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Władysław Anders (Błonie, 11 agosto 1892 – Londra, 12 maggio 1970) è stato un generale e politico polacco.
Władysław Anders nacque a Błonie, oggi in Polonia ma allora facente parte dell'Impero russo, da Albert Anders e Elżbieta Tauchert; frequentò il Politecnico di Riga ed entrò nell'esercito zarista nel 1913. Partecipò alla prima guerra mondiale dove si distinse subito per le sue tattiche perfette e per la vicinanza ai propri soldati, per questo venne premiato con la Croce d'argento Virtuti Militari, onorificenza concessa dalla Polonia indipendente. Finita la guerra si recò a Parigi per studiare all'École supérieure de guerre.
A capo di una brigata di cavalleria, durante la seconda guerra mondiale difese la sua patria dall'invasione sovietica seguente al Patto Molotov-Ribbentrop. Preso prigioniero dai sovietici, fu detenuto prima a Leopoli e poi alla Lubjanka di Mosca, dove fu torturato. In seguito all'invasione tedesca dell'Urss, Anders fu riabilitato e posto a capo di un'armata polacca schierata contro la Germania. L'opera di Anders a fianco degli Alleati raggiunse il culmine con l'organizzazione del II Corpo d'Armata polacco che operò ai suoi ordini in Medio Oriente e in Italia, segnalandosi nella Battaglia di Montecassino e nella Battaglia di Ancona.
Porta Santo Stefano, ad
Ancona, attraverso la quale le truppe di Anders entrarono in città
Tra il giugno e il luglio del 1944 il generale Anders, a capo dell'esercito polacco, diresse con maestria la Battaglia di Ancona e il 18 luglio entrò nella città dorica conquistandola ai tedeschi.
Poi i Polacchi in parte furono acquartierati a Sansepolcro, nell'auturnno del 1944, e in parte proseguirono verso nord, penetrando in Romagna attraverso l'Appennino forlivese e liberando diverse vallate fino a prendere Predappio, località simbolicamente importante, in quanto luogo di nascita di Benito Mussolini. Gli Inglesi, però, chiesero alle truppe di Anders di non entrare nell'ormai vicina Forlì, la "Città del Duce", per riservare a sé tale onore.
Le truppe polacche raggiunsero, il 21 aprile 1945, Bologna, dove la mattina presto erano già entrati, per primi, i soldati italiani dell'87º Reggimento Fanteria del Gruppo di Combattimento "Friuli"[1].
Il generale Władysław Anders ricevette la cittadinanza onoraria di Bologna il 6 ottobre 1945 e quella di Ancona l'8 dicembre dello stesso anno[2]. Successivamente, Bologna dedicò ad Anders un parco pubblico cittadino ed Ancona gli intitolò una via nel quartiere del Pinocchio; al Secondo Corpo Polacco Ancona ha dedicato la piazza all'interno di Porta Santo Stefano, attraverso la quale le truppe erano entrate nel 1944 per liberare la città.
La Polonia occupata dai sovietici, al contrario, lo privò della cittadinanza dal 26 settembre 1946, assieme ad altri 75 ufficiali dell'esercito.
Anders riparò a Londra, dove fu tra i membri di spicco del Governo polacco in esilio e dall'8 agosto 1954 fece parte del Consiglio dei tre, assieme a Edward Raczyński e Tomasz Arciszewski, organo creato per esercitare le funzioni di Capo dello Stato polacco in esilio.
Morì nella capitale inglese il 12 maggio 1970 e venne seppellito, secondo la sua volontà, nel cimitero militare polacco di Montecassino, a fianco dei suoi compagni caduti in battaglia.
Tomba di Władysław Anders a Monte Cassino
Onorificenze polacche [modifica]
Onorificenze straniere [modifica]
- Władysław Anders, Un'armata in esilio, Rocca San Casciano, Cappelli, 1950.
- Lewanski R. C. (a cura di), I giorni della liberazione, CSEO Biblioteca, 1985.
- Enzo Casadio; Massimo Valli, Il 2º Corpo polacco in Romagna, Imola, Corso Bacchilega, 2006. ISBN 978-88-88775-33-3
- Natale Tampieri, Imola 14 aprile 1945. Riflessioni sulla Resistenza, Imola, Corso Bacchilega, 2007. ISBN 978-88-88775-52-4
- Anastazja Kasprzak (a cura di), Polacchi a Bologna. 2º Corpo Polacco in Emilia-Romagna 1945-1946, Imola, Corso Bacchilega, 2008. ISBN 978-88-88775-70-8
- Il II Corpo Polacco. Il contributo dei soldati del generale Anders alla liberazione dell'Italia. Volume monografico de "Il Nuovo Areopago", n. 3/2008. ISSN 0394-8846.
- Jan Władysław Woś, Profilo del generale Władysław Anders, in: Per la storia delle relazioni italo-polacche nel Novecento, Trento, Editrice Università degli Studi di Trento, 2008, pp. 71–91.
- Jan Władysław Woś, Il generale Władysław Anders. Un abbozzo di ritratto (1892-1970), Trento, Editrice Università degli Studi di Trento, 2008.
- ^ Nonostante l'alto comando avesse richiesto che fossero i polacchi ad entrare per primi. Testimonianza del "friulino" Lorenzo Lodi.
- ^ Il generale Anders. URL consultato in data 29-11-2007. da cultura.marche.it
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