Bononia

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Bononia è il nome latino di Bologna (di probabile etimologia celtica[1]) che la città assunse dopo l'occupazione dei Romani[1] nel 189 a.C., quando il territorio fu strappato ai Galli Boi insediativisi nel IV secolo a.C. (ca. 358-54 a.C.).

Indice

[modifica] Toponimo

Alcuni ritengono che il termine latino sia una derivazione dal celtico bona ("luogo fortificato"), il quale trova riscontro in altri toponimi celtici[1] (si vedano ad esempio Juliabona, odierna Lillebonne, Boulogne-sur-Mer, Boulogne-sur-Seine, Ratisbona, Vindobona, l'odierna Vienna, Banoštor in Serbia e Vidin in Bulgaria).

(LA)
« Intus coloniae Bononia, Felsina vocitata tum cum princeps Etruriae esset... »
(IT)
« Dentro la colonia [c'è] Bologna, chiamata Felsina quando era la principale dell'Etruria... »
(Plinio il Vecchio, Nat. Hist., III, 15)

[modifica] Storia

[modifica] Fase etrusca

Prima dell'Invasione celtica della penisola italiana, era una fiorente città etrusca, il cui nome era Felsina, ereditato dall'epoca in cui[1]. Il toponimo si conservò fino alla conquista romana, e quindi anche durante l'occupazione celtica[1].

[modifica] Fase dell'occupazione celtica

Esistono pochissime testimonianze archeologiche, tutte funerarie, che testimoniano della fase di dominazione celtica nel IV e secolo a.C.[1]. Pertanto, l'importanza della città sotto la dominazione dei Boi può essere solo ipotizzata, sulla base del suo fiorente passato etrusco[1]. Scavi volti a indagare la fase archeologica pre-romana del teatro romano di Bologna, testimoniano di contatti con la Repubblica Romana intorno alla metà del III secolo a.C., una situazione simile a quella riscontrabile per Mutina, altro insediamento etrusco, corrispondente all'attuale Modena[2].

I ritrovamenti dalle necropoli, rivelano una duplice presenza etnica, in cui l'elemento celtico convive con quello etrusco, ciascuno conservando la tipicità dei propri rituali funerari:[2] quello dei Boii prevedeva quasi sempre l'inumazione, con casi sporadici di incinerazione attestati solo dopo la fine del IV secolo a.C.[2]. Sempre durante l'occupazione celtica, i corredi funerari rinvenuti permettono di delineare la presenza di un'élite militare il cui alto status è testimoniato dall'influenza di pratiche simposiache e di cura del corpo di derivazione ellenistica[2]. L'incidenza di questa élite, par a 1:7, è inferiore a quella riscontrabile nella necropoli di Monte Bibele, dove la componente guerriera incideva per un terzo (1:2)[2].

Gli scavi compiuti non sembrano indicare un'alta intensità di insediamento urbano dei Boi[2]: questo, se da un lato contrasta con le notizie storiche che parlano di numerose tribù celtiche (112, secondo Catone, Origines), dall'altro è spiegabile con le specificità di insediamento dei Celti, con aggregazioni diffuse sul territorio (pianura e Appennino, in questo caso) e non particolarmente legate agli insediamenti di tipo urbano delle società mediterranee dell'epoca[2].

[modifica] Fase della conquista romana

[modifica] Leggenda

Esiste anche una leggenda che narra di Felsino, discendente dell'etrusco Ocno (detto anche Bianore, lo stesso leggendario fondatore di Pianoro, Parma e Mantova, di cui parla anche Virgilio), che diede il nome alla città successivamente cambiato dal figlio Bono in Bononia.

[modifica] Note

  1. ^ a b c d e f g Daniele Vitali, Bononia/Bologna, in Celtic Culture: A Historical Encyclopedia, op. cit., p. 226.
  2. ^ a b c d e f g Daniele Vitali, Bononia/Bologna, in Celtic Culture: A Historical Encyclopedia, op. cit., p. 227.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

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