Battistero degli Ariani

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Coordinate: 44°25′07″N 12°12′09″E / 44.41861°N 12.2025°E / 44.41861; 12.2025

Battistero degli Ariani
Esterno
Esterno
Paese bandiera Italia
Regione Stemma Emilia-Romagna
Località Ravenna-Stemma.pngRavenna
Religione Cristiana Cattolica di Rito Romano
Diocesi Arcidiocesi di Ravenna-Cervia
Anno consacrazione
Architetto
Stile architettonico Paleocristiano
Inizio costruzione
Completamento Prima metà VI secolo
Demolizione {{{Demolizione}}}
Sito web
Mosaici della cupola del Battistero degli Ariani

Il Battistero degli Ariani si trova a Ravenna e fu fatto costruire all'epoca di Teodorico, nella prima metà del VI secolo.

Indice

[modifica] Storia e descrizione

Teodorico, di religione ariana, decise di far convivere pacificamente i goti ("ariani" appunto) e i latini ("ortodossi", nel senso di seguaci della dottrina canonica), mantenendo le due popolazioni separate, il che comportò quartieri separati e doppi edifici di culto in città.

Vicino al Palazzo di Teodorico il re fece costruire una basilica per ariani (l'attuale chiesa di Santo Spirito, della quale rimane poco dell'epoca di Teodorico), e un battistero, oggi detto degli Ariani per distinguerlo dal più antico di circa un secolo Battistero Neoniano (degli Ortodossi). Si tratta dell'unico battistero conosciuto nato per il culto ariano.

Esternamente l'edificio, che accusa la subsidenza tipica del terreno ravennate, si presenta come un edificio in laterizi a pianta ottagonale, con absidiole nel registro inferiore e finestre ad arco in quello superiore. Lungo il perimetro esterno correva un deambulatorio che si interrompeva soltanto in corrispondenza dell'abside orientale. I restauri hanno chiarito che l'edificio faceva parte di un complesso più ampio.

L'interno si presenta nudo, con murature a viste, e scarno di arredi ad eccezione del fonte battesimale, ma la cupola è completamente decorata a mosaico; la superficie musiva è più piccola rispetto a quella del battistero Neoniano e l'organizzazione decorativa meno complessa, con solo due giri concentrici di raffigurazioni. Al centro si trova una rappresentazione del Battesimo di Cristo con San Giovanni Battista, la personificazione del Giordano e la colomba dello Spirito Santo; nell'anello immediatamente sotto si trova il trono vuoto dell'Etimasia e i dodici Apostoli in atto di offrire corone con le mani coperte, divisi da esili palme[1].

La rappresentazione è semplificata, con figure piuttosto statiche e ripetitive nell'aspetto, con abiti semplici (solo la toga bianca), i volumi appiattiti e calligrafici (le pieghe sembrano solo disegnate). Spicca inoltre l'affermazione ormai dominante del fondo oro, che si stava imponendo in tutto il mondo Mediterraneo come veicolo per rappresentazioni più astratte e simboliche, inondate da una luce ultraterrena. A differenza del battistero Neoniano, infatti, il fondo su cui si muovono gli apostoli e si svolge il Battesimo è totalmente dorato: nel battistero ortodosso invece il fondo era di un blu intenso e i volti degli apostoli più precisati fisionomicamente e più plastici nella resa musiva.

La presenza del trono dell'Etimasia, piuttosto che rinviare alla Seconda Venuta del Cristo, potrebbe indicare altresì l'aspetto corporale della natura del Cristo, secondo le concezioni ariane: sul Trono è infatti presente un sudario, che rimanderebbe alla natura umana del Cristo[2].

In una fase critica primitiva, infatti, l'analogia con i mosaici neoniani e la mancanza di temi legati all'arianesimo ha fatto pensare che i mosaicisti del battistero fossero cristiani ortodossi, essendo le popolazioni ostrogote dedite prevalentemente alla oreficeria come forma artistica. Con il crescere degli studi sull'arte ravennate si è via via precisato il ruolo dell'arte musiva teodoriciana a Ravenna, che ha lasciato anche gli splendidi mosaici di Sant'Apollinare Nuovo, in parte modificati dopo la riconquista giustinianea.

[modifica] Note

  1. ^ : anche la palma possedeva una simbologia legata ai Salmi, dove si dice che come fiorirà la palma così farà il giusto, cioè la pianta fiorisce quando sembra ormai morta, come i martiri che avranno la loro ricompensa in paradiso.
  2. ^ Clementina Rizzardi, I mosaici parietali di Ravenna da Galla Placidia a Giustiniano in Venezia e Bisanzio. Aspetti della cultura artistica bizantina da Ravenna a Venezia (V-XIV secolo), Venezia, 2005, p. 242

[modifica] Bibliografia

  • Raffaella Farioli Campanati, Ravenna romana e bizantina, Ravenna, 1977
  • Pierluigi De Vecchi ed Elda Cerchiari, I tempi dell'arte, volume 1, Bompiani, Milano 1999.
  • Clementina Rizzardi, Ravenna Otto Monumenti patrimonio dell'umanità. L'iscrizione di Ravenna nella World Heritage List dell'Unesco, Ravenna, Comune di Ravenna, 2010.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

  • Battistero degli Ariani, scheda del monumento sul sito della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Ravenna, Ferrara, Forlì, Cesena e Rimini
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