Cattedrale di San Pietro (Bologna)
Coordinate: 44°29′45″N 11°20′35″E / 44.49583°N 11.34306°E
| Cattedrale Metropolitana di San Pietro | |
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Scorcio della Facciata |
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| Stato | |
| Regione | Emilia-Romagna |
| Località | Bologna |
| Religione | Cristiana cattolica di rito romano |
| Titolare | Pietro apostolo |
| Diocesi | Arcidiocesi di Bologna |
| Consacrazione | 1184 |
| Stile architettonico | barocco |
| Inizio costruzione | post 1141 |
| Completamento | XVIII secolo |
| (LA) « TV ES PASTOR OVIVM [ET] PRINCEPS APOSTOLORVM » |
(IT) « Tu sei pastore delle pecore [e] Principe degli Apostoli » |
| (Iscrizione sull'esterno della tribuna) | |
La cattedrale metropolitana di San Pietro è il principale luogo di culto della città di Bologna, chiesa madre dell'omonima arcidiocesi.
Si trova in via Indipendenza 7, nel cuore del centro storico della città, non distante dalla Basilica di San Petronio e dall'Archiginnasio.
Indice |
Storia[modifica]
Ancor prima della consacrazione, un oratorio era già presente nell'1028, fiancheggiata da un campanile paleoromanico a base circolare (di tradizione ravennate). La chiesa fu distrutta dall'incendio del 1141; ricostruita, fu consacrata da papa Lucio III nel 1184.
Nel 1396 fu costruito un alto protiro (portico) sulla facciata, rifatto nel 1467. Dal 1477 circa vi lavorarono i pittori ferraresi Francesco del Cossa ed Ercole de' Roberti nella Cappella Garganelli; il loro ciclo di affreschi ebbe notevole influenza su Niccolò dell'Arca e Michelangelo (perduti con la riedificazione, si salvò solo un frammento ora conservato nella Pinacoteca nazionale).
Dietro ordine del cardinale Gabriele Paleotti, a partire dal 1575 l'edificio fu radicalmente ristrutturato all'interno. Tuttavia queste modificazioni furono talmente profonde da far crollare le volte nel 1599.
Dal 1582 fu elevata al rango di "chiesa metropolitana" (sede vescovile con giurisdizione sui vescovi e sulle diocesi del medesimo territorio) da papa Gregorio XIII.
Fu infine riedificata all'inizio del 1600 e tra il 1743 e il 1747 ebbe una nuova facciata, su disegno dell'architetto Alfonso Torreggiani e su volere di papa Benedetto XIV.
Descrizione[modifica]
Esterno[modifica]
La facciata è tipicamente barocca, con struttura a salienti e paramento murario in mattoncini rossi e decorazioni in marmo. Essa è suddivisa in due fasce sovrapposte da un altro cornicione: la fascia inferiore, divisa in cinque sezioni da lesene corinzie, presenta, al centro, i tre portali, dei quali il centrale è più grande e sormontato da un frontone sorretto da due colonne; la parte superiore, invece, ospita, al centro, un grande finestrone ed è divisa da lesene corinzie in tre settori. La facciata termina con un frontone triangolare.
Il campanile a base circolare non fu mai distrutto. Tuttavia attorno ad esso se ne costruì uno nuovo, risalente all'inizio del XIII secolo[1]. All'interno si può ancora ammirare la struttura dell'antico campanile. La torre campanaria ospita la più grossa campana suonabile "alla bolognese", detta "la nonna", pesante ben 33 quintali[2]. L'elevato peso del concerto, un solenne concerto a quattro campane, comporta un'onda molto forte, specialmente in fase di "scappata" e "calata". Tant'è che spesso "la nonna" viene lasciata puntellata con la bocca verso l'alto al termine dei doppi, e solo raramente si effettuano "scappate" e "calate" con tutte e quattro le campane, che richiedono una squadra di ben ventitré campanari.
Interno[modifica]
L'interno è a navata unica con cappelle laterali, tre per lato, intervallate da ambulacri sormontati da coretti che si aprono con cantorie sulla navata maggiore. La volta di quest'ultima è a botte lunettata e l'illuminazione naturale è garantita da sette grandi finestroni, di cui tre sulla parete di destra, tre su quelle di sinistra e uno in controfacciata.
La tribuna è interamente occupata dal presbiterio, sopraelevato di alcuni gradini dal resto della chiesa, e si articola in un corpo a pianta quadrata coperto con volta a crociera riccamente decorata e che si apre con due absidi, una per ogni lato, e dall'abside vera e propria, semicircolare, sormontata da una grande lunetta dipinta raffigurante l'Annunciazione, opera di Ludovico Carracci. Il catino absidale, invece, è stato dipinto agli inizi del Novecento da Cesare Mauro Trebbi (1847-1931) con Sant'Anna in gloria[3]. L'altare maggiore in marmi policromi è opera di Alfonso Torreggiani ed è sormontato da una pregevole Crocifissione romanica in legno di cedro, costituita dalle statue di Gesù sulla croce, della Maddalena e di San Giovanni Evangelista.
Tra le opere d'arte presenti nella cattedrale, si possono ammirare il gruppo scultoreo in terracotta detto Cristo morto con le Marie piangenti, di Alfonso Lombardi, degli inizi del Cinquecento.
Organi a canne[modifica]
Organo Rotelli[modifica]
Nella tribuna, all'interno delle due absidi laterali e di quella centrale, si trova un organo a canne costruito nel 1935 dall'organaro cremonese Giuseppe Rotelli.
Lo strumento, a trasmissione elettropneumatica, ha tre tastiere di 58 note ciascuna e pedaliera di 30 note. La sua disposizione fonica è la seguente:
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Organo Paccagnella[modifica]
Nell'ambulacro tra la seconda e la terza cappella laterale di sinistra, si trova l'organo a canne costruito nel 1997 dalla ditta organaria Paccagnella.
Lo strumento, a trasmissione mista, meccanica per i manuali e il pedale, elettrica per i registri, ha la consolle a finestra con tre tastiere di 61 note ciascuna e pedaliera concava di 30 note.
Di seguito, la disposizione fonica dell'organo:
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Bibliografia[modifica]
- Luigi Vignali. Dall'antica perduta cattedrale al San Petronio: l'evoluzione dell'architettura sacra a Bologna, Zola Predosa: BTF, 2002
Note[modifica]
- ^ Chiesa/Cattedrale/Monastero Cattedrale di San Pietro, Bologna - trivago.it
- ^ Sounday Times - Campane in salsa bolognese
- ^ Fonte: Guida di Bologna di Guido Ricci 5ª edizione - editore Nicola Zanichelli Bologna - pag. 176
- ^ sulla consolle la dicitura, errata, è Terza
- ^ sulla consolle la dicitura è Celesta
Voci correlate[modifica]
Altri progetti[modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Cattedrale di San Pietro (Bologna)
Collegamenti esterni[modifica]
- La cattedrale sul sito della diocesi
- La cattedrale sul sito ufficiale del turismo di Bologna
- Il tesoro della cattedrale
- L'organo Paccagnella