L'ultimo imperatore
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| L'ultimo imperatore | |
| Titolo originale: | The Last Emperor |
| Paese: | Cina/Gran Bretagna/Francia/Italia |
| Anno: | 1987 |
| Durata: | 156' |
| Colore: | colore |
| Audio: | sonoro |
| Genere: | drammatico, storico |
| Regia: | Bernardo Bertolucci |
| Soggetto: | Pu Yi |
| Sceneggiatura: | Mark Peploe, Bernardo Bertolucci e Enzo Ungari |
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| Fotografia: | Vittorio Storaro |
| Montaggio: | Gabriella Cristiani |
| Musiche: | Ryuichi Sakamoto, David Byrne, Chong Su |
| Scenografia: | Ferdinando Scarfiotti |
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| Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film | |
L'ultimo imperatore è un film epico del 1987, diretto da Bernardo Bertolucci.
Indice |
[modifica] Trama
Pu Yi, principe cinese di soli tre anni, figlio del principe Chun, viene condotto per ordine dell' imperatrice vedova entro le mura della Città proibita, e incoronato quale nuovo Imperatore della Cina, dopo che il precedente sovrano è stato avvelenato dopo aver detto di voler riformare il Celeste Impero. È l' anno 1909.
Dal giorno dell' incoronazione, il bambino viene tenuto isolato nella mitica città imperiale, dalla quale gli è impedito uscire, e viene tenuto lontano dall' esercizio del potere assoluto, gestito dai ministri e dagli eunuchi di corte. L'unica persona che lo ama veramente è Ar Mo, la sua splendida balia.
Anni dopo, nel 1911, la Cina viene sconvolta dalla guerra civile, e Pu Yi viene lasciato regnare solamente sulla sua corte entro le mura della Città proibita, ormai Imperatore solo per burla, circondato solo da servitori profondamente ipocriti e adulatori.
Dai quindici anni in avanti viene educato dal precettore scozzese Reginald Fleming Johnston, persona estremamente colta, raffinata e distinta che lo affaccia con benevolenza alla realtà e alla modernità. Nello stesso periodo prende due mogli, e, primo sovrano della Cina, indossa gli occhiali e impara ad andare in bicicletta, superando i forti pregiudizi di eunuchi e dame di compagnia, ancorati a vecchi pensieri retrogradi.
Quando uno dei signori della guerra che da tempo si combattono in tutta la Cina prende il potere in uno Stato ormai frammentato e corrotto quanto il vecchio impero, l' Imperatore Pu Yi trova rifugio all'ambasciata giapponese, dove gli viene promesso il regno sulla Manciuria, terra di origine della sua dinastia, dove di fatto verrà usato come semplice burattino da parte degli invasori nipponici.
Nel 1934, a seguito di una fastosa incoronazione, viene messo a capo di uno stato fantoccio, il Manchukuo, che ben presto diviene una colonia dove i giapponesi sperimentano armi chimiche e batteriologiche, e droghe, oppio in prevalenza. A seguito di una visita in Giappone, ricevuto dall' imperatore Hirohito, tenta di frenare il potere nipponico in Manchukuo, sostenendo che la vera Manciuria non sia una colonia giapponese, ma una parte influente della Cina.
Nel 1945, al termine della guerra, i giapponesi abbandonano Pu Yi al suo destino. L' imperatore viene catturato dai sovietici, e trascorre cinque anni di detenzione prima in Russia, e altri dieci in Cina, durante i quali viene rieducato secondo i principi della nuova società comunista cinese.
Rilasciato nel 1959, in piena epoca del Presidente Mao, l'ex imperatore della Cina finisce i suoi giorni come giardiniere nella sua ex reggia, la Città proibita, ora semplice attrazione per i turisti.
Muore come un anonimo sconosciuto nel 1967.
[modifica] Note
Il soggetto trae spunto direttamente da Sono stato imperatore, firmata direttamente da Pu Yi.
[modifica] Curiosità
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- È il primo film occidentale cui è stato permesso filmare l'interno della Città Proibita.
- Bertolucci per il film arruolò diciannovemila comparse, trecento tecnici tra italiani, inglesi e cinesi sul set per circa sei mesi.
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su L'ultimo imperatore dell'Internet Movie Database
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