Dolomiti

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Coordinate: 46°23′N 11°51′E / 46.383, 11.85

Dolomiti
Le Dolomiti nelle Alpi Orientali
Le Dolomiti nelle Alpi Orientali
Continente Europa
Paesi bandiera Italia
Catena principale Alpi
Cima più elevata Marmolada (3.343 m s.l.m)
Lunghezza  km
Larghezza  km
Superficie  km2
Massicci principali Dolomiti di Sesto, di Braies e d'Ampezzo
Dolomiti di Zoldo
Dolomiti di Gardena e di Fassa
Dolomiti di Feltre e delle Pale di San Martino
Dolomiti di Brenta
Età della catena
Tipi di rocce
Bene protetto dall'UNESCO
Patrimonio dell'umanità
Dolomiti
The Dolomites
Tipologia Naturali
Criterio (vii) (viii)
Pericolo Bene non in pericolo
Anno 2009
Scheda UNESCO inglese
francese
Patrimoni dell'umanità in Italia

Le Dolomiti (anche dette Monti pallidi) sono una sezione alpina delle Alpi Orientali, in Italia. Circa il 70% di queste montagne sono comprese all'interno della provincia di Belluno[1][2][3], il restante è distribuito fra le province di Bolzano, Trento, Vicenza, Udine e Pordenone.

Indice

[modifica] Delimitazione

Dislocazione delle Dolomiti (sezione n.31) secondo la SOIUSA

Normalmente con il termine Dolomiti si è soliti riferirsi a quell'insieme di gruppi montuosi, caratterizzati da una prevalente presenza di roccia dolomitica, convenzionalmente delimitati a nord dalla Rienza e dalla Val Pusteria, a ovest dall'Isarco e l'Adige con la valle omonima, a sud dal Brenta da cui si stacca la Catena del Lagorai al confine con la Val di Fiemme e a est dal Piave e dal Cadore.

L'esistenza delle Dolomiti d'Oltrepiave, situate a est del fiume Piave, nelle province di Belluno, Udine e Pordenone (e anche in parte dell'Austria, in bassa Carinzia), delle Dolomiti di Brenta, collocate nel Trentino occidentale, delle Piccole Dolomiti, fra Trentino e Veneto, e di affioramenti sparsi sulle Alpi (ad esempio la cima del Gran Zebrù nel gruppo Ortles-Cevedale) evidenzia la natura puramente convenzionale di questa delimitazione territoriale (talvolta si parla anche di Dolomiti Orientali per riferirsi alla parte sopra menzionata, e di Dolomiti Occidentali, per riferirsi alle Dolomiti di Brenta).

L'area dolomitica si estende tra le province di Belluno - entro i cui confini è situata la parte più rilevante - Bolzano, Trento, Udine e Pordenone.

La SOIUSA, basandosi su criteri di delimitazione soltanto geografici, adotta confini diversi: inserisce in altre sezioni ammassi dolomitici come le Piccole Dolomiti e le Dolomiti di Brenta, mentre include nella sezione 31 degli ammassi porfirici come il Lagorai e la Cima d'Asta.

[modifica] Origine del nome

Le Dolomiti prendono il nome dal naturalista francese Déodat de Dolomieu (1750-1801) che per primo studiò il particolare tipo di roccia predominante nella regione, battezzata in suo onore dolomia (carbonato doppio di calcio e magnesio, MgCa(CO3)2 ).

[modifica] Storia geologica

La genesi di questo tipo di roccia carbonatica inizia attraverso l'accumulo di conchiglie, coralli e alghe calcaree e in ambiente marino e tropicale (simile all'attuale barriera corallina delle Bahamas, e dell'Australia orientale). In particolare, questi accumuli ebbero luogo nel Triassico, circa 250 milioni di anni fa (ricorda che il genere Homo compare 3 milioni di anni fa), in zone con latitudine e longitudine molto diverse dall'attuale locazione delle Dolomiti, dove esistevano mari caldi e poco profondi. Sul fondo dei mari si accumularono centinaia di metri di sedimento che si trasformarono, sotto il loro stesso peso e perdendo i fluidi interni, in roccia. Successivamente, lo scontro tra la placca europea e la placca africana (orogenesi alpina) fece emergere queste rocce innalzandole oltre 3000 m sopra il livello del mare.

Il paesaggio attuale, spigoloso e ricco di dislivelli, compare all’occhio del turista come un crogiuolo disordinato di rocce che nulla ha a che fare con le barriere coralline. A determinare tale trasformazione sono stati: i piegamenti e le rotture delle rocce lungo piani di scorrimento (faglie), ai cui movimenti corrispondono altrettanti terremoti; episodiche esplosioni vulcaniche e relativi depositi; erosioni differenziali legate agli agenti atmosferici e ai piani di debolezza insiti nelle rocce.

L'innalzamento delle rocce dolomitiche è tutt’ora in corso. Oggi le Dolomiti mostrano il biancore dei carbonati di scogliera corallina, l'acutezza di rocce coinvolte in orogenesi recenti, le incisioni di potenti agenti esogeni (ghiacciai, vento, pioggia, freddo-caldo…). Numerosi parchi naturali proteggono questa particolare natura e vari comitati ad hoc sono impegnati nel proporre le Dolomiti come patrimonio dell'umanità. Questo tentativo è stato coronato da successo nel Giugno del 2009 in quanto il World Heritage Committee ha all'unanimità deciso di includere le Dolomiti tra i patrimoni dell'umanità.[4]

Nel futuro geologico le Dolomiti continueranno a crescere inglobando nuovi settori di rocce sospinte dallo scontro tra le placche europea e africana (come per la catena himalayana); la scomparsa di questa spinta determinerà il prevalere degli agenti esogeni tendenti ad appianare e addolcire il paesaggio montano (come succede negli Urali).

[modifica] Vegetazione

Sono presenti anche diversi pascoli in alta quota, come ad esempio l'Alpe di Siusi o gli Altipiani Ampezzani. Fino a 1800 m (versanti nord) o 2.200 m (versanti soleggiati) la vegetazione è formata principalmente da boschi conifere (abete rosso, abete bianco e pino silvestre), nelle alte quote da boschi di cirmolo e mughi.

[modifica] Tutela internazionale

Il 26 giugno 2009 queste montagne sono state inserite nella lista del Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco. Tale decisione è stata presa a Siviglia dal World Heritage Committee all'unanimità da tutti i ventuno membri di tale comitato.[5]

[modifica] Turismo

Alcune fra le località di villeggiatura più conosciute presenti nelle vallate dolomitiche sono: Cortina d'Ampezzo nella Conca Ampezzana, Ortisei e Selva di Val Gardena in Val Gardena, Canazei nella Val di Fassa, Falcade e Canale d'Agordo in Valle del Biois, Cavalese nella Val di Fiemme, San Martino di Castrozza nel Primiero, Arabba nella Valle di Livinallongo, Corvara in Val Badia, Pinzolo e Madonna di Campiglio in Val Rendena.

Panoramica dalla cresta ovest della Marmolada. All'orizzonte, a destra e sinistra di Punta Penia, le Pale di San Martino, il Latemar, il Catinaccio, il Sassolungo, il Sella e le Dolomiti Ampezzane

Una veduta dell'alba sulle principali cime delle Dolomiti orientali, dal monte Pascolo: il Sass de Putia, il gruppo Puez-Odle, il massiccio del Sella, il Sassolungo ed il Sassopiatto, la Marmolada, l'Alpe di Siusi ed il Catinaccio.
Tramonto su Cima della Vezzana e Cimon della Pala
Gruppo del Sella visto dalla Val Gardena
La croce sulla vetta del Sassopiatto
Il Catinaccio/Rosengarten

[modifica] Gruppi

Comunemente si indica la Marmolada come la cima più alta, con i suoi 3.343 m s.l.m., ma è da notare come questa formazione non sia affatto costituita da dolomia, bensì in prevalenza da calcari bianchi molto compatti derivati da scogliere coralline, con inserti di materiale vulcanico (quindi a rigore la Marmolada non farebbe parte del gruppo).

[modifica] SOIUSA

La SOIUSA suddivide le Dolomiti in cinque sottosezioni e tredici supergruppi. Tra questi, non si citano le Dolomiti di Brenta, e si includono gruppi non dolomitici come il Lagorai e la Cima d'Asta:

[modifica] Gruppi dolomitici esclusi dalla SOIUSA

Come già ricordato in precedenza, la SOIUSA esclude gli altri gruppi dolomitici al di fuori della sezione numero 31 "Dolomiti", che comprende invece altri massicci non dolomitici dal punto di vista geologico come Lagorai, Cima d'Asta e altri.

Tra questi gruppi, sono da ricordare per la loro importanza geologica e alpinistica i seguenti:

[modifica] Altre classificazioni

Secondo altri criteri di identificazione si possono elencare anche i seguenti gruppi o sottogruppi:

[modifica] Cime

Le cime principali sono le seguenti:

Ghiacciaio della Marmolada
Scalatori sulla Via Ferrata per il Piz de Léch
Veduta del gruppo dello Schiara
Monte Antelao
  • Marmolada:
    • Punta Penìa (3343 m)
    • Punta Rocca (3309 m)
    • Punta Ombretta (3230 m)
    • Gran Vernel (3205 m)
    • Pizzo Serauta (3035 m)
    • Sasso di Valfredda (3009 m)
  • Latemar:
    • Torri di Latemar (2814 m)
    • Paion (2800 m)
    • Cornon (2781 m)
    • Cima di Valsorda (2762 m)
    • Corno Val D'Ega (2713 m)
  • Gruppo del Catinaccio:
    • Catinaccio d'Antermoia (3004 m)
    • Cima Catinaccio (2981 m)
    • Cima Scalieret (2887 m)
    • Cima di Lausa (2876 m)
    • Torri del Vajolet (2813 m)
    • Croda di Re Laurino (2813 m)
    • Cima Sforcella (2810 m)
    • Roda di Vael (2806 m)
    • Cogolo di Larsec (2679 m)
    • Cima di Terrarossa (2653 m)
  • Sciliar:
    • Monte Petz (2662 m)
    • Monte Santner (2413 m)
    • Monte Euringer (2394 m)
  • Dolomiti di Fanes-Braies:
    • Croda Rossa d'Ampezzo (3146 m)
    • Cima Conturines (3064 m)
    • La Varella (3055 m)
    • Cima Dieci (3026 m)
    • Picco di Vallandro (2839 m)
    • Sasso di Santa Croce (2837 m)
    • Croda del Becco (2810 m)
    • Col Becchei (2794 m)
    • Monte Serla (2378 m)
  • Cristallo:
    • Monte Cristallo (3221 m)
    • Piz Pòpena (3152 m)
    • Cima di Mezzo (3145 m)
    • Cristallino D'Ampezzo (3008 m)
  • Cadini di Misurina:
    • Cadino di Nord-Est (2788 m)
    • Forcella del Nevaio (2624 m)
    • Torre Siorpaes (2553 m)
    • Forcella Verzi (2550 m)
  • Tofane:
    • Tofana di Mezzo (3244 m)
    • Tofana di Dentro (3238 m)
    • Tofana di Rozes (3225 m)
    • Sella delle Tofane (3068 m)
    • Cima Fanis di Mezzo (2989 m)
  • Gruppo delle Marmarole:
    • Cimon de Froppa (2932 m)
    • Cima Bastioni (2926 m)
    • Pala di Meduce (2864 m)
    • Croda Alta (2645 m)
    • Monte Castellin (2601 m)
  • Col di Lana:
    • Sett Sass (2571 m)
    • Sass de Stria (2477 m)
    • Col di Lana (2452 m)
  • Sorapiss:
    • Sorapiss (3205 m)
    • Fopa di Mattia (3155 m)
    • Croda Marcora (3145 m)
    • Ponta Negra (2874 m)
    • La Cesta (2797 m)
    • Cima Bel Pra (2914 m)
  • Antelao:
    • Antelao (3264 m)
    • Punta Menini (3177 m)
    • Chiggiato (3163 m)
    • Fanton (3142 m)
  • Gruppo della Croda da Lago:
    • Cima Ambrizzola (2715 m)
    • Croda da Lago (2701 m)
    • Monte Cernera (2657 m)
    • Becco di Mezzodì (2603 m)
  • Nuvolau:
    • Monte Averau (2647 m)
    • Nuvolau (2564 m)
    • Gusella (2595 m)
    • Sass de Stria (2477 m)
  • Gruppo del Pelmo:
    • Pelmo (3169 m)
    • Pelmetto (2990 m)
  • Bosconero:
  • Vette Feltrine - Gruppo del Cimonega:
    • Sass de Mura (2550 m)
    • Piz Sagron (2485 m)
    • Monte Pavione (2334 m)
    • Col di Luna (2295 m)
    • Monte Ramezza (2250 m)
    • Monte Scarnia (2226 m)
  • Dolomiti Friulane:
    • Cima dei Preti (2703 m)
    • Monte Durano (2652 m)
    • Monte Cridola (2580 m)
    • Cima Laste (2555 m)
    • Cima Monfalcon (2548 m)
    • Monte Pramaggiore (2479 m)
  • Dolomiti di Comelico - Dolomiti Carniche:
    • Monte Cavallino (2689 m)
    • Monte Peralba (2670 m)
    • Cima Palombo (2600 m)
    • Monte Vancomune (2581 m)
    • Crode di Longero (2569 m)
  • Dolomiti di Brenta:
    • Cima Tosa (3178 m)
    • Cima Brenta (3150 m)
    • Crozzon di Brenta (3118 m)
    • Cima Ambiez (3102 m)
    • Cima Mandron (3033 mm)
    • Torre di Brenta (3008 m)
    • Cima di Vallon (2968 m)
    • Pietra Grande (2936 m)
    • Cima Grostè (2897 m)
    • Cima Sassara (2892 m)

[modifica] Passi

Nome metri
Passo d'Ombretta (Val di San Nicolò - Val d'Ombretta), sentiero 2738
Langkofeljoch (Val Gardena - Campitello), sentiero 2683
Tschagerjoch (Karersee - Valle Vajolet), sentiero 2644
Grasleiten Pass (Valle Vajolet - Valle Grasleiten), sentiero 2597
Passo di Pravitale (Altopiano di Rosetta - Val Pradidali), sentiero 2580
Passo delle Comelle (Altopiano di Rosetta - Val Gares), sentiero 2579
Passo Rosetta (San Martino di Castrozza - Altopiano di Rosetta), sentiero 2573
Passo Vajolet (Tiers - Valle Vajolet), sentiero 2549
Passo di Canali (Primiero - Agordino), sentiero 2497
Passo dell'Alpe di Tierser (Campitello - Tiers), sentiero 2455
Passo di Ball (San Martino di Castrozza - Val Pradidali), sentiero 2450
Forcella di Giralba (Sesto - Auronzo), sentiero 2436
Col dei Bos (Valle del Falzarego - Valle Travernanzes), sentiero 2313
Forcella Grande (San Vito - Auronzo), sentiero 2262
Passo Pordoi (Canazei - Livinallongo del Col di Lana), strada 2250
Passo Sella (Val Gardena - Canazei), strada 2218
Passo Tre Sassi (Cortina - San Cassiano), sentiero 2199
Mahlknechtjoch (Alta Val Duron - Alpe di Siusi), sentiero 2168
Passo Gardena (Val Gardena - Colfosco), strada 2137
Passo Falzarego (Livinallongo del Col di Lana - Cortina), strada 2117
Passo Fedaia (Canazei - Rocca Pietore), strada 2046
Passo Valles (Paneveggio - Falcade), strada 2032
Passo Rolle (Predazzo - San Martino di Castrozza e Primiero), strada 1984
Forcella Forada (Caprile - San Vito), strada 1975
Passo di San Pellegrino (Moena - Falcade), strada 1918
Forcella d'Alleghe (Alleghe - Valle di Zoldo), sentiero 1820
Passo Tre Croci (Cortina - Auronzo), strada 1808
Passo di Costalunga/Karerpaß (Nova Levante - Vigo di Fassa), strada 1753
Passo di Monte Croce di Comelico (San Candido/Innichen e Sesto/Sexten - Valle del Piave e Belluno), strada 1638
Passo Duran (La Valle Agordina - Zoldo), strada 1601
Passo Cimabanche (Dobbiaco/Toblach - Cortina d'Ampezzo e Belluno), strada 1529
Passo Cereda (Primiero - Agordo), strada 1372
Passo di Dobbiaco/Toblach (Brunico/Bruneck - Lienz), strada e ferrovia 1209

[modifica] Valli

Le principali vallate dolomitiche sono:

[modifica] Laghi

[modifica] Parchi

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Bibliografia

  • Franco de Battaglia e Luciano Marisaldi, Enciclopedia delle Dolomiti, Zanichelli Editore, Bologna 2000, ISBN 9788808091253

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Curiosità

[modifica] Note

  1. ^ PROVINCIA DI BELLUNO - SENTIRSI DOLOMITI. URL consultato il 05-06-2009. ISBN 8836543944
  2. ^ Dossier Montagna. montagnaonline.com. URL consultato il 06-06-2009.
  3. ^ Distribuzione delle Dolomiti. Provincia di Belluno. URL consultato il 05-06-2009.
  4. ^ http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/cultura/news/2009-06-26_126368555.html
  5. ^ Fonte: Corriere della Sera. Fonte: UNESCO.

[modifica] Collegamenti esterni

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