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Léon Jouhaux (Parigi, 1 luglio 1879 – Parigi, 28 aprile 1954) è stato un sindacalista e politico francese, vincitore del premio Nobel per la pace nel 1951[1].
Il padre di Jouhaux lavorava in una fabbrica di fiammiferi ad Aubervilliers. Quando le entrate della famiglia furono messe in discussione a causa di uno sciopero, Jouhaux lasciò la scuola secondaria. Iniziò a lavorare presso la fabbrica all'età di sedici anni e presto divenne un membro importante del sindacato. Nel 1900 prese parte ad uno sciopero contro l'uso del fosforo bianco che aveva accecato suo padre. Fu, così, licenziato e, in seguito, cambiò vari posti di lavoro fino a quando il sindacato riuscì a farlo riassumere.
Nel 1906, fu eletto dall'unione locale come rappresentante presso la Confédération générale du travail, dove scalò presto le posizioni dirigenziali. Dal 1909 divenne tesoriere ad interim, e poco dopo (il 12 luglio dello stesso anno) fu nominato segretario generale dell'organizzazione. Restò in carica fino al 1947. Il lungo periodo di permanenza al vertice dell'organizzazione gli valse il soprannome di "generale". I suo obiettivi sindacali erano quelli classici dei primi movimenti di lavoratori: la giornata lavorativa di otto ore, il diritto ad essere rappresentati dai sindacati, la contrattazione collettiva e le ferie pagate. Durante il governo del Fronte popolare, fu fra i firmatari degli Accordi di Matignon del 1936, che prevedevano la concessione di molti di questi diritti ai lavoratori francesi.[2]
Negli anni che precedettero la seconda guerra mondiale, organizzò molte manifestazioni di protesta, anche contro la guerra. Iniziata la guerra, Jouhaux supportò il suo paese, convinto che una vittoria della Germania nazista avrebbe portato alla distruzione della democrazia in Europa. Durante la guerra, fu arrestato e internato nel campo di concentramento di Buchenwald.
Dopo la guerra, lasciò la CGT per dar vita a Force Ouvrière (Forza Operaia), un sindacato di ispirazione socialdemocratica, in risposta alla sempre maggiore influenza esercitata dal Partito Comunista Francese sulla Confederazione Generale.
Nel 1951 ottenne il Premio Nobel per la pace.
Nel contesto internazionale, il suo lavoro fu importante per la creazione dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL - ILO). Raggiunse le posizioni più alte nelle organizzazioni sindacali internazionali, inclusa la Federazione Sindacale Mondiale.
Alla sua morte, fu seppellito al cimitero di Père Lachaise, a Parigi.
- ^ (EN) Il premio Nobel per la pace del 1951. URL consultato in data 15 dicembre 2007.
- ^ (FR) Gli accordi di Matignon del 1936, dal sito www.histoire-en-questions.fr. URL consultato in data 16 dicembre 2007.
Collegamenti esterni[modifica]
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Vincitori del Premio Nobel per la pace |
| Vincitori per paese · in ordine alfabetico · in ordine cronologico |
| 1901 - 1925 |
Jean Henri Dunant, Frédéric Passy (1901) · Élie Ducommun, Charles Albert Gobat (1902) · William Randal Cremer (1903) · Institut de droit international (1904) · Bertha von Suttner (1905) · Theodore Roosevelt (1906) · Ernesto Teodoro Moneta, Louis Renault (1907) · Klas Pontus Arnoldson, Fredrik Bajer (1908) · Paul-Henri-Benjamin d'Estournelles de Constant, Auguste Beernaert (1909) · Bureau international permanent de la paix (1910) · Tobias Michael Carel Asser, Alfred Hermann Fried (1911) · Elihu Root (1912) · Henri La Fontaine (1913) · Comitato Internazionale della Croce Rossa (1917) · Thomas Woodrow Wilson (1919) · Léon Bourgeois (1920) · Hjalmar Branting, Christian Lous Lange (1921) · Fridtjof Nansen (1922) · Austen Chamberlain, Charles G. Dawes (1925) |
| 1926 - 1950 |
Aristide Briand, Gustav Stresemann (1926) · Ferdinand Buisson, Ludwig Quidde (1927) · Frank Kellogg (1929) · Nathan Söderblom (1930) · Jane Addams, Nicholas Murray Butler (1931) · Norman Angell (1933) · Arthur Henderson (1934) · Carl von Ossietzky (1935) · Carlos Saavedra Lamas (1936) · Robert Cecil (1937) · Ufficio internazionale Nansen per i rifugiati (1938) · Comitato Internazionale della Croce Rossa (1944) · Cordell Hull (1945) · Emily Greene Balch, John Mott (1946) · Friends Service Council, American Friends Service Committee (1947) · John Boyd Orr (1949) · Ralph Bunche (1950) |
| 1951 - 1975 |
Léon Jouhaux (1951) · Albert Schweitzer (1952) · George Marshall (1953) · Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (1954) · Lester Pearson (1957) · Georges Pire (1958) · Philip Noel-Baker (1959) · Albert John Lutuli (1960) · Dag Hammarskjöld (1961) · Linus Pauling (1962) · Comitato Internazionale della Croce Rossa, Lega delle società della Croce Rossa (1963) · Martin Luther King (1964) · Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (1965) · René Cassin (1968) · Organizzazione Internazionale del Lavoro (1969) · Norman Borlaug (1970) · Willy Brandt (1971) · Henry Kissinger, Lê Đức Thọ (premio rifiutato) (1973) · Seán MacBride, Eisaku Sato (1974) · Andrej Dmitrievič Sacharov (1975) |
| 1976 - 2000 |
Betty Williams, Mairead Corrigan (1976) · Amnesty International (1977) · Anwar al-Sadat, Menachem Begin (1978) · Madre Teresa di Calcutta (1979) · Adolfo Pérez Esquivel (1980) · Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (1981) · Alva Myrdal, Alfonso García Robles (1982) · Lech Wałęsa (1983) · Desmond Tutu (1984) · International Physicians for the Prevention of Nuclear War (1985) · Elie Wiesel (1986) · Óscar Arias (1987) · Forza di protezione delle Nazioni Unite (1988) · Tenzin Gyatso (1989) · Michail Gorbačëv (1990) · Aung San Suu Kyi (1991) · Rigoberta Menchú Tum (1992) · Nelson Mandela, Frederik Willem de Klerk (1993) · Yasser Arafat, Shimon Peres, Yitzhak Rabin (1994) · Józef Rotblat, Pugwash Conferences on Science and World Affairs (1995) · Carlos Filipe Ximenes Belo, José Ramos-Horta (1996) · Campagna Internazionale per il Bando delle Mine Antiuomo, Jody Williams (1997) · John Hume, David Trimble (1998) · Medici Senza Frontiere (1999) · Kim Dae-Jung (2000) |
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