Tenzin Gyatso

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Tenzin Gyatso
Tenzin Gyatso
14° Dalai Lama
In carica dal 17 novembre 1950
Incoronazione 17 novembre 1950
Predecessore Thubten Gyatso
Nome completo Jetsun Jamphel Ngawang Lobsang Yeshe Tenzin Gyatso
Nascita Qinghai, Cina, 6 luglio 1935 (1935-07-06) (76 anni)
Padre Choekyong Tsering
Madre Diki Tsering
Medaglia del Premio Nobel Nobel per la pace 1989

Tenzin Gyatso, nato Lhamo Dondrub (Qinghai, 6 luglio 1935), è un monaco buddhista tibetano, XIV Dalai Lama, premio Nobel per la pace nel 1989 ed esponente della dottrina della nonviolenza.

Indice

[modifica] Biografia

Lhamo Dondrub nacque in una povera e numerosa famiglia di piccoli coltivatori a Taktser, un minuscolo e isolato villaggio dell'Amdo, nel nordest tibetano.

Tenzin Gyatso all'età di 5 anni.

Nello stesso periodo della sua nascita, Thupten Jampel Yishey Gyantsen, V Reting Rinpoce e Reggente del governo di Lhasa, era da due anni alla ricerca della reincarnazione del Dalai Lama defunto. A questo scopo visitò in compagnia dei suoi principali dignitari il Lhamo Latso, lago considerato sacro dai tibetani poiché in grado di fornire ai più esperti e saggi meditatori molte nitide visioni e immagini, dove ebbe la visione di tre lettere dell'alfabeto tibetano, seguite da un monastero con un tetto verde giada e oro, e infine da una casa con tegole turchese. Decise di mantenere segreta la visione fino a che la reincarnazione non fosse stata trovata.

Nel 1937, due anni dopo, un gruppo di monaci Sera guidati da Lama Kewtsang Rinpoce, in base ad alcuni indizi supportati dall' Oracolo Nechung, raggiunse Taktser, dove si trovava il monastero dal tetto verde giada e oro, e la casa del piccolo Lhamo, dalle tegole turchese. Le tre lettere infatti equivalevano alle iniziali del villaggio, del monastero e della regione di Amdo. I monaci mantennero il segreto sulla propria identità, ed esaminarono il bambino fino a che si convinsero che si trattasse effettivamente della reincarnazione del Grande Tredicesimo.

In quel tempo l' Amdo era sotto il controllo di Ma Lin, un Signore della guerra alleato con Chiang Kai-shek e governatore della provincia per ordine del Guomindang, a cui la teocrazia di Lhasa pagò un cospicuo riscatto per permettere al fanciullo di raggiungere la capitale. Una volta condotto al Palazzo del Potala, nel 1939, fu intronizzato come Quattordicesimo Dalai Lama durante una solenne cerimonia in cui fu ribattezzato Jetsun Jamphel Ngawang Lobsang Yeshe Tenzin Gyatso, ovvero Sacro Signore, Gloria gentile, Compassionevole, Difensore della fede, Oceano di saggezza. Da allora i tibetani si riferiscono a lui come Yeshe Norbu, ovvero «Gemma che realizza i desideri», o semplicemente Kundun, «la Presenza». Nel mondo occidentale è spesso chiamato Sua Santità il Dalai Lama, stile usato nel suo sito ufficiale (vedi collegamenti esterni).

Mentre alla sua famiglia veniva concesso un titolo nobiliare con tanto di una sostanziosa proprietà fondiaria, in tono con le antiche tradizioni riguardanti i tulku, i Lama reincarnati, il nuovo Dalai Lama cominciava la sua educazione monastica e governativa ad appena sei anni, in attesa dell' assunzione alla maggiore età dei pieni poteri quale capo del governo e della religione. Mentre si divideva tra gli studi, i giochi e le riunioni di famiglia, il Tibet suscitò nuovamente l' interesse da parte della Cina, mentre il Reggente Reting divenne una figura molto controversa, essendo considerato uno dei principali fomentatori della corruzione nel governo e della trascuratezza della disciplina morale tra i monaci.

Discepolo di Trijang Rinpoce e di Taktra Rinpoce, Tenzin Gyatso assunse i pieni poteri governativi il 17 novembre 1950, ad appena quindici anni, affinché il Tibet potesse fronteggiare le pretese di annessione avanzate dalla neonata Repubblica Popolare Cinese di Mao Tse-tung, che aveva da poco proclamato l' intenzione di «riunire alla madrepatria quella regione occidentale della Cina». Poiché l'Esercito Popolare di Liberazione aveva invaso l'est del Tibet dando luogo alle prime brutalità a danno dei nobili, dei monaci e dei latifondisti, nel 1954 partì alla volta di Pechino con il X Panchen Lama con l' intento di negoziare con il Presidente Mao, Zhou Enlai e Deng Xiaoping, ma gli incontri non ebbero successo.

Rientrato in Tibet, fece del suo meglio per frenare le prepotenze dei funzionari cinesi, e a ventiquattro, nel 1959, discusse il suo esame finale al Jokhan durante la festa annuale Monlam, superando con onore le prove al cui termine ricevette il titolo di Ghesce Lharampa, la qualifica di studio più alta.

Dopo un fallito tentativo di rivolta contro i cinesi, aiutato dalla Cia statunitense, il XIV Dalai Lama fuggì dal Lhasa la notte del 17 marzo 1959, giungendo in India il successivo 31 marzo. Sostenuto da Nehru, prese residenza a Dharamsala con un seguito di centoventimila tibetani, e formò un Governo tibetano in esilio.

Da allora viaggia spesso per il mondo, soprattutto in Occidente, dove diffonde la tradizione del Buddhismo tibetano, e si impegna a beneficio del profughi tibetani che sfuggono costantemente in massa alle persecuzioni della Repubblica Popolare Cinese

[modifica] Premio Nobel (1989)

Quando il 10 dicembre 1989 venne conferito a Tenzin Gyatso il Premio Nobel per la pace, in un comunicato il Comitato annunciò le motivazioni:

« Il Comitato norvegese per il Nobel ha deciso di attribuire il Nobel per la pace per il 1989 al 14° Dalai Lama, Tenzin Gyatso, leader politico e religioso del popolo tibetano. Il Comitato desidera sottolineare il fatto che il Dalai Lama nella sua lotta per la liberazione del Tibet ha sempre e coerentemente rifiutato l'uso della violenza, preferendo ricercare soluzioni pacifiche basate sulla tolleranza ed il rispetto reciproco, per preservare il retaggio storico e culturale del Suo popolo. Il Dalai Lama ha sviluppato la propria filosofia di pace a partire da un reverente rispetto per tutto ciò che è vivo, basandosi sul concetto della responsabilità universale che unisce tutta l'umanità al pari della natura. Il Comitato ritiene che Sua Santità abbia avanzato proposte costruttive e lungimiranti per la soluzione dei conflitti internazionali, e per affrontare il problema dei diritti umani e le questioni ambientali globali. »

Il Dalai Lama, alla cerimonia di consegna del prestigioso riconoscimento, dichiarò:

« Mi considero solo un semplice monaco buddhista. Niente di più, niente di meno. Quello che è importante non sono io, ma il popolo tibetano. Questo premio rappresenta un incoraggiamento per i sei milioni di abitanti del Tibet che da oltre quarant'anni stanno vivendo il più doloroso periodo della propria storia. Nonostante ciò la determinazione della gente, il suo legame con i valori spirituali e la pratica della non violenza rimangono inalterati. Il premio Nobel è un riconoscimento alla fede e alla perseveranza del popolo tibetano. »
(Tenzin Gyatso)

[modifica] Anni recenti

Il 14 maggio 1995 il Dalai Lama proclamò Gedhun Choekyi undicesima reincarnazione del Panchen Lama, ma la Cina rapì il bambino e nominò come reincarnazione un altro bambino Gyancain Norbu. Gedhun Choekyi Nyima (oggi ventenne) è tuttora prigioniero della Cina, ma alcune persone ritengono che ormai sia deceduto per cancro o leucemia e che la sua morte sia tenuta nascosta. [1]

Nel novembre 2010 ha dichiarato di volersi ritirare dall' attività politica entro sei mesi, e di prendere in considerazione l' idea di scegliere il proprio successore al titolo di Dalai Lama, suscitando in particolare un' aspra polemica da parte del Ministero degli esteri cinese, secondo cui si tratterebbe di un' azione del tutto illegale, perché quello di Dalai Lama sarebbe «un titolo conferito dal governo di Pechino, soggetto interamente al diritto cinese».

L'11 marzo 2011 si è dimesso da capo del governo in esilio, in favore di un successore che venga eletto dal Parlamento esule[1].

Nel gennaio 2012, i servizi segreti indiani rendono nota la possibilità di un attentato i suoi danni, per mezzo di un certo Tashi Phuntsok, cinese di discendenza tibetana, accompagnato da altri cinque connazionali.

[2]

[modifica] Influenza internazionale

Il Dalai Lama a colloquio con il Presidente statunitense George W. Bush alla Casa Bianca il 23 maggio 2001
« Prima di addormentarmi, penso sempre per qualche minuto. Penso alla gente in Tibet. A quello che sta soffrendo, al suo dolore. E mentalmente recito una preghiera di ringraziamento per essere libero. Un rifugiato, ma libero. Che può parlare per il suo popolo e cercare di alleviarne le sofferenze. »
("Il Dalai Lama", di Piero Verni)

Tenzin Gyatso è il primo Dalai Lama che si è trovato a dover operare dall'estero e contemporaneamente il primo che ha visitato le nazioni occidentali cercando di promuovere la sua causa e di far conoscere al mondo i principi del buddhismo.

Il Dalai Lama parla l'inglese ed ha ottenuto la simpatia del mondo occidentale per la sua battaglia in nome dell'autodeterminazione del popolo tibetano. Molte celebrità di Hollywood (in particolare Richard Gere, Harrison Ford, Barbra Streisand, Steven Seagal, Goldie Hawn e Meg Ryan) lo hanno pubblicamente sostenuto.

Tenzin Gyatso è stato più volte "denunciato" dalla Cina come fautore dell'indipendenza tibetana mentre la sua posizione politica attuale è che non sia obbligatoria l'indipendenza totale del Tibet, ma solo è necessaria la sua autonomia negli affari interni (autodeterminazione), lasciando la gestione della difesa e degli affari esteri alla Cina.

Anche se non in modo continuato, ci sono stati colloqui fra il governo tibetano in esilio e la Cina, ma mentre il primo desidera soprattutto discutere dello stato del Tibet all'interno della Cina, la Repubblica Popolare Cinese vuole limitare gli accordi alle condizioni del ritorno del Dalai Lama in Tibet.

Il 18 aprile 2005 l'autorevole rivista Time Magazine ha inserito il Dalai Lama tra le 100 personalità più influenti del pianeta.

Il 14 ottobre 2006, presso l'Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli studi Roma Tre, Tenzin Gyatso ha ricevuto la laurea honoris causa in biologia, come riconoscimento per il suo interesse e il suo impegno per la scienza e in particolare per le discipline neurobiologiche.

Il 16 ottobre 2007 è ricevuto dal Congresso degli Stati Uniti che lo ha insignito della Medaglia d'Oro. Questo fatto ha provocato accese proteste da parte del governo cinese.

Nella prima metà del dicembre 2007 ha compiuto un viaggio in Italia: oggetto di critiche è stato il fatto che né il Papa Benedetto XVI, né il Primo ministro Romano Prodi, abbiano ricevuto ufficialmente il Dalai Lama, per paura di aprire un incidente diplomatico con la Cina. Il religioso è stato comunque ricevuto dal presidente della Camera, Fausto Bertinotti, da esponenti del clero cattolico ed esponenti di altre religioni.

Il 16 dicembre 2007 [3] il presidente del Consiglio comunale di Torino, Giuseppe Castronovo, e il sindaco, Sergio Chiamparino, hanno conferito ufficialmente la cittadinanza onoraria torinese al XIV Dalai Lama, Tenzin Gyatso.[4]

Il 9 febbraio 2009 Tenzin Gyatso ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Roma dal sindaco della città Gianni Alemanno.

Notoriamente contrario alla violenza e alla pena di morte, all' indomani del 2 maggio 2011, giorno dell' uccisione di Osama bin Laden, capo dell'organizzazione terrositica di al-Qaida, nel corso di una conferenza stampa nel New Jersey ha dichiarato il proprio rammarico: «Mi sento un po' triste per l' uccisione di Osama bin Laden. Penso che non sia giusto, è come quando fu impiccato Hussein. Anche lì mi sono sentito molto triste.».

[modifica] Pensiero

Tenzin Gyatso è un convinto assertore della non-violenza e della pace fra tutte le creature. In ragione di ciò, sostiene anche il rispetto per gli animali e il valore etico del vegetarismo:

« Non vedo ragione per cui si dovrebbero uccidere gli animali e farli diventare cibo per l'uomo, quando esistono tanti altri alimenti che sostituiscono la carne. Dopo tutto, l'uomo può vivere senza carne...[2] »
« Gli animali uccidono solo quando hanno fame, e questo è un atteggiamento assai diverso da quello degli uomini, che sopprimono milioni di animali solo in nome del profitto. »

[modifica] Critiche

Tenzin Gyatso nel 2007 durante la sua visita al monastero Ghe Pel Ling di Milano.

Nell'ottobre 1998 l'amministrazione del Dalai Lama riconobbe di aver ottenuto negli anni sessanta circa 1,7 milioni di dollari all'anno dalla CIA[3] e di aver permesso l'addestramento di un gruppo di miliziani in Colorado (USA).[4]. Quando l'esponente della Central Intelligence Agency John Kenneth Knaus nel 1995 chiese a Gyatso se l'organizzazione avesse fatto bene o male a fornire il suo supporto, il Dalai Lama rispose che nonostante l'effetto positivo sul morale, «migliaia di vite furono perse nella resistenza» e che «il governo USA si è interessato agli affari interni del Tibet non per aiutarlo, ma per usarlo tatticamente come arma contro la Cina»[5].

Nel 1998 il Dalai Lama fu pesantemente criticato dal giornalista britannico Christopher Hitchens per il suo presunto supporto al programma nucleare Indiano, la "vendita di indulgenze" ad alcuni personaggi famosi di Hollywood - tra cui Richard Gere - e, infine, per alcune affermazioni interpretabili come giustificative della prostituzione[6].

Il Dalai Lama è stato anche criticato per le sue posizioni ondivaghe e accusato di aver modificato il proprio messaggio per accattivarsi di volta in volta i favori dell'opinione pubblica, e di aver calibrato i messaggi successivi in funzione delle critiche ricevute per quelli precedenti. Questo avrebbe portato fazioni opposte a ritenersi entrambe depositarie del favore del Lama: tra le materie più sensibili trattate da Gyatso vi sono l'omosessualità[7], l'aborto, la guerra in Iraq e l'indipendenza del Kashmir. I sostenitori di Gyatso rimarcano tuttavia che tale atteggiamento va letto alla luce di una politica conciliatoria tra visioni opposte.

Anche l'amichevole immagine del Tibet feudale resa da Gyatso non è esente da critiche[8], dove è stata contestata la presenza della servitù e addirittura di episodi di vera e propria schiavitù.[9] Inoltre, il codice penale comprendeva forme di pena corporale e la pena di morte per i casi più gravi.[8]

Gyatso ha ribattuto condannando fermamente alcune pratiche dell'antico Tibet feudale, e ha aggiunto che l'invasione cinese ha interrotto il processo di modernizzazione da lui iniziato. Lo storico Michael Parenti ha avanzato l'ipotesi che l'abbandono del Dalai Lama del Tibet nel 1959 e la decisione del governo cinese di ivi abolire l'istituto della servitù possano essere collegate[8].

[modifica] Scritti del Dalai Lama

Tenzin Gyatso

Tra le molte opere di Tenzin Gyatso, ricordiamo le seguenti.

[modifica] Scritti biografici

[modifica] Scritti sul buddhismo

[modifica] Film sul Dalai Lama

Fra i film prodotti negli ultimi anni sul Dalai Lama, vanno ricordati:

[modifica] Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine dell'Ecce Homo - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Ecce Homo
— 10 dicembre 2006
Cavaliere dell'Ordine del Sorriso - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Sorriso
Medaglia d'oro del Congresso - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro del Congresso

[modifica] Note

  1. ^ http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2011/03/10/visualizza_new.html_1557992950.html
  2. ^ Citato in Steven Rosen, Il vegetarismo e le religioni del mondo, traduzione di Giulia Amici, Jackson Libri 1995, p. 131.
  3. ^ (EN) Tim Boucher. «Dalai Lama on CIA Payroll?», da TimBoucher.com, 25 luglio 2005.
  4. ^ (EN) «World News Briefs; Dalai Lama Group Says It Got Money From C.I.A.», The New York Times, 2 ottobre 1998.
  5. ^ (EN) William Blum. Rogue State: A Guide to the World's Only Superpower.
  6. ^ (EN) Cristopher Hitchens. «His material highness», da Salon.com. 13 luglio 1998.
  7. ^ (EN) Patrick French. «Cuddly Dalai Lama is our fantasy creation»
  8. ^ a b c (EN) Michael Parenti. «Friendly Feudalism: The Tibet Myth», da Swans Commentary, 7 luglio 2003 (citato anche su Dissidentvoice.org e aggiornato nel luglio 2004).
  9. ^ (EN) «Regarding Michael Parenti's Friendly Feudalism: The Tibet Myth», lettere a Swans Commentary, 9-17 luglio 2003

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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Thubten Gyatso 22 febbraio 1940 - -
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