Marcantonio Franceschini

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Marcantonio Franceschini nasce a Bologna nel 1648 da Giacomo Franceschini e da Giulia Maffei. All'età di 17 anni viene posto sotto la guida del pittore Giovanni Maria Galli ma, alla morte di questi nel 1668, completerà la sua formazione artistica presso l'autorevole Carlo Cignani. È nella bottega del Cignani infatti che il pittore ha occasione di svolgere numerosi interventi sia a Bologna (affreschi nei portici delle chiese di San Bartolomeo e dei Servi) che a Parma (affreschi nel Palazzo del Giardino, Sala d'Amore). Alla definitiva partenza del maestro per Forlì nel 1683, Marcantonio decide di non seguirlo e di aprire bottega in proprio nella città felsinea. È da questo momento in poi che la sua attività viene da lui stesso annotata -sia pure in modo asistematico- nel taccuino conservato alla Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio di Bologna. Muore il 24 dicembre 1729

Indice

[modifica] Attività artistica

Pale d'altare, soggetti profani, affreschi. Dotato di un metodo di lavoro impeccabile, basato su di una scrupolosa progettualità che andava dal disegno di particolari fino alla composizione d'insieme, il Franceschini seppe gestire impegnative commissioni che arrivarono anche a ottenere incarichi di prestigio a Genova (affreschi nel Palazzo ducale, andati perduti, nel principato del Lichtenstein (tele per i soffitti del Palazzo del Giardino), a Roma (cartoni per i mosaici della Cappella del Coro in San Pietro), solo per citare i più imponenti. Lo stile del pittore, all'inizio profondamente vicino a quello del Cignani, andò sempre più indirizzandosi verso il classicismo derivato dallo studio di opere di Nicolas Poussin, di Guido Reni, di Francesco Albani. Papa Clemente XI lo nominò Cavaliere come riconoscimento del lavoro svolto in Roma, mentre in Bologna, all'apertura dell'Accademia Clementina, vi ricoprì importanti incarichi.

[modifica] Principali opere (in ordine cronologico)

[modifica] Affreschi

- Bologna, Palazzo Monti; - Bologna, Palazzo Ranuzzi-Baciocchi (oggi Palazzo di Giustizia); - Bologna, Abside della chiesa dei Ss. Bartolomeo e Gaetano; - Modena, Palazzo Ducale, Volta del Salone d'Onore, 1696 circa. - Reggio Emilia, Chiesa di San Prospero, Cappella del Tesoro, 1701. - Genova, Chiesa di San Filippo Benizzi, decorazione della volta della navata.

[modifica] Pale d'altare

- San Filippo Benizzi (Budrio, San Lorenzo, 1675) - I santi Pietro, Paolo, Alberto e Lucrezia (Finale Emilia, Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, 1676-78) - I Ss. Bartolomeo e Severo in gloria (Ravenna, Pinacoteca Civica, 1683) - Cristo appare a S. Elisabetta d'Ungheria (Bologna, Chiesa di S.Maria della Carità) - San Tommaso da Villanova distribuisce le elemosine (Rimini, Chiesa di Sant'Agostino, 1685) - La Vergine ed il Bambino tra i Santi Luca, Giovanni Battista e Pier Celestino (Bologna, Chiesa di San Giovanni dei Celestini, 1687) - La Vergine col Bambino e i Santi Anna, Francesco d'Assisi e Francesco di Sales (Bologna, Chiesa di S. Maria di Galliera, 1694) - Crocifissione con la Vergine e i dodici Apostoli; Le anime del Purgatorio (Imola, Chiesa di San'Agostino, 1694-95) - Istituzione dell'Eucarestia; Morte di San Giuseppe (Bologna, Chiesa del Corpus Domini) - San Carlo Borromeo prega per la cessazione della peste di Milano (Modena, Chiesa di San Carlo Borromeo, 1699-1701) - San Lorenzo(Torino, Chiesa di San Lorenzo, 1715) - Riposo durante la fuga in Egitto (Genova, Chiesa di San Filippo Neri, 1716, dove sono conservate anche numerose tele con la vita di San Filippo Neri) - Sacra Famiglia in gloria e San Giorgio che uccide il drago (Parma, Chiesa della Steccata, 1719) - Annunciazione (Bologna, Chiesa di Sant'Isaia, 1726) - La Vergine distribuisce l'abito dell'Ordine dei Servi ai suoi sette fondatori (Bologna, Chiesa dei Servi, 1727) - La Vergine col Bambino ed i Ss. Giuseppe, Rocco, Giacomo (Bologna, Chiesa Metropolitana di S. Pietro, 1727) - Il Martirio dei Santi Felice e Fortunato (Chioggia, Chiesa di S. Maria Assunta, 1728)

[modifica] Altri dipinti di collezioni pubbliche e private

- Estasi della Maddalena (olio su rame, Marano di Castenaso, BO, Collezione Molinari Pradelli, 1683 ca.) - L'abate Zosimo comunica S. Maria Egiziaca (già pendant del precedente, New York, Metropolitan Museum 1683 ca.) - Mosè e le figlie di Jetro; Rebecca ed Eleazaro al pozzo; Agar ed Ismaele; Salomone incensa gli idoli (Genova, Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, 1696) - Erminia fra i pastori; Armida scopre Rinaldo addormentato (Torino, Galleria Sabauda, 1707-1709) - Cicli di tele con Storie di Apollo, di Diana, e altri tratti dalle Metamorfosi di Ovidio (Vaduz, Liechtenstein), - Genova, Palazzo Lomellino, Stanza di Diana (1715- 1722) - La Primavera; L'estate; L'autunno; L'inverno (Bologna, Pinacoteca Nazionale, 1716) - L'Angelo custode (Dulwich, College Picture Gallery, 1716) - La morte di Adone (Bologna, Pinacoteca Nazionale 1723)

[modifica] Bibliografia

Sull'artista:

  • Giampietro Zanotti, Storia dell'Accademia Clementina, voll.1-2, per Lelio dalla Volpe, Bologna, 1739, tomo I, pp. 219-248.
  • Dwight C. Miller, Marcantonio Franceschini and the Liechtensteins. Prince Johann Adam Andreas and the Decoration of the Garden Palace at Rossau- Vienna, Cambridge University Press, 1991.
  • Fabio Chiodini, La quadreria di Marcantonio Franceschini (1648-1729), in "il Carrobbio. Tradizioni problemi immagini dell'Emilia-Romagna", XXV, 1999, pp. 119-127.
  • Olivier Bonfait, Les tableaux et les pinceaux. La naissance de l'école bolonaise (1680- 1780), Collection de l'école française de Rome, 2000.
  • Dwight C. Miller, Marcantonio Franceschini, Artema, Torino, 2001.
  • Marcantonio Franceschini. I cartoni ritrovati, a cura di Giusi Testa Grauso, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo, 2002.
  • Daniele Benati, schede in Tesori dal Marchesato Paleologo, a cura di Bruno Cilento- Alessandra Guerrini, Editrice Artistica Piemontese, Savigliano (Cuneo), 2003.


Su Palazzo Ranuzzi-Baciocchi:

  • Ranuzzi Storia Geanologia e Iconografia, a cura di Giuliano Malvezzi Campeggi, Costa Editore, Bologna, 2000.


Scheda a cura di Fabio Chiodini, il quale assicura che il testo è stato steso senza alcun plagio rispetto ad opere già pubblicate. Lo stesso è collaboratore di Dwight Miller per la successiva monografia sull'artista.

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