo alcuni tratti dell'antica cinta muraria tuttora sopravvivono. Lo spazio liberato ha fornito la superficie per l'edificazione di tratti stradali che oggi costituiscono i viali di circonvallazione.
È possibile identificare la presenza di tre diverse cerchie murarie che rappresentano i diversi stadi evolutivi dello sviluppo del nucleo cittadino.
La prima cinta muraria, di origine alto-medioevale, verosimilmente insisteva sul tracciato delle fortificazioni della città romana. Poiché lo sviluppo della città durante i secoli a cavallo tra antichità e medioevo fu di rilevanza modesta, è ipotizzabile che tale tracciato sia rimasto immutato per lungo tempo. Le tracce di tale cinta muraria sono difficilmente distinguibili, ma è ipotizzabile si estendesse a difesa dell'attuale Borgo Schiavonia, racchiudendo le zone comprese tra le attuali Via Castello, Via Maroncelli lasciando invece San Mercuraile fuori dalla città. Lo sviluppo della città e l'importanza assunta da Forlì a partire dal XII secolo rendono evidente l'esigenza di dotarsi di una nuova cinta difensiva.
Nel corso del 1100 viene deciso perciò l'ampliamento della cinta difensiva, fino ad includere l'Abbazia di San Mercuriale. Vengono edificate quattro porte d'accesso che a loro volta identificano quattro quartieri: Santa Croce, San Biagio, San Pietro e San Mercuriale.
Il terzo sistema difensivo si organizza nel XII secolo e sancisce la suddivisione in borghi, dei quali per importanza emergono i quattro tracciati stradali che sono ancora esistenti: Borgo san Giacomo con via de' Cotogni (corrispondenti rispettivamente all'attuale Borgo Cotogni e Corso della Repubblica), Burgus de Calendulis (nell'attuale via Allegretti), Borgo dei merloni e Borgo Ravaldino (attuale Corso Diaz), Borgo Schiavonia (attuale Corso Garibaldi), Borgo San Mercuriale e Borgo san Pietro (attuale corso Mazzini). Fu questa cinta muraria che subì l'abbattimento voluto da Guido da Monforte nel 1283.
[modifica] Altro
[modifica] Piazza Aurelio Saffi
| Per approfondire, vedi la voce Piazza Aurelio Saffi. |
Ai tempi del forum romano, la Piazza Aurelio Saffi era solo un largo spazio ai confini della centuriazione, lungo la via Emilia verso Rimini.
Diventa, come è tutt'oggi, luogo centrale della città nel Medioevo, col nome di Campo dell'Abate (il riferimento è all'Abbazia di San Mercuriale) e poi di Piazza Maggiore.
Dopo l'unificazione d'Italia, viene dedicata a Vittorio Emanuele II. Al termine della seconda guerra mondiale, durante la permanenza delle truppe anglo-americane a Forlì (successiva alla liberazione della città dai nazi-fascisti), la piazza è ribattezzata St. Andrew's Square ("piazza di S. Andrea").
Con l'avvento della repubblica, viene intitolata al mazziniano forlivese Aurelio Saffi, celebrato da un apposito monumento, posto al centro della piazza, in sostituzione della precedente colonna della Madonna del Fuoco (spostata in Piazza del Duomo).
Il risultato è una piazza che Antonio Paolucci ha definito "uno scenario metafisico alla Giorgio De Chirico".
Sulla Piazza si affacciano:
- La romanica Chiesa di San Mercuriale, che costituisce, insieme col suo altissimo campanile, il monumento simbolo della città
- Il Palazzo delle Poste
- Il Palazzo Comunale, dalle mura dense di storia e di arte
- Il Palazzo del Podestà (Forlì)
- Il Palazzo Albertini.
Inoltre piazza Saffi è la piazza piu grande per estensione in Italia
[modifica] Via delle Torri
Si tratta della strada che collega Piazza Saffi con Piazza Ordelaffi e Piazza del Duomo, costeggiando il lato settentrionale del Palazzo del Comune. Percorrerla verso oriente, concede una suggestiva vista sull'Abbazia di San Mercuriale, mentre, nell'altro senso, la via prospetta sulla Chiesa del Corpus Domini, con l'attiguo Monastero.
Presso il Palazzo della Prefettura, sullo stesso lato, la via si apre sulla Piazza delle Erbe, col suo mercato agricolo alimentare[1].
[modifica] Piazza del Duomo e Piazza Ordelaffi
| Per approfondire, vedi la voce Duomo di Forlì. |
- Piazza del Duomo/Piazza Ordelaffi: i due spiazzi contigui sono sovrastati dalla fabbrica del Duomo, già chiesa di Santa Croce, la cattedrale cittadina.
- A nord di piazza Ordelaffi si trova l'imponente palazzo Paolucci-Piazza o Paulucci-Piazza, dal nome delle due antiche famiglie nobiliari già sue proprietarie, ora sede della Prefettura: si tratta di un palazzo del XVII secolo costruito in modo da ricordare il Palazzo del Laterano e il Palazzo farnese, a Roma.
- Al centro di piazza del Duomo si erge la colonna votiva della Madonna del Fuoco, protettrice della città; fu eretta originariamente in piazza Saffi, da dove fu spostata alla fine dell'Ottocento per lasciar posto al monumento commemorativo del patriota forlivese Aurelio Saffi.
- Il 1º maggio 2007, una parte di piazza del Duomo ha preso il nome di piazza Giovanni Paolo II, in ricordo della visita che il Papa fece a Forlì l'8 maggio 1986.
[modifica] Corso della Repubblica
Il Corso della Repubblica, forse la principale strada moderna della città, costituisce il ramo della via Emilia verso est interno al centro storico. È la spina dorsale del rione chiamato tradizionalmente "Borgo Cotogni" per un antico insediamento dei Goti (da "Gotogni") che ivi si erano stanziati nel V secolo. Appare come un lungo rettilineo di aspetto moderno, al termine del quale si scorge l'obelisco del monumento ai caduti di piazzale della Vittoria. Negli anni 30 si chiamava corso Vittorio Emanuele.
- Proprio all'inizio del corso, quasi ancora il Piazza Saffi, si nota la bella mole, di pianta ellittica, della Chiesa di Santa Maria della Visitazione, meglio conosciuta come Chiesa del Suffragio.
- Vi sorge anche, poco più avanti sul lato opposto, la barocca chiesa di Santa Lucia, protettrice della vista e festeggiata il 13 dicembre.
- Vi si affacciano anche la biblioteca e la sede dei principali musei comunali, compresa la pinacoteca nell'imponente palazzo Merenda, già sede dell'antico ospedale cittadino. Sempre nel palazzo del Merenda nelle sale dell'armeria Albicini sono visibili affreschi (1924) del pittore forlivese Francesco Olivucci (1899-1984).
- In Corso della Repubblica si trova anche la prestigiosa Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori, facoltà dell'Università di Bologna.
- Forse l'unico complesso realizzato a Forlì nel Dopoguerra da un maestro internazionale dell'architettura è L'Hotel della Città et de la Ville con il Centro Studi Fondazione Livio e Maria Garzanti. È opera dell'architetto milanese Giò Ponti su incarico di Aldo Garzanti, il famoso editore. Progettato nel 1953 e terminato nel 1957 è, con i suoi spioventi invertiti, le finestre esagonali, gli spazi aperti ed il respiro fra i corpi, un'icona degli anni cinquanta.
[modifica] Corso Giuseppe Mazzini
Questo corso, via di porticati e negozi, congiunge piazza Saffi con la via Ravegnana (per Ravenna), verso nord, dove un tempo sorgeva la Porta di San Pietro. L'antica chiesa, ora scomparsa, di San Pietro in Scottis, rifugio per pellegrini scozzesi, dà nome al rione "San Pietro".
- Appena imboccato il Corso, provenendo da Piazza Saffi, dopo il palazzo degli uffici statali si trova, in una via a sinistra, la Torre Numai, ricordo di un'antica famiglia nobiliare.
- Importante è la Chiesa del Carmine, che ospita il convento dei carmelitani: l'ingresso presenta un pregevole fregio in marmo d'Istria, in origine abbellimento dell'entrata del Duomo.
[modifica] Corso Giuseppe Garibaldi
Si tratta del corso più lungo, che da piazza Saffi arriva a Porta Schiavonia e costituisce la parte di via Emilia verso ovest, cioè verso Faenza e Bologna, attraversando la zona più antica della città, dove notevoli palazzi signorili si sono conservati fino a oggi. È la strada più antica della città, attorno alla quale Forlì ha cominciato a svilupparsi. Il nome "Schiavonia", ampliato tutt'ora all'intero rione (il vecchio "Borgo Schiavonia"), deriva dal ricordo degli schiavi forlivesi deportati in Spagna dal barbaro Alarico e liberati dal vescovo Mercuriale. Per magnificare l'epopea risorgimentale, su proposta dell'onorevole forlivese Tito Pasqui, il corso fu poi dedicato a Giuseppe Garibaldi.
- La Chiesa di San Francesco.
- Il Monte di Pietà (cinquecentesco).
- Il palazzo Albicini.
- Il palazzo Gaddi che ospita il museo del Risorgimento e il museo Romagnolo del Teatro.
- Il palazzo Reggiani.
- Il Palazzo Sangiorgi.
- Il Palazzo Guarini-Canestri-Torricelli.
- Il Palazzo Manzoni.
- Il Palazzo Tartagni Marvelli.
- Il Palazzo Albertini.
- All'altezza di piazza Melozzo, in corrispondenza della chiesa, già cattedrale, della SS.Trinità - dove sono conservati, oltre all'antica cattedra di S. Mercuriale, i resti del pittore forlivese -, sono state trovate le testimonianze del centro romano: lì sorgeva l'incrocio fra cardum e decumanum maximum. Vi si trovano anche i resti del ponte dei Morattini, protetto da una vetrata lungo la strada.
- Quasi alla fine del corso, in una piazzetta a cui si arriva prendendo una via laterale, la Chiesa di Santa Maria in Laterano in Schiavonia si segnala, tra l'altro, per una bella opera del Guercino: San Francesco che riceve le Stimmate.
- Al termine del corso si arriva a Porta Schiavonia, unico dei quattro ingressi rimasti in piedi: le altre barriere, insieme alle mura medievali, sono state demolite nel 1905 per permettere lo sviluppo della rete stradale e la costruzione dei viali di circonvallazione del centro storico; l'aspetto attuale della porta risale al Settecento.
[modifica] Corso Armando Diaz
Questo corso porta da piazza Saffi al piazzale di Porta Ravaldino (porta non più esistente), e al viale dell'Appennino che, verso sud, collega la città a Predappio e Castrocaro Terme, dirigendosi poi a Firenze. È l'asse portante del rione "Ravaldino", nome di origine incerta, ma noto fin dal Medioevo. Esiste, nelle prime colline forlivesi, anche una località chiamata "Ravaldino in Monte".
- Vicino al centro sorge il palazzo Orsi Mangelli, ora sede del polo universitario decentrato dell'ateneo di Bologna
- Sempre all'inizio del Corso, si trova il Teatro Comunale intitolato al drammaturgo forlivese Diego Fabbri.
- Più avanti, si trova la Chiesa di Sant'Antonio Vecchio (secolo X), oggi Sacrario dei Caduti[2]
- Interessante è anche la Chiesa di Sant'Antonio Abate in Ravaldino, degli inzi del XVIII secolo, che ospita, tra altri bei dipinti e statue lignee, una Visitazione di Marco Palmezzano; si segnala anche un organo di Alessio Verati.
- Il tratto finale affianca la possente Rocca di Ravaldino, cittadella centrale nel sistema difensivo delle mura medievali già ai tempi degli Ordelaffi e centro di governo, in particolare sotto Caterina Sforza: la Rocca fu il principale teatro dello scontro con le truppe francesi e pontificie di Cesare Borgia. Ne L'Arte della Guerra, Machiavelli descrive la Rocca così: "Era tutta quella fortezza piena di luoghi da ritirarsi dall'uno nell'altro, perché vi era prima la cittadella, da quella alla rocca era uno fosso, in modo che vi si passava per uno ponte levatoio; la rocca era partita in tre parti, e ogni parte era divisa con fossi e con acque dall'altra, e con ponti da quello luogo a quell'altro si passava".
- In questa via abitava il senatore Roberto Ruffilli dove nella sua casa venne ucciso dalle brigate rosse del partito comunista combattente.
[modifica] Piazzale della Vittoria
Proseguendo corso della Repubblica da piazza Aurelio Saffi si arriva a piazzale della Vittoria. Un tempo in questa zona non vi era nulla. Al centro emerge su un'altissima colonna il monumento ai caduti, costruito nel 1932. Dal piazzale possiamo ammirare il palazzo dell'ex collegio aeronautico, in stile razionalista, ora adibito a scuole. All'imbocco di corso della Repubblica si può osservare ai lati le Palazzine gemelle, costruite nel 1933. Vi si affaccia anche la facoltà di economia dell'università degli studi di Bologna e l'istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. Dal piazzale inoltre, si accede all'ingresso monumentale del parco della Resistenza.
[modifica] Aree naturali
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Cultura
[modifica] Istruzione
[modifica] Musei
|
Questa sezione sugli argomenti musei e Emilia-Romagna è solo un abbozzo. Contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia.
|
| Per approfondire, vedi la voce Musei Civici di Forlì. |
[modifica] Gastronomia
|
Questa sezione sugli argomenti cucina e Emilia-Romagna è solo un abbozzo. Contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia.
|
| Per approfondire, vedi la voce Cucina romagnola. |
[modifica] Personalità legate a Forlì
| Per approfondire, vedi la voce Personalità legate a Forlì. |
Sono numerose e varie le personalità di ogni epoca che a Forlì sono nate, morte, vissute per periodi significativi della loro vita, che vi hanno operato in modo degno di nota oppure che hanno stabilito dei saldi rapporti con la città o i suoi dintorni:
- Aurelio Saffi, politico
- Alice, cantante
- Ercole Baldini, ciclista
- Ilario Bandini, pilota e costruttore automobilistico
- Marino Bartoletti, giornalista e conduttore televisivo
- Stefano Bettarini, calciatore
- Tiziano Crudeli, giornalista
- Gerolamo Dandini, religioso gesuita
- Andrea Dovizioso, motociclista
- Maurizio Gherardini, vice presidente e assistant general manager Toronto Raptors
- Pio Laghi, cardinale
- Marco Lolli, pilota di kart
- Gino Mattarelli, deputato
- Cristoforo Numai da Forlì, cardinale
- Loris Reggiani, motociclista
- Pino Reggiani, pittore
- Giorgio Regnoli, chirurgo
- Luigi Ridolfi, aviatore ed eroe della Prima guerra mondiale
- Roberto Ruffilli, senatore
- Massimiliano Sabbatani, motociclista classe 125
- Emiliano Salvetti, calciatore
- Caterina Sforza, signora di Forlì
- Gianfranco Siazzu, generale dell'Arma dei Carabinieri
- Vincenzo Sospiri, campione mondiale di kart e formula 3000
- Annalena Tonelli, missionaria laica
- Fiorenzo Treossi, dirigente sportivo
- Wilma Vernocchi, soprano
- Mirca Viola, attrice
- Adamo Zanelli, politico
- Giuseppe O. Longo, teorico dell'informazione e scrittore
- Nicholas Nanni detto "Bubba", cantante punk-rock
- Michele Centonze, musicista,compositore
[modifica] Geografia antropica
|
Questa sezione sull'argomento Emilia-Romagna è solo un abbozzo. Contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia.
|
[modifica] Frazioni
Bagnolo, Barisano, Branzolino, Bussecchio, Ca' Ossi, Carpena, Carpinello, Casemurate, Caserma, Castiglione, Cava, Collina, Coriano, Durazzanino, Fiumana, Fornò, Forniolo, Grisignano, Ladino, Magliano, Malmissole, Massa, Ospedaletto, Para, Pescaccia, Petrignone, Pianta, Pieve Acquedotto, Pievequinta, Poggio, Ponte Vico, Quattro, Ravaldino in Monte, Romiti, Roncadello, Ronco, Rotta, Rovere, San Giorgio, San Lorenzo in Noceto, San Martino in Strada, San Martino in Villafranca, San Tomé, San Varano, Vecchiazzano, Villafranca, Villagrappa, Villanova, Villa Rovere, Villa Selva
[modifica] Economia
|
Questa sezione sugli argomenti economia e Emilia-Romagna è solo un abbozzo. Contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia.
|
[modifica] Servizi
- Ospedale Morgagni Pierantoni
- Ospedale Villa Serena
- Ospedale Villa Igea
[modifica] Infrastrutture e trasporti
|
Distanza dalle principali capitali europee
|
[modifica] Strade
Forlì è collegata alla rete autostradale nazionale tramite l'omonimo casello della Autostrada A14 Bologna-Taranto. Altre strade importanti che toccano la città sono la Strada Statale 9 Via Emilia che la collega con tutti i capoluoghi della Regione Emilia-Romagna, tranne Ravenna e Ferrara, più Lodi e Milano e la Strada Statale 67 Tosco Romagnola che la collega sia con le città toscane di Firenze e Pisa sia con la vicina Ravenna.
[modifica] Sistema Tangenziale di Forlì
È attualmente in fase avanzata di realizzazione il Sistema Tangenziale di Forlì, progetto che porterà alla realizzazione della tangenziale, ovvero un anello di strade extraurbane ad alto traffico attorno alla città.
Il progetto è stato suddiviso in tre parti distinte, a loro volta divise in lotti che verranno realizzati con tempistiche e gestioni differenti:
- La costruzione della Tangenziale Est, divisa in 5 lotti
- L’ammodernamento dell'Asse di Arroccamento, diviso in 2 lotti
- La costruzione della Tangenziale Ovest
I progetti definitivi della Tangenziale est e dell’Asse di Arroccamento sono stati sottoposti, nel 2000-2001, a procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, che ha avuto esito positivo con decreto Ministeriale DEC/VIA 725 del 10 maggio 2002.
Il 19 novembre 2007 risulta consegnato ed aperto al traffico il primo lotto della Tangenziale Est di Forlì, che collega la Zona Industriale di Coriano alla Via Emilia SS9, mentre il secondo lotto è stato consegnato il 4 giugno 2009. Quest'ultimo si estende fino alla frazione di San Martino in Strada; la particolarità del secondo lotto è quella di essere l'unica Tangenziale in Italia a transitare al di sotto di una pista di un aereoporto. Pubblicato a dicembre 2008 il bando per la realizzazione del quarto lotto, che collega la tangenziale con il casello autostradale. A ottobre del 2009 hanno avuto inizio i lavori sul quinto lotto, la cui realizzazione compete alla provincia di Forlì-Cesena. Il terzo lotto non è stato invece ancora inserito dall'ANAS nella propria programmazione. Per quanto riguarda i lavori sull'Asse di Arroccamento, i lavori sono ripresi dopo un blocco momentaneo, causato da un ritrovamento archeologico, che ne comporterà lo slittamento per un periodo minimo di un anno.[4]
[modifica] Ferrovie
La Stazione di Forlì è posta sulla Ferrovia Bologna-Ancona che collega i due capoluoghi regionali passando per tutti i capoluoghi di provincia e molti altri centri minori. Oltre che al servizio ferroviario regionale, la stazione è interessata anche da quello a lunga percorrenza: vi fermano molti treni di questa tipologia diretti anche verso località come Venezia, Bolzano, Torino, Genova, Milano, Bari, Pescara e Lecce.
[modifica] Aeroporti
Forlì è dotata di un proprio aeroporto internazionale sito a circa 4 km dal centro cittadino, intitolato a Luigi Ridolfi, che è il secondo della regione e il ventiquattresimo in Italia per traffico di passeggeri, con un significativo aumento rispetto al passato. Gli altri principali impianti aeroportuali internazionali o intercontinentali più vicini alla città sono: Bologna-Borgo Panigale (82 km), Firenze-Peretola (177 km), Pisa San Giusto (265 km), Milano-Malpensa (339 km) e Roma-Fiumicino (378 km).
[modifica] Mobilità urbana
La supervisione dei servizi di trasporto locale è affidata ad ATR Agenzia per la mobilità (acronimo di Azienda Trasporti Romagnoli), che ricomprende le linee urbane, del forese, suburbane ed extraurbane dirette verso il comprensorio forlivese della provincia.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Roberto Balzani (PD) dal 22/06/2009
Centralino del comune: 0543 712111
Posta elettronica: sindaco@comune.forli.fo.it
[modifica] Amministrazioni precedenti
1946 1951 Franco Agosto Partito Comunista Italiano
1951 1965 Icilio Missiroli Partito Repubblicano Italiano
1965 1970 Amministrazione prefettizia
1970 1979 Angelo Satanassi Partito Comunista Italiano
1979 1989 Giorgio Zanniboni Partito Comunista Italiano
1989 1995 Sauro Sedioli Partito Comunista Italiano/partito democratico della Sinistra sindaco
1995 2004 Franco Rusticali Partito Democratico della Sinistra/Democratici di Sinistra Sindaco
2004 2009 Nadia Masini Democratici di Sinistra/Partito Democratico Sindaco
2009 in carica Roberto Balzani Partito Democratico Sindaco
[modifica] Comunisti e Repubblicani
Nel 1946 alle elezioni politiche e amministrative, tenutesi per la prima volta dopo il ventennio fascista , come molte altre città della Romagna , Forlì, vede uscire dalle urne un risultato che assegna al PCI la maggioranza relativa col 34.2 % e conferma la forza del PRI con il 32.5 %.
Rimangono sul 10 % socialisti e sul 15 i democristiani ben lontani dai risultati nazionali.
La lista PCI-PSIUP ha la maggioranza in consiglio comunale ma all'inizio la maggioranza è formata da tutti i partiti dell'arco costituzionale, poi , nel 1948 la DC, il Pri e i partiti di centro usciranno dalla giunta. In questo periodo è sindaco Franco Agosto (PCI) sotto cui si compie gran parte della ricostruzione dopo i danni della guerra e il cui nome è ancora ricordato con molto rispetto a Forli per le buone capacità di amministratore dimostrate.
La maggioranza socialcomunista però non ottiene dei risultati molto lusinghieri alle politiche del 1948 ( 43.3 % al fronte popolare contro il 47 % del 1946) e la campagna elettorale per le amministrative del 1951 si svolge con la certezza della sconfitta della maggioranza .
Infatti cosi avviene : il Pri e i suoi alleati arrivano al 50.1 % mentre la sinistra si ferma al 44%.
Si forma allora una giunta di centro con un sindaco repubblicano, Icilio Missiroli, che porta a termine la ricostruzione e amministra il boom economico che investe anche Forli alla fine degli anni ‘50.
Però negli anni la giunta si indebolisce e la presenza dell‘opposizione nei banchi del consiglio comunale diventa sempre più grande e la maggioranza si assottiglia tanto che alle amministrative del 1961 il Pri con 10 seggi, la dc con 8 e i socialdemocratici con 1 non hanno la forza necessaria per raggiungere i 21 seggi necessari per avere la maggioranza in carica. Missiroli, dopo aver tentato un allargamento a destra , risolve la situazione varando la prima giunta di centro sinistra ed includendo il Psi che con 4 consiglieri permette la creazione di una stabile maggioranza.
Questa ridefinizione della maggioranza però è solo un palliativo per la giunta Missiroli infatti il Pci avanza ancora e alle politiche del 1963 giunge al 39 % e alle amministrative seguenti arriva a 17 consiglieri ( su 40).
Cosi alla votazione sul bilancio del 1965 a causa del voto contrario del Pci , dell’ Msi e della destra liberale la maggioranza si disintegra e si va a nuove elezioni. Queste vedono un’ulteriore avanzata del Pci che avrebbe i seggi per formare una maggioranza col Psi, ma i socialisti rifiutano costringendo cosi il governo a nominare un commissario prefettizio
[modifica] I commissari prefettizi e i sindaci comunisti
Cosi iniziano i 4 anni di commisariamento ricordati ancora oggi come un’epoca di stagnazione durante la quale l’assenza di un governo impedì che si dessero per un lustro risposte valide alle aspettative e alle esigenze di una città in forte crescita sociale ed economica, ma ancora in molte zone di periferia arretrata e contadina, come era Forli in quegli anni.
Durante i 4 anni si votò per 3 volte senza modificare lo stallo a causa dell’assenza di una maggioranza alternativa a quella Pci-Psi che però non si riusciva a formare per il rifiuto dei socialisti.
Poi nel 1970 i socialisti ruppero gli indugi e accettarono un patto di alleanza col Pci e il Psiup che permise alla sinistra di vincere le elezioni del 7-8 giugno ( Pci al 42.4 % , Psi al 5.8 %, Psiup al 2.8 % mentre la dc era al 19 % e i repubblicani al 18 %) e formare una stabile maggioranza con 21 seggi su 40.
La giunta di sinistra fu guidata da Angelo Satanassi del pci il quale come i 2 predecessori è ricordato con affetto a Forli essendo stato il primo a affrontare il problema della povertà delle periferie che in un decennio vennero portate al livello delle condizioni di vita delle altre parti della città e per la sua vicinanza alla gente comune.
La maggioranza fu riconfermata nel 1975 con un grande successo del Pci che toccò il massimo storico col 48.6 % .
Nel secondo mandato Satanassi affrontò invece la gravissima crisi del polo industriale di Forli che patì la crisi dell’industria pesante a fine anni ’70 e lasciò sul lastrico migliaia di operai licenziati.
Nel 1979 Satanassi fu eletto alla Camera e lasciò il posto di sindaco a Giorgio Zanniboni anch’egli del Pci. Nonostante la grave crisi economica presente in città e le difficoltà nazionali della sinistra Zanniboni fu rieletto nel 1980 e poi ancora nel 1985 ( col Pci al 44.2 % e il Psi all’ 8.1 % stabili come maggioranza e la Dc e il Pri lontani al 19.6 e al 15.5 %)
Questo secondo mandato che avrebbe dovuto essere difficile per il sindaco in carica a causa dello scontro nazionale tra il Psi craxiano e il Pci che si ripercuoteva anche a livello locale con la crisi di alcune giunte di sinistra fatte cadere dal Psi , si rivelò invece molto facile sul piano politico con la maggioranza molto salda e addirittura allargata al Pri e molto felice per la città che, uscita della crisi economica mutata da città prevalentemente contadina e operaia a città del terziario e dei servizi, raggiunse un forte grado di prosperità economica sostenuto anche da un alto livello di servizi.
Alle amministrative del 1990 venne rieletto l’ultimo sindaco comunista , Sauro Sedioli (il quale già l'anno prima aveva sostituito Zanniboni passato ad altri incarichi)sostenuto dalla medesima maggioranza del predecessore. La maggioranza,,confermata alle politiche del 1992 con ampio margine ( Pds al 31.3 % , Pri al 15.7%, e Psi all’8 %), riuscì a sopravvivere indenne a tangentopoli nonostante lo sbriciolamento dei socialisti e dei repubblicani e chiuse il mandato sostanzialmente integra con pochi componenti inquisiti e quasi tutti quelli inquisiti scagionati delle accuse.
Nel 1995 si votò per la prima volta con il nuovo sistema elettorale e la coalizione di sinistra sostenuta anche dai resti del Pri guidata da Franco Rusticali ottenne la vittoria con un ampio margine.
[modifica] L'ultimo quindicennio
Nel 1999 Rusticali fu rieletto col 56.7 % battendo vari candidati tra cui Stefano Gagliardi di Forza Italia fermo al 18.9 % , un candidato di Alleanza Nazionale che ottenne il 10 % e uno della Lega Nord , il futuro segretario della Lega Nord Romagna e deputato Gianluca Pini che si fermò appena al 2%.
Durante il periodo della seconda giunta Rusticali, l'Azienda Sanitaria Locale di Forlì iniziò la costruzione del nuovo ospedale di Forli, ritenuto uno dei più avanzati in Italia, completata nel 2004.
Nel 2004 il centro-sinistra ha candidato Nadia Masini (DS) contro il noto giornalista sportivo Marino Bartoletti del centro destra . La Masini ha vinto col 58.7 % contro il 36 % di Bartoletti .
La giunta Masini è ricordata per gli scontri interni alla maggioranza che hanno provocato la fuoriuscita dei Verdi e del Pri dalla maggioranza stessa nonché per le divisioni sorte all’interno del partito del sindaco (il Pd) poi sfociate nelle primarie del 2008. Per quanto riguarda il governo della città la giunta si è impegnata nella promozione su scala nazionale di Forli ad esempio con la creazione del complesso museale del S. Domenico. E' da ricordare anche l'impegno per il miglioramento della viabilità cittadina e l'avvio del lavori del sistema tangenziale.
Le elezioni 2008 hanno visto a Forli confermarsi la forza del Pd al 46.26 % e le difficoltà del Pdl al 29.54 % mentre hanno visto una forte avanzata della Lega nord al 6.66 % ( + 3 %) e dell’Italia dei Valori al 4.25 % ( +2.5 %) e la contemporanea scomparsa della sinistra radicale ferma al 2.7 %.
Per decidere il candidato sindaco per le comunali 2009 il Pd ha svolto le primarie tra Nadia Masini e Roberto Balzani. Dopo una campagna elettorale abbastanza accesa ha trionfato per 44 voti Balzani .
Il centro destra ha opposto a Balzani Alessandro Rondoni giornalista vicino a Comunione e Liberazione sostenuto da Pdl , Lega , Udc e Fiamma Tricolore.
Nonostante i toni pacati dei 2 sfidanti la campagna elettorale è stata molto accesa con duri scontri su tematiche che spaziavano dal centro storico, alla sicurezza, all’immigrazione passando per le accuse di stalinismo, disonestà ,fascismo e razzismo che le forze in campo si sono lanciate.
Dopo aver mancato la vittoria al primo turno per 600 voti fermandosi al 49. 4 % contro il 40.3 % del rivale Roberto Balzani ha vinto il ballottaggio col 55 %.
In consiglio comunale la maggioranza è composta da 22 seggi del Pd e 2 dell’Idv mentre l’opposizione conta 9 seggi del Pdl , 3 della Lega Nord , 3 dell’Udc e 1 della lista civica DestinAzione Forli.
Alle elezioni europee invece si è confermata la maggioranza relativa del Pd calato però al 40.3 % , la crescita della Lega al 10 % e dell’Idv al 6.7 % mentre il Pdl e l’Udc sono rimasti stabili e la sinistra radicale è ricomparsa oltre il 3 % raggiungendo nell’insieme delle 2 liste il 4.14 %. Negli ultimi anni si è consumato anche il lento declino del partito repubblicano che, indebolito dalle continue scissioni verso Forza Italia o i Democratici di Sinistra delle sue diverse anime e spaccato dallo scontro tra destra e sinistra interne, è crollato vertiginosamente nei consensi scendendo al 4.9 % nel 2004 e al 2.3 % nel 2009 perdendo anche, per la prima volta dopo 63 anni, la presenza in consiglio comunale.
[modifica] Geografia politica di Forlì
Storicamente la città di Forli ha avuto una geografia elettorale ben precisa che ancora oggi pur con tutti i cambiamenti politici degli ultimi anni è rimasta quasi immutata. Da sempre i partiti moderati sono stati forti nella zona del centro storico (che nella prima repubblica era la roccaforte democristiana a Forli) e nei quartieri limitrofi come Spazzoli, Musicisti e la parte del Foro Boario compresa tra via Ravegnana e Coriano nonchè in talune enclavi di campagna come S. Tomè e San Martino in Villafranca . I quartieri della cintura intorno al centro come Resistenza, Coriano o Romiti sono sempre stati incerti. La sinistra invece è sempre stata forte nelle zone periferiche ( il Foro Boario nella zona che va da S. Bendetto a via Bengasi , Coriano dopo via Bertini, Ospedaletto, Bussecchio, Ca'Ossi)e nelle frazioni come il Ronco, S. Martino in Strada, Vecchiazzano, Pievequinta, Carpena, Carpinello.
Nel dettaglio nel corso della prima repubblica nella rossa Forli la Democrazia Cristiana era di gran lunga il partito predominante a Spazzoli, Musicisti e in Centro Storico (ed era molto forte al Foro Boario nord zona via Ravegnana e ai Romiti). Il Pri invece aveva le sue roccheforti nelle zone di campagna come Pievequinta(dove aveve un consenso di massa e ancora alle ultime amministrative ha ottenuto il 12 %), Carpinello o Villafranca insieme a talune zone cittadine come il Foro Boario nord. Il Pci invece era forte in tutte le altre zone dove sfondava spesso il 50 %; vere e proprie cittadelle rosse eano quartieri come il Ronco,l'Ospedaletto, S.Martino in Strada o la Cava dove il partito comunista spesso superava il 60 %.
Attualmente la geografia è rimasta quasi immutata e vede un pd molto forte nella periferia e nelle frazioni e che alle europee del 2009 ha ottenuto risultati attorno al 44% in quartieri come la Cava, l'Ospedaletto, Ca' Ossi, S. Lorenzo in Noceto o Carpena. Ancora più di massa è la penetrazione di questo partito in altre zone dove giunge quasi al 50 % dei voti ( Ronco, Pievequinta, Barisano e Villa Rotta) toccando il massimo con il 49.3 % a San Martino in strada. Molto inferiori sono i risultati del pd nelle zone centrali dove , pur rimanendo primo partito, è sotto il 38 % al Foro Boario e a Musicisti mentre a Spazzoli e nel Centro storico è addiritura minoritario con una percentuale di voti inferiore al 33 % minore di quella del pdl nelle stesse zone.Altre zone in cui il pd è debole sono le ex roccheforti bianche di campagna con S. Tomè e San Martino in Villafranca.
Il pdl risulta primo partito nei quartieri del Centro Storico (37.7 %) , di Spazzoli (37.2 %) e di S. Martino in Villafranca (37.2 %). Inoltre supera il 30 % in quartieri vicini al centro come Coriano, Resistenza, Musicisti e il Foro Boario e nella bianca S. Tomè in periferia. È invece di gran lunga minoritario finendo sotto il 25 % dei voti nei quartieri rossi come Villafranca,Barisano, il Ronco, Pievequinta o Carpena e tocca il suo minimo score a S.Martino in Strada dove ottiene un misero 21.3%.
Gli altri due partiti che in città superano il 5 % , Lega Nord e Italia dei Valori, hanno insediamenti molto diversi. La Lega è debole nelle zone centrali come Spazzoli (7.7 %) o Resistenza (8.6 %). Ha invece percentuali superiori alla media cittadina nelle zone periferiche come Coriano o Roncadello dove supera l'11 % ed è molto forte nelle frazioni come S. Tomè , Villa Rotta ,S.Martino in Villafranca (dove è sul 13 %) raggiungendo il massimo a Villafranca con quasi il 14 %. L'Idv invece ha una base varia e stratificata ed ottiene buoni risultati sia in quartieri centrali che in frazioni( Foro Boario 7.9 %, Villafranca 8.3 %S. Leonardo 8.9 %),viceversa è debole sia in zone centrali come Musicisti che in zone periferiche come S. Lorenzo.
[modifica] Risultati delle ultime elezioni comunali (2009)
- Balzani Roberto (PD,IDV, RC, Verdi, civiche di centrosinistr ) 49.39 %
- Rondoni Alessandro (PDL, Lega Nord, UDC) 40.34 %
- Pirini Raffaella (DestinAzione Forlì) 4.39 %
- Biondi Lauro (PRI) 2.33 %
- Valenti Denis Loris (Comunisti Italiani) 1.46 %
- Minutillo Francesco (La Destra) 0.95 %
- Mirshokraei Noushin (Donne di Forlì) 0.47 %
- Pezzi Gianluca (Partito Comunista dei Lavoratori) 0.34 %
- Baldini Daniele (Libertà e Futuro) 0.29 %
[modifica] Voti ai partiti
- Partito Democratico 38.25 %
- Popolo delle Libertà 25.21 %
- Lega Nord 9.40 %
- Unione di Centro 5.18 %
- Italia dei Valori 4.57 %
- DestinAzione Forlì 4.34 %
- Partito Repubblicano Italiano 2.41 %
- Rifondazione Comunista 1.59 %
- Sinistra - Per Forlì 1.53 %
- Partito dei Comunisti Italiani 1.43 %
- Civica di centrosinistra - Nuova Romagna 1.43 %
- Civica centrosinistra - Apriti Forlì 1.31 %
- Verdi 1.18 %
- La Destra 0.95 %
- Civica delle Donne 0.49 %
- Partito Comunista dei Lavoratori 0.34 %
- Libertà e Futuro 0.30 %
[modifica] Gemellaggi
Aveiro, Portogallo
Bourges, Francia
Chichester, Regno Unito
Elektrenai, Lituania
Karlsruhe, Germania
Peterborough, Regno Unito
Plock, Polonia
Skövde, Svezia
Szolnok, Ungheria
[modifica] Sport
|
Questa sezione sugli argomenti sport e Emilia-Romagna è solo un abbozzo. Contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia.
|
La città di Forlì è rappresentata in diverse discipline sportive. In particolare, eccelle storicamente nella pallavolo, sia maschile (Volley Forlì, campionato A1) che femminile (Aics Combitras Forlì, campionato B1), e nel basket (la Fulgor Libertas Forlì milita attualmente in B1). Inoltre è sede della squadra di calcio Forlì Football Club, erede della storica squadra fondata nel 1919 e recentemente chiusa per fallimento, e che è impegnata nel campionato di Eccellenza. Inoltre viene rappresentata anche da una squadra di Football Americano con sede a san martino in strada ( Titans Romagna, Campionato A2) composta da alcuni veterani e da alcuni nuovi arrivati, provenienti anche da Cesena, Meldola, Rimini. Guidata dal Coach Francesco Sclafani, con l'aiuto di Davide Galassi. Altra realtà sportiva forlivese è il Rugby Forlì 1979, attualmente affiliato alla Polisportiva Edera. La società si occupa della divulgazione del gioco del rugby fra i più giovani, ed ha una squadra senior in Serie C Elite, guidata da Coach Marco Zuccherelli. Il settore giovanile è composto da ben 7 squadre (dall'Under 6 all'Under 18) mentre la squadra femminile disputa il campionato di Serie A in collaborazione con il Mustang Pesaro Rugby. Alla Presidenza del club, con oltre 200 tesserati, è in carica il Dott. Gianluca Mordenti.
[modifica] Galleria fotografica
|
Piazza Aurelio Saffi: Il Palazzo Comunale |
[modifica] Note
- ^ Statuto della Provincia di Forlì-Cesena.
- ^ M. Tabanelli, Una città di Romagna nel Medio Evo e nel Rinascimento, Magalini Editrice, Brescia 1980, p. 204.
- ^ M. Landi, Propaganda e antipropaganda. Il caso Forlì.
- ^ (IT) «Forlì, nuova tangenziale. Reperti archeologici frenano l'asse di arroccamento». RomagnaOggi.it, 19-01-2009.
[modifica] Voci correlate
- Aeroporto di Forlì
- Scuola forlivese di pittura
- Personalità legate a Forlì
- Vescovi di Forlì
- Comunità ebraica di Forlì
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Forlì
Wikizionario contiene la voce di dizionario «Forlì»
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito istituzionale del Comune di Forlì
- Storia dello stemma
- Ausl di Forlì
- ATR trasporti pubblici locali
- Portale turistico istituzionale del Comune di Forlì e dei Comuni del comprensorio
- Portale turistico istituzionale della Provincia di Forli Cesena
- Alma mater studiorum Università di Bologna - Polo Scientifico-Didattico di Forlì
- Sito delle città d'arte dell'Emilia Romagna
- Lettera Apostolica di Giovanni XXIII sulla Chiesa di San Mercuriale, in latino
- Gli anni del regime fascista nella "provincia del Duce"