Basilica di San Petronio
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| Basilica di San Petronio | |
|---|---|
La facciata incompiuta della Basilica di San Petronio |
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| Città | Bologna |
| Regione | Emilia-Romagna |
| Stato | |
| Religione | Cattolica |
| Diocesi | Arcidiocesi di Bologna |
| Anno di consacrazione | 1954 |
| Stile architettonico | Gotico italiano |
| Inizio della costruzione | 1390 |
| Completamento | 1479 |
Coordinate: La basilica di San Petronio è la chiesa più famosa e maestosa di Bologna, dove domina Piazza Maggiore. Le sue imponenti dimensioni (132 metri di lunghezza e 60 di larghezza, con un'altezza della volta di 45 metri, mentre sulla facciata tocca i 51 metri) ne fanno la quinta chiesa più grande al mondo. Nel 1530 la basilica godette di un momento di grande notorietà, in quanto la città di Bologna fu scelta da Carlo V come sede per l'incoronazione a imperatore da parte di Clemente VII. A seguito del sacco dei lanzichenecchi, avvenuto nel 1527, infatti, l'ipotesi di una incoronazione a Roma era stata scartata e la neutrale Bologna, con la magnifica (per quanto largamente incompiuta) basilica di San Petronio, era parsa la scelta più opportuna.
Indice |
[modifica] Cenni storici e descrizione
Dedicata al santo patrono della città (che ne fu vescovo nel V secolo), la sua costruzione risale al 1390, quando il comune diede incarico a Antonio di Vincenzo dei lavori di edificazione di una grande chiesa civica. Si tratta dell'ultima grande opera gotica d'Italia, sin dall'inizio concepita come una grande basilica gotica a croce latina a tre navate con cappelle, munita di ampio transetto con cupola (o tiburio) e profondo coro (per quanto non si conoscano le dimensioni reali del primo progetto).
I lavori ebbero inizio con le complesse operazioni di esproprio e abbattimento di numerose insulae della città medievale prospicienti piazza Maggiore e si protrassero a lungo nei secoli: intanto, contrariamente alla prassi costruttiva del tempo, il cantiere si sviluppò dalla facciata verso l'abside; inizialmente vennero realizzate le prime due campate (le sole navate laterali) e sul paramento in mattoni grezzi della facciata fu realizzato il basamento marmoreo della stessa, con le formelle a bassorilievo di Santi protettori secondo la prima versione del progetto 1393, col concorso di maestranze di scultori della bottega dei fratelli Dalle Masegne. Successivamente nel 1425 fu ingaggiato lo scultore senese Jacopo della Quercia per la realizzazione del portale maggiore, rimasto parzialmente incompiuto (è privo della cuspide): Jacopo scolpì le formelle a bassorilievo sugli stipiti del portale che raffigurano Storie della Genesi (studiate attentamente da Michelangelo, che dimostrò di avere appreso la lezione nelle pose di alcune figure della Cappella Sistina), l'architrave istoriato con Scene del Nuovo Testamento e il gruppo a tutto tondo della lunetta con una Madonna col Bambino e i santi Petronio e Ambrogio (Michelangelo la definì "la più bella Madonna del Quattrocento").
Una prima fase dei lavori si concluse nel 1479 con la basilica largamente incompiuta in quanto priva delle volte della navata centrale. In questo momento si inserirono ripensamenti progettuali (un nuovo più ampio progetto di Arduino Arriguzzi del 1515 che nelle dimensioni avrebbe surclassato l'Antica basilica di San Pietro in Vaticano a Roma), la definizione della decorazione del paramento marmoreo di facciata (disegno di Domenico da Varignana) e la realizzazione dei portali minori (tra il 1518 e il 1530): la lunetta soprastante il portale di sinistra contiene il gruppo del Cristo Risorto, di Alfonso Lombardi, mentre quella soprastante il portale di destra contiene il gruppo della Madonna col Cristo morto, opera scultorea di Amico Aspertini, meglio noto come pittore. Nel corso del Cinquecento, a causa dei mutati gusti artistici, vennero anche prese in considerazione numerose varianti al progetto della facciata: importanti architetti del tempo (Giacomo Ranuzzi, il Vignola, Baldassarre Peruzzi, Giulio Romano e poi Domenico Tibaldi e il Palladio) ci hanno lasciano interessanti disegni oggi custoditi nel Museo di San Petronio.
Nello stesso tempo il cantiere architettonico conosceva una lunga stasi, dovuta (oltre che alla cronica mancanza di finanziamenti) alle difficoltà di realizzare le arditissime volte gotiche e alla delusione causata dalla mancata disponibilità dello spazio necessario per realizzare l'enorme transetto con cupola previsti nel progetto.
Solo in pieno Seicento fu data una accelerazione ai lavori del cantiere e con l'incarico ad un architetto forestiero, il romano Girolamo Rainaldi, furono risolti gli annosi problemi relativi alla realizzazione delle volte della navata maggiore (1646 - 1658), compiute secondo il disegno originale di età gotica, e fu alzata un'abside a conclusione delle navate senza proseguire i lavori del transetto.
| Nella piazza di San Petronio |
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La basilica di San Petronio affascinò Giosuè Carducci, che le dedicò la poesia Nella piazza di San Petronio:
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A tutt'oggi la facciata risulta incompleta. Da segnalare che nel 1887 fu istituito un concorso per la progettazione della facciata della basilica, a cui parteciparono numerosi architetti e che tuttavia non ebbe seguito. Neppure successive proposte nel 1933-35 per completare la decorazione marmorea del tempio sono state mai prese in considerazione.
La basilica, voluta e compiuta dal libero Comune di Bologna, fu trasferita alla diocesi solo nel 1929 e consacrata nel 1954; solo dal 2000 conserva le reliquie del santo patrono, fino ad allora conservate nella basilica di Santo Stefano.
[modifica] Interno
L'interno della basilica si presenta maestoso con le sue tre ampie navate corredate di profonde cappelle. Notevoli sono il gioco di colori degli intonaci e le vetrate policrome.
In controfacciata è un monumento sepolcrale in cotto eseguito da Zaccaria Zacchi (1526). Sui robusti pilastri alcuni pannelli ad affresco con Santi della prima decorazione pittorica del tempio (prima metà del secolo XV).
Sul pavimento della chiesa è possibile ammirare la linea meridiana tracciata nel 1655 su progetto dell'astronomo Giovanni Domenico Cassini: le sue misure ne fanno la più grande meridiana al mondo (lunghezza m. 67,72; foro di luce a m. 27 dal suolo, distanza fra i solstizi m. 56).
Le ventidue cappelle che si aprono nelle navate laterali conservano interessati opere d'arte:
I. Cappella di S. Abbondio, già dei Dieci di Balia, restaurata in falso gotico nel 1865: nel 1530 vi fu incoronato imperatore Carlo V dal Papa Clemente VII.
II. Cappella di S. Petronio, già Cospi e Aldrovandi, progettata da Alfonso Torreggiani, destinata a contenere la reliquia del capo di San Petronio.
III. Cappella di S. Ivo, già di S. Brigida dei Foscherari: statue di Angelo Piò e i dipinti Madonna di S. Luca e santi Emidio e Ivo di Gaetano Gandolfi e Apparizione della Vergine a S. Francesca Romana di Alessandro Tiarini (1615). Sul pilastro, due orologi, tra i primi in Italia fatti con la correzione del pendolo (1758).
IV. Cappella dei Re Magi, già Bolognini: transenna marmorea gotica disegnata da Antonio di Vincenzo (1400); sull'altare Polittico ligneo con ventisette figure intagliate e altre dipinte, opera di Jacopo di Paolo. Le pareti furono affrescate da Giovanni di Pietro Falloppi con un ciclo raffigurante: Episodi della vita di San Petronio, nella parete di fondo; Storie dei Re Magi, nella parete destra, e Il giudizio universale a sinistra, con l'Incoronazione della Vergine in mandorla, in alto, Il Paradiso e l'Inferno, in basso, raffigurazione di tipo dantesco, con una gigantesca figura di Lucifero.
V. Cappella di S. Sebastiano, già Vaselli.
VI. Cappella di S. Vincenzo Ferrer, già Griffoni, Cospi e Ranuzzi: monumento bronzeo del cardinale Giacomo Lercaro eseguito da Giacomo Manzù (1954).
VII. Cappella di S. Giacomo, già Rossi e Baciocchi: sull'altare Madonna in Trono, capolavoro di Lorenzo Costa (1492); allo stesso autore sono attribuiti i disegni della vetrata policroma. Monumento funebre con le spoglie del principe Felice Baciocchi e di sua moglie Elisa Bonaparte (1845);
VIII. Cappella di S. Rocco, già Ranuzzi: San Rocco del Parmigianino (1527).
IX. Cappella di S. Michele già Barbazzi e Manzoli: dipinto l'Arcangelo Michele che scaccia il demonio di Donato Creti (1582).
X. Cappella di S. Rosalia, già dei Sedici del Senato, ora del Municipio: tela Gloria di S. Barbara di Alessandro Tiarini.
XI. Cappella di S. Bernardino: ante della cassa dell'organo quattrocentesco di Lorenzo da Prato dipinte nel 1531 da Amico Aspertini con Quattro storie di san Petronio.
Cappella Maggiore: sull'altare, Crocifisso ligneo quattrocentesco. Sul fondo dell'abside affresco Madonna con san Petronio di Marcantonio Franceschini e Luigi Quaini, su cartoni del Cignani (1672). Il ciborio dell'altare maggiore fu eretto nel 1547 dal Vignola. Di rilievo anche il coro ligneo quattrocentesco di Agostino de' Marchi.
XII. Cappella delle Reliquie, già Zambeccari, sulla quale è impostato il campanile.
XIII. Cappella di S. Pietro Martire, già della Società dei Beccari, con transenna marmorea di Francesco di Simone (fine sec. XV);
XIV. Cappella di S. Antonio da Padova, già Saraceni e Cospi: statua di S. Antonio da Padova attribuita a Jacopo Sansovino.
XV. Cappella del Santissimo, Malvezzi Campeggi, rifatta nell'Ottocento.
XVI. Cappella dell'Immacolata, già Fantuzzi: decorazioni art nouveau di Achille Casanova.
XVII. Cappella di San Girolamo, già Castelli: sull'altare San Girolamo attribuito a Lorenzo Costa.
XVIII. Cappella di S. Lorenzo, già Garganelli, Ratta e Pallotti: famosa Pietà di Amico Aspertini.
XIX. Cappella della Croce, già dei Notai: affreschi devozionali con Santi di Francesco Lola, Giovanni di Pietro Falloppi e Pietro Lianori (secolo XV). La vetrata fu realizzata dal beato frate Giacomo da Ulma su disegno di Michele di Matteo.
XX. Cappella di S. Ambrogio, già Marsili: affresco nello stile del Vivarini (metà '400).
XXI. Cappella di S. Brigida, già Pepoli: polittico di Tommaso Garelli (1477).
XXII. Cappella della Madonna della Pace: Madonna in pietra d'Istria di Giovanni Ferabech (1394).
Nella torre campanaria è installato un concerto di 4 campane risalente al XV secolo suonate manualmente dalle associazioni campanarie cittadine, secondo l'antica tecnica tradizionale bolognese, nata probabilmente nel campanile stesso. Una delle quattro campane (la "mezzanella") è detta "la scolara", perchè scandiva l'inizio delle lezioni universitarie all'Archiginnasio.
San Petronio contiene due organi monumentali, tra i più importanti d'Italia: quello a destra, realizzato da Lorenzo di Giacomo da Prato (1475), è il più antico fra i grandi organi giunti fino a noi ed è il primo a registri indipendenti; quello di sinistra, di Malamini, venne aggiunto alla fine del XVI secolo.
[modifica] Bibliografia
- Angelo Gatti. La basilica di S. Petronio ed il concorso per la sua facciata: rassegna critica con illustrazioni dell'autore Bologna: 1887.
- Angelo Gatti. La fabbrica di S. Petronio: indagini storiche, Bologna: Regia Tipografia, 1889.
- Ludwig Weber. San Petronio in Bologna: Beitrage zur Baugeschichte, Leipzig: E.A. Seemann, 1904.
- Francesco Filippini. Gli affreschi della Cappella Bolognini in San Petronio in "Bollettino d'arte", n. 7-8, 1916.
- Francesco Cavazza. Finestroni e cappelle in San Petronio di Bologna: restauri recenti e documenti antichi, in "Rassegna d'arte", n. 11, 1905.
- Francesco Cavazza. I restauri compiuti nella basilica di San Petronio dal 1896 ad oggi Bologna: Stabilimenti poligrafici riuniti, 1932. (Estratto dalla rivista Il Comune di Bologna, n. 7, luglio 1932-X).
- Guido Zucchini, Guida della basilica di San Petronio; a cura della Fabbriceria di S. Petronio. Nuova ed. illustrata. Bologna: 1953
- Angelo Raule. La Basilica di San Petronio in Bologna, Bologna: A. Nanni, 1958.
- Anna Maria Matteucci. La porta magna di San Petronio in Bologna Bologna: R. Patron, 1966.
- James H. Beck. Jacopo della Quercia e il portale di San Petronio a Bologna: ricerche storiche, documentarie e iconografiche, Bologna: Alfa, 1970.
- Mario Fanti. Il concorso per la facciata di San Petronio nel 1933-1935 , in "Il carrobbio: rivista di studi bolognesi", 2 (1976), pp. 159-176.
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- Jacopo della Quercia e la facciata di San Petronio a Bologna: contributi allo studio della decorazione e notizie sul restauro Bologna: Alfa, 1981.
- La basilica di San Petronio in Bologna, testi di Luciano Bellosi et al. Bologna: Cassa di Risparmio, 1983-1984. 2 voll.
- La basilica di San Petronio in Bologna: guida a vedere e a comprendere, di Mario Fanti e Carlo Degli Esposti. Bologna 1986.
- Il tramonto del Medioevo a Bologna: il cantiere di San Petronio, catalogo della mostra (Bologna, Pinacoteca Nazionale e Museo Civico Medievale, ottobre-dicembre 1987) a cura di Rosalba D'Amico e Renzo Grandi; Bologna: Nuova Alfa, 1987. ISBN 8877790210
- Giovambattista Bossio e Maria Cristina Suppi, I concorsi per il restauro della facciata di San Petronio: il dibattito sul metodo, in "Il carrobbio: rivista di studi bolognesi", 13 (1987), pp. 65-84.
- Giovambattista Bossio e Maria Cristina Suppi, I concorsi per il restauro della facciata di San Petronio: i valori in gioco e le occasioni mancate in "Il carrobbio: rivista di studi bolognesi", 14 (1988), pp. 53-74
- Sesto centenario di fondazione della basilica di San Petronio: 1390-1990. Documenti per una storia, a cura di Rosalba D'Amico; coordinamento di Mario Fanti, Carlo De Angelis; introduzione di Gina Fasoli. Bologna: Nuova Alfa, [1990].
- Anna Laura Trombetti Budriesi, I primi anni del cantiere di San Petronio (1390-1397) in Una Basilica per una citta: sei secoli in San Petronio, atti del Convegno di studi per il Sesto Centenario di fondazione della Basilica di San Petronio 1390-1990; a cura di Mario Fanti e Deanna Lenzi. Bologna: Tipoarte, 1994.
- Luigi Vignali. La basilica di San Petronio, Bologna: Grafis, 1996. ISBN 8880810499
- La basilica incompiuta. Progetti antichi per la facciata di San Petronio, catalogo della mostra a cura di Marzia Faietti e Massimo Medica, Ferrara, Edisai, 2001. ISBN 8888051090
- Petronio e Bologna, il volto di una storia. Arte, storia e culto del Santo Patrono, catalogo della mostra (Bologna, Palazzo Re Enzo e del Podesta, 24 novembre 2001 - 24 febbraio 2002), a cura di Beatrice Buscaroli e Roberto Sernicola. Ferrara: SATE, stampa 2001. ISBN 8888051090
- Il museo di San Petronio in Bologna, a cura di Mario Fanti; prefazione di Jadranka Bentini. Bologna: Costa, 2003.
- Giovanni Paltrinieri. La meridiana della Basilica di San Petronio in Bologna, Bologna 2001.
- Mario Fanti. L'Archivio della Fabbriceria di San Petronio: Inventario, Bologna: Costa, 2008 ISBN 9788889646380
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[modifica] Collegamenti esterni
- La meridiana Cassini Osservatorio Astronomico di Bologna
- La meridiana di San Petronio sul sito dell'Unione Astrofili Italiani
- L'immagine di Maometto nella Basilica di San PetronioLa storia dell'affresco che ha causato tante polemiche, fino al rischio di attentati terroristici

