Piccolo Buddha

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Piccolo Buddha
Piccolobuddha.jpg
Lama Norbu riconosce Jesse come una delle tre reincarnazioni del suo maestro
Titolo originale Little Buddha
Paese di produzione Italia, Francia, Regno Unito
Anno 1993
Durata 140 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.20 : 1
Genere drammatico
Regia Bernardo Bertolucci
Soggetto Bernardo Bertolucci
Sceneggiatura Mark Peploe, Rudy Wurlitzer
Produttore Jeremy Thomas
Fotografia Vittorio Storaro
Montaggio Pietro Scalia, Daniele Sordoni
Musiche Ryuichi Sakamoto
Scenografia James Acheson
Interpreti e personaggi
« Nessuna stanza è veramente vuota, se la tua mente è piena. »
(Lama Norbu citando un antico proverbio tibetano.)

Piccolo Buddha è un film del 1993 di Bernardo Bertolucci, tratto dall' omonimo romanzo di Gordon McGill.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Monastero di Paro, Bhutan. Il dotto e rispettato lama Norbu, anziano monaco buddhista tibetano scappato dal Tibet nel 1959 a seguito dell' occupazione politica e militare da parte dei cinesi, viene informato che la probabile reincarnazione di lama Dorje, il suo insegnante morto da nove anni, noto educatore del Dalai Lama, è stata trovata in un bambino statunitense di Seattle.
Con la benedizione dell'abate del suo monastero, dove un gruppo di monaci è intento a realizzare un mandala di sabbia propiziatorio, e accompagnato dal suo brillante discepolo, Champa, lama Norbu, che in tutti questi anni ha cercato il reincarnato in molti posti, parte subito per la città, dove incontra Kenpo Tenzin, suo antico studente in Bhutan ora responsabile di un piccolo monastero per studenti occidentali, con cui discute i sogni e i presagi che l'hanno condotto di recente a scoprire la casa dei coniugi Dean e Lisa Konrad, lui ingegnere e lei insegnante di matematica. Essi hanno un figlio, Jesse, nato un anno dopo la morte di lama Dorje, che nei sogni indicava al Kenpo Tenzin la zona dove in seguito sarebbe stata costruita la casa dei Konrad.

Insieme al discepolo, il maestro visita la famiglia al completo, e spiega a Dean e Lisa i motivi che l'hanno condotto a casa loro, chiedendo poi di poter trascorrere un po' di tempo con il bambino per accertare la sua ipotesi. I coniugi Konrad accettano, meravigliati e insieme turbati, e lama Norbu lascia a Jesse un libro, "Il piccolo Buddha. La storia del principe Siddhartha", che incomincia a leggere con viva curiosità insieme a sua madre. La scena si sposta nell'India di duemilacinquecento anni prima, quando la regina Maya ritorna alla casa paterna per dare alla luce il suo bambino, che nasce nel mezzo di una foresta accompagnato da molti splendidi auspici, in tono con la benedizione da parte di un cucciolo di elefante che la donna aveva ricevuto al principio della gravidanza.

Frattanto, Dean parla a Lisa della crisi professionale che sta vivendo. Evan, il suo socio in affari, ha fatto bancarotta, e i Konrad rischiano di perdere la casa. La narrazione ritorna in India, dove il re Suddhodana organizza una festa in cui presenta suo figlio al popolo. Nel mezzo dei festeggiamenti si presenta Asita, un riverito astrologo ed eremita che nessuno incontra da anni. Il vecchio saggio annuncia che il bambino, chiamato Siddhārtha, cioè «Colui che ha raggiunto lo scopo», diverrà il Signore del mondo o il suo redentore, ma Suddhodana desidera che segua le sue orme, e si prepara a fare di lui un grande sovrano. Una settimana dopo, però, Maya si ammala e muore.

Jesse e lama Norbu si incontrano come previsto, e incominciano a parlare di lama Dorje e della ricerca della sua reincarnazione. Subito dopo proseguono parlando di Siddhārtha, che ormai adulto si è sposato con la bellissima Yashodharā, che è sul punto di dargli un figlio. Il principe ereditario è un abile arciere, cavallerizzo e lottatore che vive tra gli agi e i lussi di corte, mantenuto opportunamente lontano dai dolori della vita esterna secondo gli ordini di Suddhodana. Tuttavia il giovane un giorno manifesta il desiderio di lasciare la reggia per vedere finalmente la sua città.

Poco dopo, Jesse visita il monastero buddhista di Seattle, dove lama Norbu ha portato alcuni oggetti di lama Dorje, con cui il bambino denota subito una particolare familiarità. Il maestro prosegue raccontando di Siddhārtha, che esplora con alcuni cortigiani la città. Nonostante le attente e occulte precauzioni del padre, incontra due vecchi per la strada. Incuriosito, esplora senza essere visto un quartiere povero, in cui incontra una vecchia moribonda e un morto ormai sul punto di essere cremato. Dopo aver assistito al primo funerale della sua vita, Siddhārtha scopre il legame tra tutte le cose viventi e la compassione.

Dean raggiunge Jesse al monastero ed espone i suoi dubbi a lama Norbu, che risponde a proposito della necessità di portare Jesse al Monastero di Paro, dove insieme all'abate e agli altri esperti studieranno Jesse per essere sicuri che sia o meno la reincarnazione che cercano. Tuttavia riceve una lettera in cui apprende che alcuni monaci hanno trovato un bambino a Kathmandu, in Nepal, che presenta a sua volta molti indizi che fanno pensare alla reincarnazione di lama Dorje. Dean si arrabbia e porta via Jesse.

Siddhārtha affronta suo padre, e decide di non poter più proseguire con la sua vita da privilegiato, preferendo scoprire una soluzione all'esistenza basata sul ciclo di nascita, morte e rinascita. Il re l'invita a ripensarci, soprattutto tenendo conto del fatto che suo figlio è appena nato, ma Siddhārtha è irremovibile: deve trovare le risposte con cui beneficiare tutti gli esseri viventi. Frattanto, Dean viene avvertito che Evan è morto a San Francisco in un incidente molto sospetto, e a questo punto cade nello sconforto, domandandosi che cosa sarà di lui e della sua famiglia.

Jesse prosegue pensando a Siddhārtha che, aiutato da Channa, lascia la corte paterna per recarsi nella foresta in cui è nato, e dove si unisce a cinque asceti nelle severe pratiche spirituali del suo tempo, dedicandosi alla meditazione e alla privazione fisica di ogni comodità. Per sei anni i sei asceti si sospingono ai limiti della loro tolleranza, ma un giorno Siddhārtha sente le innocenti parole amici e musico e intuisce la realtà della Via di mezzo, il sentiero tra tutti gli opposti estremi capace di condurre all'Illuminazione. Accetta per la prima volta del cibo vero da una pastorella del villaggio e nuota nel fiume, per lo scandalo dei cinque asceti che lo abbandonano.

Dean torna da San Francisco, e informa Lisa di voler andare in Bhutan con lama Norbu. Il giovane ingegnere sta riflettendo molto sul senso della vita, e il viaggio in Himalaya costituisce una grande opportunità. Giunti dapprima a Kathmandu, lama Norbu e il suo gruppo cercano il candidato locale: è un bambino di nome Raju, coetaneo di Jesse, che lavora in un circo ed è famoso per essere amante delle scimmiette. Lama Norbu si meraviglia nel vedere che, in mezzo alla folla, Raju e Jesse si incontrano e fanno amicizia. Poco dopo però viene avvertito di un terzo candidato, che vive in un remoto villaggio indiano lungo il confine. Giunto sul posto, sempre con Jesse, Dean e Raju, scopre che si tratta di una bambina, Gita, figlia di un raja morto da pochi anni, che in vita è stato devoto alla causa di lama Dorje. Da circa un mese, la bambina recita nel sonno i Sutra in lingua tibetana, soprattutto il Sutra del Cuore. Lama Dorje, racconta la giovane vedova, sarebbe morto poco dopo la vista, e a pochi mesi dal triste evento lei sarebbe rimasta sorprendentemente incinta.

Siddhārtha frattanto ha ridato vigore al proprio corpo, e iniziato a indossare semplici vesti color zafferano, trascorrendo lungo tempo in meditazione. Mara, un demone molto potente, sceglie di tentarlo con gli spiriti dell'orgoglio, dell'avidità, della paura, dell'ignoranza e del desiderio camuffati come bellissime ragazze. Ma il giovane asceta li respinge con la forza dell'amore e della compassione, gli stessi mezzi con cui in seguito sconfigge le armate di demoni al servizio di Mara, e lo stesso signore del male, che si ritira impotente. A questo punto raggiunge la pace interiore, diventa onnisciente e ottiene l'Illuminazione: da questo momento è il Buddha.

Il gruppo raggiunge finalmente il Monastero di Paro, dove i tre bambini vengono sottoposti alle ultime analisi. Lama Norbu e l'abate del monastero s'incontrano in privato, e il maestro ammette di essere prossimo a morire. L'abate suggerisce di consultare l'oracolo, che viene coinvolto immediatamente in un rito al termine del quale sancisce che tutti e tre i bambini sono la reincarnazione di lama Dorje. Lama Norbu spiega che si tratta di un raro fenomeno, di una manifestazione separata di corpo, parola e mente. Ha inizio un lungo e preciso cerimoniale, che si ripete immutato da molti secoli, durante il quale i tre bambini vengono presentati come reincarnati a pieno titolo. Lama Norbu, ormai in pace, dice a Jesse che forse un giorno sarà lui a trovare la sua reincarnazione e si raccoglie in meditazione, morendo poco dopo. I monaci si preparano immediatamente a compiere i riti funebri previsti, ma il suo spirito si rivolge un'ultima volta ai suoi tre piccoli amici recitando il Sutra del Cuore.

Pochi mesi dopo, le sue ceneri sono divise tra i tre reincarnati, che provvedono a disperderle in modo diverso: Jesse, che sta per avere un fratellino, in mare; Raju, che ha preso i voti monastici, le fa volare attaccate a dei palloncini; Gita invece le lancia dal suo albero.

Dopo i titoli di coda si vede la mano di un monaco che, impugnando un vajra, distrugge il mandala appena completato, come testimonianza dell'impermanenza di tutte le cose.

Il Rinpung Dzong nel distretto di Paro (Bhutan), luogo delle riprese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia di Lama Dorje, descritto da Kenpo Tenzin come un uomo dal grande senso dell'umorismo e da Gita come la rinascita della badessa di un convento, e del riconoscimento della sua reincarnazione nel bambino occidentale Jesse si ispira alla storia di Lama Yeshe (1935-1984), un insigne maestro tibetano realmente esistito e noto per aver istituito la Fondazione per la Preservazione della Tradizione Mahayana, un importante centro impegnato nella diffusione del Buddhismo tibetano e nella preservazione della civiltà tibetana al di fuori del Paese originario, occupato dall' Esercito Popolare di Liberazione cinese nel 1949.

Morto in esilio a Los Angeles, dove impartiva regolari insegnamenti, lama Yeshe era descritto dai monaci e dai suoi discepoli come un uomo eccentrico, sempre pronto a ridere vivamente e a mettere da parte l' antichissimo codice di comportamento per sperimentare nuovi metodi di insegnamento.

Nel 1986 Lama Zopa, altro rispettato lama nepalese e discepolo principale di lama Yeshe, identificò in Osel Hita Torres, un bambino spagnolo di un anno e due mesi, la sua reincarnazione, intuizione che poco dopo fu confermata dal XIV Dalai Lama. Portato a Mysore, in India, nel celebre Monastero di Sera, il bambino fu ribattezzato lama Tenzin Osel Rinpoche.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Lucky Red lo ha distribuito per la prima volta in Blu-ray Disc il 20 novembre 2012.[1]

Ricezione[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la classifica degli utenti di Imdb è il lavoro di Bertolucci meno amato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Piccolo Buddha - Recensione Blu-ray, Silenzio-In-Sala.com. URL consultato il 29-01-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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