Marcantonio Franceschini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Marcantonio Franceschini (Bologna, 5 aprile 1648Bologna, 24 dicembre 1729) è stato un pittore italiano del periodo barocco, attivo principalmente a Bologna, sua patria. Era anche il padre e il maestro del pittore Giacomo Franceschini.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato a Bologna da Giacomo Franceschini e Giulia Maffei, a 17 anni diviene uno studente del pittore Giovanni Maria Galli da Bibbiena ma, alla morte di questi nel 1668, completa la sua formazione artistica presso l'autorevole Carlo Cignani.

Con lui Franceschini ha l'occasione di svolgere numerosi lavori sia a Bologna, nei portici delle chiese di San Bartolomeo e dei Servi, che a Parma, dove lavora sugli affreschi del Palazzo del Giardino tra il 1678 e il 1681.

Alla definitiva partenza del maestro per Forlì nel 1683, Marcantonio decide di non seguirlo per aprire una propria bottega in città. Da questo momento in po la sua attività viene da lui stesso annotata in un taccuino, oggi conservato presso la Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio di Bologna[1].

Numerosi pittori hanno lavorato nel suo studio o sono stati suoi allievi. Tra i suoi apprendisti ci sono stati anche Tommaso Aldrovandini, Giacomo Boni, Francesco Caccianiga e Antonio Cifrondi.

Muore il 24 dicembre 1729, nella città in cui ha sempre vissuto.

Molte istituzioni pubbliche detengono suoi dipinti: la Dulwich Picture Gallery di Londra, l'Honolulu Museum of Art, il Kunsthistorisches Museum e il Liechtenstein Museum di Vienna, il Metropolitan Museum of Art di New York e in Italia ai Musei Civici di Macerata, Museo Glauco Lombardi di Parma, la Pinacoteca nazionale (Bologna), e il Polo Museale di Firenze.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Affreschi[modifica | modifica sorgente]

  • Bologna, Palazzo Monti
  • Bologna, Palazzo Ranuzzi-Baciocchi (oggi Palazzo di Giustizia)
  • Bologna, abside della chiesa dei Ss. Bartolomeo e Gaetano;
  • Modena, Palazzo Ducale, Volta del Salone d'Onore (1696 circa)
  • Reggio Emilia, Chiesa di San Prospero, Cappella del Tesoro (1701)
  • Genova, Chiesa di San Filippo Benizzi, decorazione della volta della navata;
  • Genova, Palazzo Lomellino, Stanza di Diana (1715-1722)
  • Cesena, bozzetto per una lunetta di Palazzo Ranuzzi-Baciocchi di Bologna, collezione privata.

Pale d'altare[modifica | modifica sorgente]

  • San Filippo Benizzi, Budrio, Chiesa di San Lorenzo (1675)
  • I santi Pietro, Paolo, Alberto e Lucrezia, Finale Emilia, Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo (1676-78)
  • I Ss. Bartolomeo e Severo in gloria, Ravenna, Pinacoteca civica comunale (1683)
  • Cristo appare a S. Elisabetta d'Ungheria, Bologna, Chiesa di Santa Maria della Carità
  • San Tommaso da Villanova distribuisce le elemosine, Rimini, Chiesa di Sant'Agostino (1685)
  • La Vergine ed il Bambino tra i Santi Luca, Giovanni Battista e Pier Celestino, Bologna, Chiesa di San Giovanni dei Celestini (1687)
  • La Vergine col Bambino e i Santi Anna, Francesco d'Assisi e Francesco di Sales, Bologna, Chiesa di S. Maria di Galliera (1694)
  • Crocifissione con la Vergine e i dodici Apostoli, Imola, Chiesa di San'Agostino (1694-95)
  • Le anime del Purgatorio, Imola, Chiesa di San'Agostino (1694-95)
  • Istituzione dell'Eucarestia, Bologna, Chiesa del Corpus Domini
  • Morte di San Giuseppe, Bologna, Chiesa del Corpus Domini
  • San Carlo Borromeo prega per la cessazione della peste di Milano, Modena, Chiesa di San Carlo Borromeo (1699-1701)
  • San Lorenzo, Torino, Chiesa di San Lorenzo (1715)
  • Riposo durante la fuga in Egitto, Genova, Chiesa di San Filippo Neri (1716)
  • Sacra Famiglia in gloria e San Giorgio che uccide il drago, Parma, Basilica di Santa Maria della Steccata (1719)
  • Annunciazione, Bologna, Chiesa di Sant'Isaia (1726)
  • La Vergine distribuisce l'abito dell'Ordine dei Servi ai suoi sette fondatori, Bologna, Basilica di Santa Maria dei Servi (1727)
  • La Vergine col Bambino ed i Ss. Giuseppe, Rocco, Giacomo, Bologna, Chiesa Metropolitana di S. Pietro (1727)
  • Il Martirio dei Santi Felice e Fortunato, Chioggia, Chiesa di S. Maria Assunta (1728)

Dipinti[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Aldo Foratti, FRANCESCHINI in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1932. URL consultato il 28 ottobre 2013.
  • Daniele Benati in Bruno Cilento - Alessandra Guerrini (a cura di), Tesori dal Marchesato Paleologo, Savigliano, Editrice Artistica Piemontese, 2003.
  • Olivier Bonfait, Les tableaux et les pinceaux. La naissance de l'école bolonaise (1680-1780), Collection de l'école française de Rome, 2000.
  • Giuliano Malvezzi Campeggi (a cura di), Ranuzzi Storia Geanologia e Iconografia, Bologna, Costa Editore, 2000.
  • Fabio Chiodini, La quadreria di Marcantonio Franceschini (1648-1729) in Il Carrobbio. Tradizioni problemi immagini dell'Emilia-Romagna, XXV, 1999, pp. 119-127.
  • Giusi Testa Grauso (a cura di), Marcantonio Franceschini. I cartoni ritrovati, Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 2002.
  • Dwight Cameron Miller, Marcantonio Franceschini and the Liechtensteins. Prince Johann Adam Andreas and the Decoration of the Garden Palace at Rossau-Vienna, Cambridge University Press, 1991.
  • Dwight Cameron Miller, Marcantonio Franceschin, Torino, Artema, 2001.
  • Giampietro Zanotti, Storia dell'Accademia Clementina, Bologna, 1739, tomo I, voll. 1-2, pp. 219-248..

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Manoscritto B 4067, cfr: Il libro-cassa del pittore Marcantonio Franceschini / Guido Zucchini, in "L'Archiginnasio: bullettino della biblioteca comunale di Bologna", 37 (1942), P. 66-71]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 66739779