Emilia-Romagna

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Emilia-Romagna
regione
Emilia-Romagna – Stemma Emilia-Romagna – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
Sede della Regione a Bologna
Sede della Regione a Bologna
Localizzazione
Stato Italia Italia
Amministrazione
Capoluogo Bologna (de facto)[1]
Presidente Simonetta Saliera [2] (PD) dall'08/07/2014 (ad interim)
Territorio
Coordinate
del capoluogo
44°30′38″N 10°57′25″E / 44.510556°N 10.956944°E44.510556; 10.956944 (Emilia-Romagna)Coordinate: 44°30′38″N 10°57′25″E / 44.510556°N 10.956944°E44.510556; 10.956944 (Emilia-Romagna)
Altitudine 211[3] m s.l.m.
Superficie 22 452,78 km²
Abitanti 4 448 283[4] (30-04-2014)
Densità 198,12 ab./km²
Province 9
Comuni 340
Regioni confinanti Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Veneto
Altre informazioni
Lingue italiano
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 IT-45
Codice ISTAT 08
Nome abitanti emiliani e romagnoli
PIL (PPA) 106.791 mln
PIL procapite (PPA) 31.000
Cartografia

Emilia-Romagna – Localizzazione

Mappa della regione con le sue province
Mappa della regione con le sue province
Sito istituzionale

L'Emilia-Romagna è una regione italiana a statuto ordinario dell'Italia nord-orientale di 4.448.283 abitanti, costituita ufficialmente il 7 giugno 1970[5], con capoluogo Bologna.

Confina a nord con la Lombardia e con il Veneto, a ovest ancora con la Lombardia e con il Piemonte, a sud con la Liguria, la Toscana, le Marche nonché la Repubblica di San Marino; a est è bagnata dal Mar Adriatico. L'Emilia-Romagna è composta dall'unione di due regioni storiche: l'Emilia, che comprende le province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara e la maggior parte della provincia di Bologna, e la Romagna, che comprende le province di Ravenna, Rimini, Forlì - Cesena e i comuni della provincia di Bologna situati a est del torrente Sillaro.

Le aree che costituiscono la regione attuale sono popolate fin da tempi remotissimi, come ci indicano vari ritrovamenti: il caso più famoso è quello del sito di Monte Poggiolo, presso Forlì, dove sono stati rinvenuti migliaia di reperti datati a circa 800.000 anni fa, a dimostrazione che la zona era già abitata nel Paleolitico.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Zone altimetriche d'Italia.
Superficie dell'Emilia-Romagna per zone altimetriche

La via Emilia fatta costruire dal console romano Marco Emilio Lepido, con il suo percorso che segue approssimativamente la linea pedecollinare in direzione Nord-Ovest-Sud-Est, divide il territorio della regione in due parti aventi estensioni pressoché equivalenti: la parte settentrionale (47,8% della superficie complessiva) è pianeggiante, mentre le colline (27,1% del territorio) e le montagne (25,1%) si trovano nella fascia meridionale della regione.

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

La parte piana della regione, compresa tra la linea pedemontana e il Po, si allarga progressivamente da ovest verso est. Invece la zona montuosa-collinare conserva per tutto il suo sviluppo una larghezza quasi costante. Le maggiori altitudini si trovano nel settore centrale, che culmina nel Monte Cimone. La pianura è il risultato dei depositi alluvionali portati dal Po e dai fiumi appenninici. Nell'alta pianura si sono depositati i materiali più grossolani ghiaia, sabbia e pertanto il suolo risulta molto permeabile. Nella bassa pianura i depositi sono più minuti e perciò meno permeabili. Nella parte orientale, rivolta all'Adriatico, si passa da un settore interno di terre già da tempo rassodate e messe a coltura alle vaste aree di recente bonifica idraulica.

il Monte Cimone

La grande pianura si affaccia al mare con una costa unita e assai uniforme, gli ampi arenili e il mare poco profondo si prestano assai bene all'intensa attività turistica balneare.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Il reticolo idrografico è costituito, nella metà occidentale della regione, da una serie di corsi d'acqua, ad andamento più o meno parallelo, che percorrono le valli e che poi divagano nella bassa pianura fino a sfociare nel fiume Po; nella parte orientale, a cominciare dal Reno, i fiumi si gettano direttamente nell'Adriatico. A parte il Po, tutti i corsi d'acqua della regione hanno portate irregolari con andamento torrentizio. È notevole la rete di canali di derivazione che prelevano le acque dal Po per l'irrigazione. Si ha pertanto una “bassa” irrigua, dedicata all'allevamento per la produzione di latte e formaggio (Parmigiano-Reggiano e Grana Padano); poi le "valli" bonificate, in buona parte investite a cereali; quindi la pianura non irrigata, coltivata a frutticoltura specializzata (Cesena[6]), e le colline adibite a vigneto o a coltura promiscua; infine i prati, i pascoli e i boschi dell'alta collina e della montagna.

I fiumi presenti nel territorio sono classificabili in quattro ordini:

  • Ordine principale: Po.
  • Ordine secondo: Enza, Crostolo, Panaro, Parma, Reno, Savio, Secchia, Taro, Trebbia.
  • Ordine terzo: Arda, Baganza, Bidente, Ceno, Conca, Diversivo del Volano, Fiumi Uniti, Idice, Lamone, Marecchia, Montone, Nure, Po di Goro, Po di Volano, Rabbi, Ronco, Samoggia, Santerno, Senio, Setta, Sìllaro, Tidone.
  • Ordine quarto: Acerreta, Ausa, Aveto, Bevano, Bidente di Corniolo, Bidente di Pietrapazza, Bidente di Ridràcoli, Borello, Brasimone, Canale Bianco (nord di Ferrara), Canale bonifica destra del Reno, Canale della Botte, Canale derivatore, Canale di Burana, Canale diversivo, Canale emiliano-romagnolo, Canale Morozzo, Canale Naviglio, Canale Navile, Canale Poatello, Cavo Fiuma, Cavo Lama, Cedra, Chero, Chiavenna, Collettore acqua basse modenesi, Collettore acque basse reggiane, Dolo, Dragone, Fossa di Spezzano, Fossa Zena, Gaiana, Ghiaia di Serravalle, Guerro, Lavino, Leo, Limentra di Treppio, Luretta, Marano, Marzeno, Ongina, Para, Parola, Pisciatello, Po morto di Primaro, Quaderna, Recchio, Riglio, Rigossa, Rossenna, Rovacchia, Rubicone, Samoggia, Sàvena, Scoltenna, Secchiello, Sellustra, Silla, Sintria, Stirone, Tassobbio, Tavollo, Termina, Tièpido, Tramazzo, Tresinaro, Uso, Ventena (di Cattolica), Voltre, Zena.

Sismologia[modifica | modifica wikitesto]

I terremoti del maggio 2012[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Terremoto dell'Emilia del 2012.

Intorno alle 4 del mattino del 20 maggio 2012, l'Emilia-Romagna è stata soggetta ad una violenta scossa di terremoto (magnitudo 5,9 della scala Richter e profondità di circa km), che ha avuto come epicentro il comune di Finale Emilia, in provincia di Modena. Il terremoto è stato avvertito in tutto il Nord Italia e ha causato vittime e gravi danni in particolare in Emilia, nella zona di Modena, Bologna, Ferrara, Reggio Emilia, nell'oltrepò mantovano e in alcuni comuni della provincia di Rovigo. Dopo la scossa notturna, durante tutta la giornata ci sono state varie scosse di assestamento. La più forte, 5,1 Richter, è stata registrata nel primo pomeriggio. Nuove forti scosse di terremoto si sono ripetute il 29 maggio 2012 di cui una di magnitudo 5,8 con epicentro a Medolla e Mirandola e una di magnitudo 5,3 con epicentro a San Possidonio.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il Po in provincia di Ferrara

Il clima dell'Emilia-Romagna è di tipo temperato subcontinentale, con estati calde e umide e inverni freddi e rigidi, tendente al sublitoraneo e dunque al mediterraneo solo lungo la fascia costiera. L'Adriatico infatti è un mare troppo ristretto per influire significativamente sulle condizioni termiche della regione. Caratteristiche di base di questo clima sono il forte divario di temperatura fra l'estate e l'inverno, con estati molto calde e afose, e inverni freddi e prolungati. L'autunno è molto umido, nebbioso e fresco fino alla metà di novembre; con il procedere della stagione le temperature scendono, fino a poter divenire freddo ed avere caratteristiche prettamente invernali. La primavera rappresenta la stagione di transizione per eccellenza, ma nel complesso risulta mite.

Le precipitazioni sono di mediocre quantità nella pianura, in genere da 650 a 800 mm in media, per anno.[7] Via via che si passa alla fascia collinare e poi montana, esse aumentano rapidamente e si fanno decisamente copiose nell'alto Appennino: si superano i 1500 mm in quasi tutta la zona appenninica interna e anche i 2000 mm nelle zone prossime al crinale dell'Appennino Emiliano centro-occidentale.[7]Qui è abbondante la quantità di precipitazioni che cade in forma nevosa nei mesi fra novembre e marzo, per quanto nevicate di minore entità si verifichino spesso anche in aprile. Anche la pianura peraltro è visitata non di rado, in inverno, dalla neve, in quantità che aumenta generalmente spostandosi verso le zone pedecollinari e procedendo da Oriente verso Occidente. Il regime delle precipitazioni è comunque caratterizzato da due massimi, uno primaverile e uno autunnale, che non divergono molto fra loro per quantità, ma segnano quasi ovunque la prevalenza del secondo. La stagione più asciutta è l'estate e, in conseguenza di questo andamento pluviale, il regime dei corsi d'acqua è spiccatamente torrentizio, con forti piene improvvise alternate a periodi di grandi magre.

L'Emilia-Romagna ha quindi fondamentalmente tre climi, che possono essere sommariamente divisi nel padano (semi-continentale), nel montano e nel marittimo.

Negli ultimi vent'anni[ultimi a partire da quando?] la regione Emilia-Romagna ha subito un mutamento piuttosto drastico del proprio clima rispetto al periodo di riferimento 1961-1990, con aumenti significativi delle temperature medie (+1,1 °C) ed estreme (in particolare durante la stagione estiva, + 2 °C) e cambiamenti nei regimi stagionali e nell'intensità delle precipitazioni[8].

Il Servizio Idrometeorologico dell'ARPA Emilia-Romagna è l'ente regionale preposto a svolgere le attività operative relative all'idrologia, alla meteorologia e alla climatologia.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Al momento dell'Unità d'Italia l'Emilia-Romagna contava circa 2.100.000 abitanti. La popolazione è cresciuta costantemente fino alla metà del XX secolo, dopodiché si è registrato un lieve calo; negli ultimi tre decenni il numero di abitanti ha registrato un forte incremento, grazie anche all'immigrazione.[9]

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Politica ambientale[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio dell'Emilia-Romagna ricadono due parchi nazionali, entrambi condivisi con la Toscana: il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna e il Parco nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano. Nel territorio della regione ricadono inoltre 14 parchi regionali nonché numerose altre aree naturali protette. L'amministrazione della regione vanta una rigorosa politica di sostenibilità dello sviluppo[senza fonte]. Per contro, critici autorevoli obiettano che l'assoluta libertà lasciata ai comuni nella dilatazione delle aree urbane è un fenomeno che sta drasticamente contraendo i terreni più fertili della pianura padana[10].

Flora e fauna[modifica | modifica wikitesto]

La vegetazione spontanea è stata pesantemente ridotta dall'intervento umano, particolarmente in pianura. Sopravvivono però alcune aree boschive rilevanti come il Bosco della Mesola, divenuta riserva naturale, e la pineta di Ravenna. A partire dal pedemonte e sino ai 900 m di quota si estende l'orizzonte submesofilo[11], caratterizzato dai boschi nei quali domina la roverella e, più in alto, il cerro insieme al castagno. Tra i 900 e i 1500 m è il regno della faggeta. Rimane discretamente conservato l'abete bianco, oggi protetto nella riserva integrale della Foresta di Campigna (Forlì-Cesena).

Anche la fauna è stata molto impoverita dalle modificazioni dell'ambiente operate dall'uomo.
Nei campi agricoli sono presenti lepri, ricci, fagiani e tanti altri animali, mentre nelle zone umide (specialmente nel Delta del Po) troviamo numerosi aironi, anatre e anche le nutrie. Nei boschi dell'Appennino vivono volpi, cervi, tassi, caprioli, lupi, scoiattoli e cinghiali.

Vegetazione costiera[modifica | modifica wikitesto]

La vegetazione presente negli ambienti costieri dell’Emilia-Romagna è caratterizzata da specie vegetali psammofile e specie alofile.

Le specie psammofile sono in grado di sopravvivere su suoli sabbiosi a scarsa ritenzione idrica e caratterizzano gli ambienti della spiaggia e delle dune che normalmente, grazie al dilavamento dell'acqua piovana, presentano valori di salinità poco elevati.

Le specie alofile invece sono tolleranti ad elevati valori di salinità e sono quindi tipiche delle zone umide salmastre.

Aree protette[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aree naturali protette dell'Emilia-Romagna.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Romagna e Storia dell'Emilia.

L'Emilia-Romagna comprende due regioni storiche distinte: l'Emilia e la Romagna.

Storia dell’Emilia[modifica | modifica wikitesto]

resti della via Emilia a Claterna

Le principali popolazioni italiche insediatesi in Emilia nei tempi antichi furono quella degli Etruschi, (come testimoniato da numerose città da essi fondate, tra le quali Felsina (Bologna), Parma e Spina) e quella dei Celti, stanziati anche in numerose altre aree dell’Italia Settentrionale. A partire dal III secolo a.C. i Romani presero possesso del territorio, imponendosi sulle tribù celtiche. Già nel primo periodo della dominazione romana venne costruita, per volontà del console Marco Emilio Lepido, la via Emilia (187 a.C.), da cui oggi la regione prende il nome. Tale arteria viaria fu importante per l’intensificarsi del commercio e sul suo tragitto sorsero fiorenti centri urbani come Muntia (Modena), Placentia (Piacenza), Fidentia (Fidenza) e Regium Lepidi (Reggio Emilia).

Con la caduta dell’impero romano d’Occidente nel 476 d.C., l’intera penisola Italica fu in balia dalle invasioni della varie popolazioni barbare, provenienti dal nord Europa. Nel corso del VI secolo d.C. l’Emilia, come gran parte del territorio italiano venne assoggettata dai Longobardi, mentre la vicina Romagna, rimase, invece, per lungo tempo sotto il controllo bizantino. Seguendo il modello amministrativo longobardo, anche nella regione vennero creati una serie di ducati, tra cui spiccavano quello di Parma, quello di Piacenza, quello di Modena, quello di Reggio Emilia e quello di Persiceto. Bologna, invece, entrerà sotto il controllo longobardo solo nel 728.

Ai Longobardi si susseguirono, successivamente, i Franchi, chiamati in Italia da papa Stefano II. In questo periodo l’Emilia entrò nell’orbita del Sacro Romano Impero e il suo territorio venne suddiviso in una serie di feudi.
Castello Estense, Ferrara

Dal XII secolo in poi, numerose entità cittadine emiliane si costituiranno come comuni che, via, via si andranno a sostituire ai precedenti sistemi amministrativi di stampo feudale. Il comune che ebbe sicuramente più prestigio e potere sul territorio fu Bologna, dove, nel 1088, venne fondata la celebre Università, la più antica in Europa. Molti comuni emiliani, sempre in questo periodo, furono, inoltre, annessi alla Lega Lombarda che si oppose al progetto dell’imperatore Federico I di restaurare un forte potere centrale nell’Italia Settentrionale.

Nel corso dei secoli successivi molte città passarono da un governo di tipo comunale a forme di governo signorili. Un esempio ne è Ferrara che, sotto il governo degli Estensi, acquistò notevole prestigio, diventando anche uno dei centri culturali più importanti dell’Umanesimo e del Rinascimento Italiano (presso la corte estense operarono infatti intellettuali del calibro di Matteo Maria Boiardo, Ludovico Ariosto e Torquato Tasso).
bandiera della repubblica Cispadana

L’intera Emilia, nel corso dei secoli successivi, mantenne un assetto politico su cui spiccavano principalmente le potenze politiche dei Ducati di Ferrara, Modena e Reggio e Parma e Piacenza.

A partire dal 1796, con l’arrivo delle truppe francesi di Napoleone Bonaparte, vennero create nell’Italia settentrionale una serie di repubbliche, dipendenti da quella francese, che tra i vari territori, andavano ad annoverare anche quello emiliano, compreso nella Repubblica Cispadana (formata dal Ducato di Parma, la Repubblica Reggiana e la Repubblica Bolognese). Successivamente essa venne unita a quellaTranspadana (corrispondente con il precedente ducato di Milano), andando così a costituire la repubblica Cisalpina che ebbe come bandiera il Tricolore, nato per l’appunto a Reggio nel 1796.

Inseguito al Congresso di Vienna del 1815 nella regione viene ristabilito l’antico sistema amministrativo che cadrà solo nel 1860 con l’annessione al Regno di Sardegna a seguito di plebisciti.

Evento particolarmente rilevante della storia emiliana nella seconda guerra mondiale fu la tragica strage di Marzabotto, consistente nell’uccisione di 1830 civili, da parte delle truppe tedesche, in repressione della guerriglia partigiana, nel 1944, quando ormai le truppe alleate si accingevano a liberare definitivamente l’Italia del Nord.

Nel 1947 l'Emilia divenne, assieme alla Romagna, la regione Emilia-Romagna.

Storia della Romagna[modifica | modifica wikitesto]

Fra le prime popolazioni che si insediarono nella regione compaiono Umbri ed Etruschi. In un secondo momento il territorio corrispondente all’attuale Romagna venne poi conquistato da alcune tribù celtiche provenienti dal nord Europa, tra cui i Lingoni, i Senoni e i Boi (IV secolo a.C.).
l’arco di Augusto a Rimini

Nel III secolo a.C., inseguito ad una serie di scontri, le popolazioni celtiche che occupavano la regione vennero sconfitte dai Romani i quali iniziarono ad esercitare il loro dominio sulla regione. Numerosi sono i segni della dominazione romana, tra cui la fondazione di numerose città, tra le quali si possono ricordare Ariminum, Faventia, Forum Livii, Forum Popili, rispettivamente le odierne Rimini, Faenza, Forlì e Forlimpopoli.

Mosaico raffigurante l’imperatore Giustiniano e il suo seguito. Basilica di San Vitale (Ravenna)

In epoca tardo-repubblicana il fiume Rubicone (oggi in provincia di Forlì-Cesena) venne assunto come punto di riferimento per sancire il confine tra l’Italia e la provincia della Gallia Cisalpina. Importante avvenimento storico che consacrò tale corso d’acqua fu il suo attraversamento da parte di Giulio Cesare e il suo esercito il 10 gennaio del 49, alla fine delle campagne Galliche. Tale evento sancì l’inizio della seconda guerra civile romana. Si tramanda che proprio in occasione di ciò il celebre condottiero romano pronunciò la frase, ormai divenuta proverbiale, “Alea iacta est”.

Nel I secolo a.C., in età imperiale, Ottaviano Augusto pose presso Ravenna il principale presidio navale militare dell’Adriatico. Ciò andò ad accrescere il prestigio e la ricchezza della città. Proprio in virtù del fatto che il porto ravennate in età tardo-antica era divenuto il maggiore punto di contatto con la nuova capitale dell’impero d’Oriente, Costantinopoli, Ravenna, nel 402 d.C, divenne capitale dell’impero Romano d’Occidente, per volontà dell’imperatore Onorio. La presenza di paludi attorno alla città rendeva, inoltre, il luogo più sicuro per difendersi dagli attacchi dei Visigoti di Alarico, rispetto alla precedente capitale Milano.

Nel 476, sempre a Ravenna, venne deposto da Odoacre, re degli Eruli, il giovane Romolo Augustolo, considerato l’ultimo imperatore romano d’Occidente.

Ad Odoacre, seguirono, poi gli Ostrogoti di Teodorico.

Nel corso del VI secolo d.C. l’imperatore d’Oriente Giustiniano, avviò una serie di campagne militari, per riprendere possesso di numerosi territori dell’impero d’Occidente caduti in mano a varie popolazioni barbare (Guerre Gotiche). Tra i vari territori che bizantini riuscirono a prendere figura anche parte della Romagna e delle Marche settentrionali. Tali domini vennero, così, riuniti in un protettorato denominato Esarcato, con capitale Ravenna. Fu proprio in questo periodo, inoltre, che la regione acquistò il nome di Romagna, dal latino Romanìa. Tale termine differenziava, infatti, i possedimenti dell’impero romano d’Oriente, dai territori occupati dai Longobardi, i quali detenevano il controllo di gran parte della penisola italica. L’Esarcato cadrà, infine, nel 751, proprio per mano di quest’ultima popolazione.

Nello stesso periodo, il pontefice Stefano II, temendo che i Longobardi potessero impossessarsi di Roma, chiamò in suo aiuto i franchi di Pipino il Breve, i quali, sconfissero i Longobardi e cedettero allo Stato Pontifico i territori appartenuti all’impero d’Oriente, tra cui, appunto la Romagna.

Cesare Borgia

A partire dal XII secolo, analogamente a quanto accadeva in numerose realtà cittadine dell’Italia Centro-Settentrionale, anche in varie realtà della Romagna furono adottate istituzioni comunali, che inseguito, a distanza di pochi secoli, si muteranno in signorie o principati.

Nel 1499,grazie ad una serie di azioni militari, il figlio di papa Alessandro VI, Cesare Borgia, riuscì a prendere possesso della regione, sconfiggendo i signori locali, da tempo in lotta tra loro, diventando così duca di Romagna. Alla morte del padre, tuttavia, il Borgia, non sarà più in grado di mantenere il controllo dei territori conquistati che nel 1507 saranno riannessi allo Stato Pontificio.

il pontefice Pio VII entra a Cesena, sua città natale, dopo la caduta di Napoleone. Dipinto di Enea Peroni

Il territorio romagnolo rimarrà in mano al Pontefice fino al 1796, anno dell’invasione napoleonica. Caduto Napoleone e con il Congresso di Vienna del 1815, tuttavia, la regione ritornerà allo Stato della Chiesa.

Con i plebisciti dell’11 e del 12 Marzo 1860 i territori della Romagna vennero ufficialmente annessi al Regno di Sardegna che l’anno successivo sarebbe divenuto Regno d’Italia.

Nel corso del secondo conflitto mondiale, nella primavera del 1944, l’esercito tedesco eresse, in territorio romagnolo, una linea di difesa che costituiva la frontiera tra l’Italia ormai liberata dagli alleati e la Pianura Padana: la Linea Gotica, che da Rimini giungeva fino a La Spezia. Successivamente, sfondata la Linea Gotica, numerose città vennero liberate. Le ultime città ad essere definitivamente liberate furono quelle ubicate a nord del fiume Senio, in cui gli alleati giungeranno solo nella primavera del 1945.

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

Le province emiliane e romagnole
mappa dei confini regionali, provinciali e comunali aggiornata all'annessione di nuovi Comuni sotto la Provincia di Rimini

L'Emilia-Romagna si divide in 9 province, abitate complessivamente da 4.448.283 abitanti[12]; la più recente è quella di Rimini, una volta compresa in quella di Forlì (oggi Forlì-Cesena).

  • Bologna Bologna (con 56 comuni, 1.002.326 abitanti)
  • Modena Modena (con 47 comuni, 701.519 abitanti)
  • Reggio Emilia Reggio Emilia (con 45 comuni, 534.043 abitanti)
  • Parma Parma (con 46 comuni, 443.770 abitanti)
  • Forlì-Cesena Forlì-Cesena (con 30 comuni, 396.169 abitanti)
  • Ravenna Ravenna (con 18 comuni, 392.273 abitanti)
  • Ferrara Ferrara (con 24 comuni, 355.357 abitanti)
  • Rimini Rimini (con 26 comuni, 334.588 abitanti)
  • Piacenza Piacenza (con 48 comuni, 288.238 abitanti)
Composizione del Consiglio Regionale dell'Emilia-Romagna (2010):

██  Centrosinistra (PD + Idv + FdS + SEL + Fdv) → 32 seggi

██  Udc → 1 seggio

██  M5S → 2 seggi

██  Centrodestra (Pdl + LN) → 15 seggi

Consiglio regionale[modifica | modifica wikitesto]

Con le elezioni regionali del 2010, il centrosinistra si riconferma alla guida della regione[13] con una maggioranza di 32 consiglieri su 50.

Vasco Errani viene dunque confermato per la terza volta consecutiva alla guida dell'Emilia-Romagna.

Candidati e Liste Voti  % Seggi
Vasco Errani 1.197.789 52,06 10
Partito Democratico (PD) 857.613 40,64 18
Italia dei Valori (IdV) 136.040 6,44 2
Federazione della Sinistra (FdS) 58.943 2,79 1
Sinistra Ecologia e Libertà + Verdi (SEL + FdV) 37.698 1,78 1
Anna Maria Bernini 844.915 36,72 1
Popolo della Libertà (Pdl) 518.108 24,55 10
Lega Nord (LN) 288.601 13,67 4
Giovanni Favia 161.056 7 -
Movimento Cinque Stelle (M5S) 126.619 6,00 2
Gian Luca Galletti 96.625 4,20 -
Unione di Centro (Udc) 1.556 0,86 1
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Presidenti dell'Emilia-Romagna.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza.[14]»
— 11 ottobre 2010

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

Città principali[modifica | modifica wikitesto]

L'Emilia-Romagna è la seconda regione col maggior numero di città, con 9 città che contano oltre 100.000 abitanti, 7 città fra le 30 più popolate in Italia, e 10 fra le prime 50.

Segue un elenco delle dieci città principali dell'Emilia-Romagna ordinate per numero di abitanti:

Posizione Posizione

in Italia

Stemma Comune di Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Densità
(ab/km²)
Altitudine
(m s.l.m.)
Provincia
Bologna-Stemma.svg Bologna 384.892 140,73 2 741,68 54 BO
20º Parma-Stemma.png Parma 188.614 260,77 730,61 57 PR
21º Modena-Stemma it.png Modena 184.915 183,23 1.014 34 MO
22º Reggio Emilia-Stemma.png Reggio Emilia 172.310 231,56 746,39 58 RE
25º Ravenna-Stemma.png Ravenna 158.934 652,89 245 4 RA
28º Rimini-Stemma.png Rimini 147.016 134,52 1.042 5 RN
30º CoA Città di Ferrara.svg Ferrara 134.206 404,36 333 9 FE
37º Forlì-Stemma.png Forlì 118.337 228,19 509 34 FC
44º Piacenza-Stemma.png Piacenza 102.385 118,46 859 61 PC
10º 49º Cesena-Stemma.png Cesena 96.903 249,47 383 44 FC

Elenco di altre città per numero di abitanti:

Posizione

Stemma Comune di Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Densità
(ab/km²)
Altitudine
(m s.l.m.)
Provincia
11º
Carpi-Stemma.png
Carpi 69.791 131,14 527 47 MO
12º
Imola-Stemma.png
Imola 69.566 204,96 338 26 BO
13º Faenza-Stemma.png Faenza 58.745 215,72 264 35 RA
14º Sassuolo-Stemma.png Sassuolo 41.139 38,56 1.076 121 MO
15º Casalecchio di Reno-Stemma.png Casalecchio

di Reno

36.255 17,37 2.031 61 BO
16º Cento (Italia)-Stemma.png Cento 35.859 64,80 534 15 FE
17º
Riccione-Stemma.png
Riccione 35.204 17,11 2.059 12 RN
18º Formigine-Stemma.png Formigine 34.286 46,82 707 82 MO
19º Castelfranco Emilia-Stemma.png Castelfranco

Emilia

32.664 101,31 301 42 MO
20º Lugo (Italia)-Stemma.png Lugo 32.560 116,92 280 12 RA
21º San Lazzaro di Savena-Stemma.png San Lazzaro

di Savena

31.873 44,70 694 62 BO
22º Valsamoggia-Stemma.png

Valsamoggia

30.184 178,13 168,81 93 BO
23º
Cervia-Stemma.png
Cervia 28.920 82,19 347 5 RA
24º
San Giovanni in Persiceto-Stemma.png
San Giovanni

in Persiceto

27.803 114,40 233 21 BO
25º
Fidenza-Stemma.png
Fidenza 26.486 95,15 266 75 PR
26º
Cesenatico-Stemma.png
Cesenatico 26.002 45,13 553 2 FC
27º
Correggio-Stemma.png
Correggio 25.791 77,79 327 31 RE
28º
Scandiano-Stemma.png
Scandiano 25.344 49,81 506 95 RE
29º
Vignola-Stemma.png
Vignola 25.060 22,70 1.062 125 MO
30º
Mirandola-Stemma.png
Mirandola 24.075 137,00 176 18 MO
31º
Comacchio-Stemma.png
Comacchio 22.673 283,81 82 0 FE
32º
Argenta-Stemma.png
Argenta 22.162 311,05 71 0 FE
33°
Santarcangelo di Romagna-Stemma.png
Santarcangelo

di Romagna

21.843 45,13 461,3 0 RN
34°
Castel San Pietro Terme-Stemma.png
Castel San Pietro

Terme

20.819 148,48 137,7 0 BO

Cittadini stranieri[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2010 i cittadini stranieri residenti in regione sono 500.597. I gruppi più numerosi sono quelli di:

fonte Istat

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'Emilia-Romagna è considerata una delle regioni più ricche d'Europa, con tassi d'occupazione che superano il 70% (80% a Modena e Reggio Emilia); il tasso di disoccupazione della regione (3,4%) corrisponde ad un regime di piena occupazione[15]. Questo ha favorito Negli ultimi anni[cosa vuol dire ultimi?] un enorme arrivo di immigrati nelle città, che in tre province (Reggio Emilia, Piacenza, Modena) ha portato l'incidenza di immigrati sulla popolazione totale intorno al 10%.[16]

Con una statistica di giugno 2007 condotta da Unioncamere, Bologna e Modena sono risultate rispettivamente la terza e la quarta città più ricche d'Italia, dietro solo a Milano e Biella.[17] Nella classifica de Il Sole 24 ore Bologna è risultata essere la città italiana col più alto tenore di vita.[18]

La regione, secondo un'altra indagine svolta da Eurostat nel 2002, è risultata la 23ª regione europea per quanto riguarda il PIL pro capite, terza italiana dopo la provincia autonoma di Bolzano e la Lombardia[19]. Ancora nel 2005 il PIL pro capite era al terzo posto in Italia, e su una media europea del 100% superava il 128%[20].

Dati economici[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito la tabella che riporta il PIL d il PIL pro capite prodotto nell'Emilia-Romagna dal 2000 al 2008[21]:

2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008
Prodotto Interno Lordo
(Milioni di Euro)
106.293,5 110.431,6 113.722,5 116.548,1 120.655,6 124.184,7 130.456,0 136.537,3 139.529,4
PIL ai prezzi di mercato per abitante
(Euro)
26.869,6 27.778,7 28.378,1 28.739,0 29.314,5 29.784,1 31.021,1 32.130,2 32.396,7

Di seguito la tabella che riporta il PIL[21], prodotto in Emilia-Romagna ai prezzi correnti di mercato nel 2006, espresso in milioni di euro, suddiviso tra le principali macro-attività economiche:

Macro-attività economica PIL prodotto % settore su PIL regionale % settore su PIL italiano
Agricoltura, silvicoltura, pesca € 2.642,6 2,05% 1,84%
Industria in senso stretto € 30.834,0 23,94% 18,30%
Costruzioni € 6.867,6 5,33% 5,41%
Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni € 24.444,8 18,98% 20,54%
Intermediazione monetaria e finanziaria; attività immobiliari ed imprenditoriali € 30.830,4 23,94% 24,17%
Altre attività di servizi € 18.915,3 14,69% 18,97%
Iva, imposte indirette nette sui prodotti e imposte sulle importazioni € 14.260,6 11,07%% 10,76%
PIL Emilia-Romagna ai prezzi di mercato € 128.795,3

Settori macro economici regionali[modifica | modifica wikitesto]

In Emilia-Romagna l'economia è molto sviluppata. Come nel resto d'Italia, vi sono numerose piccole aziende a conduzione familiare, con produzioni di vario tipo. Inoltre sono molto diffuse le cooperative, soprattutto nelle province di Reggio Emilia, Modena, Bologna e Forlì-Cesena[22].

Il confronto dei dati regionali dei macro settori economici con quelli nazionali mette in evidenza come nella regione il peso del settore industriale sull'economia regionale sia superiore al dato nazionale, evidenziando quindi la forte vocazione industriale dell'Emilia-Romagna. Peraltro, come accade per la regione Veneto questa maggiore incidenza dell'industria, si riflette su un minor peso che ha sull'economia regionale tutto quanto ricade nel settore Altri Servizi, dove essenzialmente sono raggruppati i servizi resi dalla pubblica amministrazione, sanità, servizi sociali ed istruzione pubblica.

Settore primario[modifica | modifica wikitesto]

Nel settore primario, la regione può contare su un forte sviluppo su tutta la Pianura Padana e in Romagna. Sono molti i prodotti DOP e IGP coltivati in regione, ed è diffuso l'allevamento di bovini e suini. L'Emilia-Romagna, condividendo il territorio della Pianura Padana, è una regione molto fertile (il rapporto tra raccolto e seminato è tra i più alti d'Italia); la rete d'irrigazione e canalizzazione è efficiente e non per caso alcune delle più grandi aziende di macchinari agricoli, come la Goldoni e la Landini, hanno sede qui. Le colture tipiche sono cerealicole. L'Emilia era soprattutto vocata alla produzione di grano. Il variare del prezzo sul mercato internazionale ha spinto a spostarsi sulla coltivazione del mais. Nell'annata agraria del 2012 e in quella successiva, tuttavia, l'attacco della farfalla Pyrausta purpuralis ha determinato una produzione in molti casi inquinata da microtossine, le fumonisine, così che si rese necessaria la loro termodistruzione o la destinazione ai termovalorizzatori.[23]Sviluppate sono anche le colture fruttifere (la prima produttrice italiana di pesche e pere e anche con mele, albicocche, susine e ciliegie), ortofrutticole (ai primi posti in Italia ed Europa per produzione di insalate, finocchio, pomodori, lattuga, rapa, ravanello, carote, patate, zucchine, zucche, peperoni, cetrioli e molti altri) e vinicole anche fino a 800 metri in collina; da ricordare il primato nazionale nella produzione di barbabietola da zucchero. Le maggiori aziende alimentari hanno sede in Emilia.

Il Ministero delle Politiche agricole e alimentari, in collaborazione con la regione Emilia-Romagna, ha riconosciuto 184 prodotti emiliani e romagnoli come "tradizionali"

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Prodotti agroalimentari tradizionali emiliano-romagnoli.

Settore secondario[modifica | modifica wikitesto]

fabbrica della Ferrari, Maranello (MO)
Anche il settore secondario è molto sviluppato e molto variegato a seconda della provincia poiché ognuna di esse ha delle peculiarità: a Parma sono presenti numerosissime industrie alimentari di dimensioni mondiali come Barilla e Parmalat, a Modena, Reggio Emilia e Bologna sono molto diffuse le industrie meccaniche con nomi illustri come ad esempio: Ducati, Ferrari, Italjet, Moto Morini, Maserati, Pagani Automobili, De Tomaso e Lamborghini. La regione si dimostra quindi presente in ogni settore produttivo, dal chimico di Ravenna al meccanico dell'Emilia centrale, dal tessile all'elettronico passando per il ceramico, biomedicale ed editoriale (Panini) della zona modenese per arrivare al settore logistico di Piacenza.

Settore terziario[modifica | modifica wikitesto]

Il settore terziario è anch'esso sviluppato; la Riviera romagnola è centro d'attrazione turistica sia d'estate per la ricca ed organizzatissima ricettività (più di 5000 alberghi) che negli altri periodi dell'anno per i numerosi locali d'intrattenimento giovanile; si stima che durante un anno siano circa 10 milioni di turisti che la popolano; italiani e moltissimi stranieri soprattutto dalla Germania e dai Paesi Bassi[24].

le spiagge di Rimini

Discreto anche il turismo invernale sulle località sciistiche dell'Appennino, fra cui ricordiamo Sestola e le altre località alle pendici del Monte Cimone, e il Corno alle Scale, nel bolognese. Molto sviluppato il turismo artistico nelle città d'arte, specialmente dall'estero. Complessivamente gli arrivi nel 2007 sono stati di 6.574.335 italiani e 2.090.979 stranieri[25].

La regione è il nodo commerciale più importante del paese, Bologna è un nodo ferroviario di primaria importanza nel Nord e la sua stazione merci è la più grande d'Italia come volume di traffico. In Emilia confluiscono, poi, alcune tra le principali autostrade del paese (A1, A13, A14, A15, A21 e A22). Il porto di Ravenna è il più grande del Mare Adriatico.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il sistema infrastrutturale dei trasporti dell'Emilia-Romagna consiste in linee ferroviarie, aeroportuali, autostradali, stradali, marittime e fluviali.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Trasporti dell'Emilia-Romagna.

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Il teatro anatomico dell'Università di Bologna

In regione sono presenti quattro università, tutte dislocate in Emilia, e tutte nella classifica delle 45 università italiane[26]:

  • Bologna: l'università più grande della regione e una delle principali a livello nazionale, è la più antica università del mondo occidentale, grazie alla quale la città è soprannominata "La Dotta". Ha quasi 100.000 studenti. Nella classifica del The Times sulle migliori università mondiali l'ateneo è risultato 173º,[27][28] risultando così al primo posto a livello nazionale per prestigio e qualità.
  • Parma: università riconosciuta con storia secolare, accoglie molti studenti soprattutto dalla provincia della Spezia, ha quasi 30.000 studenti.
  • Modena-Reggio Emilia: università che è divisa in due sedi (alla sede storica modenese nel 1998 si è aggiunta Reggio), è stata eletta nel 2007 da il Sole 24 Ore come miglior università pubblica[29].

In tutti gli altri capoluoghi sono presenti sedi distaccate con facoltà autonome, come ad esempio le succursali dell'Università di Bologna presenti in Romagna (Forlì, Cesena, Ravenna e Rimini) e dell'Università Cattolica di Milano e del Politecnico di Milano a Piacenza.

Lingue e Dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Nella regione sono diffusi diversi dialetti, appartenenti alla famiglia linguistica gallo-italica.

Oltre che nella regione stessa, tali dialetti sono diffusi, inoltre, anche in alcune delle regioni confinanti e nella Repubblica di San Marino.

Essi sono generalmente suddivisi in due gruppi principali:

Diffusione dei dialetti emiliano-romagnoli

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina emiliana, Cucina romagnola e Prodotti agroalimentari tradizionali emiliani e romagnoli.

Amministrativamente unite, l'Emilia e la Romagna hanno tradizioni e usi alimentari differenti.

La cucina emiliana, a causa di quasi otto secoli di autonomia delle città emiliane, conta diverse tradizioni culinarie. Essa ha fama riconosciuta di una cucina solida, saporita e generosamente condita.

La cucina romagnola, legata alla tradizione contadina della regione, è, in confronto, più semplice e ruvida, come scrisse il forlivese Piero Camporesi: «di gusto primitivo, quasi di fondo barbarico».

Nonostante le differenze di fondo, tuttavia, esistono anche punti di contatto tra le due tradizioni culinarie e diverse pietanze sono proprie di entrambe. Alcuni piatti tipici sono:

lo zampone
tortellini
la piadina romagnola
parmigiano-reggiano

Primi[modifica | modifica wikitesto]

Secondi, salumi e formaggi[modifica | modifica wikitesto]

Dolci[modifica | modifica wikitesto]

Formaggi, salumi e altro[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Lo sport in Emilia-Romagna è praticato e diffuso in molti settori, sia a livello agonistico che dilettantesco, sia per quanto riguarda gli sport più comuni che quelli meno diffusi a livello nazionale.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sport in Emilia-Romagna.

Persone legate all’Emilia-Romagna[modifica | modifica wikitesto]

  • Di seguito è riportata una lista di alcune personalità nate in Emilia Romagna o/e ad essa legate:
Ludovico Ariosto
Federico Fellini
il Parmigianino
Giovanni Pascoli
  • Dosso Dossi ( Mirandola 1486? – Ferrara, 1542) Pittore
Giuseppe Verdi

Libri dedicati all'Emilia-Romagna[modifica | modifica wikitesto]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Provincia di Bologna[modifica | modifica wikitesto]

Provincia di Ferrara[modifica | modifica wikitesto]

Provincia di Forlì-Cesena[modifica | modifica wikitesto]

Provincia di Modena[modifica | modifica wikitesto]

Provincia di Parma[modifica | modifica wikitesto]

Provincia di Piacenza[modifica | modifica wikitesto]

Provincia di Ravenna[modifica | modifica wikitesto]

Provincia di Reggio Emilia[modifica | modifica wikitesto]

Provincia di Rimini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'art. 1, comma 3, dello Statuto della Regione Emilia-Romagna indica come capoluogo la città metropolitana di Bologna, ente territoriale non ancora istituito.
  2. ^ Errani condannato a un anno. Il governatore si dimette, Corriere della Sera.it, 8 luglio 2014. URL consultato l'8 luglio 2014.
  3. ^ db-city.com
  4. ^ Statistiche demografiche ISTAT
  5. ^ la Regione e la sua storia - Home
  6. ^ http://www.efreshvideo.com/index.php?page=watch&f_videoid=617
  7. ^ a b Guida d'Italia - Emilia-Romagna, 6ª ed., Touring Club Italiano, 1991, p. 26, ISBN 88-365-0010-2.
  8. ^ http://www.arpa.emr.it/clima
  9. ^ Statistiche demografiche Emilia-Romagna. URL consultato il 9 agosto 2010.
  10. ^ Antonio Saltini, Cap. 6 in La fame del Pianeta - Crescita della popolazione e risorse alimentari, Nuova terra antica, 2010, ISBN 978-88-96459-02-7.
  11. ^ Foreste — E-R Ambiente
  12. ^ Popolazione residente al 28/02/2014. Risultati della rilevazione regionale. URL consultato il 12-08-2012.
  13. ^ Emilia-Romagna - Elezioni Regionali 28-29 marzo 2010 - la Repubblica.it
  14. ^ D.P.C.M. 11 ottobre 2010, ai sensi dell'art.5, comma 5, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 dicembre 2008
  15. ^ Homepage — E-R Formazione e lavoro
  16. ^ L'Emilia-Romagna è la capitale degli immigrati. URL consultato il 19-09-2009.
  17. ^ Milano è la città più ricca d'Italia, Crotone e Caserta in coda. URL consultato il 19-09-2009.
  18. ^ la Repubblica: È Bologna la città più vivibile del Belpaese. URL consultato il 19-09-2009.
  19. ^ http://www.regione.emilia-romagna.it/wcm/ERMES/pagine/Dpef2006-2010/3.2.competitivita-sistema.htm
  20. ^ Dati Eurostat al 2005
  21. ^ a b Dati Istat - Tavole regionali
  22. ^ Scheda regionale Eurostat
  23. ^ Antonio Saltini - Mais "inquinato dal caldo": una storia italiana Antonio Saltini
  24. ^ Turismo Regione Emilia-Romagna: alberghi, agriturismo, affitto alloggi
  25. ^ Dati Istat 2007
  26. ^ Secondo la classifica redatta dal Sole24Ore nell'anno 2006, visibile qui
  27. ^ Times Higher Education
  28. ^ THE QS World University Rankings - Topuniversities
  29. ^ Unimore

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]